DEVOTI HARE KRISHNA
Una Visione dal Cuore
La potenza del servizio devozionale si manifesta in
modo meraviglioso nella vita di un particolare devoto
di Murari Gupta Dasa
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Bilvamangala Thakura Dasa canta i giri sulla sua corona nel tempio di Belgaum.
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Sentii parlare per la prima volta di Bilvamangala Thakura Dasa, che è cieco, quando arrivai al tempio ISKCON di Belgaum, nel Karnataka dove egli vive. Quando lo vidi al mangala-arati del mattino, danzava e cantava gioiosamente gridando “Gauranga!” e “Jaya Srila Prabhupada!” Poi si sedette a cantare con il suo japa e dopo un breve intervallo si unì al Gurupuja e alla lezione sul Bhagavatam. La sua giornata inizia prima delle tre del mattino. Canta tutte le preghiere offerte durante il mangala-arati e perfino quelle del prema-dhvani (jaya om visnupada etc.) durante le quali resta inginocchiato. Poi inizia il japa. Alle quattro e mezzo qualcuno lo accompagna al tempio per il mangala-arati. Dopo il programma del mattino rispetta il prasadam. Poi durante tutto il giorno canta, facendo delle pause per onorare il prasadam e occuparsi delle sue necessità fisiche. Di sera canta nuovamente inni e preghiere per glorificare il Signore Supremo e i Suoi devoti. Non ha bisogno di tamburi o cembali; quando sta in piedi batte le mani seguendo il ritmo e danza e, quando è seduto, si batte la mano sulla coscia. Canta o danza per la maggior parte del giorno e della notte. Per saperne di più su lui l’ho intervistato ed ho anche parlato con Uttama Sloka Dasa e Nagendra Dasa. Seguono alcuni episodi della storia della sua vita.
IL RICHIAMO DI DIO
Bilvamangala Thakura Dasa, il maggiore di tre figli, è nato nel 1949. Il sacerdote della famiglia disse a sua madre di chiamarlo Narayana. Il giovane Narayana era appassionato degli abhanga (poesie devozionali) di Tukarama Maharaja, il santo Vaisnava del Maharashtra. Li imparò a memoria e li recitava, insieme con le storie del Signore, ai suoi amici e ai membri della sua famiglia. La maggior parte dei suoi ascoltatori, comunque, presi dai loro doveri quotidiani non ne erano interessati, tuttavia si meravigliavano della inclinazione devozionale del bambino. All’età di dieci anni Narayana contrasse a un occhio una malattia che lo tormentò per un anno e alla fine gli colpì entrambi gli occhi. Dovette interrompere la scuola. La sua consolazione era un registratore con cui ascoltava bhajana e kirtana.
Molti anni dopo, suo fratello minore, che era venuto in contatto con gli Hare Krishna, cominciò a cantare i giri e addirittura indusse i componenti della sua famiglia ad accettare la coscienza di Krishna. A Narayana occorse del tempo per convincersi, ma appena cominciò a cantare, sviluppò gusto per i santi nomi. A poco a poco cominciò a cantare un maggior numero di giri: 20, 32 e qualche volta perfino 64. Presto iniziò a visitare con regolarità il tempio insieme con suo fratello Prahladananda e l’intera famiglia. Nel 2001, dopo la morte di sua madre, ebbe l’ispirazione di trasferirsi nel tempio. I devoti residenti erano dubbiosi. “Come possiamo tenere una persona cieca nel tempio? Chi se ne prenderà cura?” I
l presidente del tempio, Devamrita Dasa, intervenne. “Sono venuto a conoscenza del profondo gusto di Narayana per il santo nome,” dice. “Se potesse adattarsi alla vita del tempio, non avremmo alcun problema a farlo vivere con noi.” Narayana si sistemò in una piccola stanza condivisa con altri e si adattò subito al nuovo ambiente. Era preciso e pulito e aveva bisogno solo che qualcuno lo aiutasse a prendere il prasadam e lo accompagnasse al tempio. Si lavava, si radeva, si lavava gli abiti e li faceva asciugare e si curava delle sue cose senza l’aiuto di nessuno. Il suo animo non conosceva ostacoli. Con l’aiuto dei devoti e di un biglietto del treno che gli era stato concesso gratuitamente dal governo andò in pellegrinaggio a Mayapur, a Vrindavana, a Jagannatha Puri e a Tirupati. Nel 2008 ricevette l’iniziazione harinama e gli venne dato il nome di Bilvamangala Thakura Dasa, il grande santo cieco di Vrindavana famoso per le sue poesie che glorificano Krishna il Signore Supremo.
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Bilvamangala Thakura Dasa riceve l’iniziazione da Sua Santità Radhanatha Swami.
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UNA FERMA FEDE NEL SANTO NOME
Seguono alcuni stralci tratti da un’intervista che gli fu fatta per Back to Godhead:
BTG: Tu hai perso la vista. Pensi che Dio ti abbia fatto un’ingiustizia?
Bilvamangala Thakura Dasa (BTD): Di solito ero infelice, ma non ora, dopo aver trovato la bhakti. Ora penso che poiché mi manca la vista, il Signore mi ha tenuto qui al Suo servizio.
BTG: Però non puoi vedere le Divinità nel tempio. Questo non ti dispiace?
BTD: No. Il Signore è presente nel Suo nome. Sri Krishna ha detto: “Cantate il Mio nome ed Io sarò con voi.” Io penso questo. Alcuni giorni fa caddi vicino al cancello e mi ferii. Sentii che il Signore mi rassicurava: “Non temere; Io sono con te.” Sebbene sia andato dal dottore, non avevo fiducia in lui; avevo una ferma fede nel Signore e alla fine Egli mi ha guarito.
BTG: Come fai a cantare così tanti giri?
BTD: Non dormo molto, al massimo una o due ore. Quando sono sveglio prendo rifugio nel Signore ed Egli mi dà la Sua misericordia. Sento che se mi abbandono a Lui, starò bene.
BTG: Che cosa ti dà gusto nel cantare?
BTD: Tulasi Devi mi dà il gusto, e Krishna. Prima di cantare offro preghiere ai grani della mia corona. Alcuni anni fa, feci un sogno in cui Srila Prabhupada venne a dirmi di prendere rifugio in Tulasi Devi. Qui [indicando un giardino alla sua destra] c’è Tulasi. Ogni giorno m’inchino davanti a lei e canto le sue preghiere. Vivo in questo cortile e qui faccio i miei bhajana e i miei kirtana. Qualche volta canto trentadue giri, qualche volta di più e nei giorni di Ekadasi digiuno e ne canto sessantaquattro o anche di più.
BTG: Hai letto i libri di Srila Prabhupada?
BTD: No. Ho studiato solo fino alla quarta elementare, ma ascolto regolarmente le lezioni nel tempio.
BTG: Qual è il tuo messaggio per i nostri lettori?
BTD: Fate servizio devozionale. Prendete rifugio in Sri Krishna. Ne trarrete beneficio. Quello che ho fatto io, potete farlo anche voi. Riceverete misericordia dal Signore e vi eleverete. Se Egli non vi dà la Sua misericordia, non potete fare niente. Eccomi qui, sono cieco, ma Egli si prende cura di me. Anche se avessi dei servitori, essi non si prenderebbero cura di me così bene come stanno facendo questi devoti. Quanto di più Egli si prenderà cura di voi? Quindi prendete rifugio nel Signore.
BTG: Grazie. Poi Uttama Sloka ricorda un aneddoto: una volta, quando Devamrita Dasa, il presidente del tempio, ritornò dopo un viaggio, molti devoti lo accolsero con varie lamentele. Egli però trovò Bilvamangala Thakura che cantava felice e danzava nel kirtana. “Bilvamangala Thakura è un’ispirazione per molti di noi,” dice Devamrita. “Rimane immerso nell’harinama per tutto il giorno.”
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Bilvamangala riceve le benedizioni dalla fiamma sacra.
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UNA VISIONE CHIARA
Ritorno nella mia stanza. Fuori un treno passa veloce, fischiando forte e facendo tremare la terra con i suoi pesanti vagoni che trasportano petrolio. Guardo fuori della finestra il treno che passa a grande velocità e penso al mondo moderno che con grande rapidità sta diventando ateo. Brillanti scienziati, studiosi, filosofi, scrittori, persone comuni – sembra che tutti non conoscano Dio e si allontanino da Lui. Le persone dotate di vista non riescono a percepire il ruolo di Dio nell’universo, mentre Bilvamangala Thakura Dasa, che non vede, può chiaramente percepire la mano di Dio nella sua vita. Vede Dio nei Suoi nomi e realizza la Sua misericordia nell’amore e nel sostegno che si manifestano all’interno del suo cuore ed all’esterno nella gentilezza dei devoti. I canti divini che a noi possono sembrare composti con parole comuni a lui rivelano la loro potenza trascendentale – così tanto che li canta con gioia quasi tutto il giorno e la notte.
Il metodo del servizio devozionale che a noi può apparire noioso, per lui diventa un rifugio naturale. La sua fede e la sua soddisfazione nel metodo del servizio devozionale sono reali. Qualcuno si meraviglia della potenza del metodo della bhakti, che può eliminare qualsiasi ostacolo materiale che impedisca di vedere la verità ultima e qualcun altro si meraviglia del Signore Supremo che attrae tutti e, grazie al Suo illimitato potere, può dare fede e visione divina ad un cieco. Avendo chiare davanti ai miei occhi così tante manifestazioni delle glorie del metodo del servizio devozionale, posso solo offrire le mie preghiere, che ripetono le parole dell’originale santo cieco Bilvamangala Thakura, il quale nel suo celebre libro Krishnakarnamrita scrive: “Mio caro Signore, tu sei un oceano di misericordia. Con le braccia sopra la testa, m’inchino davanti a Te con tutta l’umiltà e la sincerità. Ti prego, o mio Signore, puoi per favore spruzzare un po’ d’acqua del Tuo sguardo sopra di me? Questa sarà la mia gioia più grande.”
Murari Gupta Dasa, discepolo di Sua Santità Radhanatha Swami, ha una laurea in medicina e chirurgia e fa parte del gruppo che produce le edizioni in hindi e in inglese di BTG in India. Ringrazia Uttama Sloka Dasa, Nagendra Dasa, Atula Krishna Dasa e Devamrita Dasa per il loro aiuto nella stesura di questo articolo.
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