Suva dà il
benvenuto all'Imperatore della dolcezza
Nella capitale delle
Fiji, Sri Krishna siede sul trono
del più grande
tempio ISKCON fuori dell'India.
di Urmila DevI Dasi
Tratto da un'intervista
con Bir Krishna Goswami e Krishna-priya
DevI Dasi
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| Una veduta del nuovo
tempio di Suva nelle Fiji. |
Le cerimonie d'inaugurazione
del nuovo tempio ISKCON a Suva nelle Fiji
sono in pieno svolgimento. Latte, miele,
succhi di frutta, burro chiarificato e acqua
profumata scorrono sulle divinità di
Radha-Krishna e delle Loro amiche pastorelle
più intime,
Lalita e Visakha. "Un oceano di felicità è ai
piedi delle fanciulle di Vrindavana," ha
scritto il nostro venerabile acarya Bhaktivinoda
Thakura. Forse la dolce mistura ai loro piedi
oggi non riempirà un oceano, ma riempirà molti
secchielli. E dopo la cerimonia del bagno,
migliaia di ospiti faranno a gara per assaggiarne
qualche goccia.
Il procedimento d'installazione
delle divinità o
di benvenuto al Signore può essere
semplice come cantare i nomi di Krishna.
Ma qui a Suva, capitale delle Fiji, vengono
seguite minuziosamente tutte le complesse
ritualità. Poiché la qualifica
per l'adorazione è la devozione e
la purezza e non il corpo o la nascita, le
cerimonie sono officiate sia da sacerdoti
maschi che femmine, di diverse nazionalità ed
etnie: provengono dalle Fiji, dall'India,
dall'Australia, dall'Europa, dall'America,
dall'Africa e dalla Nuova Zelanda. Alcuni
hanno viaggiato per mezzo mondo per avere
il beneficio di aiutare ad approntare il
complesso del tempio e omaggiare il Signore.
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| Una
guglia del tempio (a sinistra) viene
calata al suo posto da una gru. (a
destra) Rama Raghava Dasa, Bhakta Anil
e Navadvipa Dasa lavorano sulla cupola
dove verrà posizionata
una guglia. |
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| Sri Kama Devi Dasi
pulisce una guglia di rame prima che
venga dorata. |
La maggior parte degli aiutanti, comunque,
vivono nelle Fiji, dove si trovano molti
devoti di Krishna. Avere diecimila membri
in un paese di 800.000 abitanti ha un effetto
importante sulla comunità.
Il tempio ISKCON di Krishna-Kaliya
a Lautoka nelle Fiji, che fu inaugurato nel
1976, fu il primo tempio del Movimento
costruito fuori dell'India. Il nuovo
tempio di Suva ora è il tempio ISKCON
più grande
fuori dell'India. Vi sono state installate
dodici divinità.
Situato nel mezzo
del distretto della capitale,
a cinque minuti di macchina dalla principale
zona di negozi, il tempio di Suva conferma
il Movimento Hare Krishna come l'originale
rappresentante della tradizione vedica. La
cultura vedica rimane tangibile nelle
isole Fiji, dove circa la metà della
popolazione ha radici indiane. L'ospitalità e
il rispetto sono le caratteristiche delle
persone. Chi visita il tempio sente subito
di far parte di una grande famiglia. Questo
sentimento può in
qualche modo essere dovuto al fatto che comunemente
famiglie intere — marito, moglie,
genitori, figli, zie e zii — aderiscono
all'ISKCON.
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| Durante la sacra cerimonia del bagno
i devoti versano
olio profumato sulle divinità di
Sita-Rama, Laksmana e Hanuman. |
L'atmosfera, i programmi e gli
scopi propri dei templi ISKCON costituiscono
una parte ben accolta della cultura generale.
Tuttavia non sono solo le persone di discendenza
indiana che nelle Fiji seguono il Movimento
Hare Krishna. Alcuni membri hanno la loro
origine nella cultura indigena delle
Fiji. Quando Sri Krishna è al
centro, razze e culture trovano la loro unità nella
diversità.
Quando coloro che aiutavano
nei preparativi
per il tempio andavano in città a
fare compere, tutte le persone sorridendo
li salutavano con la mano e chiedevano
quando ci sarebbe stata la grande inaugurazione.
Le persone amano sentir parlare di Krishna,
cantare i Suoi santi nomi
e rispettare il prasadam. (Nelle
Fiji i devoti gestiscono sei ristoranti compreso
quello nel nuovo tempio di Suva.) Forse in
qualche modo la cultura originale della
popolazione è stata preservata in
parte perché la televisione —
uno dei generali in capo di questa
era degradata — è presente nel
paese solo da sei o sette anni.
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| Sri Sri Radha-Golokabihari
concedono udienza ai devoti nel Loro
nuovo tempio. |
Grazie all'ottima posizione del tempio,
per gli ufficiali del governo, compresi
gli ambasciatori e i membri del parlamento, è consuetudine
venire a vedere le divinità e a prendere prasadam. Le
cuspidi dorate del tempio, come quelle
della città reale di Jaipur
in India, si vedono anche da miglia di distanza.
Di mattina esse invitano gli uomini d'affari
a fermarsi per adorare il Signore prima
di recarsi al lavoro. Molti devoti iniziati
occupano importanti posizioni nella
società. Ne è un esempio
Kisori Devi Dasi, che fece parte del gruppo
che portò i cakra d'oro
(i dischi del Signore Visnu) in cima
alle cupole durante le cerimonie d'apertura
del tempio. Essa è la vincitrice
della medaglia d'oro alla Scuola di Medicina
delle Fiji.
I devoti in modo dolce e tangibile
cooperavano
all'allestimento degli edifici. Incuranti
delle caratteristiche esteriori come le diverse
occupazioni, la classe sociale, la nazionalità e
il sesso, lavoravano tutti insieme felici
per far sì che la cerimonia d'installazione
risultasse un successo. Il pronipote
di Henry Ford, conosciuto anche come
Ambarisha Dasa, serviva insieme a dottori
e muratori. Per provvedere a tutte le necessità,
dal dirigere al compiere umili lavori
c'erano tre leader dell'ISKCON, appartenenti
all'ordine di rinuncia: Bhakti Caru
Swami, Vedavyasapriya Swami e Bir Krishna
Goswami. Le designazioni scomparivano
mentre i devoti trascorrevano le giornate
a macinare il legno di sandalo per farne
una pasta da offrire a Krishna.
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| Nel giorno dell'inaugurazione
il nuovo tempio trabocca di devoti. |
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| Nuovi iniziati prendono parte ad un
sacrificio del fuoco per la consacrazione
dei loro voti. Il giorno successivo all'inaugurazione
del tempio sono stati iniziati sessantaquattro
devoti. |
Rivestire
di foglie d'oro i kalasha (gli
ornamenti, che sembrano grandi palle poste
una sopra l'altra, che coronano le cupole
del tempio) era un enorme progetto,
che richiedeva ingegno e sforzo da parte
della squadra. Prima che la foglia d'oro
si attacchi alla superficie di rame,
il rame deve essere pulito perfettamente,
senza tracce di ossidazioni. L'acqua di tamarindo,
usata normalmente nelle Fiji per lucidare
il rame, aveva bisogno di troppo tempo. Allora
Bir Krishna Goswami, commissario governativo
ISKCON per le Fiji, fece ricerche su Internet
e scoprì come
preparare una sua soluzione — una mistura
di succo di limone, sale e sapone.
Dopo la
lucidatura, i devoti dovevano passarci
due strati di vernice ed uno di pittura gialla
prima d'iniziare la minuziosa lavorazione
per applicare la sfoglia d'oro. Alla fine,
una gru innalzò i kalasha al
loro posto, dove ora risplendono alla luce
del sole tropicale. Che cambiamento dal piccolo
edificio di metallo usato come tempio
negli ultimi dieci anni!
Chi fosse venuto
nell'isola un mese o anche solo due settimane
prima della data fissata per la cerimonia,
avrebbe dubitato che tutto potesse essere
pronto per la data stabilita.
Ma lo fu — perfino nei dettagli.
I dipinti commissionati a Madhava-priya
Devi Dasi decorano le pareti del tempio.
Fanno bella mostra anche i suoi dipinti che
narrano la storia del Ramayana —
particolarmente adatti poiché Krishna
nella Sua forma di Ramacandra con Sita,
Laksmana ed Hanuman stava per essere installato.
Il Ramayana è molto
popolare nelle Fiji. Il Signore Rama non
solo ispira l'amore divino, ma costituisce
anche un esempio per tutti in fatto
di moralità, etica e buon governo.
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| Srila Prabhupada viene condotto
in processione nella proprietà del
tempio. |
CINQUEMILA
OSPITI
Quando finalmente il festival di tre
giorni
cominciò, alcuni giovani preparati
al centro ISKCON di Mayapur, nel Bengala
occidentale, eseguirono il tradizionale
Puja Vastu. Furono allestite varie zone per
il sacrificio, due con il fuoco sacro dentro
cui i partecipanti gettavano i cereali,
simboli dell'offerta del loro cuore a Visnu.
I cinquemila ospiti cantavano i santi nomi
e danzavano felici. Più di quaranta
persone presero iniziazione da tre maestri
spirituali, promettendo di cantare il mantra Hare
Krishna, di non fare uso d'intossicanti,
di non fare sesso illecito, di non fare gioco
d'azzardo e di non mangiare né carne,
né pesce né uova.
Alcuni devoti
ebbero la grande fortuna di togliere le bende
dagli occhi delle divinità (che
fa parte del rito dell'installazione),
di fare il bagno alle divinità, massaggiarle
e metterle a letto la notte precedente la
cerimonia finale. A questi devoti sembrava
di essere nel mondo spirituale.
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| Vedavyasapriya Swami distribuisce il prasadam alle
mani che si protendono. |
Uno di loro,
Ambarisha Dasa disse che era stata
la più bella esperienza che aveva
avuto nell'adorazione delle divinità.
Quando Radha-Golokabihari giacevano
nei loro letti, Bir Krishna Goswami cantò loro
canzoni sui luoghi di Vrindavana e sui suoi
abitanti. Solo una luce fioca illuminava
lo spazio dietro l'altare. In questa dolce
atmosfera, i devoti ebbero una maggior
consapevolezza della presenza del Signore
nella forma di divinità.
Uno dei numerosi
misteri nel servizio a Krishna è che
coloro che servono i Suoi servitori fanno
la stessa esperienza
di coloro che servono direttamente.
La verità di quest'affermazione delle
Scritture fu ovvia quando una folla
di cinquemila persone cantò per due
ore dopo la cerimonia pubblica del bagno
mentre aspettavano che le divinità,
che venivano vestite dietro le tende chiuse,
fossero mostrate. Mentre le tende aprivano
lentamente, la folla rimase senza fiato e
gridò per
la gioia e l'intenso piacere spirituale.
Le divinità portavano ghirlande di
plumerie, fiori locali i cui petali
erano stati delicatamente piegati prima
di essere infilati insieme. L'opulenza
del tempio era oscurata dalla gloriosa dolcezza
delle divinità. Ondate di un oceano
nettareo di felicità si susseguivano,
al di là del corpo e della mente,
portando a tutti almeno il gusto della gioia
che è il
naturale stato di tutte le anime che
sono in connessione con la Verità Assoluta.
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| I preparativi per la festa
di apertura del tempio hanno
richiesto l'aiuto di molti volontari. |
Più di settanta devoti si erano offerti
per i vari servizi alle divinità.
Col tempo, eseguendo regolarmente ogni
giorno l'adorazione alle divinità,
la gioia provata all'installazione crescerà fino
a divenire fissa nei loro cuori liberandoli
da tutte le dualità materiali. I desideri
materiali, i lamenti e le sofferenze di questo
mondo saranno spazzati via come insignificanti
rispetto al servizio devozionale al
Signore che tutto pulisce e purifica.
Urmila Devi Dasi, redattrice esterna
di BTG, è un membro della
comunità Hare Krishna di Hillsborough
nel Nord Carolina, di cui Bir Krishna
Goswami è il GBC dell'ISKCON e
Krishna-priya Devi Dasi è l'ex
presidente del tempio.
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| Un albero tamal piantato in onore
di Sua Santità Tamal Krishna Goswami
adorna l'entrata anteriore del nuovo
tempio. |
Srila
Prabhupada e Tamal Krishna Goswami
alle Fiji
di Bir Krishna Dasa Goswami
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Quando
Srila Prabhupada visitò le
Fiji, invocò la presenza
di Krishna piantando il seme che
poi ha dato come frutto quello
che oggi vediamo. Le Scritture
dicono che anche un solo momento
di associazione con una grande
anima come Srila Prabhupada può dare
la perfezione ad una persona. Sebbene
le visite di Prabhupada alle Fiji
siano state brevi, esse dimostrano
la verità di questa affermazione.
Srila Prabhupada potenziò i
suoi rappresentanti Vasudeva Dasa,
Bhuvan Mohan e Bhagavati Devi Dasi
affinché sviluppassero ulteriormente
la misericordia di Krishna. Essi
lo fecero con grande successo ed
aprirono lo splendido tempio di
Krishna-Kaliya a Lautoka. Allora
Prabhupada mandò il suo
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caro
discepolo Tamal Krishna Goswami
a dare ai devoti la visione di
una cultura trascendentale. Tamal
Krishna Goswami visitò tutte
le isole e convinse migliaia di persone della veridicità degli
insegnamenti vedici, impegnandoli a servire il Signore.
Talvolta inviò delle persone a cavallo anche
in remoti villaggi, dove ora l'intera popolazione è diventata
devota.
Prabhupada e Tamal Krishna Goswami avevano la visione
di un tempio a Suva. Volevano che fosse un faro spirituale
per tutte le Fiji e una base da cui si potesse distribuire
conoscenza spirituale, cibo spirituale e i santi nomi.
E desideravano che le divinità attraessero tutti
a distaccarsi dal mondo materiale. |
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