FINCHÉ LE MUCCHE
TORNERANNO A CASA
Le mucche di Vrindavana soffrono
perché i loro pascoli stanno scomparendo.
di Braja Sevaki Devi Dasi
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| Un giovane vitello viene portato a spalle. |
Era il giorno prima di Janmastami. Una folla di pellegrini stava riversandosi a Vrindavana. Le strade erano congestionate dal traffico proveniente da Delhi e dalle zone vicine. Venivo continuamente spinta dalle persone e dagli animali, mi sentivo a pezzi e desideravo un luogo solitario. Improvvisamente, un grosso toro mi urtò e mi spinse in mezzo al traffico. Fui investita da una macchina che mi spezzò le gambe e altre ossa della parte sinistra del mio corpo. Giacevo là confusa, cercando di riprendere il controllo dei sensi. Appena presi coscienza di quello che era accaduto, avvertii subito il dolore — non potevo muovermi e perdevo molto sangue. Il peggio però doveva ancora venire. L'autista della macchina scese e chiese ad alcuni presenti di aiutarlo a trascinarmi sul lato della strada. Poi prese dal camion una lattina di olio da motore e lo versò sulle mie ferite. Agli astanti inorriditi disse che questo avrebbe tenuta lontana l'infezione dalle mie ferite e che in pochi giorni sarei stata bene. Poi se ne andò per ricevere le sante benedizioni delle divinità che presiedono Vrindavana. Mi chiedo se Sri Krishna abbia dato qualche benedizione a questo autista. Comunque ne dubito...
Sfortunatamente questo è accaduto davvero. Non a me, ma ancor peggio, ad una vitella di tre mesi di nome Kamala ("loto" in sanscrito). Se lei avesse potuto parlare, questo sarebbe stato all'incirca il suo racconto. Invece l'accaduto mi fu riferito da coloro che ne erano stati testimoni. Il lato peggiore è che storie come questa di Kamala non sono eccezionali, rare e neppure riescono più a sorprendere qualcuno: capitano frequentemente. A Vrindavana ci sono da tre a quattrocento mucche abbandonate che vagano per le strade alla ricerca di cibo e di un rifugio. Ho sempre avuto l'impressione — e ho notato che è condivisa da molti visitatori di Vrindavana — che le mucche avessero un padrone e che vagassero durante il giorno per tornare dai loro padroni alla sera.
Mentre questo è vero in qualche caso, la maggior parte delle mucche è stata abbandonata da proprietari che non se ne curano. Morenti, malate e senza protezione, sono in pericolo a causa del crescente traffico di Vrindavana e ancor più a causa dei ladri di bestiame che le portano via per venderle ai mattatoi. E difficile credere che tutto questo accada nel villaggio di Krishna di Vrindavana. Ancor più difficile credere che in alcuni goshala (rifugi per mucche) della città si siano verificate irruzioni da parte di questi stessi ladri di bestiame che cercano di rubare le mucche qui protette. Sembra che il Kali-yuga abbia raggiunto Vrindavana e le mucche lo avvertono particolarmente. Ma qualcosa sta cambiando.
AFFASCINATA DA UNA VITELLA COLOR CIOCCOLATO
In una fredda mattina di dicembre, mentre una sottile nebbia avvolgeva l'aria come una ragnatela, camminavo a piedi lungo un sentiero polveroso fuori città, avvolta strettamente nel mio scialle che mi accoglieva con il suo tepore. Ero a Vrindavana per un ritiro di una settimana. Avevo molto desiderato questa opportunità e non avevo intenzione di andare da nessun'altra parte: nessun viaggio di un giorno, nessuna gita sociale, niente. Ero lì per trascorrere un po' di tempo con amici che non vedevo da molti anni e forse sedere in un luogo santo a cantare Hare Krishna. Doveva essere un riposo ben meritato, una serena settimana da sola — così pensavo. Non immaginavo che cosa stava per accadere: la mia vita sarebbe cambiata e la causa sarebbe stata una vitella color cioccolato, senza nome, magrissima e debole.
La mia vecchia amica Syama Gauri Dasi mi dette il benvenuto presso gli alti cancelli di ferro. Entrai e vidi questa scena: un recinto tranquillo e pulito, diviso a metà da una parete di mattoni coperta con un misto di sterco di mucca e fango; fienili, stalle e recinti delimitati con siepi sul retro, tutto lavato con la stessa miscela; il risultato era piacevole agli occhi e l'aria era profumata. Era la sede del "Care for Cows" e Syama Gauri mi aveva invitato in questo posto, dove lei trascorreva qualche giorno alla settimana prendendosi cura delle mucche abbandonate e ferite di Vrindavana, dei vitelli e dei tori. Mi sentii a mio agio in quel recinto, c'era un fresco profumo di campagna, un odore di mucche, di fieno, di sterco di mucca e di tante cose buone e pulite. Al di là del muro di mattoni un recinto vuoto, che più tardi nella giornata avrebbe ospitato circa novanta mucche adulte e tori, era al momento il posto dove vagava un enorme solitario toro grigio di nome Baba.
Lontano, attraverso il fienile, potevo vedere una zona recintata da una siepe davanti al cui cancello stavano circa venti giovani mucche e tori, tutti a l di sotto di un anno e troppo piccoli per stare insieme a quelli adulti. Successivamente avrei chiamato questo luogo "recinto per bambini", ma per ora era soltanto il recinto delle mucche e i suoi abitanti erano incuriositi dal mio arrivo. Fu allora che vidi quella piccola vitella color cioccolato di cui ho parlato. Sdraiata contro il muro di mattoni, sorretta da cuscini e mucchi di fieno, giaceva immersa nel caldo sole del mattino. Aveva gli occhi chiusi che mosse appena mentre ci avvicinavamo. "Questa piccola è venuta due giorni fa," mi disse Syama Gauri. "È stata trovata da alcuni devoti che si recavano al tempio di Dauji a Gokula. Ha una gamba rotta e l'anca fuori posto. Ha queste ferite aperte sul fianco e non sappiamo quanto le sue ferite interne siano gravi. È stata sdraiata là per una settimana. Nessuno ha fatto qualcosa per aiutarla. I devoti l'hanno raccolta, caricata sulla macchina e, tornati in città, l'hanno portata direttamente qui. Non siamo sicuri che possa sopravvivere."
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| Il Dott. Lavania cura Pushpa, che sta così comodo che si è addormentato. |
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| L'autrice siede con Pushpa una settimana dopo l'incidente. |
ORGOGLIOSA DI AMARE LE MUCCHE
Bene, è proprio qui che la storia diventa straziante. È duro ascoltare cose come queste a proposito di piccole creature di Dio e ancor più duro è vederle di persona. Potreste chiedervi se io sono solo un'amante delle mucche dal cuore sanguinante che cerca di fare pubblicità per alcune mucche maltrattate. Bene, certo io sono un'amante delle mucche — ogni devoto dovrebbe esserlo, quasi naturalmente. Le scritture vediche sono piene di riferimenti a questi animali molto elevati che sono i favoriti di Sri Krishna, la Persona Suprema. "Krishna è la vita e l'anima delle ragazze di Vraja. Tutto il suo corpo è ricoperto dalla sottile polvere alzata dagli zoccoli dei vitelli e porta un flauto infilato nel dhoti stretto intorno ai Suoi fianchi. La Sua voce melliflua attrae tutte le mucche." (Stava Mala, Srila Rupa Gosvami). Queste poche righe costituiscono una conoscenza valida ed essenziale, ma non posso dire di averla pienamente realizzata.
La maggior parte di noi è molto lontana dall'apprezzare Krishna con gli stessi sentimenti delle gopi o con la comprensione che grandi personalità come Srila Rupa Gosvami hanno degli intimi passatempi di Krishna nella Sua dimora di Goloka Vrindavana. Tuttavia questo breve viaggio nel mondo delle mucche abbandonate e maltrattate di Vrindavana, cominciava ad avere un effetto su di me. Si deve fare in modo che una persona mediti a lungo sulla sua eterna relazione con Krishna e sulle Sue relazioni con le Sue tanto amate mucche. "Krishna è adorato come namo brahmanya-devaya. Il Suo primo impegno è di dare protezione alle mucche e ai brahmana." (Lettera di Srila Prabhupada del 16 giugno 1974)
La maggior parte di noi potrebbe facilmente passare la vita senza avere l'opportunità di riflettere nemmeno un secondo sulle mucche di Vrindavana. In un certo senso questo non è troppo male, perché è difficile osservare il loro stato, ed è penoso vederle portare al "Care for Cows" con terribili ferite. Spezza il cuore vederle ritrarsi quando una mano viene alzata, perché sono state maltrattate, o correre via spaventate quando sentono parlare a voce alta, ma in verità è una buona cosa che ti venga data l'opportunità di offrire tempo, servizio e amore ad una piccola mucca di Vrindavana che non riesce a tenersi sulle gambe, non può muoversi e non ha neppure la forza per alzare la testa per mangiare. Prendendosi cura di queste mucche c'è la possibilità di avvicinarsi a Krishna, comprendendo quanto siano speciali e perché ogni giorno, anche se per un breve momento, Krishna preferisca la loro compagnia o perché il pianeta dove Egli risiede sia chiamato Goloka Vrindavana, che significa "pianeta delle mucche". Non è un caso — Egli è il Signore di tutta la creazione, eppure sceglie di trascorrere la Sua giornata per le mucche. Questo ha certamente qualcosa di stupefacente.
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| Vrinda Devi accarezza una mucca molto contesa di nome Gopi. |
"Proprio come Brahma offre una preghiera: surabhir abhipalayantam. 'Krishna, Govinda, tu sei così appassionato delle Tue mucche surabhi che sei sempre impegnato a portarle nella foresta e a divertirTi con i tuoi compagni pastorelli.' I Mayavadi penseranno: 'Che succede? Dio è diventato un pastorello? Com'è possibile questo? Deve essere molto elevato. Come mai è un pastorello?' Ma essi non conoscono la natura del Signore. Egli è libero. Ama tutti. Ama i Suoi grandi devoti, ama le mucche, ama i vitelli, ama gli alberi, i frutti, i fiori, l'acqua, tutto, perché tutto è una manifestazione della Sua energia."
(Srila Prabhupada, lezione sullo Srimad-Bhagavatam 1.8.44, Los Angeles 6 maggio 1973)
Ed eccomi in un recinto per mucche, ben sapendo che malgrado che il più santo dei luoghi santi. Sri Radha-kund, sia a pochi chilometri di distanza o che sono circondata da una moltitudine di templi di Krishna o che la collina Govardhan, che è il luogo più degno d'adorazione, è vicinissima, mi trovo tuttavia nel posto giusto, nel migliore dei posti, l'unico posto dove voglio stare: proprio tra le mucche di Krishna. Vrindavana è all'intemo dell'area sacra conosciuta come Braja, che in sanscrito significa "terre da pascolo". Scritture come lo Srimad-Bhagavatam e la Caitanya-caritamrita citano ripetutamente quanto sia significativo che il luogo più santo dei passatempi di Krishna si trovi sui terreni da pascolo. Sfortunatamente, a causa dello sviluppo della città di Vrindavana e del potere che gli avidi proprietari terrieri hanno su di essa, non c'è più terra da pascolo per le mucche, che sono costrette a vagare tra i mucchi di rifiuti e a cercare il cibo lungo le strade.
Proprio come la piccola Kamala, la cui storia si trova all'inizio di questo articolo — anch'essa era stata spinta in mezzo al traffico da un grosso toro affamato. La sua storia comunque ha un lieto fine.
Una gentile signora ha riferito dell'incidente al "Care for Cows" e nel giro di quindici minuti sono stata caricata sul loro ricksha e portata alla clinica. Le mie ferite sono state ripulite dall'olio di motore e le mie gambe sono state ingessate. Poi mi è stato assegnato un posto solo per me e una dieta di erba fresca, fieno e farina d'orzo. Dopo pochi giorni ero capace di stare in piedi ogni volta per quindici minuti. Un bovaro si prendeva cura di me dandomi acqua fresca, massaggiandomi e incoraggiandomi. Dopo un mese mi è stato tolto il gesso e grazie al "Care for Cows" posso di nuovo camminare normalmente.
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| (In alto) Delicate ed amorevoli cure al lavaggio del "Care for Cows". (A sinistra e a destra) Esempi di arte fatta con sterco di mucca sulle pareti della costruzione. |
"Care for Cows" esiste grazie agli sforzi di Kurma Rupa Dasa, un discepolo di Srila Prabhupada che risiede da molto tempo a Vrindavana. Grazie al suo servizio disinteressato, mucche come Kamala e la mia amica color cioccolato — il cui nome è Pushpa ("fiore") — hanno trovato una casa. "Care for Cows" non si limita a curare pazienti come Kamala e Pushpa — da loro una casa per sempre. Una volta guarite non devono tornare nelle strade ad affrontare lo stesso destino. Quando crescono, trascorrono i loro giorni su alcuni ettari di terreno preso in affitto non lontano dal recinto del "Care for Cows". Di pomeriggio, tornano nel recinto che Baba occupa da solo al mattino — anche a lui è stata rotta una gamba in gioventù e ora ha trovato stabile rifugio nel recinto. Qui essi sono ben nutriti, spazzolati e alloggiati per la notte; si riscaldano l'un l'altro nelle fredde notti d'inverno e si sentono sicuri perché sanno che per mangiare non devono più affrontare il traffico, le malattie e i ladri di bestiame.
Sì, sono un'amante delle mucche, ma è giusto esserlo: è una cosa molto importante. Srila Prabhupada durante una lezione disse: "Pertanto il nostro movimento per la coscienza di Krishna non è un movimento sentimentale. Si prende cura di tutta l'organizzazione sociale che ci circonda. Non è qualcosa di simile ad un sentimento religioso. Ci dovremmo prendere cura di tutto. Perciò diciamo di proteggere la mucca, di proteggere la mucca." La protezione della mucca non è una pubblicità temporanea. Ignorare la situazione delle mucche è una vera, grande minaccia contro la nostra esistenza umana e contro la speranza di sviluppare la spiritualità. Nel 1915 Romain Rolland, vincitore del Premio Nobel scrisse: "Per un uomo dalla mente libera nella sofferenza degli animali c'è qualcosa di perfino più intollerabile che nella sofferenza umana. Perché per l'uomo perlomeno si ammette che la sofferenza è un male e che l'uomo che la provoca è un criminale. Ma migliaia di animali vengono ogni giorno inutilmente massacrati senza un'ombra di rimorso. Qualunque persona faccia riferimento a questo verrà ritenuta ridicola. Questo crimine è imperdonabile.
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| Le due foto sono un esempio grafico del successo del "Care for Cows" (Cura per le mucche). Questa è la stessa mucca, Yashoda, prima e dopo il trattamento e il nutrimento dato dai lavoratori del "Care for Cows". |
E un "crimine imperdonabile" che le mucche di Krishna soffrano, ma questo è un semplice riflesso della situazione del pianeta e della coscienza dei suoi abitanti. Mentre il mondo deve soffrire le conseguenze della macellazione internazionale delle mucche, noi possiamo per lo meno mantenere il nostro "recinto", il posto da cui emanano le nostre vite spirituali, Sri Vrindavana-dhama e i suoi più gloriosi abitanti: le mucche di Krishna.
"Chiunque mediti sulla nascita di Sri Krishna, sulla Sua dedizione a proteggere le mucche, a cantare deliziose canzoni con i gopa e sugli altri Suoi passatempi, si troverà sopraffatto dalla felicità e dall'amore." (Gopala-campu 1.97, Srila Jiva Gosvami).
Braja Sevaki Devi Dasi è una discepola di Sua Santità Tamal Krishna Gosvami. Ha scritto tre libri e le sue poesie sono state pubblicate in Australia e in Gran Bretagna. Vive a Mayapur con suo marito, Jahnudvipa Dasa.
Per aiutare il "Care for Cows" di Vrindavana, si prega di contattare Kurma Rupa Dasa (kurma.rupa.acbsp@pamho.net) o visitare www.careforcows.org.
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| L'intera mandria, riceve un trattamento speciale — palline dolci della dimensione di un pugno (laddu). |
APPREZZAMENTI DELLE SCRITTURE
PER LE MUCCHE
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OGNI MATTINA verso le 6,30, Sri Gopala Krishna entra nel recinto delle mucche di Nanda Maharaja per mungere le mucche trascendentali. Quando Krishna chiama ognuna delle mucche, esse rispondono muggendo e immediatamente Lo circondano. Quindi Sri Krishna si piega, tenendo tra le Sue ginocchia un contenitore per il latte d'oro, e munge alcune mucche. Krishna chiede ai pastorelli di mungere altre mucche ed amorevolmente accarezza le mucche mentre vengono munte. Govinda si assicura anche che ogni vitello beva latte a piena soddisfazione.
Srila Krishnadasa Kaviraja G.
Govinda-lilamrita
Bisogna grattare gentilmente il corpo di una mucca, offrirle una manciata di erba verde e circoambularla con riverenza. Se le mucche sono mantenute bene e confortevolmente, il Signore Gopala sarà soddisfatto.
Gautamya-tantra
Vedendo un vitello con la sua bocca punta da un spina appuntita, Sri Radha si sentì infelice. Con lacrime negli occhi, Radha immediatamente coprì la ferita del vitello con kumkuma rossa.
Srila Rupa Gosvami
Ujjvala Nilamani
Queste mucche Surabhi sono proprio come gioielli cintamani che soddisfano tutti i desideri.
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I loro felici vitelli sono come piacevoli estati. Il loro muggito è il più bel poema. Essi tendono le loro orecchie per sentire il suono del flauto di Krishna."
Srila Visvanatha Cakravarti Thakura.
Vraja-riti-cintamani
Tutte le glorie al piccolo toro di Krishna Padmagandha, le cui corna ben fatte solo colorate di oro e ornate di perle, i cui zoccoli sono splendidamente decorati di zaffiri, e il cui splendido collo è ornato di un ghirlanda ondeggiante di fiori rossi.
Srila Raghunatha Dasa Gosvami
Vraja-vilasa-stava
Le mucche di Vrindavana sono chiamate kamadhenu perché soddisfano tutti i desideri come gemme cintamani. Come la stagione estiva è ornata di fiori kutaja sbocciati, le mucche sono decorate di vitelli felici. Tutte le mucche di Vrindavana sono espansioni di quelle di Goloka.
Srila Kavi-karnapura
Ananda Vrindavana Campu
Io posso essere adorato nelle mucche offrendo erba ed altri cereali adatti ed altri oggetti per il piacere e l a salute delle mucche.
Sri Krishna
Srimad-Bhagavatam 11.11.43
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