Goshala di Vrindavana: Una mucca con il suo vitello.
Il latte crudo è in origine un alimento puro e molto benefico. Deve essere crudo e fresco per avere tutti i valori nutritivi. Il latte che conosciamo oggi è molto diverso da quel latte di mucca che è crudo, naturale e non ha subito dei trattamenti. Il latte non è fatto per essere bevuto freddo. Il latte freddo produce del muco nell’organismo. Anche se un frappè potrebbe avere un gusto meraviglioso, noterete che si forma del muco in gola dopo averlo bevuto. Il muco è il mezzo con il quale il corpo contrattacca i potenziali prodotti dannosi che vi si introducono. Il latte caldo aiuta a calmare i nervi. Il latte caldo contiene il calcio e il triptofane che favoriscono il sonno. Ecco perché in molte culture si beveva (e si beve) del latte caldo prima di andare a riposare.
Secondo la più antica scuola di medicina del mondo (la medicina Ayurvedica) il latte caldo che viene direttamente dalla mucca stimola la digestione, ma il latte freddo causa artriti, reumatismi e gas tossici. Nei tempi antichi, quando la mucca veniva trattata con amore e rispetto, i prodotti caseari erano puri. La mucca veniva onorata — e può esserlo ancora oggi — come una madre del genere umano. Non era insolito per delle madri morire durante il parto e la mucca era l’unico animale che poteva mantenere un bambino in vita e in ottime condizioni di salute. Nonostante questo, oggi come viene trattato questo importante membro della società, in un mondo dominato dal denaro? La mucca viene trattata come un oggetto impersonale, come un prodotto industriale — dalla nascita fino alla macellazione. La mucca viene vista come un bene di consumo e un oggetto che deve essere sfruttato, un prodotto dell’industria casearia.
Il latte di oggi, come la maggior parte del cibo, è stato drammaticamente alterato. L’alterazione inizia con la fecondazione artificiale, che non è nient’altro che una forma di violenza sessuale perpetrata dall’uomo. Per continuare a produrre latte la mucca deve essere fecondata ogni anno. Poi il vitellino appena nato già dopo tre giorni viene tolto alla madre e questo mette la madre in grande ansietà. Dopo la separazione piange tutta la notte e durante il giorno cerca il suo piccolo. Invece di vivere quella relazione naturale di amore che esiste tra la madre e i suoi piccoli, la mucca è costretta al ruolo di produttrice intensiva di latte. Delle sofisticate macchine succhiano il suo latte 2-3 volte al giorno. Ed essa è costretta a produrre più di 7.000 litri di latte l’anno [10 volte di più di quello che produrrebbe naturalmente].
Alcune mucche campionesse di produzione sono costrette a produrre 25.000 litri di latte all’anno e non appena la loro produzione diminuisce vengono vendute al macello. Una mucca che normalmente vivrebbe 20-25 anni vive così per 3-5 anni. E questi anni nei quali rende il suo servizio con pazienza non contano nulla. Per natura, quando una mucca ha svezzato un vitellino dà tranquillamente ancora del latte. Una mucca naturalmente produce più di quello che serve al vitello, che rappresenta solo un decimo del latte che essa può dare. Se la mucca non viene munta soffre molto e muore. La mucca dipende dagli esseri umani. La mucca è uno degli animali più miti, è gentile, è paziente, generosa e si fida dell’uomo. Nonostante questo, come la stiamo trattando?
CHI E' PETER BURWASH?
“Di recente a Vrindavana ho incontrato una persona molto cara a Srila Prabhupada, si tratta di Peter Burwash, un famosissimo tennista, che non è mai stato iniziato ma che conosce Prabhupada sin dal 1970. Peter era spesso in televisione, alla radio, sui giornali e sulle riviste ed era molto impegnato nella sua attività imprenditoriale. Mi ha raccontato che a Toronto, nel 1970, era andato a vedere Srila Prabhupada. Gli disse che quando aveva affermato pubblicamente di essere un devoto, aveva perso più di un milione di dollari in contratti. Allora Prabhupada gli suggerì che durante il lavoro non era necessario che dicesse di essere devoto. Poi Prabhupada gli parlò per tre ore sul modo di essere un imprenditore e farlo per Krishna. Peter allora iniziò a tenere dei seminari sulla leadership, sul marketing e su molti altri argomenti. Oggi Peter Burwash è molto popolare in tutto il mondo, tiene conferenze e seminari per 300 giorni l’anno a compagnie, istituzioni, uomini di governo e grandi personalità e viene pagato 5.000 dollari l’ora. Alla base di quello che dice c’è ciò che ha ascoltato da Srila Prabhupada, e a suo modo cerca di introdurre i valori della coscienza di Krishna agli altri. Mi ha raccontato che una volta stava gareggiando nella finale di un torneo internazionale di tennis e la gara veniva seguita in TV da milioni di persone. Nel tennis è molto importante in che area del campo ci si situa e nel posto migliore vide che c’erano delle formiche. Allora si era spostato in un‘altra zona anche se sapeva che spostandosi avrebbe perso la gara.
Aveva capito che in quella posizione sarebbe stato impossibile vincere, ma aveva pensato: “Non posso schiacciare queste formiche, Prabhupada mi ha insegnato ad essere compassionevole e a rispettare tutti gli esseri viventi. La vita di queste formiche è più importante del fatto di diventare campione e vincere questa gara”. Così si era spostato di lato e milioni di persone che erano davanti alla TV, gli esperti di tennis e i giornalisti avevano pensato: ‘Ma perché si è spostato? E’ l’ultimo minuto di gara, se fa così perderà la partita’. Sapeva che avrebbe perso, non avrebbe potuto vincere, e la gente si domandava perché si fosse spostato, e lui capì che se avesse detto che si era spostato per non uccidere delle formiche lo avrebbero preso per pazzo; quindi non diede alcuna spiegazione. Ora si è ritirato dal tennis attivo ma considera quell’episodio uno dei momenti più importanti della sua carriera e non si è mai pentito di quello che ha fatto perché sapeva che Prabhupada sarebbe stato felice di lui. E anche se nessuno al mondo aveva capito cosa era successo, lui sapeva che nel suo cuore Prabhupada era contento di lui perché gli aveva insegnato ad essere compassionevole con gli altri, perfino se questo avesse voluto dire perdere grandi somme di denaro e una gloriosa reputazione. Tutto questo lo aveva sacrificato per proteggere una formica”.