
Qual è il valore
della vita?
di Krishna Dharma Dasa
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| © Fotografi: Eraxion (bilancia); Andres Rodriguez (uomo) | Agenzia: Dreamstime.com. Montaggio: Yamaraja Dasa. |
Poche cose riescono ad infiammare l’immaginazione pubblica più della scomparsa di un bambino. Da quando recentemente la piccola Madeleine Mc-Cann è scomparsa dalla sua casa di vacanza in Portogallo, questo avvenimento ha occupato i titoli di testa dei giornali per settimane. Fotografie del suo grazioso visetto insieme ad altre dei suoi sfortunati genitori sconvolti sono state viste in tutto il mondo. Una raccolta di fondi per ritrovarla ha raggiunto rapidamente cifre milionarie, le forze di polizia sono state allertate ovunque per unirsi alla ricerca. È una storia che spezza il cuore e noi possiamo soltanto pregare che finisca bene, ma essa mi ha fatto riflettere sul valore della vita. Per ritrovare anche una sola persona non si risparmiano spese, lo stesso accade quando si tratta di salvare delle vite. Chirurghi, infermiere, dottori, ospedali e costose attrezzature saranno tutti impegnati per consentire di salvare qualcuno colpito da una malattia molto grave. Se un uomo si è perso in un luogo selvaggio, impieghiamo elicotteri, aeroplani e tutto ciò che serve a liberarlo da lì. La vita è importante e deve essere salvata ad ogni costo. Questo è particolarmente vero quando si tratta delle nostre stesse vite. Noi faremo qualsiasi cosa per salvarci la pelle, spendendo i risparmi di tutta la nostra vita, se necessario, per ottenere cure mediche. “Non vorremmo scivolare in quella buona notte”, come ha scritto Dylan Thomas, né noi né nessun altro, se possiamo evitarlo. Vogliamo respingere il più a lungo possibile il Grim Reaper (la Morte Crudele).
Questo è ovvio, si potrebbe obiettare, ma come le contraddizioni della moderna etica mettono in evidenza, è assai difficile costruire una consistente struttura morale che sostenga la nostra grande considerazione per il valore della vita. Per esempio, si potrebbe argomentare che la vita debba essere conservata affinché possiamo continuare a godere. Nel qual caso quello che davvero si deve dire è che la cosa veramente di valore è la capacità di godere, ma la nostra società uccide gli animali senza rimorsi. Anche loro possono provare piacere come noi. Anche loro ritengono preziosa la loro vita e non vogliono morire. Perciò se questa è la nostra tesi dovremmo immediatamente cessare di ucciderli per il nostro piacere. Se noi obiettiamo dicendo che la vita umana ha più valore a causa della nostra intelligenza più elevata — la nostra arte, scienza, filosofia e via dicendo — è accettabile allora uccidere esseri umani meno intelligenti? Naturalmente no. Indipendentemente da quanto le persone possano essere mentalmente o fisicamente disabili, esse sono sempre da ritenersi ugualmente meritevoli di vivere. Che cosa è esattamente quello che noi cerchiamo di salvaguardare in ogni modo? La vita è preziosa, ma che cosa è questa vita? Se noi partiamo affermando che la preziosità della vita riguarda esclusivamente gli esseri umani, allora è il corpo umano che noi riteniamo prezioso? Se così, perché ci liberiamo dei cadaveri seppellendoli o bruciandoli?
Naturalmente un cadavere ha un piccolo valore intrinseco, perciò che importa? Quando una persona muore, cosa non c’è più nel corpo — questa preziosissima cosa che ci ha portato ad usare il meglio della nostra tecnologia e dei nostri mezzi per proteggerla? Questa è una domanda importante, che sostiene i nostri sforzi più grandi, ma noi stiamo cercando davvero di trovare la risposta? Le nostre scuole e le nostre università se ne occupano? L’educazione mira a migliorare la nostra situazione fisica e mentale, ma chi si occupa del principio stesso della vita da cui dipende tutto il resto? Srila Prabhupada spesso ci faceva notare che non abbiamo strutture educative che si occupano di scoprire la “differenza tra un corpo vivo ed uno morto”. Anche nella coscienza di Krishna la vita umana è considerata la più preziosa, ma vi sono buone ragioni. Ogni forma di vita è vista come parte di Dio, cara a Lui e pertanto tutte ugualmente preziose. Non possiamo uccidere a nostro piacere un essere vivente. “Non uccidere”. La vita umana però è da considerarsi particolarmente preziosa perché ci offre l’opportunità di una ricerca spirituale per trovare risposta alla domanda: “Qual è il valore della vita?” Questo è visto come il vero scopo della vita. Chi sono io? Perché sono qui? Dove andrò dopo la morte? Posso influenzare questa destinazione perché c’è qualche luogo desiderabile?
La saggezza vedica ci esorta a concentrarci su queste importantissime domande anziché lasciare trascorrere la nostra vita nell’ignoranza, con poco più di una speranza di finire in qualche luogo piacevole. E la letteratura vedica dà le risposte. Siamo anime eterne, distinte dai corpi dove abitiamo, fatte per godere di una felicità senza fine in associazione con il Signore. Ho visto un film che trattava di un uomo che improvvisamente si era svegliato in un posto strano senza ricordare niente. Aveva dimenticato chi era e non aveva nessuna idea di come ci fosse arrivato. L’intero film verteva sui suoi grandi sforzi per scoprire la sua identità e che cosa fosse accaduto, cosa che ovviamente è quella che chiunque altro avrebbe fatto nella sua situazione. Questa però in verità è la nostra posizione e il valore della vita umana consiste nel poter scoprire la verità. Non sprechiamo quest’opportunità.
Krishna Karma Dasa vive a Manchester in Inghilterra. Ha scritto i racconti del Mahabharata, del Ramayana e del Panca Tantra.