Ecologia Globale
e Psicologia Umana
Il pianeta sta crollando sotto il violento attacco dell’abuso ecologico.
Gli Hare Krishna possono essere di aiuto?
di Murari Gupta Dasa
|
|
I devoti mentre compiono il sankirtan il canto dei santi nomi del Signore, alle spalle fabbriche inquinanti.
(Foto di sottofondo: © Alexey Gostev | Dreamstime.com. Foto in primo piano e montaggio: Yamaraja Dasa) |
Quando la scorsa estate la mia zia materna venne a trovarmi a Mumbai, ci recammo alla spiaggia con i suoi bambini. “Sfortunatamente”, disse sospirando alla vista dell’oceano, “presto il mare inghiottirà questa bella città.” Si riferiva ad un articolo di una rivista la cui copertina mostrava il famoso monumento Gateway of India di Mumbai semisommerso dall’oceano. La rivista citava i risultati di un gruppo delle Nazioni Unite sull’inquinamento ambientale. Nell’anno 2050 Mumbai e le altre città costiere del mondo potranno vantare come loro popolazione solo la flora e la fauna acquatica. Lo scioglimento delle calotte di ghiaccio farà alzare il livello dell’oceano, portandolo ad invadere enormi quantità di terra lungo le sue coste. Nel frattempo il riscaldamento globale provocherà drastiche riduzioni della produzione agricola e farà sciogliere i ghiacciai dell’Himalaya, che provocheranno inondazioni devastanti. In seguito, non avendo più i ghiacciai a far loro da sorgenti, i grandi fiumi come il Gange, la Yamuna ed altri si prosciugheranno. Il risultato sarà una grande siccità nell’India settentrionale.
Le quantità pro capite di cibo e d’acqua scenderanno ai livelli più bassi. Dal trenta al quaranta per cento della flora e della fauna che oggi vediamo finirà per essere trovata solo sui libri di storia. Nella lotta per l’esistenza, la regola sarà l’estinzione. Assisteremo alla morte dell’ecosistema della Terra e noi ne saremo i becchini. Tutto questo a qualcuno può apparire esagerato, ma non si può negare che l’inquinamento abbia danneggiato l’ambiente. Sebbene da decenni fossimo consapevoli dell’inquinamento ambientale, abbiamo fatto ben poco per controllarlo. Americani e Australiani sono responsabili di circa metà di questo disastro e tuttavia il pensiero di ridurre il loro stile di vita opulento e di spreco è inaccettabile per loro. Dall’altra parte le nazioni in via di sviluppo non vanno al di là della denuncia del mondo sviluppato dicendo: “Voi avete danneggiato l’ambiente così a lungo; ora tocca a noi!” Anche se i governi del mondo promulgano e fanno rispettare regole severe per il controllo dell’inquinamento, non ci sarà una soluzione definitiva. Le leggi possono controllare alcuni fenomeni in svolgimento, ma si manifesteranno sempre nuovi sconvolgimenti e forme d’inquinamento per combattere le quali ci sarà bisogno di nuove leggi. Inoltre, ogni soluzione proposta, per essere efficace a lungo termine deve anche incidere sulla vera origine dei problemi ambientali: le sottili perversioni del cuore.
L’ECOLOGIA DEL CUORE
Lo sfruttamento della natura distrugge l’ecologia e la causa di questa mentalità di sfruttamento è l’avidità. L’avidità porta alla mancanza di autocontrollo. Trasportate da un’avidità insaziabile, le persone non si curano dei disastri che i loro guadagni possono causare agli altri. Non si preoccupano di quale eredità lasceranno alla prossima generazione. La contaminazione del cuore si espande nell’ambiente che ci circonda. Il rimedio ai mali dell’inquinamento deve quindi iniziare col ripulire il cuore dalla sottile spazzatura della lussuria, dell’avidità e dell’ignoranza. Dobbiamo cominciare col purificare i nostri pensieri. Pensieri puri inducono azioni pure. Invece di dedicarci a scopi egoistici per il piacere dei sensi dobbiamo dedicarci a Dio, che è completamente puro. Perciò dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere rendendo più semplice la nostra vita. La grande avidità e le limitate risorse c’inducono allo sfruttamento. Se invece sappiamo accontentarci possiamo lavorare con entusiasmo senza cadere nello sfruttamento. Se viviamo con semplicità, in armonia con la volontà del Signore smettendo di sfruttare gli altri, non mancherà niente a nessuno.
Se viviamo una vita improntata ad una moralità responsabile, in accordo con la volontà del Padre Supremo, allora Madre Natura ci fornirà tutto quello di cui abbiamo bisogno. Se invece la forziamo a produrre secondo i nostri desideri egoistici, ci esponiamo a ricevere la sua violenta reazione nella forma di terribili calamità naturali e di un’ecologia senza equilibrio. La vita umana deve essere vissuta con responsabilità. Dobbiamo risolvere il problema usando sreya, cioè una visione a lungo raggio e non preya, l’immediata promessa di felicità e di guadagno senza nessun pensiero per il futuro. Dobbiamo risolvere il problema in un modo equilibrato dal punto di vista ecologico, sociale e karmico. Siamo soggetti a soffrire perché a causa della nostra ignoranza non viviamo in armonia con il Signore, ma abbiamo la possibilità di diventare anime illuminate e vivere in accordo con la volontà di Dio. Allora ci potrà essere un vero equilibrio ecologico. È possibile ottenere questa illuminazione cantando con sincerità i santi nomi di Dio.
UN’ECOLOGIA EFFICACE
Srila Prabhupada voleva che l’ISKCON mostrasse al mondo un esempio di come vivere in armonia con la natura sviluppando comunità agricole autosufficienti. Queste comunità non dovevano dipendere dal mondo industrializzato per il cibo, per gli abiti, per la difesa, per l’elettricità e così via, ma avrebbero ricavato quanto necessario dall’agricoltura e dalle foreste. Sebbene questa visione sia ancora da realizzare, in tutto il mondo ci sono tentativi in questo senso. A livello individuale i membri del Movimento per la coscienza di Krishna s’impegnano a vedere ogni cosa come energia di Sri Krishna minimizzandone l’uso e lo spreco. Qualcuno potrebbe dire che anche un ateo dotato di morale può dare il suo piccolo contributo per salvare l’ambiente e che non è necessario essere devoti del Signore Supremo. Ma se chiediamo a questo ateo dotato di moralità la ragione per cui vuole salvare l’ambiente, la sua risposta si ridurrà in generale a una o due motivazioni: o che la salvaguardia dell’ambiente migliora la sua capacità di godere o che semplicemente è interessato a qualche aspetto dell’ecologia. Poiché i suoi punti di vista e le sue idee nascono dalla sua mente, senza un solido fondamento filosofico, tendono ad essere inconsistenti e mutevoli. Un giorno vuole salvare la balena blu, il giorno dopo il panda nero e il giorno successivo le verdi foreste pluviali. Le sue motivazioni sono inquinate da tendenze personali.
Per salvare lo strato di ozono egli può sostenere l’opportunità dell’uccisione delle mucche, il cui sterco libera metano che si suppone, bruci l’ozono, ma per salvaguardare il suo piacere tollera una rapida industrializzazione che causa un danno molto più grande. Non ha nessuna comprensione della legge universale del karma, nessuna realizzazione di responsabilità e nessuna volontà di accettare una vita più semplice. Il suo modo di affrontare il problema è semplicemente una soluzione cerotto: dà un quadro attraente ma non riesce a curare la vera malattia. Una volta un ex ministro indiano per l’ambiente, un attivo ambientalista, incontrò un leader dell’ISKCON nella sala d’attesa di un aeroporto. “L’ISKCON è un’organizzazione così grande”, disse “ma che cosa fa per purificare l’ambiente?” “Cerchiamo di pulire l’ambiente interno del cuore,” rispose il leader. “Anche se in qualche modo si potesse risolvere il problema dell’ecologia nella sua globalità, finché i cuori delle masse sono contaminati dall’invidia e dalla lussuria questa contaminazione inquinerà nuovamente il pianeta. Se però l’ambiente del cuore viene purificato dal canto sincero dei nomi di Dio, una persona non prende più parte alla distruzione dell’ecologia globale.” Un ambiente interiore puro significa compiacere Sri Krishna e questo è come annaffiare la radice di un albero che ha sete: il problema è risolto.
Murari Gupta Dasa è discepolo di Sua Santità Radhanatha Swami. Ha una laurea in medicina e chirurgia (M.B.B.S) e presta servizio a tempo pieno al tempio ISKCON di Chowpatty. Fa parte del gruppo che realizza le edizioni in hindi e in inglese per l’India di BTG. Egli insegna anche la coscienza di Krishna agli studenti dei college a Mumbai.