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Tenere in grande considerazione
le Sacre Scritture

Per cantare in modo puro i nomi di Dio è necessario onorarLo
in tutte le Sue forme, comprese le scritture rivelate.

di Urmila Devi Dasi

 

Sri Krishna e Srila Vyasadeva
Sri Krishna ha rivelato la conoscenza trascendentale dei Veda, compilati dalla Sua incarnazione Srila Vyasadeva potenziata per questo scopo. Perciò coloro che cantano i santi nomi del Signore devono avere il più grande rispetto per la letteratura vedica.

 

 

Questo è il settimo di una serie di articoli sulle offese da evitare quando si cerca di avanzare spiritualmente con il canto dei nomi di Dio. Questo articolo tratta l'offesa di parlare in modo blasfemo della letteratura vedica o della letteratura che da essa deriva.

Nella società laica moderna è di moda considerare la letteratura sacra come un insieme di fantasticherie mitologiche per persone sottosviluppate. A scuola s'insegna che con le nostre attuali conoscenze di fisica, medicina, psicologia, democrazia e così via, queste scritture non hanno utilità se non come forme di arte letteraria. Coloro che seguono le scritture alla lettera sono bollati con termini dispregiativi come quello di "fondamentalisti". Va di moda prendere in prestito alcune idee dalle Scritture vediche —lo yoga, la meditazione, il canto di mantra — ma vivere secondo le leggi delle scritture è considerato antiquato e semplicistico.
Comunque, per ottenere beneficio spirituale dal canto dei nomi di Krishna è necessario tenere in grande considerazione Krishna in tutte le Sue forme, comprese le Sue scritture.

Krishna è apparso sulla Terra nella Sua forma originale circa cinquemila anni fa. Dopo il ritorno nella Sua eterna dimora, la Sua "incarnazione letteraria", Vyasadeva compilò la crema delle Scritture vediche: lo Srimad-Bhagavatam. Srila Prabhupada ha scritto che leggere questa scrittura è come vedere Krishna in persona. Poiché le parole del Bhagavatam descrivono Krishna, sul piano spirituale esse sono identiche a Lui. Se parliamo in modo offensivo del Bhagavatam, degli altri testi vedici o della letteratura che da essi deriva, offendiamo il santo nome e ostacoliamo fortemente il nostro progresso nel canto. Che cosa intendiamo per "letteratura vedica"? Distinguendosi dagli eruditi moderni, Srila Prabhupada non ha usato il termine vedico per indicare solo un particolare periodo della storia dell'India. Coerentemente ai maestri spirituali della sua linea che lo hanno preceduto, egli ha giustamente usato questo termine per indicare tutti i tradizionali libri sacri dell'India. E con "letteratura che deriva dai Veda" si riferisce a tutti i libri che, come i Veda, ci guidano verso un'effettiva comprensione della nostra relazione con Dio.

Possiamo evitare questa offesa al santo nome di Krishna, se accettiamo il concetto generale di sacra scrittura, onorando le scritture autentiche delle tradizioni diverse dalla nostra, rispettando ma evitando quelle scritture che insegnano pratiche religiose valide ma inferiori e rifiutando le false scritture che si oppongono all'amore per Dio. Possiamo evitare questa offesa anche adorando Krishna con la nostra intelligenza attraverso un attento studio e l'applicazione della letteratura sacra. Questo studio infonde in noi il desiderio per il servizio devozionale al Signore e ci indica come ottenerlo. Traiamo felicità dall'esame di ogni aspetto della letteratura vedica che leggiamo e ne accettiamo scrupolosamente gli ovvi significati e le applicazioni in armonia con l'insieme di tutti i testi e con gli esempi dati dalle anime liberate.


UNA CULTURA ILLUMINANTE

Una ragione per cui le persone rifiutano il vero significato delle sacre scritture è che la parola scrittura evoca in loro i fantasmi di società che proibivano di sorridere durante il Sabbath o dichiaravano che la strada della perfezione consisteva in un insieme d'intricati metodi rituali che poche persone potevano compiere ed ancora meno capire. Inoltre, le scritture contengono storie fantasiose di miracoli e di avvenimenti sovrannaturali che la scienza moderna ha da tempo screditato. E non sono le scritture opere di persone imperfette?
La realtà è che le scritture autentiche, se correttamente comprese e applicate, costituiscono una guida e un manuale d'istruzione per la vita umana e per l'universo. Sono l'opuscolo che contiene le procedure per l'avventura nella creazione materiale. Dall'insieme delle scritture e della tradizione orale apprendiamo i metodi di elevazione spirituale, compreso il canto del santo nome. Attraverso le scritture veniamo a conoscere le vite dei santi del passato, dei saggi e delle incarnazioni di Krishna. In realtà i contenuti delle scritture, sia scritti che orali, costituiscono la base per fondare e trasmettere una cultura illuminata.


IL FANTASTICO ASSUME UN SIGNIFICATO

È certamente vero che molti racconti delle sacre scritture appaiono frutto di fantasia per il nostro mondo fondato sulla scienza. Ma molte attuali meraviglie tecnologiche solo poche decine di anni fa sarebbero apparse romanzesche e non accettabili. Non è quindi impensabile che società del passato possano aver avuto capacità ed esperienze oggi non disponibili. Per esempio è praticamente impossibile ricreare l'antica architettura del Perù con i metodi moderni. Il modo di pensare secondo cui la tecnologia ha sempre progredito e non avrebbe mai potuto essere più sviluppata di quella di oggi, può non essere esatto. In realtà anche la storia moderna insegna che l'antica Grecia era ricca di conoscenza che l'Europa perse nel Medioevo e che poi gradualmente è riemersa. Allora è ragionevole e logico ritenere che ciò che oggi è patrimonio di tutti, come la televisione ed Internet possa andar perso e dimenticato in futuro per poi riemergere più tardi.

In più, oggi c'è anche un'evidenza empirica molto forte dell'esistenza del sovrannaturale, ma poiché la scienza moderna non è in grado di spiegare questa evidenza, essa viene di solito ignorata. Inoltre, i Veda — con le loro informazioni sullo spirito e sulla materia sottile — forniscono una visione del mondo che rende facile accettare quello che apparentemente è impossibile. Per esempio, una volta compreso che lo spirito, cioè la vita, è indipendente dalla materia, è facile credere che esseri viventi possano vivere ovunque nell'universo e compiere ogni tipo di cose straordinarie. Per una persona che ricerca la spiritualità una critica significativa alle scritture è che in gran parte si concentrano sulla ritualità e il profitto materiale.

Krishna conferma questo modo di vedere quando dice al Suo amico Arjuna che coloro che hanno praticato yoga nelle loro vite precedenti sono al di sopra della gran parte delle ritualità delle scritture. Comunque, la triste verità èche sono poche le persone interessate ad un'autentica realizzazione spirituale. Perciò Krishna e i Suoi grandi devoti nelle scritture danno istruzioni ed esempi destinati a tutti i tipi di persone. Ci sono scritture diverse per le varie categorie di persone che hanno inclinazioni e desideri diversi. E si possono trovare differenti livelli e tipi d'istruzione nella stessa scrittura. A volte il Signore, un Suo incaricato o Suo figlio possono insegnare le verità eterne ad un livello inferiore o in un modo non chiaro secondo tempo, luogo e circostanza.

Le scritture che nascono da questi insegnamenti possono ispirare qualcosa d'inferiore alla pura e immotivata devozione per il Signore, ma hanno la funzione di portare gradualmente le persone al più alto livello di realizzazione. Sapendo che la perfezione, in generale, è ottenibile solo dopo molte vite, una persona assorta nel canto del mantra della verità più elevata sostiene ed incoraggia quelli che sono a vari livelli. Le scritture autentiche, per definizione, provengono direttamente da Dio o da anime liberate dalle imperfezioni e dalla tendenza ad ingannare delle persone comuni. Questa verità inalterata può scorrere attraverso una persona libera da desideri egoistici ed unita a Dio, come la vista del mondo esterno può passare attraverso una finestra con i vetri puliti.


UN RUOLO PER LA DISCRIMINAZIONE

Tuttavia una persona non dovrebbe accettare semplicemente qualsiasi scrittura come sacra solo perché essa dice di esserlo. Fa parte dell'offesa di parlare in modo blasfemo delle scritture l'accettare una filosofia contraria a servire con devozione la forma personale del Signore. Inoltre se un sistema "religioso" afferma che altri metodi autentici e altre scritture sono peccaminose, dovrebbe essere abbandonato come gretto settarismo. Inoltre, noi rifiutiamo qualsiasi sistema o qualsiasi filosofia che nega l'anima, la Suprema Personalità di Dio, il procedimento di sviluppare amore per Dio o la finalità dell'unione d'amore personale con Lui. Perciò, cantare Hare Krishna con un'attitudine monistica — pensando che la realtà ultima sia solo energia e luce — fa parte di questa offesa al santo nome. Un devoto di Sri Krishna dovrebbe seguire solo la tradizione che porta alla bhakti — devozione d'amore alla persona di Krishna. Con animo rispettoso ma tenendosi a distanza, si dovrebbe evitare le scritture che cercano i poteri yogici, le buone azioni per ottenere ricompense celestiali o la salvezza senza la bhakti, per non parlare di forme inferiori di adorazione rivolte ad acquisire poteri con l'aiuto di fantasmi o di esseri demoniaci.

L'Harinama Cintamani di Srila Bhaktivinoda Thakura elenca nove principi fondamentali della krishna­bhakti. Possiamo riconoscere le scritture bhakti in quelle che promuovono questi nove principi: (1) C'è solo un Signore Supremo, Krishna. (2) Egli è il proprietario di tutte le energie. Krishna è la sorgente originale delle relazioni trascendentali e si trova nel Suo mondo spirituale dove Egli dà eternamente gioia a tutti gli esseri viventi. Gli esseri viventi sono particelle del Signore, di numero illimitato, di dimensione infinitesimale e coscienti. Alcuni esseri viventi, attratti da piaceri illusori, sono stati confinati negli universi materiali da tempo immemorabile. Alcuni esseri viventi sono eternamente liberati ed impegnati nell'adorare Krishna; essi risiedono con Lui come associati nel cielo spirituale e provano amore per Lui. Krishna esiste insieme alle Sue energie — materiali, spirituali e gli esseri viventi — in uno stato di contemporanea identità e differenza, permeando il tutto e rimanendo tuttavia distinto.

Per gli esseri viventi il metodo per realizzare Krishna è composto da nove livelli: ascoltare ciò che riguarda Krishna, cantare, ricordare, servire, adorare, pregare, agire come Suo servitore, essere Suo amico e arrendersi completamente. Il fine ultimo di un essere vivente è ottenere il puro amore per Krishna, che Egli per la Sua misericordia risveglia in un'anima. Una persona che segue le scritture più pure, respinge le varie tradizioni materialistiche che vengono proposte come sacre e rispetta le scritture autentiche che sono di livello inferiore, deve nondimeno essere attenta nello studio delle scritture. Anche l'eterna tradizione di una rivelazione scritta o orale incontaminata può venire deviata da un'interpretazione dell'immaginazione e dall'uso.

Rispettare le scritture significa usarne il significato più chiaro e diretto possibile, studiando i comportamenti pratici dei puri devoti di Krishna del passato e del presente. Possiamo avvicinarci alle scritture anche attraverso la guida di un guru che ci dà specifiche indicazioni per quello che è importante per noi nella nostra situazione attuale. Interpretare o applicare male le scritture può essere più pericoloso che negarle completamente. Un lupo mascherato da pecora è molto più pericoloso di un lupo autentico. Dopo così tante riflessioni ed incertezze sulle scritture non sarebbe meglio cantare semplicemente Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare/ Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare e dimenticare completamente le scritture? È vero che il canto da solo può portarci alla perfezione, ma deve essere privo di offese, il che comporta un'attitudine di reverenza verso gli scritti sacri autentici.

Oh, ma quanto piacere e conforto c'è nelle scritture! Possiamo ottenere molta gioia e fiducia leggendo la Bhagavad-gita, le parole di Krishna stesso. E possiamo trovare un aiuto simile in opere di autori contemporanei — devoti che si attengono ai principi che Krishna ha insegnato e li applicano alle situazioni di tutti i giorni. Naturalmente, piacere e gioia non sono i soli motivi che ci portano a leggere gli scritti sacri. Noi abbiamo bisogno delle scritture. Per accertare la verità attraverso le scritture non abbiamo altra scelta che basarci sulle facoltà dei nostri sensi e della nostra mente e su quella degli altri. Queste da sole possono darci solo una conoscenza parziale e relativa. I nostri sensi sono imperfetti, anche se rinforzati da strumenti sofisticati.

Facciamo errori per abitudine, mancanza di attenzione o per tendenze inconsce. Siamo portati ad ingannare, perfino noi stessi. E se identifichiamo il corpo con il sé, viviamo in un'illusione totale. Perciò le verità assiomatiche — punto di partenza per le conclusioni logiche e sensoriali — devono provenire da una sorgente priva di difetti, se vogliamo basare le nostre azioni su una conoscenza perfetta. Quando i fondamenti della nostra conoscenza provengono dalla Verità Assoluta, allora il canto del santo nome di Krishna ci spingerà rapidamente lungo il cammino verso di Lui. Ascoltare dalle scritture ciò che riguarda la bellezza della forma di Krishna e le meravigliose attività del mondo spirituale ci darà ispirazione per cantare con intenso desiderio di ottenere il Suo servizio d'amore. Compiaciuto del nostro desiderio, Krishna ci purificherà inondandoci con la Sua misericordia e il nostro progresso sarà davvero rapido.

Urmila Devi Dasi gestisce insieme alla sua famiglia una scuola nel Nord Carolina. È una redattrice esterna di BTG ed è la principale autrice e redattrice di Vaikuntha Children, una guida all'educazione cosciente di Krishna per bambini.

 

(Tratto da Ritorno a Krishna)