Lotte per il potere
La ricerca del potere è un tema costante dell’esperienza umana,
ma per quanto potere una persona o un gruppo accumuli, non è mai abbastanza.
di Kapila Monet
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Wrestlers: © Robert Simon | Starscape: NASA, ESA, and the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration | Montaggio di Yamaraja Dasa. |
L’umanità non ha mai avuto più potere di quello che ha oggi, nell’era del Kaliy-uga. I nostri poteri, per citarne solo alcuni, comprendono le armi nucleari, il commercio su scala mondiale, i mega computer, le modificazioni genetiche, i satelliti in orbita, i prodigi della medicina, le comunicazioni istantanee e una inimmaginabile quantità di conoscenza a disposizione del nostro dito su Google. Molti di questi poteri vanno veramente oltre i confini del magico immaginato dall’uomo. Il potere comprende sia la capacità che l’autorità. Nel vocabolario la parola “potere” è definita con termini come “capacità”, “forza”, “controllo” e “influenza”. In tutto il corso della storia gli esseri umani hanno cercato poteri sempre maggiori e ammirato o temuto i potenti: Alessandro, Cesare, Nerone, Gengis Khan, Napoleone, Hitler – l’elenco è senza fine come la storia. Nei tempi moderni, i Presidenti della Russia, della Cina e degli U.S.A. insieme coi supermiliardari del mondo, hanno l’incredibile potere di dichiarare guerra, di comprare persone influenti, d’incidere sul corso della storia e di godere dei piaceri del mondo. Parallelamente, gruppi di potere economico e politico concentrano il potere per il loro vantaggio personale in un ciclo costante di controllo e capacità crescenti.
L’esperienza del potere nel mondo materiale rivela però anche alcune realtà. Il potere è temporaneo: i più grandi imperatori muoiono ed anche le più grandi civiltà svaniscono nel corso della storia. Il potere non è indipendente: nessuno ha un potere indipendente. In realtà, più potere si accumula, più grande è la dipendenza. Il Presidente degli Stati Uniti dipende dai suoi finanziatori, dalle sue alleanze politiche, dai suoi alleati stranieri e naturalmente da coloro che lo votano. Il potere è limitato: per quanto grande sia il nostro potere, qualcuno è sempre più potente di noi. Le persone lo sanno, per questo non sono mai completamente sicure di chi possono controllare e cercano intese sempre più grandi. Il potere è spesso distruttivo: usato in modo appropriato, il potere è una forza creativa, ma la sua manifestazione spesso assume la forma della distruzione e dell’uccisione. Per esempio, man mano che noi esseri umani espandiamo il nostro potere esauriamo e distruggiamo la Terra.
LA NATURA DEL POTERE
La ricerca, l’abuso e le regole del potere non sono nuovi. Le Scritture vediche contengono esempi della natura del potere, come la storia del grande Hiranyakasipu. Dopo un’austerità di diecimila anni Hiranyakasipu poté fare una richiesta a Sri Brahma, l’essere celeste maestro della creazione. Dapprima chiese l’immortalità, ma Brahma non potè dargli questo potere che è al di là delle sue possibilità. Sri Brahma potè solo concedere a Hiranyakasipu le benedizioni di non morire né di giorno né di notte, né per mezzo delle mani o di un’arma, né all’interno né all’esterno, né per opera di un uomo né di una bestia. Avendo accumulato questo grande potere, Hiranyakasipu conquistò l’universo conosciuto sviluppando inimicizia per Sri Visnu, Dio la Persona Suprema. Ma proprio il figlio di Hiranyakasipu, dalla coscienza pura, disprezzava il potere accumulato da suo padre e adorava Sri Visnu.
Così, nonostante la sua grande potenza, Hiranyakasipu non riuscì a persuadere suo figlio a cessare di essere un devoto di Visnu, né con tentativi di corruzione, né con il terrore e la tortura, né tentando di assassinarlo. In realtà, poiché la sua potenza evidenziava i suoi limiti, fu obbligato a diventare sempre più violento e distruttivo, affrettando la fine del suo potere temporaneo. Krishna prese la forma di Sri Nrisimha – mezzo uomo e mezzo leone. Al crepuscolo, il Signore tolse la vita a Hiranyakasipu con le Sue unghie, mentre combattevano sulla soglia del palazzo di Hiranyakasipu. Sri Nrisimha in questo modo smascherò perfettamente il potere di Hiranyakasipu, provando che esso era inevitabilmente difettoso: era dipendente, limitato, distruttivo e temporaneo.
GRANDI POTERI
Anche l’enorme potere di questa nostra civiltà mostra gli stessi difetti. Questo potere è dipendente perché è basato sulle risorse della Terra, in particolare sul petrolio. È limitato, come appare evidente dalla sua incapacità di eliminare il terrorismo dal mondo o anche di controllare stabilmente il petrolio del Medio Oriente. È distruttivo perché nuoce all’ambiente ed usa armi sempre più potenti per distruggere ed uccidere. Infine è temporaneo, come il tempo dimostrerà e come ha già ripetutamente dimostrato negli annali della storia con la caduta di tutti gli imperi più potenti – dall’Impero mongolo di Kublai Khan, all’Impero persiano dei Safavid, all’Impero greco di Alessandro, all’Impero romano di Augusto, all’Impero francese di Luigi il Re Sole, all’Impero britannico della regina Vittoria e all’attuale Impero americano.
IL VERO POTERE
C’è comunque una persona che ha un potere indipendente, illimitato, amorevole e infinito: Sri Krishna. Il potere di Dio è un mistero e un segreto solo quando nelle nostre menti alteriamo la verità per poter continuare l’inutile ricerca di un nostro potere personale in una libertà piena di paure e limitata. Sri Krishna dice nella Bhagavad-gita (5.29):
bhoktaram yajna-tapasam
sarva-loka-mahesvaram
suhridam sarva bhutanam
jnatva mam santim ricchati
“Sapendo che Io sono il beneficiario supremo di tutti i sacrifici e di tutte le austerità, il Signore Supremo di tutti i pianeti e di tutti gli esseri celesti, l’amico e il benefattore di tutti gli esseri viventi, la persona pienamente cosciente di Me trova sollievo alle miserie materiali e ottiene la pace.”
Srila Prabhupada spiega: “Le anime condizionate, che sono prigioniere dell’energia illusoria, desiderano ardentemente la pace in questo mondo, ma ignorano le condizioni necessarie per ottenerla. La Bhagavad-gita rivela qui il segreto per ottenere la pace: riconoscere Krishna come il beneficiario di tutte le attività dell’uomo. L’uomo deve sacrificare ogni cosa al servizio trascendentale del Signore Supremo, perché il Signore è il proprietario di tutti i pianeti e dei loro esseri celesti. Nessuno uguaglia il Signore. Secondo i Veda (Svetasvatara Upanisad 6.7), egli supera anche Brahma e Siva, i più grandi tra gli esseri celesti (tam isvaranam paramam mahesvaram). Nella morsa dell’illusione, gli esseri viventi cercano di dominare tutto ciò che li circonda, mentre in realtà sono completamente dominati dall’energia materiale del Signore.
Il Signore regna sulla natura materiale e tutte le anime condizionate sono sottomesse alle rigide leggi di questa natura. Senza comprendere queste verità fondamentali non è possibile raggiungere la pace in questo mondo, né a livello individuale, né a livello collettivo. La pace perfetta si ottiene solo diventando completamente coscienti di Krishna cioè realizzando che Krishna è il Signore Supremo e che tutti gli esseri individuali, compresi i potenti esseri celesti, Gli sono subordinati.” Se accettiamo la natura limitata, dipendente, temporanea e distruttiva del nostro potere personale, possiamo trovare la pace dentro di noi, con tutti gli altri e come nazioni. Questo non significa che non potremo più esercitare il potere. I più elevati devoti del Signore sono più potenti di quello che possiamo immaginare, ma il loro potere comincia dall’interno.
Srila Prabhupada nella sua spiegazione alla canzone Bhajahu Re Mana, composta da Govinda Dasa, puro devoto e poeta, dice: “Senza il controllo della mente, senza che la mente non sia disturbata, nessuno può fare un qualche progresso spirituale… Se concentriamo la nostra mente sui piedi di loto di Krishna, essa allora è automaticamente controllata… Il sistema per controllare la mente consiste nel darle un impegno più elevato cosicché non sia attratta dall’energia inferiore. Questa è la scienza o il segreto del successo.” Krishna nella Bhagavad-gita spiega che un devoto offre tutti i risultati dell’esercizio del potere e in questo modo trova il successo.
yuktah karma-phalam tyaktva
santim apnoti nasthikim
ayuktah kama-karena
phale sakto nibadhyate
“L’anima fissa nella devozione raggiunge una pace perfetta perché offre a Me il risultato di tutte le sue attività, mentre una persona che non è unita con il Divino ed è avida dei frutti del proprio lavoro, rimane condizionata.” (Bhagavad-gita 5.12)
Srila Prabhupada spiega: La differenza tra una persona in coscienza di Krishna e una persona in coscienza materiale è che la prima è attaccata a Krishna, mentre la seconda è attaccata ai risultati delle sue attività. La persona che è attaccata a Krishna e agisce solamente per soddisfarLo è certamente liberata e non aspira ai frutti delle proprie azioni. Lo Srimad-Bhagavatam spiega che preoccuparsi dei frutti dell’azione è la prova che si agisce sotto la concezione della dualità e non si conosce la Verità Assoluta. Krishna è la Verità Assoluta, Dio, la Persona Suprema. Nella coscienza di Krishna non c’è dualità. Tutto ciò che esiste è prodotto dall’energia di Krishna e Krishna è completamente perfetto. Perciò le attività nella coscienza di Krishna sono sul piano assoluto, sono trascendentali e non comportano conseguenze materiali. Nella coscienza di Krishna si gode dunque di una pace perfetta. Invece colui che è preso dall’ansia di ottenere i frutti dell’azione e la gratificazione dei sensi non può avere questa pace.
Il segreto della coscienza di Krishna è tutto qui: comprendere che niente esiste fuori di Krishna. Chi lo comprende ottiene la pace e si libera da ogni paura. Oggi, nonostante il nostro grande potere e i nostri grandi conseguimenti, l’umanità non è ancora soddisfatta e così dovrà restare finché rimarremo attaccati ai nostri desideri materiali. In tutto il mondo, nonostante i grandi successi, anzi a causa dei nostri grandi successi, dobbiamo subire la frustrazione dei nostri limiti. C’è perfino un falso segreto di grandissimo successo, pubblicizzato come “Il Segreto”, i cui sostenitori c’incoraggiano ad adorare l’energia materiale. Quest’adorazione può avere successo, ma solo ad un prezzo molto alto, com’è spiegato nel verso precedente (5.12).
Otteniamo dei risultati, ma i desideri materiali c’imprigionano in desideri sempre più grandi. Perciò un milionario non è soddisfatto perché non è un miliardario e tuttavia al momento della morte, tutto il denaro del mondo è privo di potere. Il vero segreto è arrendersi al vero potere e dipendere completamente dal Signore. Questo è il segreto al di là di quello materiale. Nella coscienza di Krsna la mente è controllata, l’esercizio del potere è senza paure e i risultati del potere sono amorevoli, positivi e liberatori. Il vero successo di sfuggire alla dualità del mondo materiale si ottiene non con il potere materiale ma con la sottomissione al Signore assoluto ed amorevole.
Kapila Monet è nato nel 1976 a Vancouver da due discepoli di Prabhupada, Harilila Devi Dasi e Nitaipada Dasa. Ha frequentato la gurukula di Vancouver fino all’età di dieci anni, ha vissuto per un certo numero di anni a Saraganati Village e poi ha frequentato la Simon Fraser University a Vancouver. Vive a Londra da dieci anni, dove lavora per una società d’informazioni finanziarie.
Bhajahu Re Mana Srı Nanda-nandana
di Govinda Dasa Kaviraja
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bhajahu re mana sri-nanda-nandana
abhaya-caranaravinda re
durlabha manava-janama sat-sange
taroho e bhava-sindhu re
O mente, adora i piedi di loto del figlio di Nanda, che tolgono la paura. Avendo ottenuto questa rara forma umana, attraversa l’oceano dell’esistenza materiale stando con le persone sante.
sita atapa bata barisana
e dina jamini jagi re
biphale sevinu kripana durajana
capala sukha-laba lagi’ re
Giorno e notte rimango sveglio, soffrendo gli effetti del caldo e del freddo, del vento e della pioggia. Per una goccia di felicità evanescente, ho servito inutilmente uomini malvagi e meschini.
e dhana, yaubana, putra, parijana
ithe ki ache paratiti re
kamala-dala-jala, jivana talamala
bhajahu hari-pada niti re
Quale certezza di vera felicità c’è in tutta la nostra ricchezza, nella giovinezza, nei figli e nei membri della nostra famiglia? Questa vita è vacillante come una goccia d’acqua su un petalo di loto; perciò dovresti sempre servire e adorare i piedi divini di Sri Hari.
sravana, kirtana, smarana, vandana,
pada-sevana, dasya re
pujana, sakhi-jana, atma-nivedana
govinda-dasa-abhilasa re
Govinda Dasa esprime un vivo e struggente desiderio d’impegnarsi nei nove metodi della bhakti, cioè ascoltare le glorie di Sri Hari e cantarne le glorie, ricordarsi costantemente di Lui ed offrirGli preghiere, servire i piedi di loto del Signore, servire il Signore Supremo come servitore, adorarlo con fiori, incenso e così via, servirLo come amico ed offrire completamente al Signore il proprio sé.
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Per ascoltare Srila Prabhupada che canta e commenta questa canzone, collegarsi al sito http://www.thekrishnastore.com/Detail.bok?no=3586 |
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