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MILANO, sabato 15 settembre 2012 alle ore 15,00 in viale Gadio (lato Acquario) RATHA YATRA il festival dei carri

La parata procederà per Piazza Castello, Largo Cairoli, Via Dante, Piazza Cordusio, Via Orefici, Piazza Duomo, Piazza della Scala, Via Manzoni con arrivo in Via Palestro.

La festa continuerà presso i giardini di Via Palestro con canti tradizionali indiani e un banchetto vegetariano.
La storia dell’apparizione del Signore Jagannatha

Ratha-yatra - Il Festival dei Carri Il Festival del Ratha-yatra, la sfilata dei carri del Signore Jagannatha, Balarama e Subadra è celebrata ogni anno nel luogo di apparizione del Signore Jagannatha, in India a Jagannatha Puri. A Jagannatha Puri, il Signore Jagannatha è adorato in uno dei templi più antichi di tutta l’India. La storia dell’apparizione del Signore Jagannatha è un episodio molto interessante della storia Vedica.
IL DESIDERIO DEL RE INDRADYUMNA.... Il re Indradyumna era un grande devoto del Signore, Sri Vishnu ed era molto desideroso di incontrarLo personalmente. Una volta per un piano del Signore arrivò alla corte del re Indradyumna un devoto del Signore, il quale nel corso di una discussione parlò di un’incarnazione di Sri Visnu chiamata Nila-Madhava. Il re Indradyumna divenne molto ispirato e mandò alcuni brahmana in differenti direzioni per cercare e chiedere a riguardo di Nila-Madhava. Comunque dopo qualche tempo tornarono tutti alla capitale del regno senza notizie, eccetto uno dei brahmana chiamato Vidyapati. Dopo essere stato in diversi luoghi, Vidyapati arrivò finalmente in un distretto dove la popolazione non era ariana e veniva chiamata Sabara. Li venne ospitato in casa di una persona che si chiamava Visvavasu. Quando vi giunse, a casa c’era solo la giovane figlia Lalita. Di li a breve arrivò Visvavasu che chiese a sua figlia di adoperarsi per fare stare a suo agio il brahmana ospite. Vidyapati rimase a casa di Visvavasu per qualche tempo, e poi, su richiesta del Sabara sposò la sua giovane figlia.

NILA-MADHAVA - UN SEGRETO RIVELATO Vivendo nella casa del Sabara, Vidyapati notò alcune particolarità nel suo comportamento. Ogni notte il Sabara usciva e ritornava il giorno seguente a mezzogiorno, profumato di varie essenze come la canfora, il muschio e la polpa di sandalo. Vidyapati chiese lumi a sua moglie che lo informò che suo padre andava in un luogo segreto ad adorare Sri Nila-Madhava. Udendo ciò, la gioia di Vidyapati non conobbe limiti. In realtà il padre aveva ordinato a Lalita di non fare menzione con nessuno di Nila-Madhava, ma lei ignorando quell’ordine, ne aveva parlato con il marito.
Vidyapati divenne molto desideroso di vedere Nila-Madhava, e un giorno finalmente dopo ripetute richieste di sua figlia il Sabara, Visvavasu bendò Vidyapati e lo portò a vedere Sri Nila-Madhava. Prima di partire la moglie di Vidyapati di nascosto, pose una manciata di semi di mostarda in un lembo del vestito del marito e così mentre andavano i semi cadendo lasciavano un segno sulla strada. Quando raggiunsero il luogo in cui c’era Sri Nila-Madhava, il Sabara tolse la benda a Vidyapati il quale contemplando la bellezza di Sri Nila-Madhava iniziò a danzare in estasi e ad offrire preghiere. Qui si nota chiaramente che la Divinità di Sri Nila-Madhava era un’incarnazione del Signore Supremo. Le incarnazioni delle Divinità sono chiamate arca-vigraha. Il Signore appare nella forma delle Divinità per dare beneficio ai Suoi devoti, in modo speciale per i devoti meno avanzati. Poiché il Signore non può essere visto da nessuno eccetto che dai Suoi puri devoti, Egli appare nella forma della Divinità per accettare l’adorazione. Sri Krishna dice nella Bhagavad-gita:
man-mana bhava mad-bhakto mad-yaji mam namaskuru
"Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, adoraMi e offriMi i tuoi omaggi".
Quindi Egli appare nella forma della Divinità per accettare l’adorazione e gli omaggi dei Suoi devoti. Egli si pone nelle mani dei Suoi devoti per ricevere il loro servizio e aiutarli a sviluppare amore per Lui. Questo è un aspetto della grande misericordia di Krishna e del Suo desiderio di liberare tutte le anime condizionate dalla schiavitù di questo mondo materiale. Così Vidyapati fu personalmente testimone della misericordia di Sri Nila-Madhava.
LA LIBERAZIONE DEL CORVO..... Dopo che Vidyapati aveva offerto le sue preghiere, il Sabara andò a cercare radici e fiori di foresta per l’adorazione. Mentre il Sabara era via, Vidyapati fu testimone di una cosa sbalorditiva. Un corvo che dormiva su un ramo di un albero sulle sponde di un lago situato nelle vicinanze, cadde nell’acqua e annegò. Immediatamente prese una forma spirituale Vaikuntha a quattro braccia e tornò nel mondo spirituale. Vedendo ciò il brahmana si arrampicò sull’albero ed era in procinto di lanciarsi nel lago seguendo così l’esempio del corvo liberato. A questo punto una voce dal cielo gli disse: "O brahmana, poiché hai visto Sri Nila-Madhava, dovresti prima di tutto informare il re Indradyumna". Così il brahmana scese dall’albero e aspettò il ritorno del suocero.
NILA-MADHAVA SCOMPARE.... Il Sabara ritornò di li a poco, portando fiori e radici ed iniziò l’adorazione quotidiana al Signore Nila-Madhava. Appena iniziò l’adorazione, il Signore gli disse: "Per diversi giorni ho accettato semplici fiori e radici di foresta che Mi hai offerto. Ora desidero il servizio regale del Mio devoto, il re Indradyumna.". Quando il Sabara udì ciò, pensò: "In questo modo sarò privato del servizio a Sri Nila-Madhava!". Quindi egli segregò in casa suo genero Vidyapati. Dopo qualche tempo, comunque, per le continue richieste di sua figlia, liberò il brahmana e gli concesse di andarsene. Il brahmana immediatamente tornò dal re Indradyumna e lo informò della sua scoperta. Il re, in grande estasi, andò con un grande seguito a prendere Sri Nila-Madhava. Dai semi di mostarda che erano caduti lungo la strada, dal vestito di Vidyapati, erano cresciute piccole piantine. Così seguendo queste piantine il re fu in grado di ritrovare la strada che conduceva nel luogo dove si trovava Nila-Madhava. Quando raggiunse il luogo, comunque, non trovò più la Divinità di Sri Nila-Madhava.
INDRADYUMNA RICEVE LA MISERICORDIA DI NILA-MADHAVA.... Non potendo contemplare la bellezza del Signore, il re Indradyumna assediò il villaggio del Sabara Visvavasu e lo arrestò. Improvvisamente una voce dal cielo disse al re: "Libera questo Sabara! Sulla cima della collina di Nila dovresti costruire un tempio. Li Mi vedrai come Daru-brahman o la Verità Assoluta manifestata in una forma di legno. Non mi vedrai come Nila-Madhava.".
UN TEMPIO PER NILA-MADHAVA.... Per costruire il tempio, il re Indradyumna pianificò di portare le pietre da un luogo chiamato Baulamala e per questo fece costruire una strada che da questo luogo arrivava alla collina Nila-Kandara. La dimora santa di Sri-Ksetra, o Puri, è nella forma di una conchiglia, e al centro di quella conchiglia il re stabilì una città che chiamò Rama-Krishna-Pura e costruì il tempio. Il tempio si estendeva per 60 cubiti sotto la superficie della terra ed era alto 120 cubiti. In cima al tempio il re costruì un kalasha, un pinnacolo rotondo e in cima a questo un cakra, un disco. Poi fece decorare il tempio con ornamenti dorati. Il re Indradyumna desiderava far consacrare il tempio da Brahma, e quindi si recò a Brahmaloka. In attesa di tornare con Brahma il re Indradyumna restò molto tempo sul pianeta Brahmaloka. Durante tutto questo tempo, il tempio, che era situato vicino al mare, fu coperto dalla sabbia della spiaggia. Nel tempo in cui il re Indradyumna fu via, prima Suradeva e poi Galamadhava furono i re di quell’area. Fu Galamadhava che fece rimettere in sesto il tempio, facendo spazzar via tutta la sabbia che aveva quasi seppellito del tutto il tempio. Poco tempo dopo, che il tempio era stato disseppellito, il re Indradyumna accompagnato da Brahma fece ritorno e sostenne che era stato lui ad erigere il tempio, ma Galamadhava asseriva di essere lui il costruttore. Su un albero baniano vicino al tempio, viveva un corvo molto vecchio, che cantava costantemente il nome del Signore Rama. Dalla sua dimora sui rami di quell’albero baniano, il corvo aveva assistito alla costruzione del tempio. Quindi egli disse che in realtà il re Indradyumna aveva costruito il tempio e che in sua assenza era stato coperto dalla sabbia. Disse inoltre che il re Galamadhava aveva poi semplicemente disseppellito il tempio. Poiché il re Galamadhava aveva nascosto la verità, Brahma gli ordinò di risiedere al di la del circondario del tempio, sul lato occidentale del lago chiamato Indradyumna-sarovara.

IL SIGNORE JAGANNATHA MANIFESTA LA SUA FORMA ETERNA.... Indradyumna allora pregò Brahma di consacrare il tempio e l’area circostante, conosciuta come Sri-Ksetra, un luogo che può dare la più grande liberazione. Brahma disse: "Questo Sri-Ksetra è manifestata dalla potenza interna del Signore Supremo, e il Signore Supremo manifesta Se stesso... Perciò non è in mio potere installare la Divinità del Signore qui. Il Signore Jagannatha e la Sua dimora sono situati eternamente nel mondo materiale per la Loro misericordia. Quindi io posso semplicemente porre una bandiera in cima al tempio e concedere una benedizione; chiunque anche da lontano vede questa bandiera e si abbassa offrendo i suoi omaggi, otterrà facilmente la liberazione". Dopo qualche tempo, il re Indradyumna divenne molto scoraggiato poiché era passato tanto tempo e non aveva ancora visto Sri Nila-Madhava e decise quindi che la sua vita era inutile, quindi si adagiò su un letto di erba kusha e cominciò a digiunare in attesa della morte. Poco dopo il Signore Jagannatha si manifestò in sogno e gli disse: "Mio caro re, non essere ansioso, verrò galleggiando nel mare nella Mia forma di Daru-brahman nel luogo chiamato Dindimiha." Con un drappello di soldati il re allora andò nel luogo indicato e sulla spiaggia vide un’enorme pezzo di legno sul quale erano incisi una conchiglia, il disco, la mazza e il fiore di loto. Sebbene il re avesse fatto venire diversi elefanti e uomini per prendere il daru-brahman, o il brahman di legno, non si riusciva neanche a smuoverlo. Ma quella notte in sogno il Signore Jagannatha parlò di nuovo al re: "Porta il Mio precedente servitore Visvavasu, che Mi serviva come Nila-Madhava e poni un carro dorato di fronte al Daru-brahman". Il giorno dopo il re in accordo alle istruzioni ricevute nel sogno, fece venire il Sabara Visvavasu e lo pose a un lato del Daru-brahman e dall’altro lato mise il brahmana Vidyapati. Poi pose un carro dorato davanti al Daru-brahman e iniziò un kirtan cantando i santi nomi del Signore Supremo. Quindi il re afferrò il Daru-brahman e pregò il Signore di salire sul carro. In questo modo si riuscì facilmente a porre sul carro il Daru-brahman e a portarlo nel luogo stabilito. Li Brahma iniziò un sacrificio e pose una Divinità del Signore Narasimhadeva in cima alla piattaforma del sacrificio. E’ detto che il luogo dove è situato il tempio è il luogo dove fu compiuto il sacrificio e che la Divinità di Narasimha situata nel lato occidentale del Mukti-mandapa nel recinto del tempio è quella Divinità originale di Narasimha. Per scolpire la Divinità del Signore Jagannatha dal Daru-brahman, il re Indradyumna chiamò diversi scultori esperti. Nessuno di essi comunque, fu in grado di toccare il Daru-brahman poiché appena cercavano di iniziare, i loro ceselli si rompevano e cadevano a pezzi. Alla fine il Signore Supremo Stesso venne travestito da anziano scultore e si presentò come Ananta Maharana. Egli promise che se gli fosse stato concesso di lavorare a porte chiuse per ventuno giorni, la Divinità sarebbe stata scolpita. Immediatamente furono fatti i preparativi. In accordo alle istruzioni dell’anziano scultore, tutti gli altri artisti erano impegnati nel realizzare i tre carri. Quindi l’anziano scultore portò il Daru-brahman nel tempio e chiuse le porte, dopo che il re aveva promesso allo scultore che lo avrebbe lasciato lavorare da solo e che, non avrebbe mai aperto le porte del tempio prima di ventuno giorni. Dopo quattordici giorni, comunque, il re non udiva più alcun rumore proveniente dal tempio e così divenne ansioso. Sebbene il suo ministro glielo avesse più volte proibito, il re, su consiglio della sua regina, forzò la porta del tempio con le sue mani e la aprì. Dentro, il re non trovò più lo scultore, però vide che il Daru-brahman si era manifestato in tre forme, come il Signore Jagannatha, Subadra e Balarama. Avvicinandosi a queste tre Divinità, vide che le mani e i piedi non erano stati completati. Allora il ministro lo informò che in realtà l’architetto non era altri che il Signore Jagannatha Stesso e che poiché il re aveva rotto la sua promessa aprendo le porte del tempio sette giorni prima dello scadere dei ventuno giorni, il Signore Jagannatha Si era manifestato in quel modo.
LA FORMA DEL SIGNORE DA ADORARE.... Allora il re, pensando di essere un grande offensore, decise di togliersi la vita. Così di nuovo si distese su un letto di erba kusha e iniziò a digiunare. Quando ormai era già trascorsa metà nottata, il Signore Jagannatha apparve in sogno al re e disse: "Io sono situato eternamente qui a Nilacala nella forma del Signore Jagannatha come Daru-brahman. Scendo in questo mondo materiale in ventiquattro incarnazioni con la Mia dimora. Non posseggo ne mani ne piedi materiali, ma con i Miei sensi trascendentali accetto tutto ciò che i Miei devoti Mi offrono, e per il beneficio del mondo Mi sposto da un luogo all’altro. Tu hai rotto la promessa che avevi fatto, ma manifestare la forma del Signore Jagannatha fa parte della dolcezza dei Miei divertimenti, che protegge le parole eterne dei Veda. In ogni modo, i devoti i cui occhi sono spalmati con il balsamo dell’amore, Mi vedranno sempre come Syamasundara, con il flauto. Se il tuo desiderio è quello di servirMi nell’opulenza, allora di volta in volta Puoi decorarMi con mani e piedi fatti d’oro o d’argento. Sappi comunque che le Mie membra sono gli ornamenti di tutti gli ornamenti. I Veda affermano, esplicitamente nella Svetasvatara Upanisad:
apani-pado javano grahita pasyaty acaksuh sa srinoty acaksuhsa vetti vedyam na ca tysyati vetta tam ahur agryam purusam mahantam (3.19)
"Senza piedi e mani, Egli si muove ed accetta. Senza occhi Egli vede, e senza orecchie Egli ascolta. Conosce tutto, ma nessuno conosce Lui. E’ chiamato la Persona Suprema".
Per confutare questa affermazione dei Veda, il Signore Jagannatha manifesta la Sua forma senza braccia ne gambe. Tuttavia, il Signore Jagannatha può accettare cinquantasei tipi di cibo, suddivisi in otto offerte giornaliere, e gira il mondo sul Suo splendido carro.
IL SIGNORE JAGANNATHA SODDISFA IL SUO DEVOTO.... Ascoltando le parole che il Signore Jagannatha gli aveva detto in sogno, il re divenne soddisfatto e Gli rivolse questa preghiera: "O mio Signore, concedi a coloro che appariranno nella famiglia dello scultore che ha manifestato la Tua forma era dopo era di partecipare alla costruzione dei tre carri." Il Signore Jagannatha accennando un lieve sorriso, replicò, "Sarà così!". Poi il Signore Jagannatha disse al re, "I discendenti di Visvavasu, che Mi ha servito come Nila-Madhava, dovranno servirMi generazione dopo generazione. Essi possono essere chiamati i Miei dayitas. I discendenti brahmana di Vidyapati nati da sua moglie dovrebbero compiere l’adorazione della Divinità per Me. E i suoi discendenti nati da sua moglie Sabari, Lalita dovrebbero cucinare il cibo destinato a Me. Essi saranno conosciuti come suydras". Poi il re Indradyumna disse al Signore Jagannatha, "Mio Signore ti prego concedimi un favore. Fa che le porte del tuo tempio siano chiuse solo per tre ore al giorno. Per le restanti ore fa che le porte siano aperte, in modo che tutti gli abitanti dell’universo possano vederTi. Inoltre fa si che ti venga offerto continuamente del cibo, in modo che le tue dita di loto non possano mai seccarsi." Il Signore Jagannatha replicò, "Tathastu, così sia" E per te , quale benedizione desideri?" Il re rispose, "affinché nessuno in futuro reclami come sua proprietà il tuo tempio, desidero non avere discendenti. Ti prego concedimi questa benedizione". Il Signore Jagannatha disse: "Tathastu, così sia". Così il misericordioso Signore Jagannatha, Subadra e Balarama apparvero in questo mondo per dare beneficio a tutti gli esseri viventi. Qual è il beneficio che essi concedono? E’ affermato nel Narada Purana:
pratimam tatra tam dristva svayam devena nirmitam anayasena vai yanti bhavanam me tato narch (U.Kh. 52.12)
Il Signore Supremo Narayana disse a Lakshmi-devi, "in quella grande dimora conosciuta come Purusottama-ksetra, che è raramente ottenuta in tutti i tre mondi, si trova la Divinità di Kesava, che era abbellita dal Signore Supremo Stesso. Se qualcuno semplicemente vede quella Divinità, sarà in grado facilmente di ritornare alla Mia dimora". In questo modo il Signore Jagannatha sta liberando l’universo intero, specialmente quando Egli viaggia sul suo carro davanti agli occhi di tutti. Quindi, noi offriamo i nostri rispettosi omaggi al Signore Jagannatha, Baladeva e Subadra e al loro caro servitore Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, per la cui misericordia milioni di persone in tutto il mondo stanno ottenendo beneficio eterno, partecipando al festival annuale del Ratha-Yatra. Cantiamo i santi nomi di Krishna e tiriamo il carro, otterremo così la misericordia illimitata del Signore Jagannatha.

Jaya Jagannatha Jaya Baladeva Jaya Subhadra
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