Umiltà e desiderio
di successo
Perdersi nelle ambizioni materiali è facile,
ma l’associazione con i devoti
di Krishna
può aiutarci a pensare in modo giusto.
di Rashi Singh
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Quando Sri Caitanya lo guarì dalla lebbra, Vasudeva
temette che l’orgoglio per il suo corpo diventato bello
potesse impedirgli di servire il Signore. |
L’altro giorno m’imbattei per caso in un’offerta di lavoro di una società che cercava un nuovo manager per dirigere il suo dipartimento internazionale di marketing. Si tratta di una società relativamente giovane senza alcuna promozione pubblicitaria — un sogno per chi fa marketing. Ero eccitato all’idea di ottenere il posto, di lavorare per una società rispettabile, con l’opportunità di viaggiare, provare a riprendere a lavorare, superare le aspettative della compagnia… Se non avessi smesso, sono sicuro che alla fine dei miei pensieri avrei vinto alcuni ambiti premi internazionali e sarei apparso sulle più note riviste mondiali di affari commerciali. Constatando l’assurdità dei miei pensieri scoppiai a ridere. Era però un riso nervoso. “Krishna,” pensai “come ho potuto perdermi completamente in pensieri di fama e prestigio personali?”
Mi sedetti di fronte alle mie divinità di Krishna-Balarama e pregai per ottenere visione e forza spirituali. Pregai per ottenere il desiderio di servire il Signore e i Suoi devoti rendendomi conto della profonda contaminazione di quella parte del mio cuore che desidera ancora ardentemente il successo materiale. Mi ricordai di una lezione data da Sua Santità Radhanatha Swami che avevo letto recentemente. Egli parlava di un grande devoto di Sri Caitanya Mahaprabhu di nome Vasudeva, un mite ed umile devoto di Krishna che soffriva per una grave forma di lebbra. Pus e sangue uscivano da tutto il suo corpo che emanava un odore così disgustoso che nessuno poteva sopportare di stargli vicino.
Tutti i suoi amici e i suoi parenti lo avevano abbandonato. Su tutto il suo corpo vi erano dei vermi, ma egli era un devoto così eccezionale che quando un verme cadeva gentilmente lo raccoglieva e lo rimetteva sul suo corpo pensando che Krishna gli aveva dato il suo corpo per cibarsi. Non era mai infastidito; rimaneva calmo e tranquillo in ogni occasione, meditando sempre sul Signore. Radhanatha Swami continuò nella descrizione: un giorno Vasudeva seppe che Sri Caitanya Mahaprabhu era a casa di un brahmana a Kurma Kshetra. Vasudeva ne rimase così estasiato e determinato di vedere il Suo Signore che con grande difficoltà affrontò un lungo viaggio per incontrarLo. Quando arrivò però venne a sapere che Sri Caitanya Mahaprabhu era già partito. Vasudeva ne fu sconvolto e ritenendosi del tutto indegno cadde a terra, privo di sensi.
Il Signore, che conosce tutto, tornò dal Suo devoto e subito lo abbracciò. Egli era esultante di essere insieme al Suo devoto e non fece caso al fatto che il corpo di Vasudeva fosse ricoperto da tante impurità. Dopo aver ricevuto l’abbraccio del Signore, il corpo di Vasudeva divenne effulgente e tutte le tracce della lebbra sparirono. Ottenne uno splendido corpo, forte e pieno di salute. Accortosi di questo, Vasudeva ne fu completamente sconvolto. “Prima per me era molto naturale essere umile e ricordarTi sempre,” disse Vasudeva piangendo. “Ora diventerò orgoglioso perché ho un corpo giovane e perché Tu hai compiuto su di me questo miracolo. Nessun tipo di servizio misto all’orgoglio può farTi piacere. Cosa farò ora?” Sri Caitanya Mahaprabhu sorridendo gli rispose: “Canta sempre i santi nomi Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare/ Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. Cerca sempre rifugio nell’associazione dei devoti ed illumina chiunque tu incontri con le parole di Krishna. In questo modo non cadrai mai vittima di maya.”
Alla fine della lezione, Radhanatha Swami chiese: “Quanto è grande il nostro desiderio di servire di più?”
DESIDERARE DI ESSERE IL SERVITORE DEL SERVITORE DEL SIGNORE
Questa lezione ebbe un profondo effetto su di me. Ecco com’ero, impegnato a meditare sul mio prestigio e la mia fortuna invece di realizzare la mia vera posizione: essere servitore del servitore del servitore del Signore. Vasudeva soffriva molto, per un grande dolore fisico e tuttavia rimaneva sempre sereno. In effetti era felice di essere il servitore del Signore. Dopo aver ricevuto in premio uno splendido corpo, però, divenne infelice. Era molto angosciato al pensiero di diventare orgoglioso e di essere incapace di compiacere Sri Krishna. Mi resi subito conto di quanto fossi insignificante e di quanto il mio desiderio di successo fosse semplicemente diretto in modo sbagliato.
Vasudeva desiderava servire e non aveva alcuna propensione verso i vantaggi materiali. Ovviamente non posso imitare un devoto così elevato, ma certamente posso imparare dal suo esempio. A volte, conciliare i miei impegni materiali con il mio servizio per il tempio diventava un difficile atto di equilibrio. In queste occasioni, il pensiero di avere più servizio mi deprimeva anziché esaltarmi. Questa era la mia sfortuna e la mia contaminazione; avrei dovuto avere il desiderio di servire di più e di associarmi di più con i devoti. È per la misericordia di Krishna che riusciamo ad impegnarci nel Suo servizio. Negare la Sua misericordia è da sciocchi. Negare la Sua misericordia è non dare importanza alla casa che Srila Prabhupada ha costruito per noi dopo aver sofferto tante difficoltà per presentarci la Verità Assoluta. Come posso osare di prendere lui e il suo Movimento per scontato? Che cosa faccio per aiutare a servire la sua missione? Come posso restare determinato?
ISPIRATO DA SRILA PRABHUPADA
Tutto quello che dobbiamo fare è pensare a Prabhupada e in questo modo saremo sufficientemente motivati per migliaia di vite. Mentre dovremmo ricordare sempre Srila Prabhupada per la sua grandezza e le sue grandiose realizzazioni, c’è anche moltissimo nettare e piacere trascendentale che può essere tratto dalla lettura e dalla discussione dei suoi primi divertimenti, sia di quando era un ragazzo e sia dei primi giorni dell’ISKCON. Srila Prabhupada partì su una nave per l’America senza che ci fosse nessuno a salutarlo. Era solito cucinare per sé e per i primi devoti nord-americani e dopo riordinava tutto quanto. Usava passeggiare per le fredde strade di Manhattan vestito col dhoti e prendere l’autobus e la metropolitana per spostarsi. Aveva lasciato il conforto di tutto ciò che è familiare, solo per cercare di salvare il mondo dalla presa di maya.
Era completamente solo e viveva a fianco degli ubriachi della Bowery tanto che una volta fu perfino cacciato dal suo appartamento da un compagno di stanza in preda agli effetti della droga. Era però sempre umile, indulgente, tollerante e meravigliosamente gentile e misericordioso. Con cura e metodo nutriva i semi che aveva posto nei cuori dei nuovi devoti Hare Krishna e in soli dodici anni il suo Movimento ebbe una crescita esponenziale, ma nonostante tutto questo egli rimase lo stesso — completamente fisso nella sua determinazione di servire il suo maestro spirituale e Krishna, non desiderando mai niente per se stesso. Ecco finalmente un barlume di visione. Se non altro per pura gratitudine a Srila Prabhupada dovrei dedicare la mia vita a servire la sua missione anche se ho obblighi e aspirazioni materiali. Né Vasudeva, né Prabhupada cercavano riconoscimenti o fama personali nonostante che entrambi le meritassero. Anziché essere ansioso sulla dualità di questo mondo materiale, devo imparare a diventare ansioso di servire di più. La cosa più bella è che il desiderio di servire di più in qualche modo è sempre fonte di piacere e mai di fatica.
L’IMPORTANZA DEL CANTO E DELLA BUONA ASSOCIAZIONE
Torno a meditare sulle parole di Mahaprabhu che Radhanatha Swami ha citato nella sua lezione: “Canta il maha-mantra e associati con i devoti di Krishna.” L’associazione con i devoti è meravigliosamente potente. Essere alla loro presenza è sufficiente per sentirsi motivati a servire e gradualmente ci si ispira l’un l’altro. Parlare di Krishna diventa automatico e lo fai con chiunque tu incontri. L’associazione con i non devoti è un elemento altrettanto necessario nella nostra vita, ma gli scambi d’amore più profondi si svolgono tra i devoti di Sri Krishna. È facile sviluppare un borioso falso ego associandosi con i non devoti, perché in mezzo a loro il devoto è colui che è “religioso”, colui che è “spirituale”. Se ci associamo con i devoti, il falso ego si frantuma subito in piccoli pezzi — si prende coscienza di quanto siamo insignificanti e questa realizzazione è veramente molto gioiosa.
Associarsi con i non devoti è molto pericoloso perché determina nei modi più sottili il nostro comportamento e il nostro modo di pensare. Realizzare l’equilibrio tra i miei obblighi materiali e il servizio al tempio è tuttavia ancora un’opera da completare. Grazie però all’esempio di Vasudeva e agli insegnamenti di Srila Prabhupada so che devo cantare il maha-mantra Hare Krishna e associarmi con i devoti quanto più possibile. Questo garantirà che il mio desiderio di successo è stato ben diretto verso un maggiore servizio, anziché verso il prestigio personale. La coscienza di Krishna non significa concentrarsi sulle affermazioni negative: “Non t’impegnare così duramente nel tuo lavoro materiale, non fare questo, non fare quello…” Essa è invece un metodo che mette in risalto prima di tutto gli aspetti positivi.
Se al momento ho delle incertezze su come gestire i miei obblighi materiali o su quanto debba o non debba associarmi con i miei amici non devoti, so però che posso concentrarmi su quello che dovrei fare: cantare i miei giri, leggere i libri di Srila Prabhupada, associarmi il più possibile con i devoti, servire i devoti e l’ISKCON e offrire agli altri la mia coscienza di Krishna per quanto piccola essa sia. Così tutto andrà al suo posto. Allora posso essere certo che sia che ottenga o no quel lavoro perfetto o quella ideale posizione bancaria, sarò però cosciente di essere semplicemente una marionetta nel piano di Krishna e che Srila Prabhupada può usarmi come strumento per la sua missione. Servirò con le mie capacità per quanto modeste esse siano. Comunque, sono consapevole che pulire il pavimento in uno dei templi di Srila Prabhupada mi darà più soddisfazione di qualsiasi riconoscimento nel mondo degli affari.
Rashi Singh vive e lavora a Toronto in Canada.