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Sri Krishna è l’origine maestosa di tutto (qui rappresentato nella Sua forma universale) ed anche un incantevole e gioioso piccolo mandriano.
[Montaggio di Muralivadana Dasa (a sinistra). Dettaglio di un dipinto di Dhriti Devi Dasi (a destra).]
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Le Scritture come lo Srimad-Bhagavatam rivelano che Dio
non solo è il creatore onnipotente e il giudice severo,
ma anche un delizioso bambino innocente
di Caitanya Carana Dasa
Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche scriveva: “Potrei credere solo in un Dio capace di danzare.” Ai suoi tempi, Dio era generalmente rappresentato in una gelida perfezione – lontano, statico e assolutamente inavvicinabile. Non c’è da meravigliarsi che Nietzsche si sentisse deluso. Sarebbe rimasto piacevolmente sorpreso a sentir parlare di Krishna, il Dio che danza con un’abilità affascinante sulle teste del velenoso serpente Kaliya; il Dio che danza al ritmo con cui sua madre fa il burro; il Dio che danza con le gopi nel rasa-lila, una celebrazione dell’amore divino; il Dio conosciuto come Vrindavana-natabara, il migliore danzatore di Vrindavana, il paradiso dei mandriani. Krishna è un’incantevole miscela di grandezza e di dolcezza. Tutte le tradizioni teistiche affermano che Dio è grande. Krishna mostra questa grandezza in modo chiaro.
Nell’undicesimo capitolo della Bhagavad-gita Krishna fa intravedere ad Arjuna la Sua grandezza terrificante mostrandoGli la Sua forma universale, una delle più grandi visioni mistiche della letteratura mondiale. Arjuna nella forma universale vide – all’interno di Krishna – tutto ciò che esiste. Vide tutti i pianeti, le stelle e gli universi e anche tutti gli esseri viventi sia celesti che terrestri o dei pianeti inferiori. Quando Krishna era sulla Terra mostrò anche la Sua onnipotenza vincendo senza sforzo molti demoni potenti che erano il flagello dell’universo. Il modo più seducente in cui Krishna Si compiace non è nella magnificenza della Divinità, ma nella dolcezza di un amore senza inibizioni. Questo porta al concetto che si trova solo nella teologia vedica, quello dei lila o divertimenti trascendentali ed anche al concetto ad esso collegato di maya.
IL MISTERO DI MAYA
“Maya costituisce uno dei concetti più belli della storia della religione.” Questa annotazione dell’indologo Daniel H. Ingalls è interessante perché generalmente maya viene considerata come l’energia illusoria che ci tenta e ci devia verso forme di piacere che finiscono nella sofferenza. Come si può considerare bella Maya? La risposta coinvolge, svelandolo, il mistero del duplice aspetto di Maya – Yoga-maya e Maha-maya. La parola maya significa “energia”, ma può anche indicare “ciò che non è” (ma, “non”; ya, “questo”). Mahamaya, l’energia illusoria del Signore, fa sembrare reale “quello che non è”. Essa inganna coloro che vogliono godere indipendentemente da Dio dimenticando la loro vera identità di anime, eterne servitrici di Dio. Essa li attrae con varie proposte di piacere materiale finché non se ne stancano e alla fine tornano da Dio e al Suo servizio d’amore. Per coloro che invece desiderano amare in modo puro c’è un altro tipo d’illusione, un’illusione divina che potenzia i loro scambi d’amore con Dio.
La parola yoga significa “collegarsi” o “unirsi”, perciò Yoga-maya si riferisce all’energia di Dio che rende possibile la nostra unione d’amore con Lui. Vediamo in che modo. Spesso Dio viene immaginato come un giudice che premia le persone pie e punisce quelle empie. Se questo fosse tutto ciò che Dio deve fare per l’eternità la Sua vita sarebbe veramente noiosa. Le Scritture devozionali come lo Srimad-Bhagavatam spiegano invece che questa funzione di giudice è solo una minuscola parte della personalità di Dio, che ha molti aspetti, anzi tutti gli aspetti. Krishna ha la Sua vita di eterno amore con i Suoi devoti nel Suo regno. Qui Egli Si compiace non nell’esibire la Sua Divinità, ma nel reciprocare l’amore dei Suoi devoti. A Vrindavana, paradiso pastorale di Krishna, Yoga-maya ammalia i devoti in modo che essi non siano consapevoli che Krishna è Dio; essi Lo vedono solo come il più speciale e dolce abitante del loro villaggio. Krishna gioca questo ruolo alla perfezione.
Per esempio per i devoti che Lo amano nel vatsalya-rasa (amore parentale), Egli diventa un bambino attraente e birichino che ruba il burro dalle loro case. Le donne si lamentano con la madre di Krishna, Yasoda, Egli abilmente Si finge innocente e Yasoda è confusa finchè le tracce di burro sulle labbra di Krishna dimostrano la Sua colpevolezza. I lila di Krishna a Vrindavana sono così famosi che su questo tema sono stati composti centinaia di dolci canti e milioni di devoti di Krishna si deliziano nel cantarli. Il grande poeta Vaisnava Bilvamangala Thakura glorifica Krishna come il più eccelso dei ladri: “Mio caro Signore, o migliore dei ladri, Tu che sei celebrato come ladro di burro nella gloriosa terra di Vrindavana, Ti prego porta via tutti i miei peccati che si sono accumulati in molte vite.” Gli scettici che chiedono perché Dio ruba, si perdono l’essenza del lila: l’amore. Inoltre, essendo Dio, Krishna è il padrone di tutto, perciò non c’è problema qualsiasi cosa rubi. Tuttavia Krishna “ruba” per avere scambi d’amore pieni di gioia con i Suoi devoti.
LE DINAMICHE DEI LILA
Sebbene appaia come una rappresentazione teatrale, il lila di Krishna è reale. Si tratta della realtà più elevata, quella dell’intimo amore tra Krishna e i Suoi devoti. Nello svolgimento eternamente reale del krishna-lila, è Yoga-maya il regista e Krishna è l’eroe, ma l’eccentricità speciale è che Krishna è anche l’autore del testo e Yoga-maya dirige Krishna secondo il Suo copione. Perciò Krishna come autore del copione dirige il Suo lila e nello stesso tempo non lo dirige come il perfetto attore che dimentica Se Stesso mentre recita la Sua parte. Questo è il mondo straordinario di Krishna. Il Krishna-lila rivela il significato del detto “Dio è amore”.
GRANDEZZA E DOLCEZZA
Per la maggior parte delle persone, in particolare quelle demoniache, la grandezza di Krishna nasconde la Sua dolcezza. Egli, come messaggero di pace, Si recò a dissuadere con dolci parole Duryodhana dalla guerra descritta nel Mahabharata. Quando però il principe arrogante cercò di farLo imprigionare, Egli fece fallire il tentativo rivelando la Sua gigantesca forma universale. Per i devoti più puri, la grandezza di Krishna viene sostituita dalla Sua dolcezza. Durante il rasa-lila Krishna scompariva per poi riapparire davanti alle gopi nella Sua manifestazione di Visnu a quattro braccia. Quando Radha, la più amata tra le Sue consorti, S’inchinò davanti a Visnu per chiederGli dove fosse andato Krishna, Krishna, nella forma di Visnu, cercò abilmente di indirizzarLa in una direzione sbagliata, ma vedendo l’amore disinteressato di Radha e la Sua intensa ansietà dovuta alla separazione, non riuscì a mantenere più a lungo la Sua parvenza. Le Sue due braccia in più scomparvero e Radha vide davanti a Sé il dolce Signore del Suo cuore.
Come la dolcezza di Krishna supera la Sua grandezza così anche il Suo amore prende il posto delle Sue leggi. Le leggi del karma prima o poi danno a ciascuno con imparzialità e infallibilità le rispettive reazioni karmiche. Se però ci rivolgiamo a Krishna con amore e devozione, Egli come un padre pronto a perdonare, mostra la Sua dolcezza. La Sua inequivocabile promessa contenuta in un verso conclusivo della Gita (18.66) mostra che la Sua misericordia trascende la Sua giustizia: “Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato. Non temere.” Possiamo con facilità arrenderci a Krishna cantando i Suoi santi nomi, che rivelano sia la Sua grandezza che la Sua dolcezza. Il santo nome ha una grande potenza che neppure le armi atomiche hanno – il potere di distruggere tutte le nostre abitudini e tutte le nostre inclinazioni negative. Il santo nome inoltre è così irresistibilmente dolce che le persone sante desiderano migliaia di bocche per poterne assaporare il gusto. Oltre a questo il santo nome addolcisce il nostro cuore e dirige nuovamente il nostro amore verso Krishna. Quando il nostro cuore diventa morbido per l’amore per Krishna, morbido come il burro, allora makhana-cora (il ladro di burro) Krishna verrà a rubarlo. I devoti pregano e desiderano fortemente questo furto d’amore supremo.
LA DANZA SUPREMA
Krishna e i Suoi devoti non solo esprimono amore divino in modi umanamente inconcepibili come il furto, ma anche nei modi tipici dell’uomo come la danza. I saggi spirituali ritengono la famosa danza rasa il punto più elevato dell’amore divino. Sebbene questa danza appaia simile a una danza comune che coinvolge ragazze e ragazzi, possiamo comprenderne la natura sovrumana quando ascoltiamo devoti sinceri ed eruditi che parlano di essa, come Srila Prabhupada, che l’ha esposta nel suo libro Krishna: Dio, la Persona Suprema. In realtà la danza rasa è così spiritualmente elevata che i devoti avanzati privi di interesse per i piaceri materiali – come i sei famosi Gosvami di Vrindavana – la conservano e l’adorano nel più profondo del loro cuore. Mentre noi aspiranti devoti non possiamo ancora prendere parte alla danza rasa, possiamo gustare questa danza divina nella forma del sankirtana, il canto collettivo dei santi nomi di Krishna. La vivacità del canto e della danza nel sankirtana sono una profonda e potente forma di meditazione. Lo scopo della meditazione è sperimentare la realtà spirituale.
La meditazione silenziosa cerca di ottenerlo rifiutando il livello materiale, disattivando il corpo e la mente. Poiché invece siamo abituati ad attività fisiche e mentali, non sarebbe più facile e più naturale usare in qualche modo la mente e il corpo per elevarci a livelli spirituali di coscienza? Questo è ciò che esattamente fa il sankirtana. Impegnando il corpo in una danza aggraziata per il piacere del Signore e la mente in una contemplazione di preghiera sul suono dei Suoi santi nomi – specialmente il maha-mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare, Hare Rama Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare – le nostre coscienze vengono rapidamente ed efficacemente trasportate verso il gioioso regno dell’amore divino. Perciò il sankirtana ha la funzione di una terapia spirituale basata sulla musica che nell’attuale Età del Ferro, il Kaliyuga, guarisce l’anima. Proprio come il ferro grava con il suo peso sulle persone che lo portano, la maggior parte delle persone dell’era attuale sono appesantite da pensieri ed emozioni negativi. Il sankirtana inonda il cuore di emozioni positive preziose, dorate come l’amore, la fede e la gioia e porta via quelle negative che ci appesantiscono come l’odio, l’ansietà e il dolore.
Sri Caitanya Mahaprabhu, apparso circa cinquecento anni fa, ha fatto rivivere e reso popolare il sankirtana in tutta l’India. Come incarnazione di Krishna nel Kali-yuga ha mostrato la danza divina in un modo così incantevole che la Sua carnagione dorata, il Suo aggraziato modo di danzare e le intense emozioni devozionali hanno affascinato tutti – dagli aristocratici come il re dell’Orissa a coloro che induriti dal crimine vivevano una vita di basso livello. In verità la danza di Sri Caitanya affascinò anche l’imperatore musulmano Akbar, che visse mezzo secolo dopo: “Salve a Te, o Caitanya, conquistatore del mio cuore. Batti il tempo di questa danza mistica, completamente solo in un’estasi sublime. Il tamburello risuona allegramente e le note dei cembali segnano il tempo… O Signore del mio cuore, come posso esprimere l’amore che ho per Te? L’imperatore Akbar brama una goccia dell’oceano del Tuo amore e della Tua misericordia:” (Tratto da D. C. Sen nell’opera Caitanya e il Suo Tempo.) Questi versi composti da un imperatore musulmano per glorificare una persona comunemente considerata un santo indù illustrano l’attrazione universale dell’amore divino che Sri Caitanya Mahaprabhu ha personificato e diffuso. Come maestro spirituale della linea di Caitanya Mahaprabhu, Srila Prabhupada, per mezzo della sua ISKCON, ha reso popolare al giorno d’oggi la danza divina del sankirtana. Devoti che cantano e danzano sono ormai una visione familiare nelle più grandi città di tutto il mondo. Considerata la profonda teologia e l’intensa devozione che ne sono il cuore, questa semplice danza può essere giustamente chiamata la danza suprema.
Caitanya Carana Dasa è un discepolo di Sua Santità Radhanatha Swami. È laureato in ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, fa servizio a tempio pieno a Pune. La sua rivista “Lo Scienziato Spirituale”, diffusa gratuitamente, offre una presentazione scientifica della coscienza di Krishna.
(da Ritorno a Krishna)

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