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VRINDAVANA (INDIA):
30° anniversario del tempio di
Krishna Balaram Mandir

di Dina Bandhu das

L'entrata del Krishna Balarama Mandir a Vrindavana (India).
L'entrata del Krishna Balarama Mandir a Vrindavana (India).

 

 

Rama Navami, il 18 aprile, ha segnato il 30esimo anniversario del primo tempio costruito e ultimato dalla ISKCON durante la vita di Srila Prabhupada, il Sri Sri Krishna Balaram Mandir. Fino ad allora avevamo solo delle chiese trasformate, un tempio provvisorio a Mayapur, un tempio in costruzione a Mumbai, oppure delle case e appartamenti economici in affitto che dipingevamo con colori vivaci e un cartello con la scritta “Tempio di Radha Krishna”.

Il tempio si trova sulla strada principale di Vrindavana, la Bhaktivedanta Swami Marg, denominata così dalla Municipalità in onore di Srila Prabhupada che ha reso famosa Vrindavana in tutto il mondo. Situato a Ramana Reti, che letteralmente significa “piacevoli sabbie”, dove Krishna e Balarama si divertivano con i Loro amici pastorelli, questo bellissimo tempio, con le sue colonne e i suoi archi disegnati da Surabhi Swami, è diventato una meta che chiunque passi da Vrindavana non manca di visitare.

Questa festa era distante da tutti gli altri festival, con pochi devoti pronti a tollerare i più di 40 gradi. Il direttivo del tempio ha dunque organizzato un festival di due giorni con lo scopo di radunare tutti i devoti che vivono intorno alla comunità. Il clou della festa consisteva nel portare tutte le Vijaya (o Utsava) Murti (le Divinità piccole) su tre palanchini a visitare tutti i dipartimenti del Loro tempio.

Entrambe le mattine, invece della lezione di Srimad Bhagavatam, molti devoti anziani hanno parlato dei loro ricordi di questo glorioso evento o della storia che ha portato all'apertura del tempio. Il primo giorno (il 17 aprile) Dina Bandhu ha raccontato che Prabhupada aveva appena finito un programma di pandal di successo a Delhi nel novembre 1971 quando, essendo il periodo di Kartika e disponendo di alcuni giorni liberi, decise di portare i devoti a visitare Vrindavana. Quando la Municipalità lo onorò con una cerimonia tenutasi proprio in Municipio, ispirato dall'estatico kirtan, il signor G.S. Saraff si fece avanti e offrì la sua terra di Raman Reti a Srila Prabhupada.

Prabhupada incaricò Ksirodakashayi Vishnu prabhu di ritirare il documento di cessione, ma Saraff e sua moglie Gita Devi non riuscivano a decidersi. Così chiesero a Ksirodakashayi di scrivere “sì” e no” su due pezzi di carta che piegarono e misero ai piedi di Radharani. Siccome Srila Prabhupada è molto caro a Radharani, quando Ksirodakashayi prese il pezzo di carta, prese proprio quello che aveva il “sì”! L'atto fu steso e la terra venne registrata a nome della ISKCON nel marzo 1972.

 

Le Divinità di Sri Krishna e di Sri Balarama su uno dei tre altari del tempio.
Le Divinità di Sri Krishna e di Sri Balarama su uno dei tre altari del tempio.

 



Prabhupada aveva incaricato un architetto olandese che stava visitando il tempio di Mumbai, e che divenne in seguito suo discepolo (Surabhi), di disegnare il progetto del tempio. Prendendo come modello il nuovo tempio di Govindaji di Vrindavana, Prabhupada voleva tre altari e un cortile interno attorniato da archi. Surabhi disegnò degli archi dalla forma a volute unici nel loro genere a Vrindavana.

Il cemento, i mattoni e gli altri materiali di costruzione erano difficili da trovare e controllati dal governo. Guru das, sua moglie Yamuna e pochi altri devoti fecero del loro meglio, ma quando arrivò Janmastami 1974, data prevista da Srila Prabhupada per l'inaugurazione del tempio, c'erano solo le fondamenta.

A questo punto, Daivishakti mataji che faceva servizio nella casa di Srila Prabhupada, continuò la narrazione spiegando fin nei minimi dettagli il profondo disappunto di Srila Prabhupada e come questo fatto le fece venire una febbre così alta che tutti i devoti nel resto del mondo pregarono affinché si curasse. A questo punto Surabhi affittò dei generatori di corrente e, con la luce accesa la notte, organizzò dei turni di 24 ore in modo da fare l'impossibile per ultimare il tempio per Rama Navami 1975. Daivishakti spiegò anche di come pensavano di avere due settimane di tempo per preparare l'appartamento di Srila Prabhupada quando ricevettero un telegramma che diceva che Srila Prabhupada sarebbe arrivato quella sera stessa. Bhavananda ispirò e guidò un gruppo di devoti che collaborò in modo mai visto prima per finire il lavoro in tempo.

Ananda Prabhu ha lodato quei devoti che abitavano a Vrindavana senza acqua potabile, che si ammalavano, facevano la doccia al pozzo con una bacinella, e compivano austerità incredibili soltanto per fare piacere a Srila Prabhupada. Altri hanno ricordato lo yajna compiuto dai brahmini locali, in modo che nessuno potesse criticare il tempio. Ma Prabhupada aveva detto e ridetto che la reale installazione era il kirtan continuo, 24 ore su 24.

Arrivata la sera, Srila Prabhupada e le tre coppie di Divinità sono state sistemate su dei palanchini decorati di fiori e ombrelli colorati e sono state portate a visitare, accompagnate da un kirtan condotto dai migliori cantanti, i vari dipartimenti del Loro tempio per la prima volta: la sala del prasadam, l'ufficio del Food for Life, la Gurukula (scuola), l'ufficio di posta elettronica e quello del Vrinda Kunda, il samadhi di Srila Prabhupada (dove sette discepole di Srila Prabhupada hanno offerto l'arati simultaneamente), l'ufficio informazioni, la guesthouse (altro albergo).

In ogni dipartimento le Divinità accettavano l'arati, ricevevano un'offerta di cibo e i devoti ricevevano del prasada. Esse procedevano con i devoti che portavano degli incensi profumati e accendevano fuochi artificiali mentre uno dei comandanti del tempio rinfrescava tutti spruzzando dell'acqua di rose. L'ambiente era così pieno di comunione spirituale tra i devoti presenti e con le Divinità che alcuni devoti si sono commossi fino alle lacrime. Alla casa di Prabhupada, Nrisimha mataji e altre devote che servono lì hanno accolto le Divinità con un piccolo spettacolo.

All'MVT   (che include un albergo, il ristorante e la zona residenziale dei devoti), i devoti hanno decorato le scale con disegni colorati, vasi pieni di acqua (che sono di buono augurio) e festoni. Il Gaura Arati è stato offerto lì, sotto la luna e le stelle, e il prasadam è stato distribuito mentre le Divinità ricevevano un kirtan come serenata. Tornando al Loro tempio hanno visitato la nuova cucina dei devoti, dove sarebbe stata cucinata la festa dell'indomani, per la prima volta. Si leggeva la felicità sulle facce di tutti i devoti per avere ricevuto la misericordia di questo meraviglioso darshan con le Loro Signorie.
Il giorno seguente, il 18 aprile, per Rama Navami, il tempio era decorato in modo mai visto prima con una quantità infinita di fiori di tutti i tipi.

Le Divinità di Sri Sri Gaura-Nitai su uno dei tre altari del tempio.
Le Divinità di Sri Sri Gaura-Nitai su uno dei tre altari del tempio.

 


Dhananjaya prabhu [che ha anche iniziato il Movimento in Italia], in un modo molto gioviale ha descritto come è diventato presidente del tempio di Krishna Balaram. Lui si era fatto avanti per aiutare Guru Dasa a Vrindavana, ma Srila Prabhupada gli aveva detto che il suo servizio a Roma era più importante. Più avanti, mentre serviva al Manor (Inghilterra), il primo ministro dello Sri Lanka era venuto in visita e aveva promesso di aiutare in tutti i modi chiunque avesse aperto un tempio ISKCON là. Così, con l'idea di aprire un tempio a Lanka, Dhananjaya era andato a Mayapur a chiedere le benedizioni di Srila Prabhupada. Ma quando era entrato nella sua stanza, l'aveva trovata gremita di membri del GBC e sannyasi, così aveva aspettato l'occasione di presentare la sua richiesta […]

Ad un certo punto, Prabhupada aveva visto Dhananjaya e aveva detto che avrebbe potuto diventare il presidente del tempio di Vrindavana. A quel punto tutti i presenti avevano gridato: “Haribol!” Prabhupada aveva chiesto se tutti i GBC presenti erano d'accordo e vedendo che lo erano, aveva proceduto scrivendo una risoluzione su un foglio di quaderno e lo aveva fatto firmare da tutti i GBC. Fino a quel momento Dhananjaya non aveva aperto bocca, tutto era successo davanti ai suoi occhi.

Poi Prabhupada aveva fatto segno a tutti di lasciare la stanza, eccetto Dhananjaya e gli aveva detto di andare a Vrindavana ma di non dire a nessuno che era il presidente, che Prabhupada lo avrebbe detto egli stesso quando sarebbe venuto. Poi aveva chiesto dov'era sua moglie e sentendo che era in Inghilterra gli aveva detto di chiamarla immediatamente per dirle di andare a Vrindavana: “Dovunque è la moglie, il marito andrà là!”, aveva riso Prabhupada e assegnandogli un altro servizio a Vrindavana, lo aveva mandato là. Nel frattempo, alcuni sannyasi avevano obiettato al fatto che un devoto sposato fosse il presidente del tempio di Vrindavana e Prabhupada aveva fatto in modo di aggiungere Aksayananda Maharaja come co-presidente. […]

In seguito, Kishori mataji, ex-moglie di Surabhi, che era arrivata da Parigi quella mattina stessa, ha descritto la sua relazione con Srila Prabhupada. Srila Prabhupada le aveva chiesto di cucinare per lui a Vrindavana, e lei aveva fatto delle preparazioni così elaborate che egli l'aveva chiamata nella sua stanza e le aveva detto che era tutto così buono e gustoso, ma che sarebbe stato impossibile per lui mangiare tutte quelle cose. Kishori allora, pensando che avesse chiuso con questo servizio, si era sentita mancare, ma Prabhupada le aveva sorriso e aveva aggiunto che la sua cucina era molto buona, e che doveva solo semplificarla un po'. Allora lei si era sentita volare al settimo cielo mentre lasciava la stanza, sopraffatta dalla gioia di poter svolgere un servizio così speciale per Prabhupada.

Kishori ha continuato raccontando che un giorno a Jaipur aveva assaggiato del namkin e lo aveva trovato così buono che aveva deciso di cucinarlo per Srila Prabhupada. Quando Prabhupada l'aveva chiamata e le aveva chiesto cos'era, lei aveva risposto che lo aveva fatto lei e che non era stato comperato (non si comperava mai nessun cibo cucinato fuori dal tempio). Prabhupada aveva aggiunto che doveva cucinarlo ogni giorno ed insegnarlo ad Hari Sauri prabhu, e che lo voleva ogni giorno ovunque egli fosse nel mondo. Più avanti, a Mumbai, una volta le aveva detto di insegnare nuovamente questo piatto ad Hari Sauri, perchè non gli riusciva bene.

[…un giorno, dopo un episodio in cui Kishori aveva avuto problemi di relazione con i devoti, Prabhupada le aveva detto:] “Kishori, se non diventi umile e tollerante, non avrai successo nella vita spirituale,” e aveva citato il verso trinad api sunicena… e aveva ripetuto che se non si diventa tolleranti, non si avanza nella vita spirituale. Così uscendo dalla stanza di Prabhupada, era arrivata da Malati e, ricordandosi che Prabhupada le aveva detto di portare questo verso intorno al collo, se lo erano tatuato l'una sul collo dell'altra, nonostante il dolore che questa operazione comportava.

 

Le Divinità di Sri Radha e Sri Krishna su uno dei tre altari del tempio.
Le Divinità di Sri Radha e Sri Krishna su uno dei tre altari del tempio.

 



Dina Bandhu ha concluso con una vivida descrizione delle Divinità sistemate in mezzo al tempio, con la cera che copriva loro gli occhi e i brahmini che versavano gioiosamento tutti gli ingredienti dell'abhisheka sul Loro capo. Sembravano veramente felici. Poi le Divinità vennero messe sugli altari, vestite e ricevettero la Loro prima offerta di cibo. Finalmente le porte si aprirono in mezzo ai fumi d'incenso e Srila Prabhupada stava in piedi davanti all'altare di Krishna Balarama per fare l'arotik. In quel momento, tutti si precipitarono in avanti e Dina Bandhu cadde e fu trasportato dalla folla. Essendo molto giovane e ricordando di avere sentito dire che la gente a volte muore schiacciata dalla folla, egli fu preso dal panico, mentre senza toccare terra era trasportato prima diversi metri in là, poi diversi metri in qua. Alla fine riuscì a svicolarsi dalla folla come un giocatore di rugby, raggiunse il cortile e si girò per vedere il sorriso pieno di soddisfazione di Prabhupada.

Ogni volta che finiva di offrire un articolo al Signore, si girava per offrirlo ai devoti e il suo sorriso si espandeva sempre di più, come dieci, cento, mille, e infine milioni di soli che si alzano nel cielo. Dopo tutti questi ricordi, è stata offerta una maha abhisheka alle tre coppie di Divinità. Tutti erano rimasti tranquillamente seduti a gustare la meravigliosa cerimonia mentre Aindra cantava uno dei suoi speciali kirtan. Poi una festa di prasada ben cucinata era stata servita per la maggior parte dai ragazzi più grandi della gurukula, per la soddisfazione di tutti i devoti.

Il gran finale è arrivato all'arotik del pomeriggio, con il vestito di fiori per le Divinità artisticamente composto da tutte le devote. Corone, orecchini, ornamenti e vestito erano coperti di grandi fiori gialli, con del blu, del viola e del rosa. Questo vestito sembrava venire direttamente da Goloka Vrindavana. Radharani aveva un bellissimo vestito fatto con dei fiori rosa meravigliosi semplicemente mozzafiato. Nessuno riusciva più a staccare gli occhi dalle Loro Signorie.

Sri Sri Gaura Nitai Ki Jaya! Sri Sri Krishna Balaram Ki Jaya! Sri Sri Radha Shyamsunder, Lalita, Visakha Ki Jaya! Trentesimo anniversario di Sri Sri Krishna Balaram Mandir Mahamahotsava Ki Jaya.

 

 

(da Movimento ISKCON  di Luglio-Agosto 2005)