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Luoghi spirituali

 

Il Tempio di
Chenna Keshava a Belur

Al centro di questo meraviglioso esempio di architettura classica indiana
c'è una tradizione centenaria di profonda devozione per la divinità

 

Testo e foto di Adbhuta Hari Dasa

 

Gruppi di pellegrini si riuniscono nello spazio davanti al complesso del tempio di Chenna Keshava.
Gruppi di pellegrini si riuniscono nello spazio davanti al complesso del tempio di Chenna Keshava.

La divinità di Chenna Keshava.
La divinità di Chenna Keshava.

 

 

Belur è una piccola cittadina dello stato del Karnataka nel sud dell'India. Fu la capitale della dinastia Hoysala (A.D. 1000-1346) durante il regno di Bittideva (1108-1142), in origine seguace del giainismo. Colpito ed ispirato da Ramanujacarya, diventò un vaisnava e accettò il nome di Visnhuvardhana. Nel 1117 iniziò la costruzione del famoso tempio di Chenna Keshava a Belur. Ci vollero centotrè anni per completare il tempio. Ritenuto un esemplare unico udello stile architettonico Hoysala, esso attrae molti turisti e pellegrini. (Chenna significa "bello" e Keshava è il nome di Krishna che significa "dai bei capelli lunghi".)

Arrivai a Belur durante un festival religioso che dura nove giorni (Navaratri). L'intera città era decorata con lampade e fiori e le persone avevano un'aria di festa. Nel tempio di Chenna Keshava, la divinità utsava (una piccola divinità usata per i festival) ogni sera veniva portata in processione intorno al tempio. Accompagnati dal suono delle trombe e dei tamburi, i sacerdoti invitavano la divinità e poi la ponevano su un palanchino portato da una dozzina di persone. Tutti seguivano il Signore che usciva dal tempio per girare intorno ad esso e visitare alcuni luoghi vicini. Alla fine della processione la divinità arrivava ad un piccolo padiglione aperto in prossimità del complesso del tempio. Mentre alcuni sacerdoti cantavano i mantra, altri offrivano riso speziato, una fiamma (lampada con ghee), fresche ghirlande di mogra e acqua. Finita la cerimonia, i sacerdoti distribuirono prasadam a tutti. Poi la divinità tornò nel tempio che venne subito chiuso.

 

Sacerdoti offrono oggetti speciali e preghiere al Signore Chenna Keshava e alla sua consorte prima della processione della sera.
Alcune delle divinità adorate nei piccoli templi intorno al tempio principale: Il Signore Nrisimha.
Qui a destra: Sacerdoti offrono oggetti speciali e preghiere al Signore Chenna Keshava e alla sua consorte prima della processione della sera. Alcune delle divinità adorate nei piccoli templi intorno al tempio principale: Il Signore Nrisimha (a destra).

 



Per nove giorni Chenna Keshava si spostava sul palanchino di sera, mentre Laksmi, la consorte del Signore usciva di mattina. La mattina successiva dopo la processione di Laksmi, avvicinai Parthasarthi Battar, uno dei più importanti sacerdoti del tempio. Egli gentilmente mi portò a vedere i piccoli templi di Ramanujacarya, di Nrisimha, di Krishna e di Sita-Rama-Laksmana-Hanuman, che fanno parte del complesso del tempio. Poi mi mostrò le divinità di Shanti Narayana, Sudevi (Saumyanayaki), Vira Narayana e Bhudevi (Ranganayaki) che si trovano in graziosi piccoli templi situati intorno al tempio principale.

In ogni tempio, mi offrì la caranamrita (acqua con cui sono state bagnate le divinità), alcune foglie di tulasi, una lampada di ghee e una polvere rossa (kumkum). La divinità del tempio di Shanti Narayana, che fu fatta eseguire da Shantala Devi moglie di Vishnuvardhana, è identica a quella di Chenna Keshava, ma più piccola. Anche il tempio è simile al tempio principale.
Nell'angolo destro del complesso, Parthasarthi Bhattar mi mostrò un laghetto chiamato Vasudeva Tirtha e una fila di celle, che si trovano all'interno delle mura del complesso, fronteggiate da un lungo loggiato che contiene molte sculture e iscrizioni su pietra. Le iscrizioni riportano i dettagli della costruzione del tempio, degli artisti che vi hanno lavorato, delle donazioni e dei finanziamenti offerti e dei restauri apportati al tempio.

 

Alcune delle divinità adorate nei piccoli templi intorno al tempio principale: Sita-Rama-Laksmana.
Alcune delle divinità adorate nei piccoli templi intorno al tempio principale: Sri Ramanujacarya.
Alcune delle divinità adorate nei piccoli templi intorno al tempio principale: Sita-Rama-Laksmana (a sinistra) e Sri Ramanujacarya (a destra).



Mostrandomi una speciale misericordia, Parthasarti Bhattar mi portò nel tempio interno della divinità Chenna Keshava che è a grandezza naturale. La maggior parte dei visitatori può vedere la divinità solo dall'ingresso del tempio. La divinità a quattro braccia tiene il disco e la conchiglia nelle mani alzate e il loto e la mazza in quelle abbassate. Alla cintura porta un coltello d'argento. Parthasarthi Bhattar mi disse che la divinità si era automanifestata. Si dice che il Signore Brahma l'avesse adorata a Satyaloka. In seguito, il re Indradyumna la portò lì e l'adorò fino alla sua morte. La divinità allora venne adorata dai deva fino a quando il re Vishnuvardhana iniziò questo servizio.

La storia racconta che una volta, quando il re viaggiava nella zona di Belur, uno dei suoi servitori, che aveva la lebbra, guarì dopo essersi bagnato nel lago conosciuto col nome di Vishnu Samudra. Allora il re pensò che quello doveva essere un luogo molto sacro e così decise di costruirvi un tempio. A confenna della sua decisione, Sri Keshava apparve in sogno a lui e a Ramanujacarya contemporaneamente dando loro l'ordine di costruire il tempio. Come gli era stato indicato nel sogno, il re portò alcuni devoti sulla collina Chandra Drona dove trovarono la divinità. Egli allora la portò a Sri Narayanapura e da lì a Velapura (l'odierna Belur). In seguito Parthasarthi Bhattar mi presentò la storia della costruzione del tempio e i dettagli e le storie delle sculture.

Alcuni delle centinaia di turisti che visitano giornalmente il tempio ci seguirono nel nostro giro. Parthasarthi Bhattar spiegò che la torre d'ingresso alta oltre trenta metri era stata realizzata in stile dravidiano quattrocento anni dopo la costruzione del tempio. Poiché la parte più alta della torre rappresenta le due corna di una mucca, viene chiamata gopura (go significa "mucca" e pura "città"). Davanti al tempio c'è una colonna e una divinità del portatore del Signore, Garuda, che è in piedi con le mani giunte. La struttura principale del tempio è un'unità architettonica posta su una piattaforma rialzata che ha la forma di una stella a sedici punte.

 

Il sacerdote del tempio Parthasarthi Bhattar indica le sculture del re Vishnuvardhana e di Sri Ramanujacarya sul muro del tempio di Chenna Keshava.
Garuda, che trasporta il Signore Vishnu, in piedi guarda con reverenza il Signore Chenna Keshava.
(a sinistra) Il sacerdote del tempio Parthasarthi Bhattar indica le sculture del re Vishnuvardhana e di Sri Ramanujacarya sul muro del tempio di Chenna Keshava. Qui a destra: Garuda, che trasporta il Signore Vishnu, in piedi guarda con reverenza il Signore Chenna Keshava.



Quando fummo più vicini al tempio, Parthasarthi Bhattar ci indicò una scultura vicina all'ingresso — che rappresenta un uomo che sta lottando con un leone — e ci raccontò come la dinastia Hoysala avesse preso questo nome. Disse che questa scultura rappresenta Sala, il leggendario capo della dinastia Hoysala. Le parole hoy sala significano "Colpisci, Sala!" e furono gridate al re mentre lottava con una tigre. Sala immortalò se stesso e la tigre per averla uccisa con una sola mano. Questo atto d'eroismo dette l'ispirazione per l'emblema reale della dinastia Hoysala. I governanti di questa famiglia erano chiamati re Yadava ed ebbero un grandissimo potere. Dopo aver sconfitto i Chalukya, superarono tutti per diventare i supremi governanti del sud dell'India, anche al di sopra dei famosi Chola e Pandya.

La sala del tempio ha tre maestosi ingressi ciascuno con due rampe di scale: una che porta alla piattaforma e una al piano terreno della sala. Gli scalini sono fiancheggiati da tempietti in miniatura con le divinità delle diverse forme di Vishnu, come Narayana, Madhava e Govinda. Ciascuna delle porte minuziosamente lavorate, alte circa tre metri, è scolpita in un unico pezzo di pietra. Quella di fronte mostra al centro il Signore Nrisimha con una collana di intestini mentre uccide il demone Hiranyakasipu. Alcune rappresentazioni in miniatura degli altri famosi avatara di Vishnu circondano la scultura. Al di sotto di Nrisimha c'è Garuda e ai lati ci sono due Makara dalla cui bocca scaturiscono le volte. I Makara appartengono ad una specie acquatica che ha la testa di coccodrillo, gli occhi di una scimmia, gli orecchi di una mucca, le zampe di leone, la proboscide di un elefante e la coda di un pavone.

A sinistra del muro c'è un bassorilievo che rappresenta la sala di ricevimento del re Vishnuvardhana, che seduto al centro riceve istruzioni dal suo maestro spirituale Ramanujacarya. Sul lato destro c'è la regina Shantala Devi. Complicati fregi orizzontali scolpiti riempiono la superficie esterna del tempio. Gli scultori vi hanno eseguito autentiche storie tratte dai Purana, dalle Upanisad, dal Mahabharata e dal Ramayana. Il fregio più basso rappresenta una serie di 650 elefanti da battaglia, uno diverso dall'altro. Essi simboleggiano la stabilità e la forza e sono considerati il sostegno del tempio. Nelle sculture c'è molto simbolismo. Il leone è il simbolo del coraggio, il cavallo della velocità, le piante rampicanti della bellezza — ammirevoli qualità di una società ricca di cultura.

 

Lakmidevi lascia il tempio  per una processione che si tiene ogni mattina durante il festival Navaratri.
L'entrata del complesso del tempio.
Lakmidevi lascia il tempio (a sinistra) per una processione che si tiene ogni mattina durante il festival Navaratri. (a destra) L'entrata del complesso del tempio.

 

Esempi di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava: Una delle tante colonne finemente intarsiate.
Esempi di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava: Il re Vishnuvardhana con la sua regina e Ramanujacarya.
Esempi di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava: (a sinistra) Una delle tante colonne finemente intarsiate. (a destra) Il re Vishnuvardhana con la sua regina e Ramanujacarya.



UNA MAESTRIA IMPAREGGIABILE

Dopo aver fatto il giro del tempio e studiato i notevoli dettagli artistici delle sculture sulle sue pareti, entrammo nell'interno buio e misterioso che timidamente rivela la sua grandezza alla fioca luce di alcune lampade a ghee. Le quarantasei colonne di varia dimensione, forma e disegno, dimostrano che il re Vishnuvardhana desiderava costruire un tempio che fosse superiore a tutti gli altri. La colonna più meravigliosa è quella di Nrisirmha, che era la divinità di famiglia della dinastia Hoysala. La colonna, che rivela la speciale cura dell'artista, una volta ruotava su cuscinetti a sfera di pietra. È adornata anche da sculture in miniatura di dee danzanti, di incarnazioni di Vishnu, del Signore Shiva, di Ganesha e di Nandi (il toro di Shiva). Nel centro del pilastro c'è la scultura del Signore Nrisimha.

È stato lasciato un piccolo spazio non scolpito, per sfidare qualsiasi artista a superare l'originale. Fino ad oggi nessuno ha accettato questa sfida. Quattro colonne centrali sostengono un soffitto a cupola composto di sette pezzi di pietra bloccati fra loro. È uno dei soffitti con le decorazioni più elaborate di tutta l'India. Dal centro della cupola circolare pende una pietra che rappresenta il Signore Shiva. Sopra di questa c'è un loto che rappresenta il Signore Brahma. Sul loto siede il Signore Nrisimha. Tutto il soffitto è illuminato da riflettori collocati sul pavimento circolare, dove danze e musica vengono eseguite per il piacere di Chenna Keshava.

 

Esempi di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava: Il soffitto del tempio.
Esempi di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava:  Il re Vishnuvardhana che uccide un leone con una sola mano.
Esempi di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava: (a sinistra) Il soffitto del tempio. (a destra) Il re Vishnuvardhana che uccide un leone con una sola mano.

 

Ancora un esempio di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava. Suonatore di flauto, una tra le molte figure che adornano il tempio.
Il lago Vishnu Samudra.
(a sinistra) Ancora un esempio di alta maestria trovati nel tempio di Chenna Keshava. Suonatore di flauto, una tra le molte figure che adornano il tempio. (a destra) Il lago Vishnu Samudra.




L'ADORAZIONE DI LAKSMI

Ci volle tutto il pomeriggio per esaminare la maggior parte delle sculture. La sera Parthasarthi Bhattar m'invitò a casa sua perché partecipassi all'adorazione di Laksmi. Tutte le sere del festival Navaratri egli offriva a Laksmi fiori, frutta e una lampada a ghee. L'ultimo giorno adorò il Signore Hayagriva, rappresentato da libri, invocando la benedizione della conoscenza e della prosperità. Molti vicini si unirono alla celebrazione cantando canti devozionali. Durante il festival in ogni casa le persone conservavano differenti tipi di statuine. Parthasarthi Bhattar aveva le dieci incarnazioni del Signore Vishnu ed altre piccole statue che rappresentano devoti che danzano, suonano strumenti e portano le divinità su un palanchino.

C'erano molti animali giocattolo. Due statuine rappresentavano il re e la regina. Questa mostra di diversi oggetti e creature viventi è il simbolo dell'adorazione della forma cosmica del Signore. Il giorno successivo era l'ultimo del festival, Vijaya Dasami. In questo giorno il Signore Rama uccise Ravana dopo nove giorni di combattimento. L'anniversario della nascita di Madhvacarya cade nello stesso giorno. Per questa ragione di mattina presto visitai la Math di Raghavendra Swami, dove i devoti della linea Madhva adorano le divinità di Laksmi-Nrisimha e Hanuman.
Più tardi Parthasarthi Bhattar mi portò al lago Vishnu Samudra nei dintorni della città. Si dice che il lago si sia formato da una goccia di nettare caduto dal vaso di Garuda e che il re dell'oceano risieda lì per ordine del Signore Parasurama. Questo è il lago in cui il servitore del re Vishnuvardhana fu guarito dalla lebbra.

 

Il sacerdote del tempio Parthasarthi Bhattar ogni sera adora Laksmi nella sua casa durante il festival di Navaratri.
Il sacerdote del tempio Parthasarthi Bhattar ogni sera adora Laksmi nella sua casa durante il festival di Navaratri.




IN PROCESSIONE ALL'ALBERO SAMI

La celebrazione del Vijaya Dasami cominciò nel tardo pomeriggio con il trasferimento della divinità di Chenna Keshava nel cortile. Durante la processione la divinità era trasportata su un cavallo di metallo dorato, posto su una piattaforma trainata da un trattore. I sacerdoti del tempio e quelli della linea Madhva avevano decorato la divinità e il trattore con ghirlande di fiori e di foglie. Musicisti che suonavano trombe e tamburi accompagnavano la processione. Molte persone seguivano offrendo oggetti e preghiere. La divinità percorse Main Street, piena di ristoranti e negozi, oltrepassò la stazione degli autobus e attraversò il fiume Badari procedendo per quattro chilometri fino ad un padiglione di pietra ai limiti della città. Molte persone vi si erano riunite.

Lasciata la divinità, i sacerdoti camminarono fino ad un vicino albero Sami. Il Mahabharata afferma che nel giorno di Vijaya Dasami Arjuna riprese le armi che aveva nascosto in un albero Sami per andare a combattere contro i Kaurava, che stavano rubando il bestiame del re Virata. Uno dei sacerdoti prese la spada della divinità e tagliò alcune foglie dell'albero Sami per rappresentare Arjuna che aveva ripreso le sue armi. Un altro sacerdote offrì le foglie alla divinità che rappresenta il re. Questa cerimonia celebra la vittoria del re sul male e la pace che egli porta ai cittadini.

 

Nel giorno di Vijaya Dasami un sacerdote taglia le foglie di un albero Sami per commemorare il ritrovamento da parte di Arjuna delle sue armi da un albero Sami per combattere per il re Virata.
Nel giorno di Vijaya Dasami un sacerdote taglia le foglie di un albero Sami per commemorare il ritrovamento da parte di Arjuna delle sue armi da un albero Sami per combattere per il re Virata.



Il re Vishnuvardhana desiderava costruire un meraviglioso tempio per il Signore Vishnu a Belur e gli eccezionali costruttori ed artisti Hoysala svilupparono un nuovo stile di architettura del tempio per soddisfare il suo desiderio. Offrendo le loro abilità alla Persona Suprema, essi ottennero la perfezione e crearono sculture così espressive da sembrare quasi viventi.

 

Come arrivarci


In aereo

Gli aeroporti più vicini:
Mangalore (124 km), Bangalore (222 km).

In treno
La stazione più vicina:
Hassan a 40 km.

Su strada
Vi sono corse regolari in autobus da Bangalore (222 km),
da Halebid (16 km), da Hassall (40km), da Hospet (330 km),
da Mangalore (124 km) e da Mysore (149 km).


Dove alloggiare

KSTDC Hotel Mayura Velapuri (tel. 22209).
Comodo per recarsi al tempio e per la fermata degli autobus.
La sistemazione migliore a Belur.
Gli altri hotel hanno solo stanze senza servizi.


Dove Mangiare

Molti ristoranti servono piatti vegetariani tipici del Sud dell'India.
Il ristorante dell'Hotel Mayura Velapuri offre preparazioni vegetariane
e piatti continentali. Nell'Hotel Shankar si possono avere piatti gustosi
a buon prezzo e il servizio è buono.

 

Adbhuta Hari Dasa si unì all'ISKCON nel 1994 in Croazia. BTG ha pubblicato alcuni suoi articoli sui luoghi santi dell' India e uno su Angkor Wat.

 

(da Ritorno a Krishna)