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La visita di Srila Prabhupada
In Venezuela

Nel 1975 per sette giorni i devoti di Caracas hanno potuto godere
della presenza dell'ambasciatore del mondo spirituale.

di Jagat Caksur Dasa

 

Negli anni settanta, Srila Prabhupada con i suoi discepoli viaggiò in tutto il mondo per diffondere il Movimento per la Coscienza di Krishna. Ma perfino nei posti in cui Srila Prabhupada e i suoi discepoli non si erano ancora recati, la Coscienza di Krishna aveva messo le radici semplicemente per la forza dei suoi libri. Uno di questi paesi è stato il Venezuela in Sud America.

Ilan Chester era un giovane musicista venezuelano che cercava risposte sullo scopo della vita. Aveva incontrato i devoti di Krishna per la prima volta durante una visita a Tel Aviv in Israele nel 1972. Aveva portato in Venezuela alcuni libri sulla Coscienza di Krishna e li aveva distribuiti tra i suoi amici. Subito si formò un piccolo gruppo di persone che cantava Hare Krishna e leggeva con regolarità i libri di Srila Prabhupada. Ilan scrisse una lettera al tempio di Mexico City chiedendo aiuto per aprire un centro a Caracas. In quel tempo un gruppo di devoti con a capo Hanuman Goswami stava visitando l'America Latina e i Carabi. Alla fine del 1972 giunsero a Caracas da Trinidad. Insieme al piccolo gruppo di devoti locali aprirono il primo centro ISKCON del Sud America.

L'arrivo di Prabhupada a Caracas.
L'arrivo di Prabhupada a Caracas.
 
Prabhupada arriva all'aeroporto di Caracas dove incontra i suoi discepoli. (Hridayananda Gosvami a destra nella foto, era allora il GBC dell'ISKCON per il Venezuela.)

 


Anche Citsukhananda dasa, che aveva aperto il primo tempio in Mexico e di cui era stato presidente per qualche tempo, volle unirsi ai devoti venezuelani ed aiutò a creare anche lì il Movimento. Aveva scritto a Prabhupada chiedendo il suo permesso e le sue benedizioni. Prabhupada rispose l'11 dicembre 1972:

Perciò penso che, poiché Hanuman mi manda sempre riferimenti di incontri di predica coronati da successo, molti articoli e foto di giornali, questo Movimento diverrà molto famoso anche lì e tu troverai molte persone pronte a diventare devote proprio come in Mexico. ...Se c'è una buona possibilità di organizzare dei bei programmi e se a quel momento tu disponi di un posto adatto, perché non potrei fermarmi a Caracas l'anno prossimo mentre ritorno a far visita al tuo paese?

All'inizio del 1973 Citsukhananda divenne il primo presidente del tempio di Caracas. Nel dicembre del 1973 a distanza di un anno dalla fondazione del tempio di Caracas, i primi devoti venezuelani insieme a Citsukhananda si recarono a Los Angeles per ricevere l'iniziazione da Srila Prabhupada. Tra loro c'era Ilan che ricevette il nome di Havi dasa. Gli altri devoti che presero l'iniziazione furono Viraha dasa, Virabahu dasa, Tamoha dasa, Promana dasa, Karta dasi e Vara dasi. Durante una passeggiata mattutina bel Cheviot Hills Park, Prabhupada promise ai devoti venezuelani che avrebbe visitato il loro paese in un prossimo futuro.

I devoti del Venezuela si sentivano ispirati dalla richiesta di Prabhupada di diffondere la Coscienza di Krishna, per il beneficio di tutti gli esseri viventi. Il Movimento crebbe rapidamente in Venezuela, dove molte persone furono attratte alla Coscienza di Krishna come Prabhupada aveva predetto nella sua lettera a Citsukhananda, ma ai devoti non mancarono le difficoltà.


I PRIMI SCONTRI

Una volta, all'inizio del 1973, Hanuman stava parlando ad un gruppo di studenti alla CentraI University del Venezuela. Come comunisti si sentirono offesi dalla critica di Hanuman all'ateismo. Ne seguì un'accesa discussione e alla fine gli studenti infuriati cacciarono via Hanuman gridando: "Prendetelo! Impiccatelo!" Per qualche ragione si erano convinti che Hanuman appartenesse alla CIA e lo volevano linciare. Un avvocato di nome Bolivar che passava in macchina, vedendo Hanuman inseguito si fermò facendogli cenno di salire ed in questo modo gli salvò la vita.

In quel tempo c'erano molti nuovi gruppi religiosi in Venezuela. Alcuni di questi, di dubbia autenticità, avevano provocato lamentele da parte del pubblico. Allora il governo decise di fare un'indagine su tutti i nuovi gruppi religiosi del paese. Senza preavviso, la polizia si recava in ogni centro per fare ricerc he negli edifici. I risultati delle ricerche venivano pubblicati sui giornali il giorno successivo. Una mattina i poliziotti arrivarono al tempio di Caracas e vi fecero irruzione con le scarpe ed armati di pistole. I devoti erano disperati. I poliziotti non trovarono niente d'irregolare, ma tuttavia decisero di portare via tutti i presenti in prigione. Viraha, il presidente del tempio, chiese ai poliziotti se potevano concedere ai devoti un po' di tempo per finire il programma del mattino ed essi acconsentirono di aspettare solo mezz'ora.
Viraha chiese ad un devoto di leggere qualcosa. Virabahu Dasa aprì a caso il libro di Krishna e cominciò a leggere. A proposito, il capitolo era intitolato: "Kamsa dà inizio alle persecuzioni."

A mezzogiorno altri devoti si recarono alla prigione con il prasadam. Fu consentito loro di distribuire il cibo ai devoti in prigione ed in parte ne fu dato anche ai poliziotti. I poliziotti si scusarono dicendo che erano dispiaciuti perché si rendevano conto che i devoti erano brave persone, ma dovevano obbedire alle autorità. I devoti furono rilasciati dalla prigione lo stesso giorno senza accuse, ma il giorno dopo i giornali riportarono l'incidente in modo sensazionale. Un avvocato che aveva letto l'articolo e si era reso conto che ai devoti era stata fatta un'ingiustizia, venne al tempio ed offrì il suo aiuto gratuitamente. Si trattava di Bolivar, lo stesso avvocato che un anno prima aveva salvato Hanuman all'Università. Bolivar divenne il consigliere legale del tempio ed il suo servizio fu di grande aiuto in quei tempi difficili.

 

I devoti riempiono il piccolo tempio mentre Prabhupada conduce il canto.
 
 
I devoti riempiono il piccolo tempio mentre Prabhupada conduce il canto.
I devoti riempiono il piccolo tempio mentre Prabhupada conduce il canto.




AMBASCIATORE DI KRISHNA

Nonostante questi ostacoli, la Coscienza di Krishna continuò ad espandersi con successo in Venezuela. Ogni domenica il tempio si riempiva di ospiti felici che gustavano la gioiosa atmosfera trascendentale creata dall'entusiasmo e dalla sincerità dei devoti. I devoti distribuirono migliaia di libri e di riviste in tutto il Venezuela. Le buone notizie raggiunsero subito Srila Prabhupada che ne fu molto felice. Prabhupada, nell'ottobre del 1974, inviò una lettera a Hridayananda Dasa Goswami che da poco era diventato commissario per il Venezuela del GBC dell'ISKCON:

Questi libri sono veramente il fondamento del nostro Movimento. Tutto quello che siamo è basato su questi libri, cioè sulla loro lettura e sulla loro distribuzione. Questo è il nostro unico motto. Il tuo invito a visitare il Messico e Caracas mi fa molto piacere e sarò ben felice di venire. Nel mese di dicembre mi recherò alle Haway e in quell'occasione posso venire dovunque tu voglia.

Ma a Prabhupada non fu possibile visitare il Venezuela fino al 18 febbraio del 1975. Un mese prima della sua visita i devoti di Caracas, con la sua approvazione, svolsero una cerimonia d'installazione delle divinità di Gaura­Nitai. A quel tempo, la Coscienza di Krishna si era diffusa in altri paesi dell'America Latina e la visita di Prabhupada in Venezuela divenne un punto di riferimento per i devoti di tutta l'area. Devoti provenienti dal Brasile, dall'Argentina, da Trinidad, da Santo Domingo, dal Messico, da Porto Rico e perfino dal lontano Canada e dagli Usa si recarono in massa a Caracas per la visita di Prabhupada.

La sera dell'arrivo di Prabhupada i devoti eseguirono un kirtana nel tempio con grande forza ed entusiasmo. Quando Prabhupada arrivò ed uscì dalla macchina, tutti noi gli offrimmo subito i nostri rispettosi omaggi. Per la maggior parte di noi era la prima volta che vedevamo il nostro maestro spirituale. Sul volto di tutti c'era eccitazione e felicità e, grazie all'atmosfera trascendentale creata dalla presenza di Prabhupada, sembrava che il tempio fluttuasse nell'aria. Il kirtana andò avanti senza diminuire d'intensità. Improvvisamente Prabhupada mi guardò. Non avevo mai visto nessuno con uno sguardo così trasparente e puro. Era come se il mondo spirituale si manifestasse davanti a noi. Un ambasciatore della terra di Krishna, Vrindavana, era tra noi e con un'occhiata piena di misericordia approvava il nostro umile sforzo di dargli il benvenuto.

Dopo la cerimonia del benvenuto, Prabhupada guardò le divinità e disse: "È molto bello che questi due Prabhu (Sri Sri Gaura-Nitai) siano qui con noi stasera. Essi provengono dalla loro casa in Navadvipa che è molto lontana da questa terra... C'è una bella canzone. Potete cantare con me?"

Mentre stava in piedi commosso davanti alle splendide divinità dorate, Prabhupada cominciò a cantare Parama Karuna. Appena pronunciate le prime due parole del canto, la voce di Prabhupada si ruppe mentre lacrime d'amore uscivano dai suoi occhi chiusi. Essendo stato così fortunato da assistere alla sincera emozione spirituale di Prabhupada e rendendomi conto del mio condizionamento materiale, mi sentii umiliato. Di conseguenza questo verso dello Srimad Bhagavatam (11.14.23) è diventato molto significativo per me: "Se i peli non si rizzano sul corpo, come può sciogliersi il cuore? E se il cuore non si scioglie, come possono gli occhi versare lacrime d'amore? Se non si piange di felicità spirituale come si può offrire un servizio d'amore al Signore? E senza questo servizio come può la coscienza essere purificata?"

Dopo pochi minuti Prabhupada tornò alla coscienza esterna, con gli occhi che brillavano per l'emozione spirituale. Disse: "Parama karuna... Sri Caitanya è così misericordioso. Se fosse venuto per uccidere i demoni come fece Krishna, allora, non ci sarebbe rimasto praticamente nessuno nel Kali-yuga. In quest'era lo spirito divino e quello demoniaco convivono nello stesso corpo e Sri Caitanya è venuto per uccidere lo spirito demoniaco con il canto del santo nome di Krishna. Voi siete molto fortunati perché avete ricevuto la misericordia di Sri Caitanya. Ora dovete rendere gli altri altrettanto fortunati."

Da quel giorno le nostre divinità furono conosciute con il nome di Parama Karuna Gaura-Nitai. Srila Prabhupada rimase a Caracas per sette giorni e durante la sua visita ebbe interviste con professori, psichiatri, la Metaphysics Society ed un gruppo di yoga. Ogni giorno andava in un parco per la sua passeggiata mattutina. L'avvocato Bolivar accompagnava Prabhupada tutte le mattine facendogli domande a cui Prabhupada rispondeva con gioia.

Una passeggiata mattutina nel Parque del Este a Caracas.
Una passeggiata mattutina nel Parque del Este a Caracas.

 



UN'ANTICA CULTURA VEDICA IN SUDAMERICA?

Una mattina al parco Srila Prabhupada raccontò ai devoti che il Signore Ramacandra una volta fu trasportato in un tunnel dallo Sri Lanka al Brasile dove Mahiravana, fratello di Ravana aveva il suo quartiere generale. Quando i demoni dissero al Signore d'inchinarsi davanti alla dea Kali per offrirLo in sacrificio davanti a lei, il Signore Ramacandra chiese loro di mostrarGli come doveva fare. Quando essi s'inchinarono, il Signore prese una spada e tagliò le loro teste. Da notare che, in prossimità della fattoria ISKCON nell'Amazzonia in Brasile c'è un'antica città chiamata Hanuman. Inoltre, nell'Amazzonia del Venezuela c'è una montagna chiamata Meru. Durante una passeggiata mattutina Prabhupada si fermò a guardare alcuni alligatori che nuotavano in un lago. Uno di loro si fermò a guardare e aprì la bocca mostrando i suoi grandi denti. Prabhupada scherzando gli disse: "Hai dei buoni argomenti per afferrare, ma ti manca l'occasione." L'alligatore chiuse la bocca e poi l'aprì di nuovo. Prabhupada sorrise e disse: "Non ha cibo. Ci sta invitando!"

Il 22 febbraio del 1975 ci fu una cerimonia d'iniziazione e Prabhupada iniziò molti devoti del Venezuela e di altri paesi dell'America Latina. Quando fu il mio turno di ricevere l'iniziazione Prabhupada mi disse: "Il tuo nome è Jagat Chaksur dasa. Jagat Chaksur significa 'l'occhio del mondo'. In qualunque situazione o posto possiamo trovarci, dovremmo sentire l'occhio di Dio su di noi. Egli è il testimone di ogni cosa che facciamo. Dobbiamo ricordarcelo sempre."
Prabhupada puntò il dito verso di me e disse: "Non puoi nasconderti agli occhi di Dio." Sentii che Prabhupada leggeva nella mia mente perché a volte andavo in cucina a rubare qualcosa di dolce e mi nascondevo da qualche parte per mangiarlo pensando che nessuno mi vedesse. Ora mi sentii come se Prabhupada mi avesse scoperto davanti a tutti.

Questo avvenimento mi rese più cosciente di Krishna ed apprezzai moltissimo le parole di Prabhupada. Tutto, in compagnia di Prabhupada, era sovraccarico di coscienza di Krishna ed io mi sentivo sicuro e protetto dall'illusione di maya. Prabhupada parlava da un livello trascendentale e le sue nettaree parole penetravano la densa oscurità del mio cuore, illuminando il mio essere con la chiara comprensione che io sono un eterno servitore di Krishna.


L'ENTUSIASMO DEVE CONTINUARE

Inesorabilmente la mattina della partenza di Srila Prabhupada arrivò. Davanti alle divinità Prabhupada disse che si era sentito felice nel tempio di Caracas e chiese a tutti di continuare a compiere il servizio devozionale con fede affinché in questa stessa vita potessero vedere Krishna faccia a faccia.
Citando il Nettare dell'Istruzione di Srila Rupa Gosvami, Prabhupada disse: "Utsahat. La prima cosa è l'entusiasmo — cioè 'Io devo vedere Krishna'. Voi state vedendo Krishna. La divinità di Krishna e Krishna non sono differenti, ma possiamo vederLo anche di persona. Dobbiamo soltanto continuare col nostro entusiasmo. Entusiasmo significa prendere le cose molto sul serio — utsahat... Dhairyat — e con pazienza. Sebbene siamo determinati a tornare a casa, da Dio, dobbiamo seguire tutte le regole con pazienza."

All'aeroporto Hridayananda Goswami presentò a Srila Prabhupada il primo canto della versione spagnola dello Srimad-Bhagavatam, che era appena arrivato all'aeroporto da Los Angeles. Prabhupada lasciò il Venezuela con questo libro in mano.
La visita di Prabhupada aveva creato nel tempio un'atmosfera spirituale molto armoniosa. I devoti sentivano che la sua visita era trascorsa troppo rapidamente e provavano un acuto sentimento di separazione da lui, non sapendo quando avrebbero nuovamente avuto l'occasione d'incontrarlo, ma, per la misericordia di Krishna, più di trenta devoti del tempio di Caracas, poterono rivedere Prabhupada in occasione del primo Ratha-yatra di New York nel luglio del 1976.

Prabhupada in una lettera scrisse: "Penso sempre al tempio di Caracas. Sebbene ci sia stato una sola volta, ha lasciato in me una profonda impressione." Sebbene Prabhupada sia scomparso dalla nostra visione materiale, egli rimane per sempre nel cuore di tutti i suoi sinceri seguaci e li guida nel loro cammino in questo mondo materiale, invitandoli sempre a tornare a casa, a tornare da Dio.

Jagat Caksur Dasa, nato in Siria, quando era giovane emigrò in Venezuela, dove in seguito ricevette l'iniziazione da Srila Prabhupada. Ha fatto servizio in America Centrale e in America Latina e anche in Spagna e Portogallo. Questo articolo è estratto da un suo libro in spagnolo intitolato Srila Prabhupada in Venezuela. Egli ha tradotto questo brano in inglese, successivamente pubblicato da Karuna Dharini Devi Dasi e da Ananda Tirtha Dasa.

 

(da Ritorno a Krishna)