ESPLORARE
L'AMORE
Che cos’è l’amore? Dove si trova? E come si può ottenere?
di Visakha Devi Dasi
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| L’amore spirituale trova la sua più completa espressione nella relazione tra Radha e Krishna. (Dipinto di Yadurani Devi Dasi) |
L’amore, ci è stato detto, è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. È il tema di un infinito numero di libri, di canzoni, di film, di commedie, di sonetti, di articoli, di conversazioni e di pubblicità; è oggetto di meditazione, di struggente desiderio e di rimpianto; è una fonte di angoscia, di estasi e di tutti gli stati d’animo intermedi. Tuttavia oggi, nonostante la nostra capacità di ottenere molte cose, l’amore — o la relazione d’amore con i nostri amici, i nostri coniugi, figli e genitori — spesso ci sfugge. Perché? Esploriamo la natura del vero amore — il caldo, profondo, personale e tenerissimo sentimento di affetto che una persona prova per un’altra. Perché, nonostante lo desideriamo ardentemente, ci sfugge come per incanto?
LE CARATTERISTICHE DEL VERO AMORE
Il vero amore non è casuale, ma è un atto di volontà che richiede la concentrazione dell’amante e la sua dedizione all’amato (in sanscrito viene detto asakta manah — “attaccamento mentale”). In altre parole l’amore riguarda i pensieri, i sentimenti e i desideri del mio amato e non i miei. Il vero amore è disinteressato. Colui che ama è interessato e attento ad ogni aspetto della vita dell’amato. In effetti colui che ama vede ogni cosa in relazione all’amato e vede l’amato ovunque. Questo non significa perdersi nell’infatuazione dell’amore, ma anzi trovare se stessi. Coloro che amano veramente comprendono la loro identità (vijnana — “conoscenza realizzata”) ed agiscono in armonia con questa comprensione. Il vero amore può realizzarsi solo nella libertà — cioè quando colui che ama non è guidato da desiderio egoistico, perciò non è sotto il controllo della lussuria, dell’avidità, dell’invidia, della collera o di qualsiasi altra ambizione personale.
“Agire nella libertà ha un significato,” dice Srila Prabhupada, “ma quando non siamo liberi — quando siamo nelle grinfie di maya [illusione] — la nostra cosiddetta libertà non ha alcun valore.” Coloro che amano sanno controllarsi in tutti gli aspetti della vita, perché la mancanza di autocontrollo significa essere schiavi delle richieste dei sensi. Con le parole di Krishna: “Contemplando gli oggetti dei sensi si sviluppa attaccamento per essi; dall’attaccamento si sviluppa la cupidigia e dalla cupidigia nasce la collera. Dalla collera nasce la completa illusione e dalla illusione la confusione della memoria. Quando la memoria è confusa l’intelligenza è perduta e quando l’intelligenza è perduta si cade di nuovo nella palude dell’esistenza materiale.” (Bhagavad-gita 2.62-63)
Senza autodisciplina, senza controllo dei sensi, non c’è libertà e senza libertà siamo guidati dalla passione e non dall’amore.
Da un altro punto di vista, l’amore impedisce all’autodisciplina di diventare arida e pesante. Perciò, l’autodisciplina permette all’amore di crescere e questo amore mantiene viva l’autodisciplina impedendole di diventare trita o compromessa sia dall’orgoglio sia dal rancore. Inoltre, il vero amore è immotivato (ahaituki — “senza causa”). Colui che ama dà piacere alla persona amata senza condizioni, senza aspettarsi niente in cambio, senza calcolare “Ricevo quanto do?” Il vero amore è anche paziente, determinato, entusiasta e ininterrotto (apratihata — “continuo”); esso desidera il bene della persona amata qualunque sia la fonte da cui provenga. Inoltre è un atto di fede: colui che ama ha fiducia nella persona amata. Chiunque ha poca fiducia avrà anche poco amore. Inoltre colui che ama ascolta la persona amata (srinu — “cerca di ascoltare”), trattiene nel cuore le parole dell’amato e le ricorda con grande piacere. Il vero amore stimola una memoria vivida che rinnova continuamente il legame dell’amante con l’amato e ricorda sempre all’amante l’unicità dell’amato e il posto supremo che occupa nel suo cuore.
IL NOSTRO MONDO SENZA AMORE
Queste qualità originali del vero amore ci attraggono profondamente perché è a questo livello che desideriamo amare ed essere amati. Sotto il nome d’amore la nostra era moderna propone invece la gratificazione dei sensi — l’opposto dell’amore. Se dai piacere ai miei sensi, all’immagine e alla stima che ho di me stesso, io posso “amarti”. Se però non lo fai, non avremo mai un rapporto profondo e duraturo. Questo è desiderio egoistico e una persona che ne è dominata è alla sua mercè. Il desiderio egoistico distrugge la nostra obiettività e c’incatena al potente apparato illusorio, pervadente e degradante della società. Come possiamo liberarci da queste catene invisibili che sono più vincolanti delle catene esterne? Ciascuno di noi è invitato a liberarsi, a realizzare un fondamentale cambiamento dall’egoismo al disinteresse, da una vita centrata sull’io ad una centrata sul tu (o in particolare centrata su Dio). Allora non continueremo più a chiederci se siamo capaci di vero amore o se addirittura esista un amore simile.
Srila Prabhupada scrive:
Nel mondo materiale non si trova il sentimento di voler soddisfare l’essere amato; ognuno cerca piuttosto il proprio piacere.
–Il Nettare della Devozione, Cap. 15
Nel mondo materiale oggi posso gustare l’amore per mio figlio, ma domani egli può essere il mio più grande nemico. Non c’è durata in questo tipo d’amore. Oppure se mio figlio non diventa mio nemico, può darsi che muoia. Oggi posso amare un uomo o una donna, ma domani possiamo separarci. Tutto questo è dovuto alle imperfezioni del mondo materiale.
–Gli Insegnamenti di Sri Kapila, Capitolo 13
Qui il cosiddetto amore significa che “tu gratifichi i miei sensi ed io gratifico i tuoi” e non appena questa gratificazione s’interrompe, immediatamente c’è il divorzio, la separazione, i litigi e l’odio. Molti rapporti si basano su questo falso concetto d’amore.
–La Scienza della Realizzazione del Sé, Cap. 7
Con un’analisi introspettiva scopriamo che il termine amore è una grossolana definizione impropria di ciò che comunemente è chiamato amore perché non è affatto amore.
Quando l’essere vivente entra in contatto con la creazione materiale, il suo eterno amore per Krishna si trasforma in lussuria sotto l’influsso della passione. O, in altre parole, il sentimento di amore per Dio viene trasformato in lussuria….”
– Bhagavad-gita 3.37, Spiegazione
La lussuria e l’amore hanno caratteristiche differenti, proprio come il ferro e l’oro hanno una natura differente. Il desiderio di soddisfare i propri sensi è kama [lussuria], mentre il desiderio di soddisfare i sensi di Krishna è prema [amore]… L’amore e la lussuria sono dunque ben differenti. La lussuria è simile a dense tenebre, mentre l’amore è simile al sole che splende.
– Sri Caitanya-caritamrita, Adi-lila 1.4.164, 165, 171
Ciascuno di noi è un’anima spirituale, parte di Krishna e qualitativamente una con Lui. Nel nostro stato attuale vogliamo provare piacere attraverso i sensi: desideriamo essere felici godendo di quello che vediamo, che gustiamo, che ascoltiamo, tocchiamo, odoriamo o a cui pensiamo. In origine i nostri scambi di piacere erano tra noi e Dio, la Persona Suprema, Krishna — tra l’anima spirituale dotata di sensi spirituali e il tutto spirituale. In Sua compagnia e scambiando sentimenti con Lui, dandoGli piacere, gustiamo pienamente la vera felicità. Ora invece ci troviamo nell’esistenza materiale, coperti da corpo, mente e sensi materiali. Cerchiamo di trovare il piacere per mezzo di queste coperture e quando questo piacere è intenso lo chiamiamo amore. Questo “amore” comunque non ha alcuna delle qualità del vero amore: è egoistico, indisciplinato, motivato, temporaneo, cauto e guidato dalle nostre necessità –
“Ho ricevuto quanto ho dato?” In breve è lussuria, un riflesso deviato dell’amore. Solo l’amore, non la lussuria, ci può soddisfare, perché l’amore è l’emozione spontanea dell’anima mentre la lussuria è la stessa emozione deviata; l’amore è realtà, la lussuria illusione. Cercare la soddisfazione nella lussuria è come cercare di spegnere la propria sete in un miraggio. La lussuria si presenta in vari modi: “Mio caro Signore, a causa della Tua energia illusoria tutti gli esseri viventi in questo mondo materiale hanno dimenticato la loro vera posizione costituzionale e per ignoranza desiderano sempre la felicità materiale nella forma di rapporti sociali, di amicizia e d’amore.” (Srimad- Bhagavatam 4.20.31). Prima o poi il nostro attaccamento per tutto ciò che è materiale ci deluderà, ci sentiremo insoddisfatti e frustrati perché tutto ciò che è materiale si deteriora. Perciò lo scopo della vita umana è trasformare la lussuria in amore. L’amore vero è già presente nel nostro cuore, dove esso è sempre stato e il nostro nobile compito è di liberarlo dalla deformazione della lussuria. Per far questo avviciniamo il supremo oggetto d’amore, che è degno di accettare e reciprocare il nostro amore.
UN MONDO PIENO D’AMORE
Nel mondo materiale abbiamo solo un sentore dell’amore che nasce dal continuo e incondizionato amore che è dentro ciascuno di noi — il nostro amore originale per Dio, Krishna. Il metodo della coscienza di Krishna dirige il nostro amore verso Krishna e lo allontana da tutto ciò che non è degno d’amore. Come un bambino è completamente soddisfatto nel grembo di sua madre, anche noi saremo pienamente felici, gioiosi e vivi quando entreremo in contatto con Dio, la Persona Suprema. Lo facciamo sotto la guida del Suo rappresentante: “Cerca di conoscere la verità avvicinando un maestro spirituale, ponigli delle domande con sottomissione e servilo. L’anima realizzata può rivelarti la conoscenza perché ha visto la verità.” (Bhagavad-gita 4.34) Come il nostro amore per Krishna, così il nostro amore per il maestro spirituale autentico deve essere disinteressato, e anche il nostro amore per i seguaci sinceri del maestro spirituale. Senza aspettarsi niente in cambio, coloro che seguono il maestro spirituale condividono la loro comprensione e il loro entusiasmo attraverso scambi sinceri. Krishna dice: “I pensieri dei Miei puri devoti dimorano in Me, la loro vita è completamente votata al Mio servizio ed essi derivano grande soddisfazione e felicità illuminandosi l’un l’altro e parlando di Me.” (Bhagavad-gita 10.9).
In questi scambi tutti vengono ricompensati con un piacere trascendentale. Questo piacere si espande. L’amore per Krishna si allarga fino ad includere tutte le Sue parti — tutti gli esseri viventi — noi compresi: “Ignorare Krishna significa ignorare se stessi. Infatti la realizzazione del sé spirituale e di Krishna vanno di pari passo. Per poter distinguere il proprio corpo alla luce del giorno è necessario anche poter vedere il sole, senza il quale è impossibile poter vedere se stessi. Nello stesso modo, non è possibile realizzare la propria identità spirituale senza prima realizzare Krishna.” (Il Nettare della Devozione, Prefazione) La realizzazione è il dono che Krishna ci fa e che ci viene offerto attraverso la conoscenza dataci dal maestro spirituale: “Quando avrai acquisito la vera conoscenza da un’anima realizzata non cadrai mai più nell’illusione perché grazie a questa conoscenza capirai che tutti gli esseri sono parte del Supremo; in altre parole essi Mi appartengono.” (Bhagavad-gita 4.35)
ANDARE DA QUI A LÀ
Come arrivare a questo livello ardentemente desiderato? È necessario un processo formativo che inizia ascoltando parlare di Krishna, perché questo ascolto ci trasporta al di là di tutte le cose esteriori — di natura sociale, economica, politica, religiosa o di qualsiasi altro genere. Ascoltando parlare di Krishna il nostro vero sé si risveglia e si unisce a Lui, il Sé Supremo. “L’ascolto del messaggio di questa Scrittura vedica è sufficiente a far immediatamente germogliare nell’essere il desiderio di servire con amore e devozione Sri Krishna, il Signore Supremo; allora le fiamme del lamento, dell’illusione e della paura ne rimangono subito soffocate.” (Srimad-Bhagavatam 1.7.7) Srila Prabhupada spiega:
Il servizio d’amore e devozione al Signore inizia dall’ascolto delle Sue glorie. Non c’è differenza tra il Signore e ciò che si ascolta su di Lui, perché Egli è assoluto in tutto.
Perciò sentir parlare di Lui significa venire a contatto con Lui attraverso la vibrazione sonora spirituale. E questo suono spirituale è così potente che agisce subito come rimedio per le afflizioni materiali menzionate prima… In breve, il semplice ascolto del messaggio di questa Scrittura vedica, lo Srimad-Bhagavatam, permette di stabilire un legame diretto col Signore Supremo, Sri Krishna, legame grazie al quale si potrà raggiungere la più alta perfezione dell’esistenza, trascendere cioè la sofferenza, l’illusione e la paura materiale.
-Srimad Bhagavatam, 1.7.7 Spiegazione)
Se stringiamo amicizia con Krishna, essa non si romperà mai. Se faremo di Krishna il nostro maestro, non saremo mai imbrogliati. Se amiamo Krishna come nostro figlio, Egli non morirà mai. Se amiamo Krishna come nostro amante, Egli sarà il migliore di tutti e non ci sarà alcuna separazione. Poiché Krishna è il Signore Supremo, è illimitato ed ha un numero illimitato di devoti. Alcuni stanno provando ad amarLo come amante o marito perciò Krishna accetta questo ruolo. In qualsiasi modo ci avviciniamo a Krishna, Egli ci accetterà…
–Raja Vidya, capitolo 8
SINERGIA SPIRITUALE
Il vero amore allora, con la felicità che lo accompagna, non appartiene al livello materiale. In ultima analisi appartiene all’anima spirituale e al Signore Supremo. Lo scopo della nostra vita è favorire e coltivare il vero amore. Il suo fine è districarci dal fango e dalla sporcizia del “prima di tutto io” e farci tornare alla gloria del “Tu prima di tutto”. La nostra vita è fatta per gustare la felicità che deriva dal compiacere Krishna e i Suoi devoti. Coltivare la coscienza di Krishna fa riaffiorare l’amore che è innato dentro di noi e mentre questo amore fiorisce, Krishna Si rivela: “A coloro che Mi servono sempre con amore e devozione, do l’intelligenza necessaria per venire a Me.” (Bhagavad-gita 10.10) I devoti desiderano soddisfare il Signore in tutti i modi e il Signore desidera soddisfare i Suoi devoti ancor di più di quanto essi desiderino soddisfare Lui. Sebbene i devoti non si aspettino né desiderino niente, ricevono dal loro servizio devozionale più di quello che danno. Tali sono questi misteriosi scambi d’amore.
Il Signore dice: “Il puro devoto è sempre nel profondo del Mio cuore e Io sono sempre nel cuore del Mio devoto. I Miei devoti non conoscono altri che Me e Io non conosco altri che loro.” (Srimad-Bhagavatam 9.4.68) E: “Un devoto vede Me in tutti gli esseri viventi e vede tutti gli esseri viventi in Me, il Signore Supremo, in ogni luogo. Per colui che Mi vede in ogni luogo e vede ogni cosa in Me, Io non sono mai perduto né egli è perduto per Me.” (Bhagavadgita 6.29-30) Il devoto pensa sempre a Krishna e Krishna pensa sempre al Suo devoto. “Ma a coloro che Mi adorano con devozione esclusiva meditando sulla Mia forma trascendentale, Io fornisco il necessario e preservo ciò che già possiedono.” (Bhagavad-gita 9-22) Un irremovibile amore per Krishna, risvegliato dalla misericordia divina, rappresenta la perfezione più alta. È un successo trascendentale così prezioso che nessuna felicità materiale può essere paragonata a quella che esso porta. Colui che sviluppa l’amore puro è completamente soddisfatto. Nei rapporti d’amore con Krishna i devoti non chiedono niente in cambio, ma la ricompensa viene ed è più grande di qualunque cosa si possa ottenere nel mondo materiale, perché la ricompensa di Krishna, come il Suo amore, sono senza limiti.
Visakha Devi Dasi contribuisce da più di trenta anni a BTG con articoli e fotografie. Dal 1999 vive con suo marito nel Saraganati Village, una comunità Hare Krishna della Columbia Britannica in Canada.
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