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L'inizio della
conoscenza spirituale

La vera conoscenza spirituale è accessibile solo a studenti qualificati
che la ascoltino da insegnanti autorizzati.

 

di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell' Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

L'inizio della conoscenza spirituale

arjuna uvaca
ye sastra-vidhim utsrijya
yajante sraddhayanvitah
tesam nistha tu ka krishna
sattvam aho rajas tamah

 

sri-bhagavan uvaca
tri-vidha bhavati sraddha
dehinam sa svabhava-ja
sattviki rajasi caiva
tamasi ceti tam srinu

 

sattvanurupa sarvasya
sraddha bhavati bharata
sraddha-mayo ’yam puruso
yo yac-chraddhah sa eva sah

"Arjuna disse: O Krishna, qual è la condizione di coloro che non seguono i principi delle Scritture, ma si dedicano ad un culto di loro invenzione? Sono situati in virtù, in passione o in ignoranza?"

Dio, la Persona Suprema disse: "Secondo l'influenza materiale che l'essere incarnato subisce, la fede può appartenere alla virtù, alla passione o all'ignoranza. Ascolta ciò che ti dico a questo proposito."

"O discendente di Bharata, secondo l'influenza materiale che domina la sua esistenza, l'essere sviluppa una forma particolare di fede. Si dice che l'essere vivente sia di questa o di quella fede secondo l'influenza materiale che subisce."
- Bhagavad-gita 17.1-3

Arjuna uvaca significa che Arjuna rivolgeva domande a Krishna. Krishna è l'insegnante e Arjuna lo studente. Questo è il metodo per fare avanzamento spirituale. Come si legge nei Veda: tad-vijnanartham. Tad­vijnanartham significa: "Per comprendere questa scienza trascendentale", gurum eva abhigacchet, "si deve prendere rifugio in un guru".
Il metodo per comprendere la scienza della trascendenza non può essere inventato. Coloro che lo fanno, non sono autentici. Il guru insegna i principi regolatori tratti dagli sastra, le Scritture autorizzate. Questo è un guru. Un guru non può essere uno qualsiasi. Deve essere un acarya, una persona che conosce i principi regolatori o le direttive date negli sastra. Il suo comportamento è conforme ai principi regolatori degli sastra e insegna ai suoi studenti a fare lo stesso. Tale persona viene chiamata acarya. Egli conosce il significato degli sastra, il suo comportamento è conforme alle indicazioni degli sastra e insegna ai suoi discepoli ad agire nello stesso modo. Evam parampara- praptam [Bhagavad-gita 4.2]. Questo è il metodo.

Arjuna chiede: "Vi sono molte persone che non seguono i principi degli sastra, ma tuttavia hanno fede. Dove porta questa posizione mentale?" Ye sastra-vidhim utsrijya: "Non seguendo lo sastra-vidhi, i principi regolatori citati negli sastra, yajante sraddhayanvitah: "Essi prendono una persona qualsiasi come guru o come incarnazione o questo o quello. Qual è il risultato di questo modo di agire?"
Questa è una domanda molto importante, perché ci sono molti impostori chiamati guru, che non conoscono gli sastra e non ne seguono i principi. Tuttavia riescono ad avere seguaci. Il mondo è pieno di tali associazioni non autentiche. Le persone però hanno fede nei loro cosiddetti guru e nelle loro cosiddette meditazioni. Questo è ciò che accade.

Qual è il risultato? La domanda è molto importante. Queste persone hanno fede, ma sono guidate male. Tesam nistha tu ka krishna: "Krishna, come si può definire questa fede cieca? E quale ne sarà il risultato?"
La domanda è se la fede di una persona è collocata nel sattva-guna [il modo della virtù] o nel rajo-guna [il modo della passione] o nel tamo-guna [il modo dell'ignoranza]. Perché, senza arrivare alla piattaforma del sattva-guna, nessuno può avanzare nella vita spirituale. Proprio come a nessuno è concesso d'iscriversi all'ordine degli avvocati se non è laureato in legge. Questa limitazione esiste. Altrimenti come potrebbe una persona comprendere le leggi? Bisogna che sia laureato.

Allo stesso modo innanzitutto si deve raggiungere il livello del sattva-guna... Da qui ha inizio la conoscenza spirituale, perché essa è al di sopra del sattva-guna. Il sattva-guna è la qualità più elevata. La mente di una persona situata nel sattva-guna è chiara e può vedere le cose come sono veramente. La comprensione è sicura, senza alcuna incertezza. La collocazione nel sattva­guna è la caratteristica propria del brahmana. Dovremmo sempre ricordarci che i guna sono tre. La natura materiale è dominata da tre guna, tre modi. L'esempio è quello del fuoco, del fumo e della legna da ardere. Tutti sanno che dal legno nascerà il fuoco e quando si dà fuoco al legno prima di tutto ci sarà il fumo e poi verrà la fiamma. Qualcuno potrebbe dire che il fuoco, il fumo e il legno sono tutt'uno. No. Sebbene essi, in un certo senso siano una cosa sola, quello che tu vuoi è la fiamma e non il fumo o il legno.

Non si può dire: "Ora che ho la legna, il mio compito è finito." No. Quando dalla legna ricavi il fuoco, puoi lavorarci. Puoi cucinare, puoi riscaldarti, puoi fare luce — tantissime cose. Così, sebbene ci siano tre modi della natura che in un certo senso sono tutt'uno, per fare avanzamento spirituale c'è bisogno di situarsi nel sattva-guna. Perciò nella nostra Associazione cerchiamo prima di tutto di correggere le anime cadute, portandole allo stadio della fiamma cioè al livello della virtù. Se non c'è la fiamma, non si può lavorare. È impossibile. È un esempio molto pratico. Vogliamo la fiamma. Proprio come lo yajna o sacrificio. Noi eseguiamo il sacrificio del fuoco, ma vogliamo vedere che ci sia la fiamma, non il fumo, sebbene il fumo sia la stessa cosa poiché fa parte del fuoco. Non si può essere soddisfatti: "C'è il fumo. Tutto bene. C'è il fuoco."

Senza il fuoco, non ci può essere il fumo. Quando c'è il fumo si può capire che c'è il fuoco anche se esso è molto lontano. Quando il fumo proviene da una foresta possiamo subito comprendere che la foresta è in fiamme. Ma sebbene il fumo indichi che c'è il fuoco, non è il fuoco.


IDEE VAGHE SULLA VITA SPIRITUALE

Allo stesso modo, nelle cosiddette meditazioni, nelle cosiddette forme di spiritualità e in altre idee inventate c'è qualche traccia di vita spirituale, ma non la vita spirituale. Dovremmo capirlo che quelle non sono la vita spirituale. Il loro nome è abhasa. Abhasa significa l'alba, quando non c'è l'oscurità, ma il sole non è ancora sorto. La domanda di Arjuna è molto interessante. "La posizione di coloro che non seguono lo sastra-vidhi, le direttive degli sastra, ma che hanno una fede vaga sarà da considerarsi collocata nel sattva-guna, nel rajo-guna o nel tamo-guna?"

Ora Krishna risponde. Qui è detto sri bhagavan uvaca: "Il Signore Supremo disse." Krishna può essere ritenuto un essere umano ordinario dalle persone di basso livello e questo a volte avviene. Grandi eruditi, grandissimi filosofi — anch'essi vengono ingannati. In India c'è un partito chiamato Arya-samaja. Essi accettano Krishna come una personalità molto importante, ma non come Dio. A volte viene fatto questo errore. Avajananti mam mudhah: "I mascalzoni a volte Mi scambiano per un comune essere umano." Questo è citato nella Bhagavad-gita (9.11). Krishna è Dio, la Persona Suprema. Quindi, quando c'è bisogno di un parere autorevole, nella Bhagavad-gita troverete le parole: sri bhagavan uvaca. Ciò significa che questo parere non può essere messo in dubbio. Poiché è Dio, la Persona Suprema, che parla, quello che dice è definitivo. Non ci devono essere discussioni, né commenti. Questo è il significato di sri bhagavan uvaca.

Qui Vyasadeva ha scritto di proposito sri bhagavan uvaca: "Bhagavan, la Persona Suprema, l'Assoluto, disse." Bhagavan significa l'assoluto. Il giudizio espresso dalla Corte Suprema è definitivo. E quando c'era la monarchia, l'ordine dato dal re era definitivo — inappellabile. Allo stesso modo quando viene detto sri bhagavan uvaca, questo significa che è definitivo. Né discussioni, né argomentazioni logiche. La logica esiste, la discussione è possibile, ma questo è definitivo. Non più perdita di tempo. Quello che Bhagavan dice è chiamato parampara, successione disciplica. La prima parola — o ordine, o affermazione o giudizio — è quella del Signore Supremo e se questa viene eseguita attraverso la catena disciplica, c'è la vera comprensione, la vera conoscenza.


LA NOSTRA MODESTA CONOSCENZA

Noi siamo minuscole parti integranti di Bhagavan. Conseguentemente abbiamo un tipo di conoscenza, un tipo di comprensione corrispondenti a questa nostra realtà. Sia un grande fuoco che un focherello, sono fuoco, ma non si può paragonare il piccolo frammento del fuoco al grande fuoco. Questo non è possibile, non si può paragonare l'oceano immenso alla piccola goccia d'acqua dell'oceano. Poiché il sapore della piccola goccia dell'oceano [che rappresenta la minuscola anima individuale] è lo stesso di quello dell'oceano [l'Anima Suprema], i filosofi Mayavadi affermano: "lo sono uguale al Supremo." Non hanno il buon senso per comprendere che la piccola goccia d'acqua, sebbene abbia la stessa qualità dell'oceano, è piccolissima'.

Poiché siamo minuscoli, la nostra conoscenza è imperfetta. Qualitativamente siamo tutt'uno con il Signore, ma poiché la nostra dimensione è piccolissima, la nostra potenza, la nostra conoscenza, tutto — è proporzionalmente ridotto. Si deve innanzitutto comprendere che siamo simultaneamente uno e diversi dal Signore. "Uno" significa qualitativamente coincidenti. Un piccolo frammento d'oro può essere chiamato oro, ma non è la miniera d'oro. Il mascalzone pensa: "Poiché io sono oro, valgo quanto la miniera d'oro." No. Questo non è vero. La miniera d'oro è grandissima e potentissima, di un valore immenso. Non dovremmo dimenticarlo.


IGNORANTI COME ANIMALI

Krishna dice che ci sono tre tipi di fede per il dehinam. Dehinam indica colui che ha il possesso, il proprietario di questo corpo. Il proprietario è distinto dal corpo. Coloro che ritengono che non ci sia alcun proprietario e che il corpo sia tutto non sono neanche al livello del tamo­guna. In realtà essi sono animali. Negli sastra sono stati indicati come animali. Il cane pensa: "lo sono questo corpo." Ed anche un uomo pensa: "lo sono questo corpo." Allora qual è la differenza tra il cane e l'uomo? Quando un uomo arriva a comprendere che: "Non sono questo corpo; io sono l'anima", allora comincia la conoscenza. Prima di questo è ignorante come un animale. Yasyatma-buddhih kunape tri-dhatuke [Srimad­Bhagavatam 10.84.13].

Ora per arrivare al livello della vera conoscenza, è necessario un processo formativo. Supponi che qualcuno abbia detto — lo stesso esempio — che c'è il fuoco nel legno. Allora se una persona rimane semplicemente soddisfatta con questo discorso che nel legno c'è il fuoco — questo si chiama tamo-guna, un livello primitivo. Anche, quando si parla del fumo, siamo ad un altro livello, ma quando comprendiamo la realtà della fiamma, questo è sattva-guna. Perciò qui Krishna afferma, tri-vidha bhavati sraddha dehinam sa svabhava-ja. Se una persona conduce la sua vita come quella dei maiali e dei gatti e dei cani, se il suo comportamento è questo e permane in questa posizione, allora la sua fede non è uguale alla fede di una persona che è avanzata — che adora la divinità, che fa il bagno tre volte al giorno, che canta i mantra, che canta Hare Krishna. Questo non è possibile perché uno è situato nel sattva-guna e l'altro invece nel tamo-guna.

Tuttavia le persone che sono nelle tenebre dell'ignoranza, nel tamo-guna, hanno una loro fede, una fede che è propria del più basso livello di vita. Questo non li aiuterà nella realizzazione spirituale. Perciò Krishna dice: tri­vidha bhavati sraddha dehinam sa svabhava-ja. Vabhava-ja significa naturale. Colui il cui corpo non è ancora purificato resta nello stato del tamo-guna, cioè dell'ignoranza. Perciò dobbiamo cambiare. Un uomo malato può guarire purché segua tutte le indicazioni mediche. Ma se questi non segue tutte le indicazioni mediche, resta malato. Allo stesso modo non si può pensare: "Ora sono diventato libero, posso parlare e comportarmi come voglio e tuttavia sono spiritualmente avanzato." Questo non è possibile.

Sattviki rajasi caiva tamasi ceti tam srinu.
Quali sono i sintomi per sapere che siamo situati nel sattva-guna o nel rajo-guna o nel tamo­guna? Anche i sintomi vengono indicati. I sintomi del sattva-guna sono le qualità di un brahmana. Queste sono indicate nella Bhagavad-gita. Le qualità sono citate in questo testo e perciò una persona deve verificare se le possiede. In chimica, c'è uno studio analitico per determinare se una sostanza è pura o no. Ogni elemento chimico ha le proprie caratteristiche — il suo colore, la sua formula, il suo gusto e così via. I chimici sanno come verificare queste proprietà. Quando l'analisi conferma le caratteristiche dell'elemento chimico, allora esso viene definito puro e può essere usato per scopi specifici. Allo stesso modo cucinando si ottengono sapori diversi a seconda che il ghee sia puro o no.

Le persone sono controllate dalle tre influenze della natura materiale e se non seguono le indicazioni degli sastra, s'inventano delle idee secondo la loro posizione, sia che si trovino nel tamo-guna, nel rajo-guna o nel sattva-guna. Colui che segue le influenze di quelli stessi modi della natura che ha spontaneamente accettato dalla nascita, non avrà successo nella vita spirituale. Ognuno ottiene un particolare tipo di corpo. Si può dire: "Questo corpo è molto bello. Questo corpo non è bello." Perché otteniamo corpi diversi? A causa della nostra associazione con la natura materiale. L'essere vivente cade dal mondo spirituale. C'è l'esempio di Jaya e Vijaya, i portieri di Vaikuntha che caddero in questo mondo. Esiste la possibilità di sbagliare. Se non ti attieni ai principi spirituali, anche se sei a Vaikuntha, cadrai. Cosa dire delle anime che sono nel mondo materiale?

Le anime non contaminate possono stare a Vaikuntha, quelle contaminate cadranno. Jaya e Vijaya divennero asura, demoni, quando caddero da Vaikuntha, ma diventarono asura in seguito a circostanze speciali. Questo racconto è contenuto nello Srimad-Bhagavatam. Diti, la moglie di Kasyapa Rishi, fu presa da un forte desiderio sessuale al crepuscolo. Essa voleva avere un rapporto sessuale con suo marito. Egli disse: "No, questo non è il momento opportuno", ma essa era così desiderosa che lo obbligò ad un rapporto sessuale con lei. Il risultato fu che nacquero due asura. Dobbiamo fare molta attenzione. Capite? Ogni cosa va fatta tenendo conto del tempo e delle circostanze. Per questa ragione i principi vedici contengono il garbhadhana-samskara, il metodo di purificazione da seguire prima di generare un figlio. Anche generare un figlio richiede un atto di purificazione. Si deve considerare il momento, il proprio stato mentale e via dicendo. Non si deve fare come i cani e i gatti. Creando una situazione di sattva-guna, i genitori otterranno un figlio che diverrà una grande personalità o un grande devoto. Ogni cosa deve essere fatta in modo appropriato e gli sastra sono la nostra guida. Qualunque cosa ci si accinga a fare, dobbiamo seguire le indicazioni degli sastra.


SCINTILLE DEL FUOCO

Per mostrare le influenze del sattva-guna, del rajo-guna e del tamo-guna sull'anima, viene fatto un esempio. Proprio come l'anima cade nel mondo materiale, così la scintilla di un fuoco può cadere lontana dal fuoco. Il risultato sarà differente a seconda di dove cade la scintilla. La scintilla può cadere nell'erba secca. In questo caso c'è la possibilità di dar fuoco all'erba secca. Questo viene paragonato al caso dell'anima influenzata dal sattva-guna. Se la scintilla cade sul terreno, per un po' sembra fuoco, ma si spenge rapidamente. Questo è rajo-guna. E se la scintilla cade nell'acqua, si spenge subito —niente più fuoco. Questo è tamo-guna. Coloro che sono collocati nel tamo­guna sono senza speranza. Se si rimane nel tamo-guna, non abbiamo l'opportunità di uscire per diventare di nuovo fuoco. Perciò il metodo è di portar una persona dal tamo-guna al rajo-guna e dal rajo-guna al sattva­guna ed infine superare il sattva-guna per raggiungere la piattaforma spirituale. Se si rimane sotto l'influenza del tamo-guna, allora non c'è speranza di realizzarsi spiritualmente. C'è solo la speranza di diventare cani e maiali. La vita è finita.

Coloro che cercano di arrivare al livello della realizzazione spirituale, la realizzazione di Dio, devono restare sotto l'influenza del sattva-guna. Altrimenti non c'è speranza. O meglio non è che non ci sia speranza — nessuna condizione è senza speranza, ma ci vorrà un tempo lunghissimo. Perciò nella Bhagavad-gita [7.19] troverete l'affermazione bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyate: "Dopo molte, molte nascite, chi è situato nella vera conoscenza..." Vera conoscenza significa essere collocati al livello di sattva-guna. "Allora egli si sottomette a Krishna." Allora la vita spirituale ha inizio ed è possibile completare questo percorso di comprensione spirituale anche in questa vita, semplicemente comprendendo Krishna.

bahunam janmanam ante

jnanavan mam prapadyate

vasudevam sarvam iti

sa mahatma su-durlabhah

 

"Dopo molte nascite e morti chi è situato nella vera conoscenza si sottomette a Me, sapendo che lo sono la causa di tutte le cause e sono tutto ciò che esiste. Un'anima così grande è molto rara."

Nella Bhagavad-gita si trovano tutti gli insegnamenti. Cercate di comprendere molto bene la Bhagavad-gita ed anche in questa vita potrete completare il vostro impegno di autorealizzazione spirituale e tornare a casa, a casa da Dio. Vi ringrazio moltissimo.

 

(da Ritorno a Krishna di Marzo-Aprile 2005)