Davanti alla copertina di un'opera come Il Libro
di Krishna, l'immediata reazione di un occidentale sarà quella di
chiedersi: "Chi è Krishna? E quella ragazza accanto a Lui?"
Krishna è Dio, la Persona Suprema. Come si può affermare ciò? Perché la
Persona di Krishna corrisponde nei minimi particolari alle descrizioni
dell'Essere supremo, Dio. In altre parole, Krishna, è Dio perché è infinitamente
affascinante. Se non includesse questa caratteristica, la parola di Dio
perderebbe ogni significato. E che cosa rende un essere infinitamente
affascinante? Prima di tutto la ricchezza: una grande fortuna attira sempre.
E altrettanto attira la potenza, la fama, la bellezza, la saggezza, il
distacco da tutto. Questi attributi rendono affascinante colui che li
possiede. Così, la nostra esperienza ci dice che il fascino viene dalla
1) ricchezza, 2) potenza, 3) fama, 4) bellezza, 5) saggezza e 6) rinuncia.
Colui che possiede contemporaneamente tutte queste perfezioni, e le possiede
all'infinito, è considerato Dio, la Persona Suprema, infinitamente affascinante.
Parasara Muni, grande autorità in materia di conoscenza vedica, descrive
queste perfezioni nei suoi insegnamenti.
Abbiamo conosciuto uomini ricchi, potenti, celebri, belli, eruditi o distaccati
dai beni materiali (sannyasi); mai, però, nella storia abbiamo
sentito parlare di qualcuno che sia stato allo stesso tempo infinitamente
ricco, potente, celebre, bello, saggio e distaccato, come Krishna. Krishna,
Dio, la Persona Suprema, è un personaggio storico, apparso 5.000 anni
fa sulla Terra, dove rimase per 125 anni interpretando la parte di un
essere umano. Ma i Suoi atti sono senza uguali: dal momento della Sua
apparizione fino a quello della Sua scomparsa ogni Suo atto è rimasto
unico nella storia del mondo. Chiunque comprenda ciò che intendiamo col
termine Dio, accetterà Krishna come la Persona Suprema, Dio stesso. Nessuno
è uguale a Dio e nessuno Gli è superiore. Questo è il significato del
famoso detto: "Dio è grande."
Molti uomini parlano di Dio e in modi diversi, ma le Scritture vediche
e i grandi acarya di tutti i tempi -coloro che sono esperti nella
conoscenza di Dio e sono riconosciuti come autorevoli in materia, quali
Sankara, Ramanuja, Madhva, Visnusvami, Sri Caitanya Mahaprabhu e i maestri
che sono succeduti a loro- sono d'accordo nell'affermare che Krishna è
Dio, la Persona Suprema. Quanto a noi, che viviamo sull'esempio della
civiltà vedica, accettiamo la Storia dell'universo rivelata dalle Scritture
vediche. L'universo è diviso in numerosi sistemi planetari: superiori,
detti Svargaloka; intermedi, o Martyaloka; e inferiori, o Patalaloka.
Gli scienziati moderni non possono presentare nessuna prova storica di
avvenimenti accaduti più di 5.000 anni fa e gli antropologi affermano
che 40.000 anni fa l'homo sapiens non era ancora comparso sul
nostro pianeta perché non era stato ancora raggiunto un sufficiente grado
di evoluzione. Ma la Storia vedica, presentava nei Purana e nel
Mahabharata, narra fatti umani che risalgono a milioni e miliardi
di anni addietro.
Queste Scritture riportano anche la storia di apparizioni e scomparse
di Krishna avvenute milioni e miliardi di anni fa. Nel quarto capitolo
della Bhagavad-gita Krishna insegna ad Arjuna che entrambi conobbero
nel passato numerose esistenze, di cui Lui può ricordarsi, ma Arjuna no.
Questa è la differenza tra il sapere di Krishna e quello di Arjuna. Arjuna
era un grandissimo guerriero e un membro erudito della dinastia Kuru,
ma pur sempre un essere umano; mentre Krishna, la Persona Suprema, possiede
un sapere infinito, e poiché il Suo sapere è illimitato anche la Sua memoria
non conosce limiti.
Il sapere di Krishna è così perfetto che Gli permette di ricordare nei
particolari le Sue apparizioni avvenute milioni e miliardi di anni prima,
mentre la memoria e il sapere di Arjuna, umani, sono limitati da tempo
e spazio. Il quarto capitolo della Bhagavd-gita mostra come Krishna
possa ricordarSi dei tempi in cui istruiva Vivasvan, il deva del
sole, nella scienza della Bhagavad-gita, alcuni milioni di anni
prima.
Oggi è di moda tra gli atei voler identificarsi con Dio attraverso qualche
metodo mistico; pretesa, questa, che si fonda di solito su fantasticherie
o su prodezze nel campo della meditazione. Ma Krishna non è un Dio del
genere. Egli non "diventa" Dio inventando un tipo di meditazione o sottoponendoSi
alle severe austerità degli esercizi di yoga fisico. Per la precisione,
Egli non diventa mai Dio perché in tutte le circostanze è e rimane Dio.
Nella prigione dove Kamsa, lo zio materno, teneva prigionieri Suo padre
e Sua madre, Krishna, uscendo dal grembo materno, Si manifestò nella forma
di Visnu-Narayana, a quattro braccia. Poi Si trasformò in un neonato e
chiese a Suo padre di portarLo a casa di Nanda Maharaja e Yasoda, sua
sposa. Krishna era ancora un neonato quando la mostruosa Putana tentò
di ucciderLo, ma succhiando il latte dal suo seno Egli aspirò anche il
suo soffio vitale. Questa è la differenza tra il vero Dio e un Dio creato
di tutto punto nella fabbrica del misticismo. Certamente Krishna non aveva
ancora avuto il tempo di praticare qualche yoga, ma già manifestava
tutte le caratteristiche di Dio, la Persona Suprema; e fu così a ogni
tappa della Sua permanenza sulla Terra, da neonato a bambino, da bambino
ad adolescente, da adolescente a ragazzo. Il Libro di Krishna si
propone di descrivere i divertimenti che Egli rivelò nel Suo ruolo di
essere umano, perché Krishna Si diverte come un essere umano pur rimanendo
sempre Dio, la Persona Suprema.
Poiché Krishna è infinitamente affascinante, ognuno deve prendere coscienza
della necessità di orientare verso di Lui ogni desiderio. La Bhagavad-gita
c'insegna che l'individuo è maestro e proprietario del proprio corpo,
ma Krishna, che è l'Anima Suprema situata nel cuore di ciascuno, rappresenta
il maestro e il proprietario supremo di tutti i corpi. Così, se dirigiamo
verso Krishna, e soltanto verso di Lui, la nostra tendenza ad amare, subito
l'amore universale si affermerà insieme con l'unità e la pace. Se si annaffia
la radice di un albero, si nutriranno contemporaneamente i rami, le foglie,
i germogli e i fiori. Se si alimenta lo stomaco attraverso la bocca tutte
le vaie parti del corpo saranno soddisfatte.
L'arte di concentrare la propria attenzione sull'Essere Supremo e di offrirGli
il proprio amore è detta coscienza di Krishna. Noi abbiamo fondato il
Movimento per la Coscienza di Krishna affinché tutti possano soddisfare
la naturale tendenza ad amare gli altri semplicemente volgendo il proprio
amore verso Krishna. Tutto il mondo è impaziente di appagare questo desiderio
di amare ora assopito in noi, ma i diversi sistemi creati a questo fine
-socialismo, comunismo, altruismo, filantropia, nazionalismo, ecc.- si
rilevano tutti vani e causa di frustrazione, perché lasciano l'uomo del
tutto ignorante sull'arte di amare Krishna. E' credenza comune che la
felicità si ottenga prodigandosi per la causa dei princìpi morali e dei
riti religiosi, mentre altri sono convinti che la felicità dipenda dalla
ricchezza o da piacere dei sensi. La verità è che nessuno può essere felice
se non ama Krishna.
Krishna può ricambiare perfettamente l'amore che Gli è offerto nella forma
di differenti relazioni dette rasa, o sentimenti di dolcezza, che esistono
in dodici differenti forme. Si potrà amare Krishna come il supremo ignoto,
il supremo maestro, il supremo amico, il supremo figlio o il supremo amante.
Questi sono i cinque rasa fondamentali. Si potrà poi amare Krishna anche
in modo indiretto, in altre sette relazioni, che apparentemente differiscono
dalle prime cinque. Comunque, sarà sufficiente riporre in Krishna la propria
tendenza ad amare perché la nostra vita conosca il successo. Non si tratta
di una creazione della fantasia o di una speranza, bensì di una realtà
verificabile con la pratica, perché ogni persona può avvertire direttamente
gli effetti che l'amore per Krishna ha sulla propria vita.
Nel nono capitolo della Bhagavad-gita, la scienza della coscienza
di Krishna è definita come il re del sapere, il segreto tra i segreti
e la suprema scienza della realizzazione spirituale, di cui possiamo gustare
direttamente i frutti, perché la sua applicazione è molto facile e gioiosa.
Qualunque sia l'ampiezza degli atti che dedichiamo alla coscienza di Krishna,
questi atti diventano un patrimonio eterno nella nostra esistenza perché
non si cancellano in nessuna circostanza. Lo dimostra il fatto che la
giovane generazione dei Paesi occidentali, confusa e frustrata, ha potuto
sentire direttamente l'effetto di orientare la propria tendenza ad amare
verso Krishna, e Krishna soltanto.
Se un uomo pratica severe austerità e dure ascesi, se compie numerosi
sacrifici, ma non riesce a risvegliare il proprio amore latente per Krishna,
le sue ascesi saranno state inutili. D'altra parte, perché colui che ha
risvegliato questo amore dovrebbe sottoporsi a vane austerità?
Il Movimento per la Coscienza di Krishna è il meraviglioso dono di Sri
Caitanya Mahaprabhu alle anime degradate di quest'epoca. E' un metodo
molto semplice, introdotto in Occidente alcuni anni fa e i cui risultati
non lasciano ombra di dubbio: questo Movimento è in grado di soddisfare
la tendenza di tutti gli uomini ad amare, e Il Libro di Krishna contribuirà
a estendere l'opera di questo Movimento per la Coscienza di Krishna in
Occidente. A tutti piace spendere tempo ed energia nella lettura di libri
di fantasia, ma leggendo quest'opera questa tendenza può essere diretta
verso Krishna e il risultato sarà l'eterna soddisfazione dell'anima, sia
a livello individuale che collettivo.
La Bhagavad-gita afferma che anche il minimo passo compiuto sulla
via della coscienza di Krishna può salvarci dalla peggiore paura. Si possono
citare centinaia e migliaia di casi di persone scampate ai più gravi pericoli
grazie a un piccolo progresso nella coscienza di Krishna. Perciò noi chiediamo
a tutti di trarre profitto da questo grande libro spirituale. Il lettore
vi scoprirà, pagina dopo pagina, un favoloso tesoro d'arte, di scienza,
di letteratura, di filosofia, di spiritualità e infine, grazie alla semplice
lettura di quest'opera, sboccerà in lui l'amore per Dio.
Hare Krishna
A.C. Bhaktivedanta Swami
26 febbraio 1970,
anniversario
dell'apparizione di
Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati