La piccola Helèna
sogna Srila Prabhupada

Vi prego di accettare i miei umili omaggi, tutte le glorie a Srila Prabhupada ed al suo movimento del Sankirtan. Ogni giorno, grazie all'amore di Prabhupada, sto avendo la possibilità di uscire per distribuire i suoi libri. Così in questo periodo a Roma, insieme a Lilananda Prabhu, stiamo distribuendo in una zona molto popolare che si trova lungo la via Tuscolana, meglio conosciuta come quartiere “Centocelle”. Immaginate una miriade di palazzi e case popolari alte minimo sette piani, dove trovate le situazioni più allucinanti e degli odori non proprio piacevoli all'interno…
Immaginate: sotto questi palazzoni c'è un'interminabile serie di negozi vari, dove la gente, sotto l'effetto di una potente dose di passione, entra ed esce senza ascoltare nemmeno la persona che ha al suo fianco, il tutto incorniciato dai forti rumori della città… Benvenuti a Centocelle! Purtroppo, ieri mattina mi sono alzato con un forte ritardo e così, non ho potuto cantare tutti i giri prima del programma mattutino (qui inizia alle 6:15). Fra un servizio a l'altro sono riuscito ad uscire verso le undici. Lilananda, a causa di una forte tosse e dolori vari, ahimè, è rimasto ai box…
Mentre ero in auto andando verso Centocelle, cercavo mentalmente un luogo di quel quartiere dove potermi appartare per cantare i giri, ma non lo trovavo… Avevo però una speranza: nei giorni precedenti avevo notato una via, prima di arrivare nella “giungla”, che portava ad una zona di piccole e modeste villette e che aveva un aspetto un po' più tranquillo. Infatti, svoltando verso quella zona periferica, la mia impressione si rivelava azzeccata: c'era spesso la presenza sonora di aerei in cielo e di treni in terra, ma l'atmosfera era molto più rilassata; così, approfittando della bellissima giornata primaverile, parcheggiata l'auto, ho iniziato a cantare con il japa tra queste casette.
Non c'era molto movimento, ma ogni tanto qualcuno, per lo più anziani, passeggiando, notavano questo strano tizio rasato con un solo ciuffo di capelli dietro il capo, vestito di bianco, con un sacchetto nella mano destra che, mormorando, emetteva dei suoni incomprensibili… Questa era la loro visione ed io come se niente fosse, gentilmente, cercavo di salutarli per metterli a loro agio, ero un oggetto non identificato… Cercate di immaginarvi la scenetta: facevo dieci o quindici metri di strada e poi tornavo indietro e di nuovo avanti e indietro… Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare… Inevitabilmente, con calma, si era sparsa la voce e più di uno, spinto dalla curiosità, “per caso” passava di lì.
Comunque, finiti i giri verso le due del pomeriggio, ho onorato il prasadam e sono uscito, finalmente, in sankirtan. Avevo solo due ore e mezzo a disposizione, poiché alle diciassette e trenta volevo rientrare al Govinda per partecipare all'incontro settimanale del Giovedì tenuto da Lilananda sullo studio della “Bhagavad-gita così com'è”. Dopo qualche casa, sono giunto davanti ad un vecchio cancello di legno verde, che mi divideva da un giardino ben curato, dall'aspetto molto rasserenante e da una casa a due piani molto, molto modesta. Vengono ad aprirmi due fratelli, Antonio e Stefania, sulla trentina, che mi accolgono molto favorevolmente e mi fanno entrare per farmi accomodare su una sedia in giardino.
Al tavolo ora eravamo in quattro: loro due, io e l'altra sorella, Maria, che nel frattempo era uscita di casa e incuriosita si era seduta ad ascoltare ciò di cui parlavano i libri. Mi avevano portato un bicchiere d'acqua e fra un sorso e l'altro, avevo molto piacere a rispondere alle loro intelligenti domande. Per tre volte, mentre parlavamo, Stefania su consiglio dell'altra sorella, si alzava per andare a controllare sua figlia Helèna, di tre anni, che dormiva in casa. Al ritorno dopo la terza volta, mi ha spiegato che la figlia, avendo un problema di respirazione, rischiava di restare asfissiata, così soprattutto quando la piccola dormiva loro la sorvegliavano maggiormente.
Persone molto semplici, umili, con poco lavoro ma disponibili all'ascolto e sorridenti. Dopo qualche minuto, arrivano i loro anziani genitori e Antonio sorridente esordisce: “Mamma, papà venite, vi facciamo conoscere un missionario Hare Krishna!” La madre si avvicina a me e con fare sereno dice: “Ecco chi era allora! Ti ho visto prima in lontananza che facevi avanti e indietro ed ho pensato che eri uno scappato dalla clinica qui vicina… Vestito così tutto di bianco!” E lì tutti siamo scoppiati in una sana e fragorosa risata di piacere! Mentre il padre con tono da sapiente: “Io gli ho risposto: quel ragazzo sta meditando”.
Infatti con lui già ci eravamo incontrati poco prima, dato che è stato la prima persona a cui avevo proposto i libri, e lui in quel frangente mi aveva risposto: “Vi conosco, ho lavorato molto tempo all'aeroporto di Fiumicino e vi vedevo spesso arrivare mentre cantavate e danzavate, siete delle brave persone! Ma io sono devoto a Padre Pio…” Al che gli ho risposto: “Benissimo sei fortunato allora, hai un ottimo maestro. Pensa che anche mio padre e mia madre sono suoi devoti!” Così in questo modo, avendo percepito che non avrebbe preso i libri, cortesemente ci siamo salutati. Quindi ora, si erano aggiunti a noi anche i loro genitori.
Ascoltavano tutti attentamente e facevano domande mirate, mentre l'ombra degli alberi ci riparava dai raggi del sole e gli uccelli sui loro rami, emettevano dei dolci canti. Dopo circa una ventina di minuti Stefania, la mamma di Helèna, rapita dal libro “Viaggio alla scoperta del Sé”, decide di fare un'offerta e prenderlo. Affascinato da questa famiglia così tranquilla ed umile, decido di regalargli la rivista “Ritorno a Krishna”, e dopo averli invitati a partecipare alla festa della domenica, li saluto veramente di cuore. Incontrare persone di questo genere mi fa sempre molto bene… Percepisco ancor di più l'urgenza di migliorare me stesso ed essere un adatto strumento nelle mani di Prabhupada nel diffondere la conoscenza trascendentale contenuta nei suoi libri.
Continuando il sankirtan porta a porta, mi rendevo conto di quanto queste persone che man mano incontravo, lottassero duramente, solamente per sopravvivere… Qualche minuto prima delle diciassette ho deciso di tornare verso la macchina per tornare al Tempio. Mentre camminavo mi è tornata in mente Maria, la sorella di Stefania, la quale era molto incuriosita dalla musica che tanto ci faceva danzare e, ricordandomi di avere con me un compact disc di canti devozionali, decisi di tornare da loro per donarglielo. Avevano lasciato dentro di me una bellissima sensazione. Giunto davanti al cancello, mi accorgo che Stefania e sua madre erano fuori in giardino e stavano aspettando il mio passaggio: “Padre Giovanni! Padre Giovanni!” chiamando ad alta voce si affrettano verso di me. “Eccomi, sto venendo proprio da voi, che succede?”.
Stefania, la mamma della piccola Helèna, aveva un viso piuttosto provato ed alquanto biancastro: “Sai, appena sei andato via”, e si interrompeva avendo il fiato grosso dall'emozione “Appena ci siamo salutati, mia figlia Helèna si è svegliata ed è venuta correndo verso di me con un sorriso bellissimo e così radioso che mai avevo visto prima, dicendomi: Mamma! Mamma! Ho sognato un angelo senza capelli!” Ancora Stefania: “E dimmi un po', com'era vestito quest'angelo?” La piccola Helèna: “Era meraviglioso, pieno di luce, senza capelli, aveva solo un ciuffo dietro la testa e poi un segno sulla fronte. Stava battezzando tutti!” Nell'ascoltare queste parole rimasi un po' disorientato, non sapevo cosa pensare… Poi intervenne la nonna: “Così io, avendo tra la mani la rivista che ci avevi lasciato, ho iniziato a sfogliarla chiedendole se lo riconosceva in qualche foto, e quando sono arrivata alla prima pagina dove c'è la foto del vostro maestro spirituale in piedi vestito tutto d'arancione, lei ha sgranato gli occhi pieni di stupore e lo ha indicato dicendo: Eccolo è lui! Eccolo è lui!”
Nell'udire queste parole, lo confesso, i miei occhi si sono inumiditi ed a stento ho trattenuto le lacrime. Srila Prabhupada in persona, nel sogno, era apparso a questa anima speciale, ora nel corpo di una bambina, proprio mentre mi trovavo fuori in giardino a presentare i suoi libri. La nonna continuava: “Poi anche noi, incuriosite e stupefatte, gli abbiamo chiesto se lui gli diceva qualcosa e lei ci ha risposto “Sì, mi ricordo che mi parlava di libri…libri…leggere dei libri…” A quel punto, un brivido di piacere ha attraversato la mia schiena, era veramente Srila Prabhupada! Naturalmente mi invitano ad entrare in casa, soprattutto per vedere questa bambina.
L'atmosfera era carica di un'energia benevola, ma c'era anche un po' di apprensione da parte loro. Entrando nella casa, noto su loro indicazione Helèna, che sorridendo giocava con la cuginetta. Nel voltarsi mi vede, in piedi davanti a lei, tutto vestito di bianco, rasato, con il tilaka sulla fronte… Uno simile all'angelo del sogno si era manifestato davanti ai suoi occhi… Infatti, quasi istantaneamente, lei inizia ad indietreggiare scoppiando in un pianto di paura: “Non lo voglio vedere! Non lo voglio vedere!” Aveva veramente paura nel vedermi e si nascondeva dietro un muro. A quel punto subito ho percepito lo shock di Helèna e mi sono allontanato mentre la mamma la prendeva in braccio per tranquillizzarla.
Ora si trovavano dentro un'altra stanza e io ero seduto sul divano con la nonna e Maria. La signora Giovanna, la nonna, provata da quell'ennesimo segnale “Divino”, comincia a confidarmi di come Helèna non fosse nuova a questi “incontri miracolosi”. Una volta, mentre la piccola era ricoverata in ospedale, lei era seduta al fianco del letto ed Helèna le diceva di vedere “Nonno Pio” davanti a lei, che sorrideva e le diceva di stare tranquilla in quanto tutto sarebbe andato bene. Ovviamente, dopo avergli fatto vedere una foto di San Padre Pio da Pietralcina, la bambina lo aveva riconosciuto; però nessun altro aveva visto “Nonno Pio”... Un'altra volta lei, Giovanna, aveva sognato Papa Giovanni Paolo Secondo che entrava nel giardino della loro casa con una busta da lettera tra le mani e le diceva: “Questa è la lettera che state aspettando, puoi darla ad Helèna. Non preoccupatevi andrà tutto bene.”
Infatti, in quel periodo erano tutti in ansia, in quanto stavano aspettando una risposta dall'ospedale “Bambin Gesù” del Vaticano, tramite posta, per sapere se la piccola era affetta da una grave e rara malattia. La lettera giunse il giorno dopo, e come rivelato nel sogno dal Papa, la piccola risultava negativa. Ascoltando quei racconti, dentro di me iniziavo seriamente a pensare d'aver incontrato un'anima molto speciale… Lì in quella casa, mi sentivo a mio agio ed ho iniziato a predicare loro dell'importanza della distribuzione dei libri e di quanto questo servizio fosse molto caro a Srila Prabhupada. Helèna nel frattempo si era un pò calmata, ma aveva ancora timore di me, così dopo aver salutato tutti con la promessa e l'invito da parte loro di tornare al più presto, gli regalai un cd musicale di bhajans e tornai al Tempio.
Mentre guidavo ero molto toccato ed avevo un solo pensiero: Srila Prabhupada nella sua immensa misericordia, non è mai andato via dai devoti, lui è presente nei suoi libri e lo è ancor di più quando vengono distribuiti. Lui è la nostra stessa vita poiché ci sta salvando dalle miserie del mondo materiale e non sarà mai possibile abbandonarlo o sostituirlo. Le sue istruzioni sono intoccabili e perfette come perfetto è il suo esempio e la sua posizione di Acarya Fondatore, Hare Krishna...
Ovviamente quando sono giunto al Tempio ho raccontato la storia a tutti i devoti e loro nell'ascoltarla erano entusiasti ed emozionati e dai loro occhi traspariva una gioia piena di gratitudine; anche loro avevano immediatamente percepito la forte presenza di Srila Prabhupada. Mi venne così un'idea: chiesi i dati di nascita della bambina per darli a Ramanuja Das, un bravissimo devoto di origine peruviana che vive a Roma e che da venti anni studia ed insegna astrologia vedica, per vedere se davvero questa jiva fosse una cosiddetta “Vecchia Anima”. Una settimana dopo Ramanuja prabhu, durante la festa della domenica, mi chiama in disparte per mostrarmi la carta astrale di Helèna e mi dice: “Sai prabhu, sono circa venti anni che faccio questo lavoro, ma una carta astrale come questa l'avrò vista solo una o due volte. Questa è un'anima potenziata, ha tutti i pianeti molto favorevoli per svolgere attività spirituali, è intelligente, ed ha un karma alquanto positivo; sicuramente nella vita precedente era già devota…”
Nell'ascoltare queste parole da me riportate in modo riassuntivo, mi sono sentito veramente molto fortunato… Sapete, è solo un anno che vado in sankirtan, ma un incontro così speciale non l'avevo mai fatto! Siamo arrivati così alla conclusione della storia, e come tutte le belle storie, anche questa ha un lieto fine: sono tornato a trovare Helèna e la sua famiglia quattro o cinque volte, e ad ogni visita portavo loro del prasadam, ghirlande, quadretti con foto devozionali, cd musicali con bhajans e storie di Krishna e magliette per la bambina. Tutti loro sono molto favorevoli alla Coscienza di Krishna, essendo molto religiosi ed affezionati particolarmente alla figura della Madonna. Il miracolo è questo: la piccola Helèna a partire dal giorno “dell'incontro con l'angelo” non fa altro che parlarne a tutti; anche se ancora non riesce a leggere, sfoglia il libro di Prabhupada perché, a sue parole: “Prabhupada gli ha detto di leggere i libri!”.
Ha voluto un quadro di Gopal Krishna e di Prabhupada in raccolta preghiera, appesi sul muro davanti al suo letto; vuole spesso ascoltare le storie di Krishna ed in particolare i cd musicali dove si canta solo il maha-mantra Hare Krishna. Quando ascolta il mantra, si fa mettere una maglietta con la foto di madre Yashoda con il piccolo Krishna, e mentre danza gira su se stessa ed alza le braccia cantando HARE KRISHNA HARE KRISHNA KRISHNA KRISHNA HARE HARE HARE RAMA HARE RAMA RAMA RAMA HARE HARE!!! Semplicemente meraviglioso! Ecco l'ineguagliabile grandezza della misericordia di Srila Prabhupada, anche un bambino di soli tre anni può svolgere tranquillamente ed in modo divertente del servizio devozionale alla Suprema Personalità di Dio, Sri Krishna.
Questo è ciò che è successo. Spero vivamente che la storia di Helèna possa accrescere nel profondo del vostro cuore, sempre di più, il desiderio di servire ancora ed ancora questa eterna ed inestimabile missione che solo Srila Prabhupada poteva fondare: l'I.S.K.Con, il Movimento Internazionale per la Coscienza di Krishna… Haribol… Spero che un giorno, tutti voi possiate ammirare lo splendore della “Città eterna”: non i vari temporanei monumenti antichi, ma bensì le Loro Signorie che presiedono la Capitale, Sri Sri Nitai-Sacinandana! Umilmente, chiedo le vostre potenti benedizioni, affinché lo yatra Romano possa essere degno sempre, di rappresentare Prabhupada e diffondere autenticamente le sue istruzioni.
HARINAM SANKIRTAN YAJNA KI JAYA!!!
Tutte le glorie ai devoti riuniti!
HARE KRISHNA
vostro aspirante servitore,
Bhakta Giovanni Battista.