La festa, i centri Il Maha-mantra Hare Krishna Il fondatore Inviaci una e-mail
Il Vegetarianesimo
Karma-Reincarnazione
Sri Krishna
I Libri
Le Preghiere
I Maestri Spirituali
Ristorante Govinda
Ritorno a Krishna
Libri online
Food For Life Italia
Bambini
Le ricette
Calendario Vaisnava
Link ad altri siti web
HOME PAGE

Il cuore dei devoti di Krishna

 

I puri devoti del Signore, incuranti perfino della loro salvezza personale,
provano una profonda compassione per le sofferenze altrui.

 

di Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

 

Krishna

 

adhuneha maha-bhaga
yathaiva narakan narakan narah
nanogra-yatanan neyat
tan me vyakhyatum arhasi

 

"O Sukadeva Gosvami, così fortunato ed opulento, ti prego, spiegami come gli esseri umani possono salvarsi dal cadere in condizioni infernali che sono causa per loro di terribili sofferenze."
- Srimad Bhagavatam 6.1.6

Oggi vi parlerò delle glorie del santo nome del Signore. Questo argomento fu sviluppato nella discussione tra Maharaja Pariksit e Sukadeva Gosvami in riferimento alla vicenda di un brahmana che, sebbene molto degradato e dedito a tutti i tipi di attività peccaminose, ottenne la salvezza semplicemente con il canto del santo nome. Questo racconto si trova nel sesto canto dello Srimad-Bhagavatam. Nel quinto canto dello Srimad-Bhagavatam sono presentati con molta chiarezza i sistemi planetari dell'universo. L'universo contiene alcuni pianeti infernali. In realtà, non solo il Bhagavatam, ma anche tutte le altre scritture rivelate contengono descrizioni dell'inferno e del paradiso. Dallo Srimad-Bhagavatam possiamo apprendere dove sono situati questi pianeti infernali e quanto distano dal nostro pianeta, proprio come si possono ottenere informazioni dall'astronomia moderna. Gli astronomi hanno calcolato quanto la luna dista da qui e qual è la distanza tra questo pianeta e il sole. Analogamente nel Bhagavatam si trovano le descrizioni dei pianeti infernali. Perfino su questo pianeta è possibile sperimentare condizioni atmosferiche diverse. Il clima dei paesi occidentali vicini al polo nord è diverso da quello dell'India, che è vicina all'equatore. Proprio come su questo pianeta esistono condizioni atmosferiche e di vita diverse, così vi sono molti pianeti che hanno atmosfere e condizioni di vita differenti.
Maharaja Pariksit, dopo aver ascoltato da Sukadeva Gosvami una descrizione dei pianeti infernali, disse:

adhuneha maha-bhaga
yathaiva narakan narakan narah
nanogra-yatanan neyat
tan me vyakhyatum arhasi

"Signore, ti ho ascoltato mentre presentavi i pianeti infernali. Gli uomini che sono molto dediti al peccato vengono mandati in questi pianeti."

Maharaja Pariksit è un vaisnava, un devoto e un vaisnava prova sempre compassione per le sofferenze degli altri.
Egli è molto addolorato per le sofferenze degli altri. Per esempio, quando il Signore Gesù Cristo si manifestò, era molto addolorato per le condizioni di sofferenza delle persone. Indipendentemente a quale paese o a quale gruppo appartengano, tutti i vaisnava o i devoti - tutte le persone che sono coscienti di Dio o coscienti di Krishna - sono compassionevoli allo stesso modo. Pertanto parlare male di un vaisnava, un predicatore delle glorie di Dio, è una grande offesa.
Krishna, Dio, non tollera mai le offese commesse ai piedi di loto di un vaisnava. Kripambudhi: un vaisnava è un oceano di misericordia. Vanchakalpataru: tutti hanno desideri, ma un vaisnava può soddisfare tutti i desideri. Kalpataru significa albero dei desideri. Nel mondo spirituale c'è un albero chiamato albero dei desideri. In questo mondo materiale puoi ottenere un certo tipo di frutto da un certo tipo di albero, ma a Krishnaloka, come in tutti i pianeti Vaikuntha, tutti gli alberi sono spirituali e possono soddisfare tutti i vostri desideri. Questo è descritto nella Brahma-samhita: cintamani prakara-sadmasu kalpa-vriksa.
Un vaisnava viene detto maha-bhaga, che significa fortunato. Colui che diventa un vaisnava ed è cosciente di Dio viene ritenuto molto fortunato.


VAGANDO PER L'UNIVERSO

Caitanya Mahaprabhu ci ha rivelato che gli esseri viventi passano attraverso differenti specie di vita nei diversi sistemi planetari dell'intero universo. Un essere vivente può andare ovunque - all'inferno o in paradiso – a suo piacimento secondo i suoi desideri e le sue azioni. Ci sono molti pianeti celesti, molti pianeti infernali e molte specie di vita. Ci sono 8.400.000 specie di vita. L'essere vivente vaga attraverso queste specie dando origine a corpi corrispondenti alla sua posizione mentale nella vita presente. "Quello che si semina, si raccoglie."
Caitanya Mahaprabhu afferma che, fra tutti questi innumerevoli esseri viventi che vagano nel mondo materiale, uno solo è fortunato, non tutti. Se tutti fossero fortunati dovrebbero essere tutti coscienti di Krishna. Questa coscienza viene distribuita gratuitamente ovunque, ma perché le persone non la seguono? Perché sono sfortunate. Per questo Caitanya Mahaprabhu afferma che solo le persone fortunate che accettano la coscienza di Krishna ottengono una vita gioiosa, piena di speranza, di felicità e di conoscenza.
Un vaisnava ha il dovere di andare di porta in porta per far sì che anche gli sfortunati diventino fortunati. Un vaisnava pensa: "Come si può liberare queste persone dalla loro vita infernale?" Questa era la domanda di Maharaja Pariksit. "Signore", disse, "tu ci hai detto che a causa delle sue attività peccaminose una persona viene messa in condizioni di vita infernali o in un sistema planetario infernale. Allora, quali sono i metodi adatti con cui queste persone possono essere salvate?" Questa è la domanda. Quando un vaisnava viene, quando Dio stesso viene o quando il figlio di Dio o i Suoi intimi devoti vengono, il loro unico compito è di portare la salvezza alle persone che stanno soffrendo a causa dei loro peccati. Essi hanno la conoscenza per poterlo fare.
Quando Prahlada Maharaja incontrò Nrisimhadeva, disse:

naivodvije para duratyaya-vaitaranyas
tvad-virya-gayana-mahamrita-magna-cittah
soce tato vimukha-cetasa indriyartha-
maya-sukhaya bharam udvahato vimudhan

"Mio caro Signore", dice Prahlada, "non sono molto preoccupato per la mia liberazione." I Mayavadi o filosofi impersonalisti sono molto attenti a non rischiare di interrompere il loro personale processo di liberazione. Essi pensano: "Se per predicare mi associo con altre persone, posso cadere e la mia realizzazione sarà compromessa." Per questa ragione non vengono. Solo i vaisnava vengono - rischiando di cadere, ma non cadono. Essi possono anche discendere all'inferno per liberare le anime condizionate. Questa è la missione di Prahlada Maharaja. Egli dice, naivodvije: "Vivere in questo mondo materiale non mi preoccupa molto."
Prahlada Maharaja dice inoltre: "Non sono preoccupato per me stesso perché in un modo o nell'altro sono stato educato ad essere sempre cosciente di Krishna." Essendo cosciente di Krishna, è fiducioso che nella sua prossima vita andrà da Krishna. La Bhagavad-gita afferma che colui che si attiene scrupolosamente ai principi regolatori della coscienza di Krishna raggiungerà certamente la destinazione suprema nella sua prossima vita.
Prahlada Maharaja continua: "C'è un'unica causa di ansietà per me." Notate bene, sebbene non avesse alcuna preoccupazione per se stesso, tuttavia era ansioso. Egli dice, soce tato vimukha-cetasah: "Sono in ansia per coloro che non sono coscienti di Krishna. Questa è la mia preoccupazione. Non ho problemi per me stesso, ma penso a coloro che non sono coscienti di Krishna." Perché non sono coscienti di Krishna? Maya-sukhaya bharam udvahato vimudhan: questi mascalzoni hanno creato una civiltà ingannevole che offre solo una felicità temporanea.


UNA CIVILTÀ INGANNEVOLE

Maya-sukhaya. In realtà questo è un dato di fatto. Viviamo in una falsa civiltà. Ogni anno vengono costruite moltissime macchine e conseguentemente devono essere tracciate e costruite molte strade. Ne derivano problemi a non finire. Quindi si tratta di maya-sukhaya, una felicità illusoria e tuttavia ci sforziamo di essere felici in questo modo. Cerchiamo di costruire un metodo per essere felici, ma l'unico risultato che otteniamo è creare altri problemi. Nel vostro paese c'è il numero più elevato di macchine, ma ciò non risolve nessun problema. Avete costruito le macchine per aiutarvi a risolvere i problemi della vita, ma ho potuto sperimentare che anche questo crea altri problemi. Quando il mio discepolo Dayananda volle portarmi da un medico a Los Angeles, dovetti affrontare il disagio di viaggiare per cinquanta chilometri solo per poterlo consultare. Prima costruite le macchine, poi dovete viaggiare per cinquanta o sessanta chilometri per incontrarvi con i vostri amici.
Si può andare da New York a Boston in un'ora, ma ci vuole più di un'ora per arrivare all'aeroporto. Questa realtà è detta maya-sukhaya. Maya significa falso, illusorio. Cercando di realizzare una situazione di comodità, ne creiamo un’altra di tipo opposto. Questo è caratteristico del mondo materiale. Se non ci accontentiamo delle comodità naturali offerteci dal Signore e dalla natura e vogliamo creare comodità artificiali, allora creeremo anche delle scomodità. La maggior parte delle persone lo ignora. Si pensa di realizzare una situazione molto comoda, ma in realtà si devono fare ottanta chilometri per andare in ufficio a guadagnarsi da vivere e ottanta chilometri per tornare a casa. Alle Hawaii un giovane, Gaurasundara, lavorava per mantenere il nostro tempio. Purtroppo doveva fare ottanta chilometri per andare dal tempio al posto di lavoro. Mi dispiaceva molto vedere che questo ragazzo doveva fare ottanta chilometri per amore di Krishna, ma ora Krishna ci ha favorito permettendoci di non dover lavorare. A causa di questa situazione, Prahlada Maharaja dice che questi vimudhan - queste persone materialiste, questi mascalzoni - si sono appesantiti di un fardello inutile per ottenere solo una felicità non duratura. Vimudhan... maya-sukhaya bharam udvahatah. Perciò, nella civiltà vedica, viene raccomandato che una persona si liberi dalla vita materiale, prenda il sannyasa, l'ordine di rinuncia, e prosegua la vita spirituale completamente libero da ogni ansietà.

Se possiamo seguire la coscienza di Krishna conducendo una vita di famiglia, va benissimo. Bhaktivinoda Thakura era un uomo di famiglia, un magistrato e tuttavia eseguiva in modo perfetto il suo servizio devozionale. Dhruva Maharaja e Prahlada Maharaja erano grihastha, ma si comportarono in modo tale che, sebbene uomini di famiglia, non interruppero mai il loro servizio devozionale. Perciò Prahlada Maharaja dice: "Ho imparato l'arte di rimanere sempre in coscienza di Krishna." Qual è quest'arte? Tvad-virya-gayana mahamrita-magna-cittah: semplicemente glorificare le eroiche avventure e i passatempi del Signore. Virya significa "veramente eroiche. "
Le attività di Krishna sono eroiche. Potete leggerle nel Libro di Krishna. Il nome di Krishna, la Sua fama, le Sue attività, i Suoi compagni e ogni altra cosa, tutto è eroico. In relazione a ciò Prahlada Maharaja dice: "Sono sicuro che dovunque io vada, potrò glorificare le Tue eroiche attività ed essere salvo. Non corro alcun rischio di cadere. Sono però pieno di angoscia per quelle persone che hanno creato una civiltà in cui sono sempre impegnate a lavorare duramente. E a loro che penso."


SAGGI SOLITARI

Prahlada prosegue:

prayena deva munayah sva-vimukti-kama
maunam caranti virane na parartha-nistah
naitan vihaya kripanam vimumuksa eko
nayam tvad asya saranam bramato ’nupasye

"Mio caro Signore, ci sono molte persone sante e saggi che sono molto interessati alla loro liberazione personale."


Munayah significa persone sante o filosofi. Prayena deva munayah svavimukti-kama: sono molto interessati alla propria liberazione. Cercano di vivere in posti solitari come sulle montagne dell'Himalaya. Non rivolgono la parola a nessuno e cercano sempre di non venire in contatto con persone comuni delle città, temendo di esserne disturbati o forse anche di cadere. Essi pensano: "Meglio cercare di salvare me stesso."
Prahlada Maharaja è addolorato dal fatto che queste grandi persone sante non vengono nelle città in cui gli uomini hanno realizzato una civiltà dove si lavora duramente giorno e notte. Queste persone sante non sono molto misericordiose. Egli dice: "Soffro per quelle persone cadute che, senza che sia necessario, lavorano così duramente per la gratificazione dei sensi." Anche se ci fosse un'utilità nel lavorare tanto duramente, queste persone non sanno qual è. Tutto quello che conoscono è il sesso. O vanno a vedere spettacoli di danza con donne nude o in club di nudisti o in questo o in quello. Prahlada Maharaja dice: naitan vihaya kripanam vimumuksa ekah. "Mio Signore, non voglio la liberazione soltanto per me. Se non posso portare con me tutti questi sciocchi, non andrò neanch'io." Egli rifiuta di andare nel regno di Dio, se non può portare con sé tutte queste anime cadute. Questo è un vaisnava. nayam tvad asya saranam bramato ’nupasye: -"Io voglio semplicemente insegnare loro come arrendersi ai Tuoi piedi. Questo è tutto. Questo è il mio scopo." I vaisnava sanno che appena una persona si arrende, il suo percorso diventa chiaro. Naivodvjije para duratyaya-vaitaranyas tvad-virya-gayana-mahamrita-magna-cittah: "Fai che in un modo o nell'altro si inchinino davanti a Krishna." Questo è un metodo semplice. Tutto quello che si deve fare è inchinarsi davanti a Krishna con fede e dire: "Mio caro Sri Krishna, Ti ho dimenticato per così lungo tempo, per così tante vite. Ora sono cosciente; per favore accettami." Questo è tutto. Se una persona impara semplicemente questa tecnica e si arrende sinceramente al Signore, la sua strada verrà immediatamente aperta.
Queste sono le considerazioni filosofiche dei vaisnava, che pensano sempre a come poter liberare le anime cadute. Essi sono sempre occupati a fare piani come questo, proprio come i Gosvami Qual era l'occupazione dei sei Gosvami di Vrindavana, i diretti discepoli di Sri Caitanya? Questo è affermato da Srinivasa Acarya:

nana-sastra-vicaranaika-nipunau sad-dharma samstapakau
lokanam hita karinau tri-bhuvane manyau saranyakarau
radha-krishna-padaravinda-bhajana-nandena mattalikau
vande rupa-sanatanau raghu-yugau sri-jiva-gopalakau

"Offro il mio rispettoso omaggio ai sei Gosvami di Vrindavana - Sri Rupa Gosvami, Sri Sanatana Gosvami, Sri Raghunatha Dasa Gosvami, Sri Raghunatha Bhatta Gosvami, Sri Jiva Gosvami e Sri Gopala Bhatta Gosvami - che sono molto esperti a studiare attentamente tutte le scritture rivelate allo scopo di stabilire gli eterni principi della religione a beneficio dell'umanità intera. Essi sono dunque onorati in tutti e tre i mondi e tutti possono prendere rifugio in loro perché essi servono Sri Sri Radha e Krishna assorti nel sentimento d'amore delle gopi."

Con questa compassione tipica di un vaisnava, Maharaja Pariksit dice a Sukadeva Gosvami: "Tu hai descritto i differenti tipi di condizioni di vita infernali. Ora dimmi come si possono liberare coloro che soffrono. Spiegamelo, per favore."

adhuneha maha-bhaga
yathaiva narakan narakan narah
nanogra-yatanan neyat
tan me vyakhyatum arhasi


Narah significa umani, quelli che sono caduti. Narakan narah nanograyatanan neyat tan me: "Come possono essere liberati dalle loro terribili sofferenze e orribili pene?" Questo è il cuore di un vaisnava. Maharaja Pariksit dice: "In un modo o nell'altro essi sono caduti in condizioni di vita infernali, ma questo non significa che vi debbano rimanere per sempre. Ci deve essere un modo con cui possano essere liberati. Perciò, per favore, spiegamelo. "


VARI TIPI DI PECCATO

Sukadeva Gosvami rispose:

na ced ihaivapacitim yathamhasah
kritasya kuryan mana-ukta-panibhih
dhruvam sa vai pretya narakan upaiti
ye kirtita me bhavatas tigma-yatanah

"Sì, ho già descritto i differenti tipi di condizioni infernali e di una vita di atroci sofferenze, ma si deve agire in modo da espiare."


Come si può fare? Le attività peccaminose possono essere commesse in vari modi. Possiamo fare un piano: "Ucciderò quell'uomo." Questo è peccato. Quando la mente pensa, sente e vuole allora segue l'azione.
Qualche giorno fa stavo leggendo in un libro che se il cane di una persona ti abbaia quando passi lungo la strada, questo, secondo la legge, costituisce un'offesa imputabile al padrone del cane. Poiché nessuno dovrebbe essere spaventato da un cane che abbaia, ognuno dovrebbe prendersi cura del proprio cane. Ho letto questo. Questa è la legge nel vostro paese. Il cane si limita ad abbaiare, ma questo è dannoso. Il cane non è responsabile perché è un animale, ma poiché il proprietario del cane ha fatto di lui il suo migliore amico, la legge lo considera responsabile di questo. Se un cane che non conosci entra in casa tua, non deve essere ucciso, ma il proprietario del cane può essere perseguito per legge. Proprio come l'abbaiare del cane è un reato, così quando tu dici qualcosa di offensivo nei confronti di altri, anche questo è peccato, proprio come l'abbaiare del cane.
Quindi le attività peccaminose possono essere commesse in molti modi. Sia che si pensi ad attività peccaminose o si parli di qualcosa di peccaminoso o in realtà si commetta un'attività peccaminosa, tutto questo è da considerarsi peccato.

Dhruvam sa vai pretya narakan upaiti. Per queste azioni peccaminose dovremo subire delle punizioni. Le persone non credono che ci sia un'altra vita dopo questa, perché vorrebbero evitare questa sofferenza, ma non è possibile. Dobbiamo agire secondo la legge, altrimenti saremo puniti. Allo stesso modo non si può evitare la legge di Dio. Non è possibile. Posso ingannare gli altri, rubare e nascondermi, salvandomi così dalla punizione delle leggi dello Stato, ma non posso salvarmi dalla legge superiore, dalla legge della natura. E molto difficile. Ci sono moltissimi testimoni. La luce del giorno è testimone, la luce della luna è testimone, Krishna è il testimone supremo. Non puoi dire: "Sto commettendo questo peccato, ma nessuno può vedermi."
Krishna è il testimone supremo che risiede nel tuo cuore. Egli conosce quello che pensi e quello che fai. Inoltre è Lui che ci dà la possibilità d'agire. Se desiderate fare qualcosa per soddisfare i vostri sensi, Krishna vi dà la possibilità di compiere quest'azione. Questo è detto nella Bhagavad-gita. Sarvasya caham hridi sannivistah: "Risiedo nel cuore di 'ognuno." Mattah smritir-jnanam-apohanam ca: "Da me viene il ricordo, la conoscenza e l'oblio."

In questo modo Krishna ci lascia scegliere. Se volete Krishna, allora Egli vi darà l'opportunità di averLo e se non volete Krishna, allora Egli vi darà l'opportunità di dimenticarLo. Se volete godere la vita dimenticando Krishna, dimenticando Dio, allora Krishna vi darà tutte le facilitazioni affinché possiate dimenticare e se volete godere la vita in coscienza di Krishna, allora Krishna vi darà l'opportunità di progredire nella coscienza di Krishna. A voi la scelta.
Se pensate di essere felici senza la coscienza di Krishna, Krishna non obietterà. Yathecchasi tatha kuru. Dopo aver consigliato Arjuna, Krishna gli disse semplicemente: "Ora ti ho spiegato tutto. Puoi scegliere di fare quello che vuoi." Arjuna rispose immediatamente, karisye vacanam tava: "Ora eseguirò i Tuoi ordini." Questa è coscienza di Krishna.


KRISHNA CI AIUTERÀ

Il Signore non interferisce con la vostra piccola indipendenza. Se desiderate agire in accordo ai comandamenti di Dio, allora Dio vi aiuterà. Anche se qualche volta cadete, se siete sinceri - d'ora in poi resterò in coscienza di Krishna ed eseguirò i Suoi ordini allora Krishna vi aiuterà. In ogni caso anche se cadete, vi scuserà e vi darà una maggiore intelligenza. Questa intelligenza vi dirà: "Non fate queste cose. Ora continuate a svolgere i vostri doveri." Ma se volete dimenticare Krishna, se volete diventare felici senza Krishna, Egli vi darà così tante opportunità che Lo dimenticherete vita dopo vita. Qui Maharaja Pariksit dice: "Non si deve pensare che se affermiamo che non c'è Dio, allora Dio non ci sia o che non saremo responsabili di quello che facciamo." Questa è la teoria degli atei. Gli atei non vogliono Dio perché sono sempre dediti al peccato. Se pensassero che Dio esiste, sarebbero obbligati a tremare al pensiero della punizione. Allora negano l'esistenza di Dio. Questo è il loro metodo. Pensano che se non accettano Dio, allora non ci sarà punizione e potranno fare tutto quello che vogliono. Quando un coniglio è attaccato da un animale più grande, chiude gli occhi e pensa: "Non sto per essere ucciso." Ma viene ucciso lo stesso. Allo stesso modo noi possiamo negare l'esistenza di Dio e la legge di Dio, ma tuttavia Dio e la Sua legge ci sono. In tribunale potete dire: "Non temo la legge del governo", ma sarete obbligati ad accettare la legge del governo. Se negate le leggi dello stato, sarete messi in prigione e dovrete soffrire. Allo stesso modo potete scioccamente denigrare l'esistenza di Dio - "Dio non esiste" oppure "Io sono Dio" -tuttavia sarete in ogni caso responsabili di tutte le vostre azioni sia buone che malvagie.
Ci sono due tipi di azioni - quelle buone e quelle cattive - se agite bene compiendo attività pie avrete buona fortuna, ma se agite in modo peccaminoso allora dovrete soffrire. A questo proposito Sukadeva Gosvami: dice:

tasmat puraivasv iha papa-niskritau
yateta mrityor avipadyatatmana
dosaya dristva guru-laghavam yatha
bhisak cikitseta rujam nidanavit


Vi sono diversi modi d'espiare. Se commettete un peccato e poi in qualche modo vi rimediate, questa è un'espiazione. Vi sono esempi di questo nella Bibbia cristiana. Sukadeva Gosvami: dice: "Dovete essere consapevoli delle vostre responsabilità e secondo la gravità dei vostri peccati accettare qualche tipo d'espiazione com'è scritto negli sastra, nelle scritture." Proprio come una persona malata deve andare dal medico e pagare il suo onorario come forma d'espiazione, secondo il modo vedico di vivere c'è una classe di brahmana a cui ci si deve rivolgere per le opportune espiazioni in relazione ai peccati commessi. Sukadeva Gosvami: dice che si deve compiere l'espiazione in relazione alla gravità dei peccati commessi. Egli sviluppa l'esempio: dosasya dristva guru-laghavam yatha bhisak cikitseta rujam nidanavit. Quando consultate un medico, vi verrà prescritta una medicina a buon prezzo o una medicina molto costosa in funzione della gravità della malattia. Se avete soltanto un mal di testa, il medico vi prescriverà un'aspirina, ma se avete qualcosa di molto serio, vi prescriverà subito un'operazione chirurgica che vi costerà migliaia di dollari. Allo stesso modo la vita trascorsa nel peccato è una condizione di malattia, per cui si devono seguire le cure prescritte per guarire.
L'avere accettato la catena di nascite e morti è la malattia dell'anima. L'anima non conosce né nascita né morte e neppure la malattia, perché è spirituale. Nella Bhagavad-gita Krishna dice na jayate, l'anima non nasce e mriyate, non muore. Nityah sasvato 'yam... na hanyate hanyamane sarire. L'anima è eterna e immortale. Essa non viene distrutta quando il corpo è distrutto. Na hanyate hanyamane sarire. Na hanyate significa che non può essere uccisa o distrutta, neppure dopo la distruzione di questo corpo.


UN'EDUCAZIONE INCOMPLETA

Quello che manca alla civiltà moderna è un sistema educativo che insegni alle persone che cosa accade dopo la morte.
In questo modo abbiamo la peggiore delle educazioni perché senza la conoscenza di quello che accade dopo la morte, le persone muoiono come animali. Un animale non sa che sta per prendere un altro corpo, non ha questa conoscenza.
La vita umana non è fatta per diventare animali. Non ci si deve interessare soltanto a mangiare, a dormire, alla vita sessuale e a difenderci. Potete anche avere a disposizione ottimi cibi o molte belle case per dormire o un'ottima possibilità di vita sessuale o un perfetto sistema di difesa che vi protegga, ma tutto questo non vi qualifica come esseri umani. Questo tipo di civiltà è da animali. Anche gli animali sono interessati a mangiare, a dormire, alla vita sessuale ed anche a difendersi secondo le proprie possibilità. Dov'è allora la differenza tra la vita di un uomo e la vita di un animale, se vi impegnate soltanto in questi quattro principi che riguardano la natura del corpo?
La differenza emerge quando un essere umano si pone delle domande – "Perché mi trovo in questa condizione di sofferenza? C'è un rimedio per essa? Esiste una vita eterna? Non voglio morire. Voglio vivere felicemente e in pace. E possibile questo? Qual è il metodo? Qual è questa scienza?"

Quando vengono poste queste domande e si fanno progressi per rispondere ad esse, allora si ha una civiltà umana; altrimenti si tratta soltanto di una civiltà da cani, di una civiltà da animali. Gli animali sono soddisfatti quando possono mangiare, dormire, fare sesso e difendersi. In realtà non c'è difèsa perché nessuno può proteggere se stesso dalla morte crudele. Hiranyakasipu, per esempio, desiderava vivere in eterno e per questo si sottopose a durissime austerità. I cosiddetti scienziati ora ci dicono che riusciremo a fermare la morte per mezzo della scienza. Questa è un'altra affermazione folle. Non è possibile. Si possono fare grandi progressi nella conoscenza scientifica, ma la scienza non può risolvere questi quattro problemi della nascita, della morte, della vecchiaia e della malattia. Se una persona è intelligente, sarà desiderosa di risolvere questi quattro problemi fondamentali. Nessuno vuole morire, ma non c'è rimedio. Si deve morire. Tutti sono molto impegnati a limitare l'aumento della popolazione per mezzo di molti metodi contraccettivi, ma tuttavia le nascite stanno aumentando; quindi non c'è modo di fermare la nascita. Si possono inventare medicine moderne per mezzo della scienza, ma non si può fermare la malattia. Non è possibile fermare la malattia soltanto prendendo una pillola.

La Bhagavad-gita (13.10) dice: janma-mrityu-jara-vyadhi-dukha-dosanu-darsanam: si può pensare di aver risolto tutti i problemi della vita, ma dov'è la soluzione di questi quattro problemi della nascita, della morte, della vecchiaia e della malattia? La soluzione è la coscienza di Krishna.
Krishna inoltre dice (4.9): janma karma ca me divyam evam yo vetti tattvatah tyaktva deham punar janma naiti mam eti so 'rjuna. Tutti noi possiamo perdere il corpo ad ogni istante. L'ultima fase in cui perdiamo il corpo è detta morte. Ma Krishna dice: "Colui che comprende la Mia apparizione e la Mia scomparsa e le Mie attività non in modo superficiale, ma veramente – dopo aver lasciato il suo corpo, non accetterà più un corpo materiale."
Che cosa accade a questa persona? Mam eti: ritorna da Krishna. Se vi accingete a tornare da Krishna, dovete prepararvi un corpo spirituale. Questa è coscienza di Krishna. Se vi mantenete in coscienza di Krishna, allora preparerete gradualmente il vostro prossimo corpo, un corpo spirituale, che vi porterà immediatamente a Krishnaloka dove sarete felici. Là vivrete una vita eterna, piena di felicità.
Vi ringrazio moltissimo.

 

(da Ritorno a Krishna di Luglio-Agosto 2003)

 

 

© 2005 The Bhaktivedanta Book Trust International. All rights reserved.