
Una scienza più significativa
di Satyaraja Dasa
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| © Fotografo: Tatiana Nikolaevna Kalashnikova (DNA) | Agenzia: Dreamstime.com Jivana Wilhoit (palline); Montaggio: Yamaraja Dasa. |
“LA SCIENZA E L’ANIMA”, un recente articolo pubblicizzato sulla copertina della rivista U.S. News and World Report ha attratto la mia attenzione. Esso documenta un nuovo corso in cui un gruppo di moderni scienziati sta riconsiderando affermazioni di vecchia data sulla mente, la coscienza e, sì, perfino sull’anima. “C’è qualcosa che turba se non addirittura offende”, scrive l’autore Jay Tolson “nello sforzo di ridurre la coscienza dell’uomo alle attività di un pezzo di circa un chilo e mezzo di tessuto cerebrale rugoso.” La sua affermazione è chiara. L’esistenza umana non è riconducibile solo al mondo che vediamo intorno a noi. E un crescente numero di scienziati di varie discipline ora sono d’accordo con lui. “Non solo la ricerca neuro-scientifica avanzata ha rivelato un persistente mistero nell’intimo della coscienza,” egli riflette “ma il progresso teoretico delle scienze naturali e fisiche hanno naturalmente complicato lo sforzo di ridurre tutti i fenomeni umani — compresa la mente in particolare — ad effetti di cause materiali.” Questa è una vecchia critica che emerge dalle affermazioni di scienziati come Francis Crick, tra gli altri, che poco più di dieci anni fa nel suo famoso libro, The Astonishing Hypothesis: The Scientific Search for the Soul, scrisse “L’ipotesi che stupisce è che ‘Tu’, le tue gioie e i tuoi dolori, i tuoi ricordi e le tue ambizioni, il tuo senso d’identità personale, il tuo libero arbitrio siano in effetti niente di più che il comportamento di un immenso assemblaggio di cellule nervose e delle loro molecole associate.”
Crick crede veramente in questa ipotesi. Gli scienziati tradizionalmente hanno sostenuto una o due posizioni per quanto riguarda l’anima. La prima sostiene che le anime chiaramente esistono, ma che la scienza non può provarne o no l’esistenza, perché l’anima è spirituale e la scienza usa strumenti materiali. Secondo l’altro logoro punto di vista, le anime non esistono e sarebbe una perdita di tempo per la scienza cercare di provare che invece esistono. Oltre a questi due punti di vista, alcuni dicono che da tempo c’è un’evidenza oggettiva dell’esistenza dell’anima, ma l’istituzione scientifica non accetta questa evidenza perché essa contraddice i convenzionali modi di pensare materialistici. È anche vero che ad alcuni scienziati piacerebbe credere nell’esistenza dell’anima, ma temono di venir respinti dai loro collaboratori più conservatori. Potrà mai la scienza determinare veramente se l’anima esiste o no? È improbabile. Tuttavia Srila Prabhupada pensava che fare un tentativo costituisse un passo nella giusta direzione. Alla metà degli anni ’70 la Gazette di Montreal pubblicò un articolo del famoso cardiologo Wilfred G. Bigelow, che incoraggiava una ricerca sistematica per determinare che cosa è l’anima e da dove viene. Srila Prabhupada rispose al dottor Bigelow come segue: Il progetto sulla “ricerca dell’anima” certamente segna un progresso della scienza, ma per quanto la scienza avanzi, non si potrà trovare l’anima. La presenza dell’anima può essere semplicemente accettata con una comprensione indiretta perché nella letteratura vedica troverete che la dimensione è un decimillesimo della grandezza di un punto perciò non è possibile per gli scienziati materiali trovare l’anima. Si può semplicemente accettare l’esistenza dell’anima derivandola da autorità più elevate. Quello che i più grandi scienziati stanno ora verificando come vero, noi l’abbiamo già illustrato molto tempo fa. Qual è il vantaggio di tale ricerca?
Srila Prabhupada risponde: Non appena si comprende l’esistenza dell’anima, si può immediatamente comprendere l’esistenza di Dio. La differenza tra Dio e l’anima è che Dio è un’anima molto grande e che l’essere vivente è un’anima molto piccola, ma qualitativamente sono uguali. Dio è onnipervadente e l’essere vivente è localizzato, ma hanno la stessa qualità e la stessa natura. Nella Bhagavad-gita il Signore Sri Krishna illustra la natura eterna dell’anima. In particolare Egli dice che non c’è mai stato un tempo in cui Egli non sia esistito ed afferma che questo è vero per tutti gli esseri viventi, incluso voi ed io. Egli inoltre c’informa che non cesseremo di esistere nel futuro. Questo ovviamente si riferisce all’anima perché il corpo è certamente destinato a perire. L’anima incarnata, c’informa Krishna, passa continuamente dal ragazzo al giovane e poi ad un vecchio che sono come corpi diversi in una sola vita. Allo stesso modo l’anima entra in un altro corpo al momento della morte. Krishna dice: “Sappi che non può essere distrutto ciò che pervade l’intero corpo. Nessuno può distruggere l’anima immortale. Per l’anima non vi è né nascita né morte. Essa non ha avuto inizio nel passato, non ha inizio nel presente e non avrà inizio nel futuro. Essa è non nata, eterna, sempre esistente e primordiale. Essa non muore quando il corpo muore ... come una persona indossa abiti nuovi e lascia quelli usati, così l’anima si riveste di nuovi corpi materiali abbandonando quelli vecchi e inutili.” (Bhagavad-gita 2.17, 2.20, 2.22)
Così il corpo cambia e muore, ma non così l’anima: il nostro vero sé cambia semplicemente forma abbandonando i corpi precedenti come un serpente muta la pelle. Naturalmente per realizzare la verità non basta la conoscenza scientifica. Occorre la pratica spirituale: se vuoi realizzare di essere un’anima, devi agire come un’anima. Lo stato naturale dell’anima è quello di glorificare eternamente il Signore. Ora mpegnandosi in questa glorificazione sotto la guida di un maestro spirituale autentico — che ha realizzato la sua identità spirituale — gradualmente l’anima allontana la copertura delle illusioni e diventa “di nuovo familiare” con il vero sé, la persona al di là del corpo. Questa è la scienza dell’anima. La scienza convenzionale però non ha nessuna conoscenza di questi argomenti. In effetti la comunità scientifica spesso è contraria alla visione spirituale e “il nuovo ateismo” — un movimento che con arroganza si è chiamato “the Brights” (in opposizione a quegli ottusi teisti) — sta diventando più importante col passare degli anni. Libri recenti di grande successo come The God Delusion di Richard Dawkins e God Is Not Great di Christopher Hitchens stanno ottenendo un particolare successo nel mondo letterario. L’ateismo fa vendere libri.
Tuttavia, come ho mostrato, oggi insieme alla letteratura atea esiste anche un universo parallelo, composto da scienziati ed eruditi che sostengono una visione teistica. Per ogni Dawkins o Hitchens c’è un Patrick Glynn (God: The Evidente) associato alla Harvard o un Peter Forest (God Without the Supernatural: A Defense of Scientific Theism) della Cornell. Mentre i Brights pensano di poter confutare tutte le posizioni religiose con la scienza e la ragione, questi ultimi autori si oppongono a loro punto per punto esponendo spesso controprove convincenti. La serie recente di libri e conferenze, come evidenziato in quel numero di U.S. News and World Report, fa ben sperare. In realtà, recentemente, la comunità scientifica ha compiuto passi importanti verso la comprensione delle persone nella loro totalità e non solo come corpi materiali. Un altro esempio importante da citare è quello di Andrew Newberg, professore di medicina nucleare all’università della Pennsylvania, che dirige il Centro per la Spiritualità e la Mente della sua università fondato di recente, allo scopo di realizzare un programma interdisciplinare che esplora “la neuro-teologia” e che è lodato dagli scienziati di tutto il mondo. Il suo lavoro ci dice che se la religione può imparare qualcosa di prezioso sul corpo e sulla mente partendo da una visione scientifica, allora la scienza potrà imparare nuovamente qualcosa dalla religione sui più profondi livelli della nostra vera realtà. Questo è qualcosa che Prabhupada avrebbe molto apprezzato e che dà beneficio a tutti noi.
Satyaraja Dasa è un discepolo di Srila Prabhupada che collabora alla redazione di BTG. Ha scritto oltre venti libri sulla coscienza di Krishna e vive vicino a New York City.