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Scacco Matto
Vittoria dell’ISKCON
in Russia



A Mosca i devoti Hare Krishna sono impegnati nella costruzione di uno
straordinario tempio vedico e di un centro culturale.
Uno sguardo indietro per vedere come sono arrivati a questo punto.

 

di Satyaraja Dasa

 

 

 

Il presidente russo Vladimir Putin incontra Sadhu-priya Dasa (Sanjit Kumar Jha), presidente dell'Associazione degli Indiani in Russia e uno degli organizzatori del progetto ISKCON del nuovo tempio e del centro culturale a Mosca.
Il presidente russo Vladimir Putin incontra Sadhu-priya Dasa (Sanjit Kumar Jha), presidente dell'Associazione degli Indiani in Russia e uno degli organizzatori del progetto ISKCON del nuovo tempio e del centro culturale a Mosca.

 

Calava la sera dell'undici luglio del 1972. Appassionati del gioco degli scacchi riempivano un'area sportiva a Reykjavik in Islanda, mentre milioni di persone guardavano la televisione o ascoltavano la radio. In quella che fu chiamata «la partita del secolo», Bobby Fischer sfidava Boris Spassky, il campione mondiale russo di scacchi, per il titolo, ben sapendo che uscirne vittorioso avrebbe avuto ripercussioni sul mondo della Guerra Fredda. Solo un anno prima, Srila Prabhupada aveva elaborato uno stratagemma per portare Dio nell'atea Russia Sovietica. Se consideriamo la ricerca di Prabhupada come una partita di scacchi, sarebbe sembrato che avesse pochi pezzi sulla scacchiera, mentre i sovietici avevano i pezzi più importanti e bloccavano posizioni chiave. Ma anche un solo pedone o un cavaliere sostenuti dai più potenti re e regina possono a volte dare scacco matto a castelli fortificati e a brillanti strateghi. Perciò, la storia della vittoria di Prabhupada mette in ombra quella del Campionato mondiale di Scacchi del 1972.

 

Srila Prabhupada cammina nelle strade della Mosca sovietica nel 1971 (sopra) accompagnato solo dal suo segretario (che scattò la foto). Mentre si trova lì, Prabhupada incontra Anatoly Pinyayev (foto sotto), che egli inizia come suo discepolo dandogli il nome di Ananta-santi Dasa.
Srila Prabhupada cammina nelle strade della Mosca sovietica nel 1971 (sopra) accompagnato solo dal suo segretario (che scattò la foto). Mentre si trova lì, Prabhupada incontra Anatoly Pinyayev (foto sotto), che egli inizia come suo discepolo dandogli il nome di Ananta-santi Dasa.

 

Il primo discepolo russo di Prabhupada, Ananta-santi dasa.

 



All'inizio Srila Prabhupada nel tentativo di entrare nell'URSS come rappresentante ufficiale dell'India aveva scritto una lettera in cui dichiarava il suo intento al ministro della cultura, ma l'ingresso gli era stato negato senza alcuna spiegazione. Infine, dopo molti tentativi, ottenne un visto turistico che gli consentiva una breve permanenza anche se non gli era stato concesso di tenere una lezione all'Università di Mosca. La lezione era stata una delle ragioni del suo desiderio di visitare la Russia. Tuttavia i cinque giorni che Prabhupada trascorse in territorio russo gli fornirono un'ampia opportunità di ben posizionarsi per lo scacco matto decisivo che il suo Movimento avrebbe realizzato nella Russia Sovietica. La sua strategia iniziale prese forma quando, per mezzo di Syamasundara Dasa, suo discepolo e segretario, incontrò un giovane ricercatore russo — Anatoly Pinyayev — che presto sarebbe divenuto Ananta-santi Dasa, il suo coraggioso, solitario studente dell'Unione Sovietica.

Un'altra mossa in avanti fu la conversazione di Prabhupada con il professore G. G. Kotovsky, allora capo del Dipartimento degli Studi per l'India e l'Asia Meridionale dell'Accademia Sovietica delle Scienze. Prabhupada lasciò una forte impressione sul professore Kotovsky, che fece pubblicare la loro conversazione su un importante periodico russo («Il Vaishnavismo» su Otkrytyi Forum 1, 1997, pag. 109-114). Fu però Ananta-santi che si prese a cuore il messaggio di Prabhupada, da solo, con forza, condividendo quello che aveva imparato con centinaia di cittadini sovietici, molti dei quali diventarono devoti. Dopo l'incontro con questo russo pieno d'entusiasmo, Prabhupada fece questa osservazione: «Proprio come si può giudicare se il riso è ben cotto prendendone un piccolo chicco, così si può conoscere un'intera nazione osservando uno dei suoi giovani.» Poi, nel 1977 e nel 1979, il Bhaktivedanta Book Trust riceve un invito per la prestigiosa Fiera Internazionale del Libro di Mosca, che per la prima volta permise ai Moscoviti di conoscere i libri di Prabhupada.

The New York Times
(31 luglio 1983) ne notò il significato: «[La mostra] attrasse la curiosità dei Russi, i libri si diffusero e Hare Krishna iniziò il suo cammino in Russia.» Dal 1980 però, con Brezhnev al potere, alcuni devoti furono messi in prigione e tra l'ISKCON e l'Unione Sovietica iniziò una relazione tesa e spesso traumatica. Dalla metà degli anni '80 fu al potere Andropov che intensificò la campagna già iniziata contro il movimento Hare Krishna. Egli vedeva nei devoti i rappresentanti di tutto ciò che è religioso ed era determinato ad eliminarli. A causa del contagioso entusiamo di Ananta-santi e dei brillanti risultati delle fiere dei libri, Semyon Tsvigun, capo responsabile del KGB sotto Andropov affermò che le tre principali minacce per l'Unione Sovietica erano costituite «dalla pop music, dalla cultura occidentale e dagli Hare Krishna». Queste prese di posizione e i sentimenti che le alimentavano provocarono un'intensa persecuzione contro i devoti Hare Krishna.

 

Agli abitanti di Mosca vengono presentati i libri di Srila Prabhupada alla Fiera Internazionale del Libro di Mosca nel 1977 e nel 1979.
Agli abitanti di Mosca vengono presentati i libri di Srila Prabhupada alla Fiera Internazionale del Libro di Mosca nel 1977 e nel 1979.

 

Nel 1986 Sri Prahlada Dasa, studente in una scuola ISKCON in Australia, legge una dichiarazione durante la Campagna per liberare gli Hare Krishna sovietici.
Nel 1986 Sri Prahlada Dasa, studente in una scuola ISKCON in Australia, legge una dichiarazione durante la Campagna per liberare gli Hare Krishna sovietici.

 



CAVALIERI ISKCON IN RUSSIA

E così, all'individuazione dell'ISKCON come una delle grandi minacce per l'Unione Sovietica, seguì una battaglia di crescente intensità, ma non si trattava di Fischer contro Spassky — due avversari ugualmente validi opposti l'uno all'altro. Era una guerra condotta da uno Stato totalitario contro un numero piuttosto piccolo di devoti di Krishna. La conseguenza fu che decine di nuovi fedeli sovietici dell'ISKCON furono gettati in prigione, nei campi di lavoro e negli ospedali psichiatrici, dove subirono malvagi maltrattamenti per mano della polizia e dei servi dei politici. Alcuni devoti morirono in prigione, tenendosi stretti alla loro fede mentre venivano torturati in vari modi. Harikesa Swami, allora GBC dell'ISKCON per l'Unione Sovietica, non tollerava questi orrori. Con la sua forte capacità di modificare le situazioni, fece della tragedia russa un problema mondiale. Kirtiraja Dasa era stato segretario regionale ISKCON per l'Unione Sovietica fin dal 1979. Iniziò una campagna internazionale di diffusione di notizie e di dimostrazioni per far pressione sulle autorità sovietiche affinché liberassero i devoti imprigionati e cessasse la persecuzione contro il movimento Hare Krishna. Per compiere questa opera fondò il Comitato per la Liberazione degli Hare Krishna Sovietici. Interventi di sostegno furono svolti in occasione del summit a Reykjavik tra Reagan e Gorbachev, alle Nazioni Unite e sui giornali internazionali.

All'incontro a Vienna del novembre del 1986 della Commissione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, l'organizzazione che in base agli accordi di Helsinki vigila sulla conformità ai diritti umani dei vari provvedimenti, i componenti Hare Krishna richiamarono di nuovo l'attenzione sulla situazione dei devoti sovietici imprigionati. Successivamente in quello stesso anno la situazione raggiunse il culmine quando Sri Prahlada Dasa, un devoto di una scuola ISKCON in Australia, allora appena adolescente, si unì agli sforzi di Kirtiraja. Egli e i «The Krishna Kids» incisero un album con la sigla internazionale della EMI, una delle più grandi compagnie mondiali di dischi. L'album comprendeva la canzone «Free the Soviet Krishnas», un'istanza a Gorbachev che era uscita anche come singolo. Prahlada appariva frequentemente in TV e alla radio per pubblicizzare l'album e condividere il suo impegno a favore dei devoti in Russia. Finalmente i devoti vennero liberati, e questo segnò l'inizio di una nuova fase per la religione nell'ex Unione Sovietica.

 

Non più costretti alla clandestinità dall'oppressione sovietica, i devoti Hare Krishna ora possono distribuire liberamente i libri di Prabhupada, come fa questa devota a Leningrado.
Non più costretti alla clandestinità dall'oppressione sovietica, i devoti Hare Krishna ora possono distribuire liberamente i libri di Prabhupada, come fa questa devota a Leningrado.

 

Dopo la Glasnost, i devoti a Leningrado possono distribuire i libri di Prabhupada anche agli ufficiali dell'esercito, che probabilmente durante l'era sovietica li avrebbero arrestati.
Dopo la Glasnost, i devoti a Leningrado possono distribuire i libri di Prabhupada anche agli ufficiali dell'esercito, che probabilmente durante l'era sovietica li avrebbero arrestati.
Dopo la Glasnost, i devoti a Leningrado possono distribuire i libri di Prabhupada anche agli ufficiali dell'esercito, che probabilmente durante l'era sovietica li avrebbero arrestati.

 




PEDONI, FALSI PROGRESSI E MEZZE VITTORIE

In una splendida giornata di primavera del 1988, il Consiglio per gli Affari Religiosi registrò ufficialmente l'Associazione per la Coscienza di Krishna di Mosca, concludendo, per lo meno così sembrava, una lunghissima faida tra i devoti e lo Stato. (Fu la prima associazione religiosa che veniva registrata nell'Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale). Ora i devoti potevano cantare in pubblico e praticare liberamente la loro religione. In quello stesso anno furono registrate oltre 1.600 nuove comunità religiose, la maggior parte delle quali russe ortodosse. Qualcosa chiaramente bolliva in pentola e molti esperti attribuirono questo cambiamento, in grande misura, ai devoti. Solo due anni dopo, in risposta a richieste dell'ISKCON, le autorità di Mosca destinarono un edificio fatiscente a due piani ad essere usato come tempio. Dopo che i devoti ebbero restaurato la proprietà, aprirono il primo tempio nella storia della Russia e dell'Unione Sovietica, un tempio frequentato anche da un gran numero di Indù. Successivamente, nel 1991, l'ISKCON fece domanda per un terreno a Mosca su cui costruire un autentico tempio vedico ed un centro culturale, un progetto grandioso.

Sorprendentemente la richiesta venne approvata e i devoti cominciarono a cercare una collocazione adatta. Sembrava che il governo fosse intenzionato a dare ai devoti russi tutto quello che volevano. Ma non durò a lungo. Come l'acqua torna sempre al proprio livello anche le autorità russe furono vittime di quelli stessi pregiudizi religiosi che avevano conosciuto nel passato. Il Consiglio vescovile della chiesa ortodossa russa emise un documento ufficiale in cui gli insegnamenti della Bhagavad-gita venivano indicati come il prodotto di una «falsa religione». Essi inoltre definirono tutte le altre religioni come una minaccia all'unità della coscienza nazionale e dell'identità culturale russa. Nel 1997 il Parlamento russo (Duma) approvò una legge che individuava nella chiesa ortodossa russa l'unica religione predominante della federazione russa con un addendum che riconosceva solo altre tre fedi tradizionalmente diffuse in Russia: ebraismo, islamismo e buddismo. Le altre religioni non avrebbero avuto lo stesso riconoscimento giuridico e nessun contributo per le loro opere missionarie.

Nella Russia di oggi, Subala Sakha Dasa mostra i libri ad un moscovita che appare interessato. 
Nella Russia di oggi, Subala Sakha Dasa mostra i libri ad un moscovita che appare interessato. 

 

Nel 1989, ai devoti Hare Krishna fu permesso per la prima volta di lasciare la Russia e visitare l'India, dove incontrarono il Primo Ministro Rajiv Gandhi a New Delhi e ricevettero un gioioso benvenuto all'aeroporto di Calcutta (sotto).
Nel 1989, ai devoti Hare Krishna fu permesso per la prima volta di lasciare la Russia e visitare l'India, dove incontrarono il Primo Ministro Rajiv Gandhi a New Delhi e ricevettero un gioioso benvenuto all'aeroporto di Calcutta (sotto).

 

Nel 1989, ai devoti Hare Krishna fu permesso per la prima volta di lasciare la Russia e visitare l'India, dove incontrarono il Primo Ministro Rajiv Gandhi a New Delhi (sopra) e ricevettero un gioioso benvenuto all'aeroporto di Calcutta.
Nel 1989, ai devoti Hare Krishna fu permesso per la prima volta di lasciare la Russia e visitare l'India, dove incontrarono il Primo Ministro Rajiv Gandhi a New Delhi (sopra) e ricevettero un gioioso benvenuto all'aeroporto di Calcutta.
   



Nuovamente però i devoti non si lasciarono intimorire. Il tempio ISKCON era diventato l'unico posto di adorazione per oltre diecimila Indiani. Nel corso degli anni '90 la coscienza di Krishna in Russia cominciò a fiorire con 97 comunità ufficialmente registrate, 22 monasteri e 250 gruppi che si riunivano nelle case. All'alba del nuovo millennio, il Primo Ministro indiano A.B. Vajpayee seppe dell'attività dell'ISKCON dagli amministratori russi. Nonostante il benevolo appoggio di Vajpayee, il governo di Mosca decise di trasformare l'area intorno al vecchio tempio ISKCON, ostacolando ancora una volta la pratica della coscienza di Krishna da parte dei devoti. E fu così che nel 2004 il governo di Mosca si riprese l'edificio e lo demolì in base a un progetto di ristrutturazione della città, privando migliaia di devoti del luogo dove svolgevano la loro adorazione. Alla ricerca di sostegno, l'ISKCON chiese aiuto a eminenti politici indiani. A quel tempo, Vajpayee, già Primo Ministro, aveva seguito gli avvenimenti in Russia da alcuni anni. Egli si incontrò con i devoti in molte occasioni sia in India sia a Mosca per programmare il modo migliore per risolvere il problema.

Nel gennaio 2004, dopo molti anni di lotte, il sindaco di Mosca finalmente firmò un'ordinanza che affermava che sarebbe stato concesso un terreno per un nuovo tempio ISKCON — in una importante posizione nella città di Mosca e gratuitamente, senza dubbio su pressione di importanti politici indiani. Il terreno era ubicato lungo la principale strada che dal Cremlino porta all'aeroporto internazionale, a circa dieci minuti di macchina dal cuore di Mosca. I devoti felici provvidero alla realizzazione di un edificio temporaneo sul terreno da poco ottenuto preparandosi a realizzarvi il nuovo complesso del tempio. Non trascorse molto tempo però prima che la chiesa ortodossa russa insieme alle autorità musulmane ed ebree si pronunciasse contro quella costruzione, ritenendo che la religione di Krishna nel suo complesso fosse contraria alle tradizioni russe. Ci furono proteste di cittadini che si raccolsero nella piazza Pushkin, nel centro della capitale, agitando icone, bandiere e cartelli con scritte del tipo «I seguaci di Krishna hanno subito il lavaggio del cervello» e «Amici, difendete la vostra fede. Noi siamo contrari alle sette. State attenti!». Queste proteste offesero i circa 100.000 seguaci di Krishna sparsi in tutto il paese. In risposta, la comunità indiana russa, guidata da Sanjit Kumar Jha, presidente dell'Associazione degli Indiani in Russia, replicò e ancora una volta ne scaturì un violento scambio di accuse.

Sebbene i devoti sapessero che Krishna alla fine sarebbe risultato vittorioso, la situazione sembrava negativa per loro. Proprio come Spassky aveva usato alcune mosse strategiche nelle prime battute della partita Fisher- Spassky, allo stesso modo sembrava che il Cremlino ora avesse il sopravvento. Nell'ottobre del 2005, il sindaco di Mosca, Yury Luzhkov, improvvisamente annullò l'ordinanza che concedeva il terreno all'ISKCON e il tempio fu demolito. A loro vantaggio, l'ufficio legale esecutivo della città trovò alcune contraddizioni nell'originale ordinanza del governo di Mosca decidendo pertanto di procedere alla sua revisione. Questa fu semplicemente un sotterfugio che dette loro la possibilità di arrivare ad annullare completamente l'ordinanza. In poche parole, i devoti ora non avevano né una casa, né un posto per le loro pratiche di predica. Stando così le cose, i devoti furono sommersi da giornalisti e reporter dei principali giornali, da interviste alla radio e sui circuiti televisivi, compreso il principale programma televisivo russo di notizie, «Vremyachko». Sua Santità Bhakti Vijnana Goswami, presidente dell'ISKCON della Russia, fu intervistato e con lui membri influenti della comunità indiana, che fecero conoscere l'oltraggio ricevuto. Il Vishwa Hindu Parishad entrò nella disputa e fu d'accordo di organizzare una campagna di «Difesa degli Indù russi». Dignitari indiani e russi si fecero avanti e le loro voci risuonarono forti e chiare.

 

Dopo la caduta del governo sovietico, i devoti hanno tratto vantaggio dalla loro libertà per diffondere il canto dei santi nomi di Krishna (sopra e sotto, a Leningrado).
Dopo la caduta del governo sovietico, i devoti hanno tratto vantaggio dalla loro libertà per diffondere il canto dei santi nomi di Krishna (sopra e sotto, a Leningrado).
Dopo la caduta del governo sovietico, i devoti hanno tratto vantaggio dalla loro libertà per diffondere il canto dei santi nomi di Krishna (sopra e sotto, a Leningrado).

 

Dopo la caduta del governo sovietico, i devoti hanno tratto vantaggio dalla loro libertà per diffondere il canto dei santi nomi di Krishna (sopra e qui, a Leningrado).




FINE DEL GIOCO

Alla fine il sindaco di Mosca assegnò il terreno all'ISKCON nonostante l'opposizione della chiesa ortodossa, che minacciò di rinnovare la sua protesta contro la costruzione. Il dado però era tratto e cambiare la decisione del sindaco appariva molto improbabile. I devoti avevano fatto una mossa vincente. Il significato di un'assegnazione definitiva del terreno era facilmente comprensibile. Le fedi cristiana, quella islamica, buddista ed ebrea insieme alla chiesa ortodossa russa sono religioni tradizionali della Russia, ritenute parti del patrimonio russo. La religione degli Hare Krishna però — il Vaishnavismo e anche le fedi indù ad esso imparentate — non fa parte di questo gruppo esclusivo che ha visto nella concessione del terreno un evento negativo di proporzioni storiche. Le sette cattoliche e protestanti non hanno avuto il riconoscimento dell'assegnazione di terreni; l'unica setta cristiana ad ottenere il terreno è stata la chiesa ortodossa russa. Solo l'ISKCON e le altre tre religioni riconosciute hanno ricevuto terreni in assegnazione.

Una voce importante che ha influenzato la decisione del Sindaco fu quella del primo ministro di Delhi Sheila Dikshit che si era recata in Russia per il Delhi Culture Fest e per rinsaldare le relazioni diplomatiche. Essa si adirò molto per tutta la disastrosa vicenda del tempio e fece pressione perché la situazione venisse subito corretta. Precedentemente, l'argomento era stato sollevato in molti incontri diplomatici, in cui il Presidente russo Vladimir Putin aveva assicurato al Primo Ministro indiano Man Mohan Singh che si sarebbe interessato del caso. Evidentemente lo aveva fatto. K. Raghunath, ambasciatore dell'India in Russia, fece il seguente commento in un intervento diffuso in tutta la nazione: Vorrei dedicare qualche parola anche all'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON). Noi siamo molto vicini a questa organizzazione. L'ISKCON ha ottenuto un successo meraviglioso nella diffusione della filosofia della Bhagavad-gita e nel suo inserimento nella vita di tutti i giorni. Al di là di questo l'ISKCON si è impegnata moltissimo a preservare e proteggere l'impareggiabile cultura dell'India. L'ISKCON merita inoltre di essere glorificata per aver rafforzato i legami d'amicizia tra la Russia e l'India.

 

In tutta la Russia e in altri paesi della ex URSS (qui sopra e sotto), i devoti diffondono con grande entusiasmo il messaggio di Sri Krishna.
In tutta la Russia e in altri paesi della ex URSS (qui sopra e sotto), i devoti diffondono con grande entusiasmo il messaggio di Sri Krishna.

 

In tutta la Russia e in altri paesi della ex URSS, i devoti diffondono con grande entusiasmo il messaggio di Sri Krishna.

 

In tutta la Russia e in altri paesi della ex URSS, i devoti diffondono con grande entusiasmo il messaggio di Sri Krishna.

 

L'ISKCON celebra il suo Ratha-yatra (festival del carro) a Mosca nel famoso distretto Arbat della città. Il festival ha luogo anche in altre ex repubbliche sovietiche.
L'ISKCON celebra il suo Ratha-yatra (festival del carro) a Mosca nel famoso distretto Arbat della città. Il festival ha luogo anche in altre ex repubbliche sovietiche.
L'ISKCON celebra il suo Ratha-yatra (festival del carro) a Mosca nel famoso distretto Arbat della città. Il festival ha luogo anche in altre ex repubbliche sovietiche.

 



La campagna per la costruzione del nuovo tempio conosciuto come «Tempio del Cuore», sta ricevendo sostegno da mecenati di tutto il mondo. L'autunno del 2006 è stato testimone di una nuova alba per l'ISKCON della Russia: più di seimila persone, la maggior parte indiane si sono recate a questo tempio non ancora finito ma meraviglioso per celebrare Janmastami, l'anniversario dell'avvento di Sri Krishna in questo mondo. Erano presenti gli ambasciatori del Nepal, dello Sri Lanka e delle Mauritius e il direttore del Centro Culturale J. Nehru. Un anno dopo, ancora in occasione di Janmastami, l'ISKCON ha firmato un contratto per sviluppare la progettazione architettonica del nuovo tempio. In quel giorno furono anche ottenute le approvazioni governative e i permessi necessari per iniziare la costruzione. Nonostante la permanenza di qualche intrigo, legato a particolari interessi di gruppi che cercano di contrastare l'opera, niente ora può fermare i devoti. Essi hanno dalla loro parte importanti leader politici e l'opinione pubblica è diventata pienamente consapevole della situazione.

Qualsiasi tentativo di fermare il progetto costituirebbe una notizia di primo piano. Grazie agli sforzi di devoti determinati, del governo indiano e di altre organizzazioni internazionali l'ISKCON della Russia ha ora una solida base. «È stato tutto un arrangiamento di Krishna,» dice Bhakti Vijnana Goswami, uno dei componenti del GBC ISKCON a Mosca (insieme a Niranjana Swami e Gopala Krishna Goswami). «Nonostante tutte le manovre politiche e i momenti difficili, abbiamo finito per ottenere per il tempio il terreno migliore possibile. È un terreno di gran lunga migliore di quello ottenuto prima e che ricorda molto Vrindavana, dove Krishna venne sul pianeta cinquemila anni fa. È un po' fuori dal centro della città ed è collocato in mezzo a bellissimi fiumi, a colline ondulate e ad una meravigliosa foresta. Krishna sapeva bene quello che faceva. Centinaia di migliaia di persone verranno qui ad imparare la meditazione sul mantra e la filosofia della coscienza di Krishna.

Anche nel 2003 mentre correvano tempi più duri, i devoti realizzarono un notevole successo: quasi 6.000 persone in quell'anno visitarono il tempio ed inoltre 14.500 scolari parteciparono alle cerimonie del tempio come parte di un'esperienza scolastica obbligatoria. I devoti cantavano regolarmente nelle strade di Mosca, distribuivano grande quantità di prasadam e misero più di 160.000 libri nelle mani dei Russi. Naturalmente con il nuovo tempio questi dati possono solo aumentare. La congregazione indiana è di circa 15.000 persone, molte delle quali sono studenti delle università e di altre istituzioni di alto livello culturale. Molte persone native di Mosca sono diventate devote a tempo pieno o frequentano cerimonie e festival del tempio ISKCON durante tutto l'anno. I libri di Prabhupada ora sono tradotti in dieci delle lingue ufficiali della Russia e sono state distribuite più di undici milioni di copie della sua Bhagavad-gita così com'è in lingua russa.

 

I devoti Hare Krishna prendono parte al tradizionale sacrificio del fuoco vedico (sopra) nel tempio che in seguito (2004) fu distrutto dalle autorità della città di Mosca (sotto).

 

Il tempio distrutto dalle autorità di Mosca.
Il tempio distrutto dalle autorità di Mosca.




IL CENTRO CULTURALE VEDICO

Da tutto quello che è stato detto, risulta chiaramente che il nuovo tempio è il più significativo trofeo della battaglia dell'ISKCON della Russia per la libertà religiosa. Secondo il progetto attuale, ci sarà un Centro Culturale Vedico con le seguenti caratteristiche: 1. Il tempio vedico 2. La sala multimediale Veda-expo 3. Il centro educativo e culturale 4. La biblioteca dei testi vedici classici 5. Il centro dei servizi sociali 6. Il centro sanitario 7. La sala delle conferenze 8. Il ristorante con cucina vedica 9. Il giardino d'inverno. Importanti devoti dell'ISKCON di tutto il mondo hanno visitato il nascente tempio di Mosca e, apprezzando la visione per il futuro dei suoi leader, sono tornati profondamente impressionati. Non hanno potuto far altro che riconoscerne il potenziale e gli effetti che avrà in tutto il mondo. Bhakti Tirtha Swami (1950-2005) poco prima di lasciare questo mondo disse: «Ci stiamo rendendo conto che i devoti russi sono tra i più entusiasti del mondo. Moltissime persone sono diventate devote, molte sono le opportunità di predica e molte persone stanno venendo avanti. Perciò, abbiamo bisogno di qualcosa di molto grandioso, di molto meraviglioso per accogliere tutte queste persone… La storia dimostrerà che i devoti del CIS e della Russia in particolare, sono stati potenziati per erigere questo tempio che è il più grande e glorioso, il più famoso e favoloso.»

«Ci sentiamo eccitati,» continuò. «Desideriamo incoraggiare quante più persone possibili a sostenere questo sforzo — perché è uno sforzo non solo per il CIS o per la Russia, ma… è qualcosa per il mondo intero, qualcosa che Srila Prabhupada in persona desiderava moltissimo. Egli era così impegnato a predicare in tutto il mondo e nei suoi ultimi giorni espresse una speciale attenzione alla predica nei paesi comunisti.» Anche Radhanatha Swami ha recentemente parlato con chiarezza sul grandissimo potenziale del progetto in Russia: «Credo sinceramente che la costruzione di questo tempio a Mosca sia uno dei più importanti progetti della storia del Movimento Hare Krishna.» «Srila Prabhupada è venuto personalmente a Mosca all'inizio degli anni '70,» dice Radhanatha Swami, «e sebbene tutto questo avvenisse dietro la Cortina di Ferro, dove erano predominanti l'ateismo e il comunismo, egli vide l'immensa potenzialità del popolo russo di accettare la dottrina del puro, incontaminato amore per Sri Krishna. E perciò scrisse che se i devoti avessero collaborato con sincerità… questo tempio sarebbe stato costruito. Con enfasi affermò inoltre che sarebbe stato un grande trionfo.»

 

A. B. Vajpayee, ex Primo Ministro indiano, ascolta la presentazione del progetto ISKCON a Mosca fatta da Sadhu-priya Dasa (al centro della foto) e da Bhakti Vijnana Goswami.
A. B. Vajpayee, ex Primo Ministro indiano, ascolta la presentazione del progetto ISKCON a Mosca fatta da Sadhu-priya Dasa (al centro della foto) e da Bhakti Vijnana Goswami.

 

Caitanya Candra Carana Dasa recentemente ha dato una lezione nel tempio provvisorio dell'ISKCON a Mosca.
Caitanya Candra Carana Dasa recentemente ha dato una lezione nel tempio provvisorio dell'ISKCON a Mosca. 



Anche Bhakti Caru Swami si è espresso con eloquenza sul significato dell'opera dei devoti nei territori che costituivano l'Unione Sovietica: «Chi avrebbe immaginato che la coscienza di Krishna si sarebbe diffusa in Russia? Caitanya però ha predetto che il Movimento per la coscienza di Krishna si sarebbe diffuso in ogni città e in ogni villaggio del mondo e poiché Egli è Dio, la Persona Suprema, la Sua predizione non può non avverarsi.» Bhakti Vijnana Goswami conclude: «La costruzione di questo tempio in Russia è un fatto di enorme portata — dal punto di vista storico, simbolico, emozionale e spirituale. Inoltre il tempio sarà grandioso per le sue dimensioni e in grado di accogliere migliaia di devoti, di visitatori e di ricercatori. Stiamo già considerando praticamente questo aspetto e il suo impatto è secondo soltanto ai templi dell'India. Nel futuro, la sua influenza si farà sentire in tutto il mondo, non solo nell'Europa orientale, nella Russia e nella ex Unione Sovietica. Avrà un significato grandioso per l'ISKCON e al di là dell'ISKCON, in tutto il mondo.

Boris Spassky perse la sua partita con Bobby Fischer nel campionato mondiale di scacchi. Sebbene I giocatori di scacchi russi avessero tenuto il titolo per più di quarant'anni, quella era stata la prima volta in cui un giocatore sovietico aveva la peggio in una partita. Nel gioco degli scacchi, una strategia superiore vince sempre alla fine, ma nella vita è sempre meglio essere dalla parte dei giusti. Come la Bhagavad-gita c'insegna nel suo verso conclusivo: «Ovunque si trovi Krishna, il maestro di tutti i mistici, ovunque si trovi Arjuna, l'arciere supremo, là senza dubbio regneranno anche opulenza, vittoria, straordinaria potenza e moralità.» Quasi tutti i cittadini di Mosca oggi traggono beneficio dai libri di Prabhupada e dal santo nome di Krishna e questo è una mossa vincente. E sebbene la Piazza Rossa sia ancora la più famosa piazza di Mosca, il Tempio del Cuore presto darà scacco a tutti.

Satyaraja Dasa, un discepolo di Srila Prabhupada collabora regolarmente con BTG. Ha scritto più di venti libri sulla coscienza di Krishna e vive in prossimità di New York.

 

 


Lettera di un Osservatore


di Devi Deva Dasa

Dopo che nel 2000 fu richiesto il mio aiuto per il progetto del tempio di Mosca, cominciai a prestare più attenzione alle notizie che riguardavano la Russia. Due cose mi furono chiare: la ritrovata ricchezza di Mosca e il potere che la Russia è arrivata ad avere nella comunità internazionale. È estremamente importante che ora la coscienza di Krishna metta le radici in Russia. Negli ultimi anni, viaggiando per organizzare incontri a livello di vari dipartimenti e con persone devote, ho acquisito un grande rispetto per la natura creativa, incline alla cultura e alla spiritualità dei Russi e mi sono reso conto che sono dei ricercatori della verità. Hanno sofferto moltissimo. La coscienza di Krishna e le risposte che provengono dalla letteratura vedica sono un gradito respiro di sollievo per i loro cuori addolorati. Il Movimento della coscienza di Krishna in Russia è stato un lungo viaggio, ma alla fine questa durissima prova si è risolta per il meglio, poiché il viaggio ha offerto ai devoti di Krishna molte opportunità per trasmettere la cultura vedica, per creare relazioni e procurarsi eminenti sostenitori. I devoti in Russia hanno ricevuto sostegno dal parlamento britannico e dal sindaco di Delhi, così come da molti ufficiali di alto rango dei governi federali dell'India e della Russia. Tutti hanno usato forti pressioni diplomatiche per aiutare i devoti a costruire il primo grande tempio ISKCON in Russia. Cercare di costruire questo primo tempio è stata una lunga e ardua battaglia. Durante questa lotta prolungata, i devoti sono stati costretti a tenere le cerimonie in un'area di parcheggio abbandonata, dove non c'era né acqua né fognature.
Nonostante queste
sofferenze e quelle precedenti, molti hanno dedicato se stessi alla coscienza di Krishna da oltre venti anni. Essi hanno visitato l'India,
sono andati in
pellegrinaggi ed hanno continuato ad incrementare in vari modi la loro fede. Hanno sviluppato più di sessanta comunità nel'ex URSS, creandole tutte con uno spirito di sacrificio personale. I devoti di Krishna russi posseggono una forte etica del lavoro e sono sempre pronti a fare ciò che è necessario per terminare un'opera. Mi sento ispirato a testimoniare tutto questo e centinaia di miei colleghi hanno espresso sentimenti simili. Ho partecipato a tre raduni/festival nella zona turistica russa sul Mar Nero. Che esperienza! La grande varietà di devoti russi rappresentava tutte le età e tutte le classi sociali. Dal più giovane al più anziano, erano presenti intere famiglie e molti giovani di buona cultura. I devoti contano amici fra i sofisticati leader della società e della cultura artistica russa. I devoti russi popolano i templi di tutto il mondo. I devoti si sono incontrati con Vladimir Putin e con l'ex Primo Ministro indiano A. B. Vajpayee. Quanto è stato lungo e tortuoso il percorso della nostra storia in Russia! Ora siamo entrati in una nuova fase e le opportunità più stimolanti sono davanti a noi. Il 4 settembre del 2007, dopo che il governo della città di Mosca ci ha assegnato il terreno, i devoti hanno ultimato i disegni del tempio e firmato un contratto con un'impresa costruttrice di opere architettoniche per la realizzazione del tempio. Il tempio e il centro culturale saranno di livello mondiale ubicati in una posizione elevata con vista su uno splendido fiume e su foreste protette.
Quest'area pregiata è conosciuta come «la Svizzera di Mosca.» Nello scorso novembre abbiamo lanciato una campagna di raccolta di fondi con l'obiettivo di realizzare i 15 milioni di dollari necessari per la costruzione di un tempio raffinato, dove Russi di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali possano essere educati formalmente alla coscienza di Krishna.
Il centro fornirà un'utile ambientazione per ulteriori scambi culturali dei Russi con la cultura vedica che già contribuisce ai dinamici programmi teatrali e artistici dei devoti russi. I devoti hanno realizzato un crescente programma di distribuzione di cibo e sono molto rispettati per i servizi che rendono al pubblico. Con il meraviglioso spazio che un tempio può mettere a disposizione i devoti potranno diramare verso l'esterno ed espandere questi servizi. Come comunità spirituale in crescita, i devoti devono affrontare la sfida di mantenere un forte coinvolgimento comunitario dei suoi membri. È un tempo pieno di difficoltà per le famiglie che hanno a che fare con difficili realtà economiche. La corruzione è ancora molto forte in Russia e particolarmente a Mosca. Questo, unito ad un'atmosfera di sfiducia che nasce dai ricordi del passato, pesa fortemente su coloro che aspirano a dedicarsi alla vita spirituale. Essi hanno bisogno del nostro aiuto. Per favore unitevi a noi in questa opportunità che capita una volta sola nella vita di offrire valori permanenti alle anime della Russia.

 

 


Food For Life

Mentre l'ISKCON lottava per la giustizia in Russia, i suoi volontari del Food for Life distribuivano più di un milione di tazze di porridge caldo, pane fresco e té. Mettendo a rischio la loro vita, i devoti russi si sono recati in missione umanitaria nelle zone di guerra come la Cecenia e la Abkazia per dare da mangiare alle persone. Ancora una volta hanno dimostrato che la fede in Dio e nel servizio divino è più importante delle comodità del corpo e degli scopi egoistici. I devoti hanno aiutato centinaia di migliaia di Russi, di Ceceni, di Georgiani e di Armeni — sia ragazzi che adulti, vittime della guerra. Il Food for Life degli Hare Krishna è stata l'unica organizzazione di beneficenza con base in Russia e non governativa, che ha operato nelle zone di guerra della Russia. I devoti hanno dato alle persone in difficoltà una speranza per un futuro migliore, un conforto spirituale e un sostegno morale. Spesso arrestati per questo servizio, hanno continuato a distribuire cibo consacrato alle persone bisognose.
Alcuni sono stati perfino uccisi mentre stavano cercando di aiutare gli altri. Un esempio degli sforzi dei devoti: un terremoto di livello 7,2 aveva raso al suolo una piccola città nell'estrema penisola orientale della Russia. Il giorno successivo i volontari del Food for Life sono stati trasportati là in elicottero dal ministero per l'emergenza russo. Appena arrivati hanno fornito cibo caldo ai sopravvissuti e tratto in salvo squadre che lavoravano ininterrottamente per trovare i corpi e prendersi cura dei sopravvissuti.

Servire prasadam in Cecenia, 1994.
Servire prasadam in Cecenia, 1994.

 

 


Prabhupada
sul Tempio di Mosca
Vrindavana, 7 luglio 1977


Mio caro Harikesa Maharaja, ti prego di accettare i miei umili omaggi ai tuoi piedi. Sua Divina Grazia Srila Prabhupada ha ricevuto la tua lettera datata 28 giugno 1977 e mi ha incaricato di risponderti. La tua lettera è stata molto incoraggiante per Sua Divina Grazia. Prabhupada ha ricevuto da Ghanasyama Prabhu [Bhakti Tirtha Swami] un resoconto diretto sulla sua predica in Yugoslavia che gli ha dato una felicità estatica. Mi ha fatto leggere ognuno di questi riferimenti non meno di dieci o undici volte alle persone importanti che venivano a visitarlo. Prabhupada gusta sempre tutti i resoconti. Prabhupada è stato particolarmente felice nell'apprendere della possibilità di realizzare un tempio in Russia. Ha detto: «Cogliete subito questa opportunità. Sarà un grande trionfo se riusciamo ad aprire un tempio là. Se v'impegnate con sincerità sicuramente ciò avverrà. Il popolo russo non è composto solo da atei. Sono persone molto brave. Ho avuto modo di studiarli. Solo che il governo…»

Tuo servitore,
Tamal Krishna Gosvami
Segretario di Srila Prabhupada

 

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(Tratto da Ritorno a Krishna)