CAPITOLO 7

 

La Bhagavad-gita: Krishna e Arjuna

 

La conoscenza dell'Assoluto

 

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VERSO 1

sri-bhagavan uvaca
mayy asakta-manah partha
yogam yunjan mad-asrayah
asamsayam samagram mam
yatha jnasyasi tac chrinu

 

sri-bhagavan uvaca: il Signore Supremo disse; mayi: a Me; asakta-manah: mente attaccata; partha: o figlio di Pritha; yogam: realizzazione spirituale; yunjan: praticando; mat-asrayah: nella coscienza di Me (coscienza di Krishna); asamsayam: senza dubbio; samagram: completamente; mam: Me; yatha: come; jnasyasi: puoi conoscere; tat: che; srinu: cerca di ascoltare.

 

TRADUZIONE

Dio, la Persona Suprema, disse:
O figlio di Pritha, ascolta ora in che modo praticando lo yoga nella piena coscienza di Me, con la mente fissa in Me, potrai conoscerMi completamente, libero da ogni dubbio.

 

SPIEGAZIONE

In questo capitolo sarà chiarita la natura della coscienza di Krishna. Krishna possiede, all'infinito, tutte le perfezioni e queste pagine ci descrivono come Egli le manifesta. Sarà spiegata inoltre la divisione del genere umano in otto categorie: quattro riferite agli uomini fortunati che prendono rifugio in Krishna e quattro a quelli sfortunati che Lo rifiutano.
I primi sei capitoli hanno definito l'essere vivente come un'anima spirituale, distinta dalla materia, e capace di realizzare la sua vera identità praticando uno dei metodi di yoga. E la fine del sesto capitolo affermava che l'atto di fissare la mente in Krishna, la coscienza di Krishna, è la più alta forma di yoga. In realtà, non si può realizzare pienamente la Verità Assoluta se non si concentrano tutti i pensieri in Krishna.

La realizzazione del Brahman impersonale e quella del Paramatma, che è presente nel cuore di ciascuno, rimangono imperfette perché permettono solo una conoscenza parziale della Verità Assoluta. La perfezione della conoscenza e della scienza si trova in Krishna, e tutto si rivela alla persona che sviluppa la coscienza di Krishna. Chi è cosciente di Krishna realizza, al di la di ogni dubbio, che la conoscenza di Krishna è suprema e assoluta. I vari yoga sono altrettanti gradini che conducono alla coscienza di Krishna. Perciò, colui che adotta direttamente la coscienza di Krishna già conosce perfettamente il Brahman e il Paramatma. La pratica di questo yoga, la coscienza di Krishna, permette quindi di conoscere tutto: la Verità Assoluta, gli esseri individuali, la natura materiale e ogni cosa che riguarda le loro differenti manifestazioni.

La cosa migliore sarà dunque quella di seguire il sentiero dello yoga secondo gli insegnamenti dell'ultimo verso del sesto capitolo: fissare i pensieri in Krishna, il Signore Supremo, con la pratica del servizio di devozione nelle sue nove forme,¹ di cui la prima (sravanam), e la più importante, consiste nell'ascoltare le glorie del Signore. Perciò, in questo verso, Krishna dice ad Arjuna "ascolta" (tat chrinu). Non c'è autorità superiore a Krishna, perciò ascoltandoLo si riceve la migliore possibilità di diventare perfettamente coscienti di Krishna. Si deve perciò ricevere questa scienza suprema da Krishna in persona o dal Suo puro devoto, non da un non devoto che è orgoglioso della sua erudizione accademica.
Anche lo Srimad Bhagavatam spiega l'arte di acquisire la scienza di Krishna, la Persona Suprema, la Verità Assoluta:

 

srinvatam sva-kathah krishnah
punya-sravana-kirtanah
hridy antah-stho hy abhadrani
vidhunoti suhrit satam

nasta-prayesv abhadresu
nityam bhagavata-sevaya
bhagavaty uttama-sloke
bhaktir bhavati naisthiki

tada rajas-tamo-bhavah
kama-lobhadayas ca ye
ceta etair anaviddham
sthitam sattve prasidati

evam prasanna-manaso
bhagavad-bhakti-yogatah
bhagavat-tattva-vijnanam
mukta-sangasya jayate

bhidyate hridaya-granthis
chidyante sarva-samsayah
ksiyante casya karmani
drista evatmanisvare

 

"Ascoltare dagli Scritti vedici ciò che riguarda Krishna o accostarsi direttamente ai Suoi insegnamenti attraverso la Bhagavad-gita sono atti puri. Sri Krishna, presente nel cuore di ognuno, agisce come amico benevolo e purifica il devoto che è sempre impegnato ad ascoltare le Sue glorie, ascolto che risveglia in lui la conoscenza trascendentale. Quanto più il devoto ascolta le glorie di Krishna da altri devoti e dalla lettura dello Srimad Bhagavatam, tanto più diventa fisso nel servizio di devozione al Signore. E quanto più agisce con devozione, tanto più si libera dalle influenze della passione e dell'ignoranza e vede diminuire i suoi desideri materiali. Eliminata la cupidigia e l'avarizia, raggiunge la virtù pura, si sente ravvivato dal servizio di devozione e capisce pienamente la scienza di Dio. Così il bhakti-yoga scioglie il potente nodo degli attaccamenti materiali e permette di raggiungere subito la realizzazione perfetta (asamsayam samagram) della Verità Suprema e Assoluta, la Persona Divina e Sovrana." (S.B. 1.2.17-21)

In conclusione, si può capire la scienza di Krishna solo ascoltandola da Krishna o dal Suo devoto.

 

 

VERSO 2

jnanam te 'ham sa-vijnanam
idam vaksyamy asesatah
yaj jnatva neha bhuyo 'nyaj
jnatavyam avasisyate

 

 

jnanam: conoscenza fenomenica; te: a te; aham: Io; sa; con; vijnanam: conoscenza del noumeno; idam: questa; vaksyami: spiegherò; asesatah: completa; yat: che; jnatva: conoscendo; na: non; iha: in questo mondo; bhuyah: ulteriore; anyat: niente altro; jnatavyam: conoscibile; avasisyate: resta.

 

TRADUZIONE

Ora ti rivelerò in modo completo questa conoscenza del fenomeno e del noumeno, al di là della quale nient'altro ti resta da conoscere.

 

SPIEGAZIONE

La conoscenza completa include la conoscenza del mondo fenomenico, quella del mondo spirituale e dell'origine di entrambe. Questa scienza trascendentale, Krishna la trasmetterà ora ad Arjuna, perché Arjuna è il Suo devoto e intimo amico. Sono così confermate le parole del Signore all'inizio del quarto capitolo: solo un devoto del Signore può acquisire la conoscenza perfetta, e solo il Signore, o il Suo rappresentante nella successione dei maestri spirituali, può trasmettergli questa conoscenza. Dobbiamo essere abbastanza intelligenti da attingere la conoscenza alla sua fonte, la causa di tutte le cause e l'unico oggetto di meditazione in tutti gli yoga. Chi conosce questa causa suprema non ha più nient'altro da conoscere. I Veda (Mundaka Upanisad 1.3) lo confermano (kasmin bhagavo vijnjate sarvam vijnatam bhavati).

 

 

VERSO 3

manusyanam sahasresu
kascid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kascin mam vetti tattvatah

 

manusyanam: di uomini; sahasresu: tra molte migliaia; kascit: qualcuno; yatati: si sforza; siddhaye; verso la perfezione; yatatam: di coloro che si sforzano; api: in verità; diddhanam: di coloro che hanno raggiunto la perfezione; kascit: qualcuno; mam: Me; vetti: conosce; tattvatah: veramente.

 

TRADUZIONE

Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione, e tra coloro che la raggiungono, raro è colui che Mi conosce veramente.

 

SPIEGAZIONE

Ci sono diverse categorie di uomini, e tra le migliaia, forse uno soltanto sarà abbastanza interessato alla realizzazione spirituale da approfondire la sua conoscenza del corpo, dell'anima e della Verità Assoluta. Di solito l'uomo si lascia guidare dalle tendenze animalesche - mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi - e rare sono le persone che provano qualche interesse per la conoscenza spirituale. Proprio a queste persone si rivolgono i primi sei capitoli della Bhagavad-gita, che rivelano la natura dell'anima individuale e dell'Anima Suprema, e insegnano il jnana-yoga, il dhyana-yoga e il sankhya come metodi di realizzazione spirituale. Tuttavia, soltanto le persone coscienti di Krishna possono conoscere Sri Krishna, la Persona Suprema. Gli altri spiritualisti, jnani e yogi, non giungono mai a superare il Brahman impersonale o il Paramatma, che sono aspetti più accessibili della Verità Assoluta.

I jnani e gli yogi rimangono confusi quando tentano di comprendere Krishna, sebbene il più grande degli impersonalisti, Sripada Sankaracarya, abbia riconosciuto nel suo commento della Bhagavad-gita che Krishna è Dio, la Persona Suprema. Ma i suoi discepoli non accettano Krishna come Dio, perché Krishna, la Verità Assoluta, difficilmente Si lascia conoscere dai non devoti, anche quando essi l'hanno realizzato sotto l'aspetto del Brahman impersonale, isvarah paramah krishnah sac-cid-ananda-vigrahah, anadir adir govindah sarva-karana-karanam: "Krishna è il Signore originale, Govinda; Egli è il maestro assoluto, la causa di tutte le cause e la Sua forma è tutta di eternità, conoscenza e felicità." (B.s. 5.1)

È molto difficile per i non devoti conoscere Krishna. I non devoti sostengono che la via del bhakti-yoga è troppo facile; perché allora non adottarla? Perché scegliere la via difficile? In realtà, la bhakti non è una via facile, ed essi sono incapaci di praticarla. Il bhakti-yoga, come lo praticano certi profani che non hanno conoscenza di ciò che è la bhakti, può essere facile, ma quando è seguito con serietà, secondo i principi regolatori delle Scritture, anche i grandi "filosofi" ed "eruditi" cadono da questo sentiero. Srila Rupa Gosvami scrive nel suo Bhakti-rasamrita-sindhu (1.2.101):

 

sruti-smriti-puranadi-
pancaratra-vidhim vina
aikantiki harer bhaktir
utpatayaiva kalpate

 

"Il bhakti-yoga non conforme ai Testi che hanno autorità in materia - come le Upanisad, i Purana, il Narada-pancaratra e altri - è solo un inutile disturbo per la società."

È impossibile al jnani e allo yogi che hanno rispettivamente realizzato la Verità Assoluta come Brahman e Paramatma, conoscere Krishna, la Persona Suprema, l'origine stessa del Brahman e del Paramatma, e comprendere il Suo ruolo come figlio di Yasoda o come conduttore del carro di Arjuna. Talvolta perfino i grandi esseri celesti sono disorientati di fronte alla personalità di Krishna, confermando così le parole del Signore: "In verità nessuno Mi conosce come sono", muhyanti yat surayah; mamtu veda na kascana. E se nonostante tutto qualcuno giunge a conoscerLo, il Signore afferma che tale mahatma è infinitamente raro (sa mahatma su-durlabhah).

Senza il servizio di devozione non possiamo conoscere Krishna così com'è veramente (tattvatah), anche se siamo grandi eruditi e filosofi. Soltanto i puri devoti possono in parte comprendere le Sue qualità trascendentali e inconcepibili, la Sua ricchezza, la Sua fama, la Sua bellezza, la Sua potenza, la Sua saggezza e la Sua rinuncia infinite, poiché Krishna, la causa di tutte le cause, Si avvicina spontaneamente ai Suoi puri devoti. Egli è l'oggetto ultimo della realizzazione del Brahman e solo i devoti possono conoscerLo così com'è. Il Bhakti-rasamrita-sindhu (1.2.234) lo conferma:

 

atah sri-krishna-namadi
na bhaved grahyam indriyaih
sevonmukhe hi jihvadau
svayam eva sphuraty adah

 

"Nessuno, con i rozzi sensi materiali, può conoscere Krishna così com'è. Egli si rivela solo ai Suoi devoti, soddisfatto dell'amore e della devozione che Gli mostrano nel servirLo."

 

 

VERSO 4

bhumir apo 'nalo vayuh
kham mano buddhir eva ca
ahankara itiyam me
bhinna prakritir astadha

 

bhumih: terra; apah: acqua; analah: fuoco; vayuh: aria; kham: etere; manah: mente; buddhih: intlligenza; eva: certamente; ca: e; ahankarah: falso ego; iti: così; iyam: tutte queste; me: Mie; bhinna: separate; prakritih: energie; astadha: in numero di otto.

 

TRADUZIONE

Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego - questi otto elementi, distinti da me, costituiscono la Mia energia materiale.

 

SPIEGAZIONE

La scienza di Dio studia nei particolari la natura di Dio e quella delle Sue differenti energie. Per esempio, la natura materiale, detta prakriti, è l'energia che Egli manifesta attraverso i purusa-avatara. Il Satvata-tantra precisa:

 

visnos tu trini rupani
purusakhyany atho viduh
ekam tu mahatah srastri
dvitiyam tv anda-samsthitam
tritiyam sarva-bhuta-stham
tani jnatva vimucyate

 

"Per creare l'universo materiale, l'emanazione plenaria di Krishna, Visnu, assume tre aspetti. Il primo, Maha-Visnu, crea la totalità dell'energia materiale, o mahat-tattva; il secondo, Garbhodakasayi Visnu, penetra in ogni universo dove crea la varietà; il terzo, Ksirodakasayi Visnu, è presente ovunque, penetra fin nel più piccolo atomo ed è conosciuto col nome di Paramatma, l'Anima Suprema. Chiunque raggiunga la conoscenza di questi tre Visnu può liberarsi dai legami della materia."

L'universo materiale è dunque la manifestazione transitoria di una delle energie del Signore, e all'interno di esso tutto si svolge sotto il controllo dei tre Visnu, che sono emanazioni di Krishna. Colui che ignora la scienza di Krishna, Dio, crede che questo universo sia stato creato per il piacere degli esseri viventi e che essi ne siano dunque la causa, i padroni e i beneficiari assoluti, cioè i purusa. Secondo la Bhagavad-gita questa teoria atea è falsa. Il verso che stiamo esaminando afferma che Krishna è la causa originale della manifestazione materiale. Questa verità è confermata anche dallo Srimad Bhagavatam. Gli elementi materiali che compongono la creazione sono energie distinte del Signore; anche il brahmajvoti, che si trova oltre l'universo materiale, è una Sua energia. A differenza dei pianeti Vaikuntha, il brahmajvoti non contiene la varietà spirituale, eppure gli impersonalisti lo accettano come il fine ultimo dell'esistenza. Neppure il Paramatma ha un'esistenza permanente nel mondo spirituale, ma è solo una manifestazione onnipresente temporanea di Ksirodakasayi Visnu. Così Krishna, Dio, la Persona Suprema, è senza alcun dubbio la Verità Assoluta. Egli è la fonte e il maestro di tutte le energie, interne ed esterne.

Come indica questo verso, l'energia materiale conta otto elementi di base, di cui i primi cinque (la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria e l'etere) sono detti "giganti", o grossolani. Essi costituiscono le manifestazioni fisiche dell'odore, del sapore, della forma, del tatto, del suono, cioè dei cinque oggetti dei sensi, che essi includono. La scienza materiale non va oltre questi dieci elementi e ignora l'esistenza dei tre elementi sottili che sono la mente, l'intelligenza e il falso ego. Esistono studiosi che s'interessano alla mente, ma la loro conoscenza non è completa perché non conoscono Krishna, fonte di tutto ciò che esiste. Il falso ego, l'ego materiale, che ci fa pensare "io sono" e "io possiedo", è la radice stessa dell'esistenza materiale e comprende altri dieci "elementi,": i cinque organi di percezione (il naso, la lingua, gli occhi, la pelle e gli orecchi) e i cinque organi d'azione del corpo (la bocca, le braccia, le gambe, l'apparato genitale e l'ano. L'intelligenza, invece, si riferisce alla totalità della creazione materiale (che si designa col nome di mahat-tattva). I ventiquattro elementi della natura materiale si manifestano dunque a partire dalle otto energie distinte del Signore, di cui parla questo verso.² Costituiscono anche l'oggetto della filosofia atea del sankhya, ma quest'ultima non riconosce Krishna come la causa di tutte le cause, e si limita così s una conoscenza parziale delle energie esterne di Krishna.

 

 

VERSO 5

apareyam itas tv anyam
prakritim viddhi me param
jiva-bhutam maha-baho
yayedam dharyate jagat

 

apara: inferiore; iyam: questo; itah: oltre a questa; tu: ma; anyam: un'altra; prakritim: energia; viddhi: cerca di capire; me: Mia; param: superiore; jiva-bhutam: che comprende gli esseri viventi; maha-baho: o Arjuna dalle braccia potenti; yaya: da cui; idam: questo; dharyate: è utilizzato o sfruttato; jagat: il mondo materiale.

 

TRADUZIONE

O Arjuna dalle braccia potenti, oltre a questa energia ne esiste un'altra, la Mia energia superiore, costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse dell'energia inferiore, la natura materiale.

 

SPIEGAZIONE

Da questo verso si deduce chiaramente che gli esseri viventi appartengono all'energia superiore del Signore Supremo. La Sua energia inferiore, come abbiamo visto nel verso precedente, è costituita dagli otto principali elementi materiali, cioè la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria, l'etere, la mente, l'intelligenza e il falso ego. Le due forme della natura materiale, cioè la forma grossolana (terra, ecc.) e quella sottile (mente, ecc.), sono prodotti dell'energia inferiore. Gli esseri viventi, che sfruttano questa energia inferiore per diversi scopi, costituiscono l'energia superiore del Signore Supremo, ed è questa energia che fa funzionare l'intero mondo materiale. La manifestazione cosmica non ha alcun potere d'azione senza l'intervento dell'energia superiore, cioè gli esseri viventi. Ogni energia è sempre controllata dalla sua fonte, perciò gli esseri viventi sono sempre controllati dal Signore, non possono esistere fuori di Lui né possono uguagliare la Sua potenza, come sostengono le persone prive d'intelligenza. Lo Srimad Bhagavatam precisa così la posizione dell'essere individuale nei confronti del Signore Supremo:

 

aparimita dhruvas tanu-bhrito yadi sarva-gatas
tarhi na sasyateti nyamo dhruva netaratha
ajani ca yan-mayam tad avimucya niyantr bhavet
samam anujanatam yad amatam mata-dustataya

 

"O Supremo Eterno! Se gli esseri incarnati fossero eterni e onnipresenti come Te, non sarebbero sotto il Tuo controllo. In realtà, sono particelle infinitesimali di una delle Tue energie e Ti sono sempre subordinati. Perciò possono raggiungere la liberazione perfetta solo accettando la Tua guida e abbandonandosi a Te; allora soltanto troveranno la felicità e saranno in pieno possesso del loro potere. Gli ignoranti che sostengono l'uguaglianza assoluta di Dio e degli esseri viventi (monismo) sono in realtà guidati da un'opinione erronea e contaminata," (S.B.10.87.30)

Sri Krishna, il Signore Supremo, è dunque l'unico controllore, e tutti gli esseri viventi sono controllati da Lui. Essi costituiscono la Sua energia superiore perché la loro natura partecipa di quella del Signore, tuttavia non possiedono, sul piano quantitativo, la Sua stessa potenza. Infatti, manipolando le energie materiali grossolane e sottili, l'essere vivente ne rimane condizionato, e sotto l'influsso della materia dimentica la sua mente e la sua intelligenza spirituali. Quest'oblio è dovuto all'influenza della materia sull'essere vivente. Ma quando l'essere si libera dall'illusione materiale raggiunge la mukti, la liberazione. Il falso ego, sotto l'influenza dell'illusione, ci dice: "Tu sei materia". Ma l'essere liberato abbandona questi concetti errati, inclusa la prospettiva di una fusione totale con Dio. Si può dunque concludere dagli insegnamenti della Bhagavad-gita che l'essere vivente costituisce solo una delle molteplici energie del Signore, e quando si libera dal condizionamento materiale diventa pienamente cosciente di Krishna. Ciò rappresenta la liberazione perfetta.

 

 

VERSO 6

etad-yonini bhutani
sarvanity upadharaya
aham kritsnasya jagatah
prabhavah pralayas tatha

 

etat: queste due nature; yonini: la cui fonte di nascita; bhutani: ogni cosa creata; sarvani: tutti; iti: cosi; upadharaya: sanno; aham: Io; kritsnasya: che include tutto; jagatah: del mondo; prabhavah: la fonte della manifestazione; pralayah: distruzione; tatha: anche.

 

TRADUZIONE

Tutti gli esseri creati hanno origine da queste due nature. Sappi per certo che di tutto ciò che è materiale e di tutto ciò che è spirituale in questo mondo Io sono l'origine e la fine.

 

SPIEGAZIONE

Tutto ciò che esiste è prodotto dall'unione dell'anima con la materia. Tutto riposa sull'energia spirituale. L'anima non è creata dalla materia a un certo stadio della sua evoluzione. Anzi è la materia che trae origine dall'energia spirituale, da cui si manifesta l'intero universo; il corpo materiale si sviluppa, passando dall'infanzia alla maturità e poi alla vecchiaia, perché una forza superiore gli dà vita, e questa energia vitale è l'anima. Similmente, l'universo esiste e si sviluppa grazie alla presenza dell'Anima Suprema, Visnu. La materia e lo spirito, che unendosi formano l'intera manifestazione cosmica, "la forma universale", sono in origine due energie del Signore, perciò il Signore è la causa originale di tutto. L'essere individuale, frammento infinitesimale del Signore, può trasformare a suo piacere le energie materiali in grattacieli, fabbriche, città e così via, ma non può creare la materia dal nulla, perciò è del tutto incapace di creare un pianeta o un universo. Come conferma la KathaUpanisad (2.2.13): nityo nityanam cetanas cetananam, l'origine dell'universo è l'Anima Suprema, Krishna, l'Essere Supremo fra tutti gli esseri individuali e la causa d tutte le cause.

 

 

VERSO 7

mattah parataram nanyato
kincid asti dhananyaya
mayi sarvam idam protam
sutre mani-gana iva

 

mattah: al di là di Me; para-taram: superiore; na: non; anyat kincit: niente altro; asti: c'è; dhananjaya: o conquistatore delle ricchezze; mayi: in Me; sarvam: tutto ciò che esiste; idam: che vediamo; protam: è infilato; sutre: su un filo; mani-ganah: perle; iva: paragonato a.

 

TRADUZIONE

O conquistatore delle ricchezze, non esiste verità superiore a Me. Tutto su Me riposa come perle su un filo.

 

SPIEGAZIONE

La Verità Assoluta è una Persona o Tutto impersonale? Questo argomento è da sempre oggetto di controversia. Ma la Bhagavad-gita, e questo verso in particolare, dimostra perfettamente che la Verità Assoluta è una Persona, Sri Krishna, Dio la Persona Suprema. Ciò è confermato anche nella Brahma-samhita (5.1), isvarah paramah Krishnah sac-cid-ananda-vigrahah anadir adir govindah sarva-karana-karanam: "La Verità Assoluta è il Signore Supremo, Sri Krishna, Govinda, che è il Signore originale, la fonte di tutti i piaceri e la forma eterna della conoscenza e della felicità assoluta." Tutte le Scritture che hanno autorità in materia non lasciano dubbi: la Verità Assoluta è la Persona Suprema, la causa di tutte le cause. Ma gli impersonalisti sostengono il contrario basandosi sulla Svetasvatara Upanisad (3.10), tato yad uttarataram tad arupam anamayam / ya etad vidur amritas te bhavanti athetare duhkham evapiyanti: "Il primo essere dell'universo è Brahma, superiore a tutti gli esseri celesti, agli uomini e alle bestie. Ma al di là di Brahma si trova l'Assoluto, che non ha forma materiale ed è libero da ogni contaminazione. Chiunque realizzi quest'Assoluto trascende la materia, ma chi Lo ignora continuerà a subire le sofferenze del mondo materiale."

In questo verso gli impersonalisti mettono in rilievo il termine arupam senza forma), ma questo termine non significa "impersonale", indica solo che la Verità Assoluta è il Signore Supremo, Sri Krishna, Govinda, che è il Signore originale, la fonte di tutti i piaceri e la forma eterna della conoscenza e della felicità assoluta." Tutte le Scritture che hanno autorità in materia non lasciano dubbi: la Verità Assoluta è la Persona Suprema, la causa di tutte le cause. Ma gli impersonalisti sostengono il contrario basandosi sulla Svetasvatara Upanisad (3.10), tato yad uttarataram tad arupam anamayam / ya etad vidur amritas te bhavanti athetare duhkham evapiyanti: "Il primo essere dell'universo è Brahma, superiore a tutti gli esseri celesti, agli uomini e alle bestie. Ma al di là di Brahma si trova l'Assoluto, che non ha forma materiale ed è libero da ogni contaminazione. Chiunque realizzi quest'Assoluto trascende la materia, ma chi Lo ignora continuerà a subire le sofferenze del mondo materiale."

In questo verso gli impersonalisti mettono in rilievo il termine arupam (senza forma), ma questo termine non significa "impersonale"; indica solo che la Verità Assoluta non ha una forma materiale, che la Sua forma è eterna, tutta di conoscenza e felicità, come la Brahma-samhita la descrive nel verso citato poco prima. Altri versi della Svetasvatara Upanisad (3.8.9) confermano del resto che la Verità Assoluta è una persona, la Persona Suprema:

 

vedaham etam purusam mahantam
aditya-varnam tamasah parastat
tam eva vidvan ati mrityum eti
nanyah pantha vidyate 'yanaya

yasmat param naparam asti kincid
yasman naniyo no jyayo 'sti kincit
vriksa iva stabdo divi tistaty ekas
tenedam purnam purusena sarvam

 

"Io conosco questo Essere Supremo, che trascende le tenebre materiali. Solo chi Lo conosce può vincere la nascita e la morte, e raggiungere la liberazione. Nessuna verità Gli è superiore: Egli è l'Essere Supremo. È più piccolo del più piccolo, ed è anche più grande del più grande. Come un albero silenzioso, Egli Si erge illuminando tutto il mondo spirituale ed estendendo le Sue innumerevoli energie come un albero fa con le sue radici."

Questi versi ci permettono di concludere ancora una volta che la Verità Assoluta è la Persona Suprema, onnipresente attraverso le Sue energie materiali è spirituali.

 

 

VERSO 8

raso 'ham apsu kaunteya
prabhasmi sasi-suryayoh
pranavah sarva-vedesu
sabdah khe paurusam nrisu

 

rasah: gusto; aham: Io; apsu: nell'acqua; kaunteya: o figlio di kunti; prabha: la luce; asmi: Io sono; sasi-suryayoh: della luna e del sole; pranavah: le tre lettere a-u-m; sarva; in tutti; vedesu; i Veda; sabdah: vibrazione sonora; khe: nell'etere; paurusam: abilità; nrisu: nell'uomo.

 

TRADUZIONE

Sono il sapore dell'acqua, o figlio di Kunti, la luce del sole e della luna e la sillaba om nei mantra vedici. Sono il suono nell'etere e l'abilità nell'uomo.

 

SPIEGAZIONE

Questo verso spiega come il Signore manifesti la Sua onnipresenza attraverso le Sue energie materiali e spirituali. All'inizio della vita spirituale si può dunque percepire la Verità Assoluta attraverso le Sue differenti energie e realizzare così il Suo aspetto impersonale. Come si può percepire l'esistenza personale del dio del sole attraverso i raggi del sole, così il Signore, che non lascia mai il Suo regno, può essere percepito attraverso le Sue molteplici energie. Il principio attivo dell'acqua, per esempio, è il suo gusto. A nessuno piace bere l'acqua di mare, perché il gusto puro dell'acqua è mischiato con quello del sale.

È la purezza del suo gusto che rende l'acqua così gradevole, e questo gusto puro è un'energia del Signore. Ma queste energie possono essere percepite in diversi modi: mentre l'impersonalista si accontenterà di vedere L'Assoluto nel gusto dell'acqua, il personalista non dimenticherà di glorificare il Signore per aver permesso agli esseri di spegnere la loro sete. Questa è una comprensione superiore dell'Assoluto. In realtà, personalismo e impersonalismo non si oppongono veramente. Chi conosce Dio, sa che ogni cosa racchiude sia il Suo aspetto personale sia quello impersonale, come insegna anche Sri Caitanya Mahaprabhu con la sublime dottrina dell'acintya bheda e abheda-tattva: l'unità e la molteplicità simultanee.

In origine, la luce del sole e della luna emanano dal brahmajyoti, lo sfolgorio impersonale del Signore. L'omkara, detto anche pranava, cioè il suono trascendentale con cui s'inizia ogni mantra vedico, si rivolge al Signore Supremo. Gli impersonalisti, che si spaventano solo all'idea di glorificare il Signore pronunciando uno dei Suoi innumerevoli nomi, preferiscono vibrare il suono dell'omkara, senza sapere che anch'esso è la rappresentazione sonora di Krishna. Così la coscienza di Krishna abbraccia tutto e chiunque l'adotti è liberato, mentre coloro che la ignorano rimandano nell'illusione e sono condizionati dalla materia.

 

 

VERSO 9

punyo gandhah prithivyam ca
tejas casmi vibhavasau
jivanam sarva-bhutesu
tapas casmi tapsvisu

 

punyah: originale; gandhah: fragranza; prithivyam: nella terra; ca; anche; tejah: calore; ca; anche; asmi: Io sono; vibhavasau: nel fuoco; jivanam: la vita; sarva: in tutti; bhutesu: gli esseri viventi; tapah: austerità; ca: anche; asmi: Io sono; tapasvisu: di coloro che praticano l'austerità.

 

TRADUZIONE

Sono il profumo originale della terra e il calore del fuoco. Sono la vita di tutto ciò che vive e l'austerità dell'asceta.

 

SPIEGAZIONE

Ogni cosa in questo mondo, come per esempio un fiore, la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria, possiede un profumo, un sapore caratteristico. Queste proprietà, che dipendono dai componenti chimici dei vari oggetti, possono essere alterate dalla combinazione dei componenti stessi. Tuttavia c'è una fragranza, un sapore iniziale, puro e inalterato (punya), che impregna ogni parte della creazione: questo profumo, questo sapore originario è Krishna. La parola vibhavasu indica il fuoco, indispensabile alla cottura degli alimenti, alla messa in moto di numerose macchine e alla digestione, poiché, come insegna la medicina vedica, la cattiva assimilazione degli alimenti è dovuta a una temperatura troppo bassa all'interno dello stomaco. Nella coscienza di Krishna si realizza che gli alimenti vitali (la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria e tutti gli altri) provengono da Krishna, che concede e controlla anche la vita stessa e la sua durata. L'uomo può quindi, per la grazia di Krishna, prolungare o accorciare la propria esistenza. La coscienza di Krishna agisce dunque a tutti i livelli.

 

 

VERSO 10

bijam mam sarva-bhutanam
viddhi partha sanatanam
buddhir buddhimatam asmi
tejas tejasvinam aham

 

bijam: il seme; mam: Me; sarva-bhutanam: di tutti gli esseri viventi; viddhi: cerca di capire; partha: o figlio di Pritha; sanatanam: originale, eterno; buddhih: intelligenza; buddhi-matam: dell'intelligente; asmi: Io sono; tejah: la potenza; tejasvinam: del potente; aham: Io sono.

 

TRADUZIONE

O figlio di Pritha, sappi che Io sono il seme originale di tutte le esistenze. Sono l'intelligenza dell'intelligente e la potenza del potente.

 

SPIEGAZIONE

Krishna è il seme originale (bijam). Quando questo seme entra in contatto con l'energia materiale sono generati gli esseri viventi mobili, come gli uomini, le bestie, gli uccelli, i rettili, e quelli immobili, come piante e gli alberi, che insieme formano 8.400.000 specie. Di tutti, Krishna è il seme della vita. Gli Scritti vedici stabiliscono chiaramente che il Brahman Supremo, la Verità Assoluta, è Colui dal quale tutto emana, dal quale tutto è nato. Krishna è questo Parabrahman, questo Brahman Supremo. Il Brahman è impersonale, il Parabrahman è personale; il secondo include il primo. Questo è l'insegnamento della Bhagavad-gita. Krishna è dunque l'origine di tutto. Come l'albero è sostenuto dalle radici, così l'intera creazione materiale è sostenuta da Krishna, radice originale di tutte le cose. Questo è confermato anche negli Scritti vedici (Katha Upanisad 2.2.13):

 

nityo nityanam cetanas cetananam
eko bahunam yo vidadhati kaman

 

Krishna è l'Essere eterno per eccellenza. È il supremo Essere vivente tra tutti gli esseri viventi e Lui da solo mantiene ogni vita. Senza intelligenza non si può agire, e Krishna è l'origine dell'intelligenza, come Lui stesso afferma. Se non si è intelligenti non si può capire Krishna, Dio la Persona Suprema.

 

 

 

 

 

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