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ESTRATTI DI LIBRI

Viaggio di
Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati nel sud dell'India

Agli inizi degli anni ’30, l’intrepido predicatore della coscienza di Krishna
riceve grandiose accoglienze dai devoti del Sud dell’India.

di Bhakti Vikasa Swami


Sua Divina Grazia Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura.
Sua Divina Grazia Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura.

 



India del Sud, 1930-31 & 1932

Srila Bhakrisiddhanta Sarasvati voleva installare 108 pada-pitha (1) [riproduzioni delle impronte dei piedi di Sri Caitanya Mahaprabhu] nei luoghi sacri che erano stati visitati dal Signore, per provare che Egli era stato lì, ma riuscì a farlo solo in otto luoghi, cinque dei quali durante il suo viaggio nel Sud dell’India del 1930. Furono mandati avanti dei gruppi per organizzare brevi e semplici programmi d’installazione con le locali autorità del tempio. In ogni posto Srila Sarasvati Thakura, accompagnato da un piccolo gruppo, installava una pietra su cui erano le impronte dei piedi di Mahaprabhu lavandola con l’acqua del Gange, eseguendo l’arati, leggendo parti pertinenti della Sri Caitanya-caritamrita e facendo sankirtana. Dava donazioni ai sacerdoti e ai presidenti dei templi per la costruzione di un semplice tempietto per le impronte e dopo un giorno o due ripartiva. La spedizione iniziò il 23 dicembre del 1930, quando il gruppo si spostò da Calcutta a Jajpur, in Orissa. Qui le impronte di Sri Caitanya furono installate vicino al fiume Vaitarani, conosciuto anche con il nome di Viraja.

Si diceva che il nonno di Sri Caitanya, Upendra Misra, fosse originario di Jajpur e Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati e il suo gruppo si recarono a visitare gli abitanti di questa zona, che affermavano di discendere dalla famiglia di Sri Caitanya. Essi andarono anche a visitare la Divinità di Varahadeva, il cui tempio sorgeva sulla riva opposta del Vaitarani. Mentre lo attraversava, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati fece questo commento: “Attraversare il Vaitarani significa lasciare l’ambiente materiale per entrare a Brahmaloka (il mondo spirituale).” (2) Nella notte del 25 dicembre partirono dalla stazione di Jaijpur al limite di una fitta giungla. Quando improvvisamente si sentì il ruggito delle tigri, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati chiese: “Ah, sono le tigri che ruggiscono?” Il 26 dicembre il gruppo arrivò a Kurmaksetra, presieduta dalla Divinità di Sri Kurma. A sera, i brahmana ivi residenti offrirono una cerimonia di benvenuto e dopo aver compiuto il parikrama del tempio, Srila Sarasvati Thakura installò le impronte dei piedi di Sri Caitanya.

Successivamente il gruppo installò i pada-pitha a Simhacalam (27 dicembre), a Kovvur (29 dicembre) e a Mangalagiri (31 dicembre). A Kovvur, dopo aver consultato le persone del posto e la descrizione contenuta nella Sri Caitanya-caritamrita, un gruppo mandato avanti individuò approssimativamente il luogo sulla riva del fiume Godavari dove Sri Caitanya Mahaprabhu aveva incontrato per la prima volta Sri Ramananda Raya e parlato con lui. Per installarvi un pada-pitha, Sripada Bon Maharaja, guida del gruppo, scelse un terreno adatto che il proprietario donò con gioia. Srila Sarasvati Thakura e i suoi compagni raggiunsero Madras il 2 gennaio del 1931. L’Harmonist così descrisse gran parte del restante viaggio: Dopo un soggiorno di due giorni a Madras, Sua Divina Grazia partì per Trivandrum e durante il viaggio visitò i templi di Sri Varadaraja a Visnukanci, quello di Sri Ranganathaji a Srirangam e quello di Janardana Visnu a Varkala. (3) Sua Divina Grazia arrivò a Trivrandrum il 7 gennaio. Poi visitò Sri Ananta Padmanabha ed infine si recò a Tiruvattar, dove vide Sri Adi-kesava. Fu in questo luogo che Sri Gaurasundara aveva scoperto il manoscritto della Brahma-samhita.

Il giorno nove Sua Divina Grazia visitò Sri Kanyakumari, che è il punto più a sud dell’India, noto anche come Cape Comorin. Nello stesso giorno Sua Divina Grazia tornò a Trivandrum per presiedere a una lezione pubblica tenuta nella locale Jubilee Hall da Sua Santità Srimad Bhakti Hridaya Bon Maharaja della Gaudiya Mission. Il 14 gennaio Sua Divina Grazia tornò a Calcutta passando da Madras, dove presiedette ad una seconda lezione di Swamiji Bon sulla vita e gli insegnamenti di Sriman Mahaprabhu data nella Madhva Association locale. Sua Divina Grazia fu molto felice di visitare la residenza di Srijut Ramacandra Rao nella città di Rajmahendri, in seguito alle sue fervide preghiere. Questo gentiluomo aveva donato spontaneamente alcuni terreni di valore a Kovvur per erigervi il tempietto per le impronte del Signore Supremo, in ricordo del Suo incontro in quel luogo con Raya Ramananda nel 1510 A.D. Sua Divina Grazia ricevette una calorosa accoglienza da parte dello Stato di Travancore e gli fu messa a disposizione una residenza adatta per il suo breve soggiorno a Trivandrum nel Padma Vilasa Palace. (4)

Srila Sarasvati Thakura commentò che la Divinità di Kanyakumari, da cui ha preso nome la cittadina, somigliava a quella di Caitanya Mahaprabhu presso la Sri Caitanya Matha e che nonostante Kanyakumari fosse generalmente nota come Durga prima del suo matrimonio con il Signore Siva, i Vaisnava ritengono che ella sia Laksmi, la figlia dell’oceano sulla cui riva ella risiede. Egli aggiunse che proprio come Kuruksetra è il luogo delle gopi anziane, Kanyakumari è quello delle gopi non sposate e che qui il vipralambha-bhava è triplo rispetto a quello di Puri. (5) Tornando in Bengala, prima del parikrama di Navadvipa-dhama, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati rimase nell’India del Nord per circa un anno prima di dirigersi nuovamente verso Madras (questa volta assieme a venti devoti), dove ricevette delle accoglienze piuttosto formali, mentre quella ricevuta al suo arrivo era stata senza precedenti.

 

Alla cerimonia di inaugurazione delle fondamenta della Kanai-kirtana Hall a Madras.
Alla cerimonia di inaugurazione delle fondamenta della Kanai-kirtana Hall a Madras. 


Organizzata da rappresentanti pubblici insieme con la Corporazione Municipale, essa si era svolta con feste in cui si eseguiva musica tradizionale locale, con una banda di ottoni, con gruppi di kirtana, con una sfilata di boy-scout e una moltitudine di persone, molte delle quali agitavano bandierine e festoni, e tutte si sforzavano di vedere e ascoltare questo straordinario santo del Bengala. In onore di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati furono sparati trentadue colpi di cannone e le truppe guidate dai Britannici furono schierate per controllare la folla. Tutti i giornali importanti della città riportarono l’accoglienza fatta a Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati e le sue successive attività a Madras. L’undici gennaio 1932, sotto il titolo “Il Guru Maharaja della Gaudiya Matha a Madras”, il giornale Justice riportava: Sua Divina Grazia Paramahamsa Sarasvati Gosvami Maharaja, il grande Acarya del culto Gaudiya e Presidente del Sri Visva-Vaisnava Sabha, è arrivato ieri a Madras con il Calcutta Mail. Sua Santità è accompagnato da circa trenta persone compreso il segretario del citato sabha, il suo segretario privato, il direttore della Gaudiya, il Professor J. Dasadhikary, Bhakti-Sastri, il Professor H. P. Mandal e il Signor G. C. Deb, Retd. Deputy Supdt. di Allahabad.

Sua Grazia, mentre si dirigeva alla Stazione di Cuttack, fu onorato con l’offerta di ghirlande dai residenti della città a Rajahmundry, a Kovvur e a Basin Bridge. Alla Stazione Centrale, Sua Divina Grazia fu ricevuto e glorificato ad alta voce da molti eminenti cittadini e dai membri della Gaudiya Matha di Madras. Appena lo Swamiji scese, B. H. Bon Maharaja gli presentò il Presidente della Madras Corporation, T. S. Ramaswami Iyer, l’Onorevole Ministro Signor P. T. Rajan, S. V. Ramaswami Mudaliar e l’Onorevole Dewan Bahadura S. G. Narayanswami Chettiar, C. I. E., che offrirono ghirlande a Swamiji. Sua Divina Grazia salì su una macchina splendidamente decorata per seguire una lunghissima processione di sankirtana composta da tridandisvami, da brahmacari, dalla piccola nobiltà della città, dagli esploratori provinciali, da alcuni gruppi di kirtana e dai devoti di Calcutta, che partì dal Madras Club e procedette lentamente fino alla Gaudiya Matha di Gopalapuram attraversando la West Cott’s Road, Woods Road, Rayapettah Bazar Road, Lloyd Road e Corn Smith Road. Oltre agli insigni gentiluomini che ricevettero il Gosvami Maharaja alla Stazione Centrale, gli abitanti di Rayapettah, di Mylapure e di Gopalapuram ricevettero il grande Acarya all’angolo della Pycrofts Road e l’Onorevole Ministro Dewan Bahadura S. Kumarswami Reddiar accompagnò Sua Divina Grazia alla Matha stessa.

Tutto il gruppo della processione insieme con Swamiji Maharaja entrò nella nuova sede della Gaudiya Matha e poi la macchina si fermò nuovamente al cancello dell’abitazione di alcuni suoi discepoli a Lloyd Road, dove Sua Divina Grazia fu debitamente onorato da tutta la famiglia con arati ecc. Poi Guru Maharaja scese dalla macchina e fu accompagnato alla “Sri Krishna Hall” della Matha addobbata per l’occasione, dove il Professor L. N. Govindarajan del Loyola College, lesse in nome dei residenti della colonia di Gopalapuram un discorso di omaggio a Sua Divina Grazia. Anche l’Onorevole Ministro Dewan Bahadura S. Kumarswami Reddiar fece un discorso a nome della popolazione di tutta la Provincia, in omaggio a Paramahamsa Maharaja. Poi l’Acarya rispose brevemente e in modo adeguato. (6) Il 23 gennaio, Srila Sarasvati Thakura presentò il servizio a Sri Sri Guru-Gauranga-Gandharvika-Giridhari nella Gaudiya Matha di Madras. Il 27 gennaio il governatore della provincia di Madras, Sua Eccellenza Sir Gorge Frederick Stanley, accompagnato da Lady Beatrix e dai suoi segretari privati e militari venne alla Gaudiya Matha di Madras e pose la prima pietra per la costruzione della Sri Krishna Kirtana Hall. Sua Eccellenza fece osservare: Nonostante che la Missione sia stata fondata a Madras da pochissimo tempo, è evidente che è stato fatto un grande progresso; essa ha attratto a sé molti uomini influenti ed ha avuto successo nel trovare una sede permanente in cui espandersi. Vorrei esprimere quale grande piacere sia per me incontrare oggi il capo spirituale della Missione, il Presidente Acarya, e io prego che questa opera e tutti i componenti della Missione possano essere benedetti dalla grazia divina che li ispira e che possano sempre progredire verso il loro scopo di portare la pace in India e a tutta l’umanità. (7)

Molti brahmana Vaisnava dell’India del Sud, profondi conoscitori degli Sastra, avevano una grande stima di Srila Sarasvati Thakura e dei suoi discepoli per la loro fedeltà agli Sastra e alla diffusione della Visnu-bhakti. A loro volta Srila Sarasvati Thakura e i suoi seguaci avevano molta stima dei numerosi brahmana Vaisnava dell’India del Sud, che sostenevano con rigore la loro cultura e i loro principi. Srila Sarasvati Thakura espresse il desiderio di predicare in tutta l’India del Sud, ritenendola un luogo di devozione dovuta alla diffusione dell’influenza di Ramanujacarya e Madhvacarya. Egli apprezzava la religiosità delle persone e il loro sviluppato senso filosofico, ma era rammaricato dal fatto che il monismo fosse prevalente. Egli desiderava che vi fossero costruiti grandi templi Gaudiya Vaisnava. Una volta disse: “Tornerò per riprendere quei miei discepoli che non completano il loro bhajana e non tornano da Dio. In quell’occasione contemporaneamente soddisferò il mio desiderio di predicare nel Sud dell’India e a Vrindavana e installerò molti pada-pitha di Caitanya Mahaprabhu.” Egli disse che le persone del Sud dell’India conoscono l’arcana ma non il kirtana e che conoscono le forme Visnu del Signore come Vasudeva, Kurma, Nrisimha e Narayana, ma non Radha-Krishna. (8)

In una lezione tenuta in Bengala affermò però: Sri Caitanya-deva, la più misericordiosa delle incarnazioni, predicò le glorie di Radha-Govinda in tutto il Sud dell’India. Tuttavia oggi le persone che ci vivono sono nella stessa condizione in cui erano prima della venuta di Sriman Mahaprabhu. Perciò c’è di nuovo bisogno di predicare agli abitanti del Sud dell’India per far risvegliare le loro coscienze originali, visto che hanno completamente dimenticato tutto quello che Sriman Mahaprahu aveva loro insegnato. Essi affermano: “Noi siamo uomini razionali e intelligenti, non dei sentimentali come i Bengalesi,” ma non sono interessati ad ascoltare quello che riguarda Sri Sri Radha-Govinda. (9) Quando noi installammo la Divinità di Radha-Govinda nella nostra Ramananda Gaudiya Matha dell’India del Sud, le persone del posto ci fecero opposizione e sollevarono molti ostacoli. Essi volevano invece che installassimo la forma a quattro braccia di Sri Visnu. Gli abitanti di Madras sono impegnati a discutere su Parthasarathi e non conoscono il Radha-Govinda-lila. Essi sono molto sfortunati perché non sono qualificati per vedere il meraviglioso servizio al Signore Supremo, a cui i sei Gosvami, compagni di Sri Caitanya Mahaprabhu, avevano dato inizio nell’India del Nord. (10)

 

Ad un’accoglienza a Madras.
Ad un’accoglienza a Madras.

 



Durante la sua visita a Madras, Srila Sarasvati Thakura mostrò la sua vasta conoscenza degli Sastra e della cultura vedica illustrando ai suoi discepoli le caratteristiche rilevanti del modo di vestire dei brahmana dell’India del Sud, che indossavano una tipica vesti come parte inferiore dell’abito e uno scialle di cotone sulle spalle o legato intorno ai fianchi, con la parte rimanente del petto e della schiena scoperte fatta eccezione per un upavita. (11) Egli disse che in passato non veniva usato l’upavita ma soltanto il dhoti e la parte superiore dell’abito, poi per i brahmana è diventato normale indossare un upavita al posto della parte superiore dell’abito. Quando i devoti bengalesi si mostrarono sorpresi del fatto che le brahmani dell’India del Sud indossassero i sari con un kaccha, Srila Sarasvati Thakura affermò che questo era l’uso vedico corretto. Dopo aver accettato il Vyasa-puja a Madras, Srila Sarasvati Thakura ritornò verso il Bengala per presenziare al festival che sarebbe culminato nel Gaura-jayanti. Durante il viaggio fece una sosta per partecipare a un altro ricevimento molto stimolante, questa volta a Ellore, una cittadina della Provincia di Madras.

Guidata dallo zamindar Rao Bahadura Mothi Gangaraju, praticamente tutta la popolazione festeggiò l’acarya con un’imponente processione di elefanti, cavalli, una banda musicale e centinaia di persone che portavano bandiere, festoni e alabarde da cerimonia. Srila Sarasvati Thakura, seduto in una carrozza trainata da cavalli e riccamente addobbata, attraversò le strade affollate sotto una continua pioggia di fiori. Alla fine della sfilata gli fu riservata un’entusiastica accoglienza da molte associazioni religiose, ciascuna delle quali lo lodò con panegirici e dichiarazioni di apprezzamento. Poco tempo dopo, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati si recò di nuovo nell’India del Sud, facendo una breve sosta a Madras prima di proseguire per Coimbatore ed altre città, raggiungendo finalmente la località di Ootacamund in collina, dove trovò sollievo alla calura della pianura. Vi rimase più di due mesi, a volte dando lezioni, ma per la maggior parte del tempo concentrandosi a scrivere — corresse il libro in lingua inglese del Professor Sanyal Sree Krishna Chaitanya, lavorò alla traduzione in inglese della Brahma-samhita, completò il suo Gaudiyabhasya sulla Sri Caitanya-bhagavata e componendo un libretto in inglese su Sri Ramananda Raya.

Quando arrivarono le rinfrescanti piogge monsoniche si recò a Mysore, dove arrivò il 17 giugno 1932 per soddisfare un invito del Maharaja di Mysore, Sri Krishna Rajendra Udaiyar Bahadura. Questo Maharaja era molto noto per essere, come suo padre prima di lui, edotto sia nella filosofia orientale sia in quella occidentale e un generoso sostenitore dei diritti degli Indù e in particolare un ammiratore della Ramakrishna Mission. Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati ricevette gli onori di un ospite di Stato e alloggiò nel favoloso Rama Palace. Questo Maharaja organizzava e presenziava incontri pubblici nel palazzo, che conferiva importanza alle conferenze di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati. Mentre era a Mysore, Srila Sarasvati Thakura fece notare che nel lontano ovest del distretto di Mysore si trovava Sringeri, dove l’impersonalista Sripada Sankaracarya aveva fondato una matha; in posizione diametralmente opposta, all’estremo est del distretto di Mulbagal, era stata fondata una matha da Sri Vadiraja della Madhva sampradaya, il cui sostegno alla Suddha-dvaita-siddhanta era diametralmente opposto agli insegnamenti di Sankaracarya; e poiché la città di Mysore è esattamente a metà tra questi due luoghi, è una località adatta a presentare l’acintyabhedabheda-tattva di Sri Caitanya, che essendo il punto intermedio tra un monismo privo di qualità e un inflessibile dualismo, poteva armonizzare entrambe le posizioni, portando ad una conclusione perfetta le argomentazioni di entrambe.

In un’annotazione datata 21 giugno 1932 nel libro dei visitatori del college di sanscrito del maharaja, Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati scrisse: Ho visitato il college di sanscrito di H.H. Maharaja il 20-6-32 dove sono stato ricevuto con grande gentilezza e mi è stata mostrata la proprietà dall’onorevole rettore. Abbiamo potuto vedere la famosa collezione di manoscritti in sanscrito ed avere un breve colloquio con i professori del college. Siamo rimasti impressionati dall’atmosfera di cultura versatile e liberale del posto e dalla cordialità nel riceverci da parte del personale insegnante e degli studenti, Non potemmo fare a meno di sentire la mancanza di una cattedra di Srimad-Bhagavatam, che impersona la più elevata sintesi della religione nei suoi aspetti comparati. Bhaktisiddhanta Sarasvati Patraraja (12), Sri Visva-Vaisnava-raja Sabha Sri Caitanya Matha, Sri Mayapur, Nadia, Bengala Dopo dieci giorni trascorsi a Mysore, la tappa successiva fu Trivandrum, dove anche il Maharaja di Travancore ricevette Srila Sarasvati Thakura e il suo gruppo come ospiti di Stato. Egli guidò personalmente Srila Sarasvati Thakura a visitare il magnifico tempio di Ananta Padmanabha e ascoltò da lui gli insegnamenti di Sri Caitanya in relazione a quelli degli acarya Vaisnava dell’India del Sud.

 

Bhakti Vikas Swami, originario dell’Inghilterra, è un sannyasi, guru e autore dell’ISKCON. Trascorre la maggior parte del suo tempo in India, insegnando la coscienza di Krishna.

 

Srila Bhaktisiddhanta
 

 

 

NOTE:
(1) Da allora sono stati installati alcuni altri padha-pitha da discepoli discendenti di Srila Sarasvati Thakura.
(2) Il fiume Vaitarani che circonda l’inferno si è manifestato sulla Terra con questo stesso nome in Orissa. Il prototipo Vaitarani è descritto nello Srimad Bhagavatam 5.26.22: “Se nascendo in una famiglia responsabile – come quella di uno ksatriya, un rappresentante del governo e della monarchia –, una persona trascura di compiere i doveri che le sono stati prescritti in base ai principi religiosi, finirà col degradarsi e al momento della morte cadrà nel fiume infernale Vaitarani. Questo fiume è un fossato che circonda l’inferno ed è pieno di animali acquatici feroci. Gettato nel fiume Vaitarani, quel peccatore dovrà subire gli attacchi di questi animali, che cominceranno a divorarlo; tuttavia, a causa dei suoi gravi peccati non abbandonerà il corpo e ricorderà costantemente le sue attività colpevoli, soffrendo terribilmente in questo fiume di escrementi, urina, pus, sangue, peli, unghie, ossa, midollo, carne e grasso.” Persone materialiste vengono a Jajpur per compiere cerimonie che li liberino dalle reazioni di quei loro peccati che potrebbero essere causa di imprigionamento nell’infernale Vaitarani. Il prototipo Viraja descritto nelle Scritture è ai confini del mondo materiale e deve essere attraversato prima di entrare nel regno spirituale. Viraja significa vigata-raja (raja: mondo materiale; vigata: senza). (Vedi la Caitanya-caritamrita, Madhya 21.50)
(3) Visnukanci: una zona interna alla città tempio di Conjeevaram (Kanchipuram).
(4) Harmonist 28.280 (febbraio 1931)
(5) La relazione tra Kanya-kumari e le gopi non sposate (Vraja-kumari) è che queste ultime pregavano Katyayani, che non è diversa da Kanyakumari, per ottenere Krishna come il loro sposo.
(6) Riportato nella rivista Harmonist 29.256 (febbraio 1932)
(7) Justice, 26 gennaio 1932; riportato in Harmonist 29.286 (marzo 1932).
(8) Le affermazioni di questo paragrafo e del precedente furono fatte da Jati Sekara Prabhu.
(9) Partha-sarathi: un nome di Krishna che significa “conduttore del carro di Arjuna”.
(10) Srimad-Bhagavatam-tatparya 69.
(11) Vesti: un dhoti indossato avvolgendolo due volte e senza kaccha (la lunghezza della stoffa ripiegata sul dietro).
(12) Patraraja: presidente.


 

Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura era il maestro spirituale di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Questo articolo è una anticipazione dal libro Srila Bhaktisiddhanta Vaibhava, la cui pubblicazione è prevista per quest’anno.