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...continua Cap. 10
tesam evanukampartham tesam: per loro; eva: certamente; anukampa-artham: per mostrare una misericordia speciale; aham: Io; ajnana-jam: a causa dell'ignoranza; tamah: oscurità; nasayami: dissipo; atma-bhava: nei loro cuori; sthah: situato; jnana: di conoscenza; dipena: con la lampada; bhasvata: brillante.
TRADUZIONE Per mostrare loro una misericordia speciale Io che dimoro nel loro cuore, dissipo le tenebre nata dall'ignoranza con la torcia luminosa della conoscenza.
SPIEGAZIONE Migliaia di persone seguivano Sri Caitanya Mahaprabhu quando, a Benares, diffondeva il canto del mantra Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare; Prakasananda Sarasvati, invece, un erudito molto influente e famoso di quel tempo, Lo derideva e Lo accusava di essere un sentimentale. Capita, talvolta, che alcuni filosofi critichino i devoti e li prendano per ingenui sognatori senza filosofia, prigionieri delle tenebre dell'ignoranza. È un errore grossolano, perché numerosi devoti eruditi hanno esposto in modo filosofico i princìpi della devozione, e anche se un devoto non approfitta dei vantaggi che gli offrono le Scritture e il maestro spirituale, Krishna in persona, presente nel suo cuore, lo aiuterà, se è sincero, nel suo servizio di devozione. Il devoto sincero non rimane mai nell'ignoranza se serve il Signore con devozione ed è pienamente assorto nella coscienza di Krishna. I filosofi moderni pensano che non si possa avere la conoscenza pura senza essere dotati di una vasta erudizione. Ma il Signore Supremo in persona risponde a questi filosofi in questo verso: coloro che servono Krishna con una devozione pura, anche se mancano di erudizione e la loro conoscenza dei princìpi vedici è insufficiente, ricevono il Suo aiuto. Inoltre, il Signore insegna ad Arjuna che è impossibile conoscere la Verità Suprema e Assoluta, Dio, l'Essere Sovrano, con semplici speculazioni intellettuali. Dio è così grande che è impossibile conoscerLo o avvicinarLo con un semplice sforzo mentale; se l'uomo non Gli è devoto, se non Gli offre il suo amore, potrà anche meditare per milioni di anni senza mai comprendere Krishna, la Verità Suprema e Assoluta. Soltanto il servizio di devozione può soddisfare Krishna, che con la Sua energia inconcepibile Si rivela allora nel cuore del Suo puro devoto. Il puro devoto tiene sempre Krishna nel proprio cuore, perciò è paragonato al sole che dissipa le tenebre dell'ignoranza; questa è la speciale grazia che Krishna gli concede. Contaminato da numerosi milioni di vite trascorse nella materia, l'essere condizionato ha il cuore ricoperto dalla polvere del materialismo, ma quando serve il Signore con devozione e canta costantemente il mantra Hare Krishna, la polvere rapidamente vola via dal suo cuore, ed egli si eleva al piano della conoscenza pura. Solo il canto o la recitazione di questo mantra e il servizio di devozione, e non le speculazioni intellettuali o le discussioni, possono condurre a Visnu, il fine supremo. Il puro devoto non deve preoccuparsi delle necessità della vita, perché appena si sono allontanate le tenebre dal suo cuore, il Signore Supremo, che è soddisfatto dell'amore e del servizio del Suo devoto, provvede subito a tutti i suoi bisogni. Dal momento in cui il Signore Si prende cura di lui, il devoto non deve più fare sforzi materiali per le proprie necessità. Questo è, in sostanza, l'insegnamento della Bhagavad-gita, il cui studio porta l'uomo ad abbandonarsi totalmente al Signore Supremo e a servirLo con devozione pura.
arjuna uvaca arjunah uvaca: Arjuna disse: param: suprema; brahma: verità; param: supremo; dhama: sostentamento; pavitram: pura; paramam: suprema; bhavan: Tu; purusam: personalità; sasvatam: originale; divyam: trascendentale; adi-devam: il Signore originale; ajam: non nato; vibhum: il più grande; ahuh: dicono; tvam: di Te; risayah: i saggi; sarve: tutti; deva-risih: i saggi tra gli esseri celesti; naradah: Narada; tatha: anche; asitah: Asita; devalah: Devala; vyasah: Vyasa; svayam: personalmente; ca: anche; eva: certamente; bravisi: Tu stai spiegando; me: a me.
TRADUZIONE Arjuna disse:
SPIEGAZIONE Con questi due versi, il Signore dà ai filosofi moderni la possibilità di comprendere la netta distinzione che esiste tra l'Anima Suprema e l'anima infinitesimale. Dopo aver ascoltato i quattro versi principali della Bhagavad-gita (10.8-11), Arjuna è completamente libero dal dubbio e riconoscendo che Krishna è Dio, la Persona Suprema, dichiara subito con fermezza: "Tu sei Dio, la Persona Suprema, il param brahma." In effetti Krishna aveva descritto Se stesso come l'origine di tutto; gli esseri celesti e gli uomini dipendono da Lui, anche se l'ignoranza fa credere loro di essere assoluti e indipendenti da Lui. Ma questa ignoranza, come Krishna spiega nel verso precedente, svanisce completamente con la pratica del servizio di devozione. Per la grazia del Signore, Arjuna riconosce ora che Krishna è la Verità Suprema e Assoluta, come insegnano le Scritture. Non è per semplice amicizia, né per adularLo che Arjuna si rivolge a Krishna chiamandoLo Dio, Persona Suprema, Verità Assoluta. Ogni parola che Arjuna rivolge qui a Krishna è confermata dai Veda, che affermano inoltre che solo il devoto votato al Suo servizio può comprendere il Signore Supremo, e Krishna ha appena spiegato che tutto riposa in Lui; ciò rende ancora più evidente il fatto che Krishna e il Brahman Supremo sono un'unica e identica Persona. La Mundaka Upanisad conferma che il Signore, nel Quale tutto riposa, può essere realizzato solo dall'uomo che ha la mente assorta in Lui. Il ricordo è uno dei metodi del servizio di devozione ed è chiamato smaranam. Solo col servizio di devozione, dunque, l'uomo può comprendere la sua vera natura e liberarsi dal corpo materiale. I Veda descrivono il Signore Supremo
come il più puro tra i puri; chiunque capisca questo attributo di
Krishna e si abbandoni a Lui può purificarsi da tutti i suoi atti
colpevoli. Non esiste alcun altro modo. Il fatto che Arjuna riconosca
in Krishna l'Essere dalla purezza suprema è dunque in perfetto accordo
con gli Scritti vedici e con le affermazioni dei più grandi saggi,
dei quali Narada è il principale. Arjuna può esprimersi qui per la grazia di Krishna. Perciò, per comprendere la Bhagavad-gita bisogna accettare le parole di Arjuna in questi due versi e riconoscere la parampara, l'indispensabile di successione di maestri spirituali. Coloro che non sono situati in questa successione di maestri spirituali non possono capire la Bhagavad-gita, l'educazione accademica non sarà loro di alcun aiuto. Chi si vanta di questa educazione continuerà purtroppo a considerare Krishna una persona comune, nonostante le Scritture vediche offrano innumerevoli prove del contrario.
sarvam etad ritam manye sarvam: tutta; etat: questa; ritam: verità; manye: accetto; yat: che; mam: a me; vadasi: riveli; kesava: o Krishna; na: mai; hi: certamente; te: Tua; bhagavan: o Dio, o Persona Suprema; vyaktim: rivelazione; viduh: possono conoscere; devah: gli esserri celesti; na: non; danavah: i demoni.
TRADUZIONE O Krishna, accetto come verità assoluta tutto ciò che mi hai detto. Né gli esseri celesti né gli esseri demoniaci, o Signore, possono capire la Tua personalità.
SPIEGAZIONE Arjuna conferma qui che gli uomini senza fede, di natura demoniaca, non possono conoscere Krishna; neppure gli esseri celesti ne sono capaci. Come riuscirebbero quindi i cosiddetti eruditi del mondo d'oggi? Ma per la grazia del Signore, Arjuna ha capito che la Verità Assoluta è Krishna, l'Essere perfetto. Seguiamo dunque il cammino tracciato da Arjuna, che è il primo maestro nella comprensione della Bhagavad-gita. Come abbiamo visto nel quarto capitolo, la successione dei maestri (parampara) che doveva trasmettere il messaggio della Bhagavad-gita s'interruppe. Krishna venne a ristabilire questa successione; scelse Arjuna per l'amicizia che Gli aveva dimostrato la sua grande devozione, e fece di lui l'anello mancante. Come abbiamo menzionato nella nostra introduzione alla Gitopanisad, bisogna capire il significato e l'essenza della Bhagavad-gita attraverso la parampara, seguendo l'esempio di Arjuna, che accetta tutto ciò che Krishna gli insegna. Soltanto allora saremo in grado di capire che Krishna è Dio, la Persona Suprema.
svayam evatmanatmanam svayam: personalmente; eva: certo; atmana: da Te stesso; atmanam: Te stesso; vettha: conosci; tvam: Tu; purusa-uttama: il più grande di tutti; bhuta-bhavana: origine di ogni cosa; bhuta-isa: o Signore di tutto ciò che esiste; deva-deva: o Signore di tutti gli esseri celesti; jagat-pate: o Signore dell'intero universo.
TRADUZIONE In realtà solo in virtù della Tua potenza interna, conosci Te stesso, o Persona Suprema, origine di ogni cosa, Signore di tutti gli esseri, Dio degli dèi e padrone dell'universo!
SPIEGAZIONE Possono
conoscere il Signore Supremo soltanto coloro che, come Arjuna e i suoi
successori, si uniscono a Lui col servizio di devozione. Gli altri, che
hanno una mentalità demoniaca e atea, non possono conoscerLo. Allontanarsi
o allontanare gli altri da Krishna con speculazioni arbitrarie è senza
dubbio uno dei peccati più gravi, perciò chi non conosce Krishna deve
astenersi dal commentare la Bhagavad-gita.
Questo Testo contiene le parole di Krishna, racchiude la scienza di Krishna;
occorre dunque capirlo come l'ha capito Arjuna, così come fu enunciato
da Krishna, e mai prestare ascolto alle interpretazioni che ne danno gli
atei. vadanti tat tattva-vidas La Verità Assoluta Si presenta sotto tre
aspetti: il Brahman impersonale, il Paramatma situato nel cuore
di ogni essere, e infine Bhagavan, Dio, la Persona Suprema. Realizzare
Dio, la Persona Suprema, costituisce dunque la più completa presa
di coscienza della Verità Assoluta. Un uomo liberato, o anche un
uomo comune, può realizzare il Brahman impersonale o il Paramatma,
l'aspetto "localizzato" della Verita Assoluta, ma ciò non significa
che può capire la Persona di Dio così come questa Persona stessa,
Krishna, la descrive nei versi della Bhagavad-gita.
vaktum arhasy asesena vaktum: dire; arhasi: Tu meriti; asesena: nei particolari; divyah: divine; hi: certamente; atma: Tue proprie; vibhutayah: opulenze; yabhih: con le quali; vibhutibhih: opulenze; lokan: tutti i pianeti; iman: questi; tvam: Tu; vyapya: pervadendo; tisthasi: rimani.
TRADUZIONE Per favore, descrivimi nei particolari la Tua potenza divina con la quale pervadi tutti questi mondi.
SPIEGAZONE Questo verso lascia intendere che Arjuna è ora completamente soddisfatto della sua conoscenza sul Signore Supremo. Per la grazia di Krishna possiede l'esperienza, l'intelligenza, la conoscenza e gusta i benefici che ne derivano, inoltre ha realizzato la divinità suprema di Krishna. Non ha più il minimo dubbio, ma rivolge ancora a Krishna queste domande sulla Sua natura onnipresente solo perché in futuro gli uomini, e specialmente gli impersonalisti, comprendano che Egli è presente in tutte le cose attraverso le Sue differenti energie. Arjuna presenta dunque questa richiesta per il bene di tutti gli uomini e non per il proprio.
katham vidyam aham yogims katham: come; vidyam aham: conoscerò; yogin: o mistico supremo; tvam: Te; sada: sempre; paricintayan: pensando a; kesu: in quale; kesu: in quale; ca: anche; bhavesu: nature; cintayah asi: Tu devi essere ricordato; bhagavan: o Supremo; maya: da me.
TRADUZIONE O Krishna, supremo tra i mistici, come devo meditare su di Te, e come posso conoscerti? In quale varietà di forme puoi essere ricordato, o Supremo Signore?
SPIEGAZIONE Come spiegava il capitolo precedente, Dio, la Persona Suprema, è coperto dalla Sua energia yoga-maya. Soltanto i Suoi devoti, anime sottomesse, possono vederLo. Arjuna è convinto ormai che il suo amico intimo, Krishna, è il Signore Supremo, ma ora desidera che Egli esponga il metodo che aiuterà l'uomo comune a conoscerLo. Infatti, agli sguardi dei profani, inclusi gli uomini demoniaci e gli atei, Krishna è nascosto, "protetto" dalla Sua energia yoga-maya, che impedisce loro di conoscerLo. Ed è per il loro beneficio, e non per il proprio, che Arjuna pone queste domande. Il devoto avanzato, infatti, non si preoccupa solo della propria comprensione, ma di quella dell'umanità intera. Poiché Arjuna è un vaisnava, un devoto di Krishna, per compassione apre la via che permetterà a tutti gli uomini di comprendere l'onnipresenza del Signore Supremo. Egli chiama Krishna yogin, per sottolineare che Krishna è il maestro dell'energia yoga-maya, che, secondo la Sua volontà, Lo nasconde e Lo svela all'uomo comune. L'uomo ordinario, privo di amore per Krishna, non può pensare a Lui costantemente, perciò continua ad avere pensieri materiali. Arjuna sta considerando il modo di pensare dei materialisti di questo mondo. L'espressione kesu kesu ca bhavesu si riferisce alla natura materiale (il termine bhava sta a significare "ciò che è fisico"). Poiché un materialista non può comprendere Krishna dal punto di vista spirituale, dovrà prima concentrare la mente sulle manifestazioni fisiche per cercare di vedere come Krishna Si manifesta in esse, come esse Lo rappresentano.
vistarenatmano yogam vistarena: nei particolari; atmanah: Tuo; yogam: potere mistico; vibhutim: opulenze; ca: anche; jana-ardana: o uccisore degli atei; bhuyah: di nuovo; kathaya: descrivi; triptih: soddisfazione; hi: certamente; srinvatah: ascoltando; na asti: non c'è; me: mio; amritam: nettare.
TRADUZIONE O Janardana, Ti prego, descrivimi ancora nei particolari la potenza delle Tue glorie. Non sono mai sazio di sentir parlare di Te perché quanto più ascolto tanto più desidero gustare il nettare delle Tue parole.
SPIEGAZIONE I rishi di Naimisaranya, con Saunaka a capo, rivolsero parole simili a Suta Gosvami: vayam tu na vitripyama "Non si può mai essere sazi di ascoltare i divertimenti trascendentali del Signore Supremo, che è glorificato con preghiere e inni. Coloro che hanno ritrovato la loro sublime relazione con Krishna godono ad ogni istante del racconto dei divertimenti del Signore." (Srimad Bhagavatam 1.1.19) Arjuna desidera dunque sentir parlare di Krishna, e in particolare del modo in cui Egli Si manifesta come il Signore onnipresente. Arjuna usa la parola amritam, "nettare", perché ogni parola che descrive Krishna ha il sapore del nettare, un nettare che l'esperienza ci farà gustare. Una delle caratteristiche che distingue gli attuali trattati di storia, i romanzi, i racconti e le novelle dai Testi in cui sono descritti i divertimenti trascendentali del Signore, è che dei primi ci si stanca presto, mentre non ci si stanca mai di ascoltare le lodi di Krishna. E gli Scritti vedici, i Purana specialmente, che tracciano la storia dell'universo nel corso delle sue ere, sono pieni di racconti che riguardano i divertimenti del Signore Supremo nelle numerose forme in cui apparve, perciò conservano sempre la loro freschezza, anche dopo essere stati letti e riletti tante volte.
sri-bhagavan uvaca sri-bhagavan uvaca: Dio, la Persona Suprema, disse; hanta: sì; te: a te; kathayisyami: parlerò; divyah: divine; hi: certamente; atma-vibhutayah: opulenze personali; pradhanyatah: che sono essenziali; kuru-srestha : o migliore dei Kuru; na asti: non c'è; antah: limite; vistarasya: all'estensione; me: Mia.
TRADUZIONE La
Persona Suprema disse:
SPIEGAZIONE Conoscere la grandezza e le perfezioni di Krishna è impossibile. I sensi dell'essere individuale sono imperfetti e non permettono di comprendere completamente la natura e gli atti di Krishna. Eppure i devoti cercano di conoscere Krishna; ma la loro intenzione non è quella di arrivare a capirLo perfettamente a un certo stadio del loro avanzamento spirituale, essi desiderano solo gustare le descrizioni di tutto ciò che Lo riguarda, descrizioni che hanno per loro il sapore del nettare. Parlare delle perfezioni di Krishna e delle Sue diverse energie riempie i puri devoti, di una gioia spirituale incomparabile, perciò essi ardono sempre dal desiderio di ascoltare le descrizioni delle Sue glorie e discuterne tra loro. Krishna sa che gli esseri non possono comprendere tutta l'estensione delle Sue perfezioni, perciò decide di descrivere solo le principali manifestazioni delle Sue energie. La parola pradhanyatah, "principali", mette in rilievo il fatto che possiamo capire solo alcuni dei principali attributi del Signore Supremo, poiché le Sue caratteristiche sono illimitate, e noi non possiamo conoscerle tutte. Il termine vibhuti si riferisce, nel contesto, alle qualità con cui Egli dirige l'intero universo. Secondo il dizionario Amara-kosa, vibhuti indica un attributo eccezionale. L'impersonalista o il panteista non possono capire né le perfezioni eccezionali del Signore Supremo, né le manifestazioni della Sua energia divina. Le Sue energie si manifestano ovunque nel mondo materiale e spirituale, e Krishna descriverà ora quelle che l'uomo comune può percepire direttamente, e che costituiscono solo una parte infinitesimale delle Sue energie totali.
aham atma gudakesa aham: Io; atma: l'anima; gudakesa: o Arjuna; sarva-bhuta: di tutti gli esseri viventi; asaya-stitah: situata nel cuore; aham: Io sono; adih: l'origine; ca: anche; bhutanam: di tutti gli esseri viventi; antah: fine; eva: certamente; ca: e.
TRADUZIONE Sono l'anima suprema situata nel cuore di ogni essere, o Gudakesa. Sono l'inizio, la metà e la fine di tutti gli esseri.
SPIEGAZIONE Krishna dà qui ad Arjuna il nome di Gudakesa, "conquistatore delle tenebre del sonno". Questo nome è significativo perché gli uomini assopiti nell'oscurità dell'ignoranza non possono comprendere come il Signore Supremo Si manifesti nel mondo materiale e in quello spirituale; ma Arjuna si trova al di là di queste tenebre, perciò la Persona Suprema accetta di descrivergli le Sue perfezioni. Innanzitutto, il Signore Si rivela ad Arjuna come l'Anima dell'intera manifestazione cosmica, nella forma della Sua emanazione plenaria. Prima della creazione del mondo, il Signore Supremo, in virtù della Sua emanazione plenaria, accetta la forma dei purusa-avatara, e da Lui ogni vita ha origine. Egli è dunque l'atma, l'anima del mahat-tattva, che è l'insieme degli elementi universali. La causa della creazione non è l'energia materiale globale, ma è Maha-Visnu, il primo purusa-avatara, che entra nel mahat-tattva e lo anima; Egli è l'anima dell'energia materiale globale. Dopo che Maha-Visnu è entrato in tutti gli universi Si manifesta in ogni essere nella forma del Paramatma. Sappiamo per esperienza che l'esistenza del corpo dipende dalla presenza delle scintilla spirituale, senza la quale esso non può svilupparsi. Similmente, la manifestazione materiale non può entrare in movimento senza che l'Anima Suprema, Krishna, penetri in essa. Nella Subala Upanisad si afferma, prakrity-adi-sarva-bhutantaryami sarva-sesi ca narayanah: "Dio, la Persona Suprema, vive in ogni universo nella forma di Anima Suprema." I tre purusa-avatara sono descritti nello Srimad Bhagavatam e anche nel Satvata-tantra. Visnos tu trini rupani purusakhyany atho viduh: "Dio, la Persona Suprema, Si manifesta nella creazione materiale sotto tre aspetti: Karanodakasayi Visnu, Garbhodakasayi Visnu e Ksirodakasayi Visnu." Maha-Visnu, o Karanodakasayi Visnu, è descritto nella Brahma-samhita (5.47). Yah karanarnava-jale bhajati sma yoga-nidram: il Signore Supremo, Krishna, causa di tutte le cause, riposa sull'Oceano cosmico nella forma di Maha-Visnu. Egli è dunque l'inizio, il sostegno e la fine dell'energia materiale nella sua totalità.
adityanam aham visnur adityanam: degli Aditya; aham: Io sono; visnuh: il Signore Supremo; jyotisam: di tutti gli astri; ravih: il sole; amsu-man: radiante; maricih: Marici; marutam: dei Marut; asmi: Io sono; naksatrana: tra le stelle; aham: Io sono; sasi: la luna.
TRADUZIONE Tra gli Aditya sono Visnu, tra gli astri sono il sole radiante, tra i Marut sono Marici e tra le stelle, sono la luna.
SPIEGAZIONE Esistono dodici Aditya, di cui Krishna è il principale. Fra tutti gli astri celesti luminosi il sole è il più importante; nella Brahma-samhita esso è considerato l'occhio sfolgorante del Signore Supremo. Esistono cinquanta varietà di vento che soffiano nello spazio, e la divinità che li controlla, Marici, rappresenta Krishna. Anche la luna, la più brillante tra le stelle nella notte, rappresenta Krishna. Da questo verso risulta che la luna è una stella, perciò anche le altre stelle che brillano nel cielo riflettono la luce del sole. La teoria che esistano molti soli nell'universo non è accettata dalla letteratura vedica. Il sole è uno, e il riflesso della sua luce rende luminosa la luna e le altre stelle. Poiché la Bhagavad-gita indica qui che la luna è una stella, le stelle che brillano in cielo non sono soli, ma sono simili alla luna.
vedanam sama-vedo 'smi vedanam: di tutti i Veda; sama-vedah: il Sama Veda; asmi: Io sono; devanam: di tutti gli esseri celesti; asmi: Io sono; vasavah: il re dei pianeti celesti; indriyanam: di tutti i sensi; manah: la mente; ca: anche; asmi: Io sono; bhutanam: di tutti gli esseri viventi; asmi: Io sono; cetana: la forza vivente.
TRADUZIONE Tra i Veda sono il Sama Veda, tra gli esseri celesti, sono Indra, il re del cielo, tra i sensi sono la mente e negli esseri viventi sono la forza vitale [la coscienza].
SPIEGAZIONE La differenza tra l'anima e la materia è che la prima possiede la coscienza mentre la seconda ne è priva. La coscienza è dunque suprema ed eterna, non è il prodotto di un aggregato di elementi materiali.
rudranam sankaras casmi rudranam: di tutti i Rudra; sankarah: di Siva; ca: anche; asmi: Io sono; vitta-isah: il padrone del tesoro degli esseri celesti; yaksa-raksasam: degli Yaksa e dei Raksasa; vasunam: dei Vasu; pavakah: fuoco; ca: anche; asmi: Io sono; meruh: Meru; sikharinam: tra tutte le montagne; aham: Io sono.
TRADUZIONE Tra i Rudra sono Siva, tra gli Yaksa e i Raksasa sono il signore delle ricchezze [Kuvera], tra i Vasu sono il fuoco [Agni] e tra le montagne sono Meru.
SPIEGAZIONE Esistono undici Rudra, tra i quali predomina Sankara, Siva. Egli è la manifestazione del Signore Supremo che dirige, nel mondo materiale, il tamo-guna, l'ignoranza. Kuvera, il capo degli Yaksa e dei Raksasa, è il tesoriere degli esseri celesti e rappresenta anche lui il Signore Supremo. Meru è una montagna famosa per le sue risorse naturali.
purodhasam ca mukhyam mam purodhasam: di tutti i sacerdoti; ca: anche; mukhyam: il capo; mam: Me; viddhi: sappi; partha: o figlio di Pritha; brihaspatim: Brihaspati; senaninam: di tutti i comandanti; aham: sono; skandah: Kartikeya; sarasam: tra tutte le riserve d'acqua; asmi: sono; sagarah: l'oceano.
TRADUZIONE Sappi, o Arjuna, che tra i sacerdoti Io sono il capo, Brihaspati. Tra i generali sono Kartikeya e tra le distese d'acqua sono l'oceano.
SPIEGAZIONE Indra, il capo degli esseri celesti, è conosciuto come il sovrano dei pianeti superiori, e Indraloka è il pianeta su cui regna. Brihaspati svolge presso di lui l'incarico di sacerdote; egli è il più importante di tutti i sacerdoti, poiché Indra è il più importante di tutti i re. E come Indra domina su tutti i re, così Skanda, o Kartikeya, il figlio di Siva e Parvati, domina su tutti i capi militari. L'oceano, da parte sua, è la più grande di tutte le distese d'acqua. Tutte queste rappresentazioni di Krishna non danno che una piccola idea della Sua grandezza.
maharsinam brigur aham maha-risinam: tra i grandi saggi; bhriguh; Bhriguh: aham: Io sono; giram: di vibrazioni; asmi: sono; ekam aksaram: pranava; yajnanam: dei sacrifici; japa-yajnah: il canto; asmi: Io sono; sthavaranam: delle cose inamovibili; himalayah: l'Himalaya.
TRADUZIONE Tra i grandi saggi Io sono Bhrigu, tra le vibrazioni sono l'om, la sillaba trascendentale, tra i sacrifici sono il canto dei santi nomi [japa] e tra le masse inamovibili sono l'Himalaya.
SPIEGAZIONE Brahma, la prima creatura dell'universo, generò un gran numero di figli destinati a propagare le diverse specie viventi. Il più potente di questi figli, e anche il più grande saggio, è Bhrigu. Tra le vibrazioni trascendentali il suono om (omkara) rappresenta il Signore Supremo. Tra i sacrifici il japa, il canto del maha-mantra Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare, è la più pura rappresentazione del Signore. Talvolta sono prescritti alcuni sacrifici di animali, ma nel sacrificio che consiste nel cantare il mantra Hare Krishna non c'è nessuna violenza; è il più semplice e il più puro dei sacrifici. Ogni cosa sublime in questo mondo rappresenta Krishna. Così per le Himalaya, le più alte montagne del pianeta. Uno dei versi precedenti aveva menzionato il monte Meru, ma le Himalaya lo superano perché sono immobili, mentre il Meru talvolta si sposta.
asvatthah sarva-vriksanam asvatthah: l'albero baniano; sarva-vriksanam: di tutti gli alberi; deva-risnam: di tutti i saggi tra gli esseri celesti; ca: e; naradah: Narada; gandharvanam: dei cittadini del pianeta dei Gandharva; citrarathah: Citraratha; siddhanam: di tutti quelli che sono perfetti; kapilah munih: Kapila Muni.
TRADUZIONE Tra gli alberi sono il baniano e tra i saggi del regno celeste sono Narada. Tra i Gandharva sono Citraratha, e tra le anime perfette sono il saggio Kapila.
SPIEGAZIONE Il fico baniano (asvattha) è uno degli alberi più belli e più grandi; in India la gente spesso gli rende culto, ed è questo uno dei riti del mattino. Tra gli esseri celesti si venera Narada, che rappresenta Krishna perché è considerato il più grande devoto di Krishna nell'universo. Il pianeta dei Gandharva è popolato da esseri che cantano in modo meraviglioso, e tra loro il migliore è Citraratha. Tra gli esseri perfetti, Kapila, l figlio di Devahùti, rappresenta Krishna. Egli è considerato un avatara di Krishna e la Sua filosofia è esposta nello Srimad Bhagavatam. Bisogna però distinguerLo da un altro Kapila, che visse più tardi e acquistò una certa fama propagando una filosofia atea; un abisso li separa.
uccaihsravasam asvanam uccaihsravasam: Uccaihsrava; asvanam: tra i cavalli; viddhi: conosci; mam: Me; amrita-udbhavam: prodotto dall'oceano frullato; airavatam: Airavata; gaja-indranam: dei superbi elefanti; naranam: tra gli esseri umani; ca: e; nara-adhipam: il re.
TRADUZIONE Sappi che tra i cavalli sono Uccaihsrava, nato dall'oceano che fu frullato per ottenere il nettare. Tra i nobili elefanti sono Airavata e tra gli uomini sono il monarca.
SPIEGAZIONE I deva, devoti del Signore, e gli asura, esseri demoniaci, si accinsero un giorno a frullare il mare. Durante questa attività produssero del nettare e del veleno. Siva bevve il veleno e dal nettare uscirono meravigliose creature tra cui il cavallo Uccaihsrava e l'elefante Airavata. Poiché nacquero dal nettare, questi due animali hanno un'importanza particolare e rappresentano Krishna. Tra gli uomini, il re è il rappresentante di Krishna, perché, scelto per le sue qualità divine, è il sostegno del suo Paese, come Krishna è il sostengo dell'universo. Maharaja Yudhisthira, Maharaja Pariksit e l'avatara Ramacandra furono re di altissima virtù, sempre preoccupati del benessere dei cittadini. I Testi vedici descrivono il re come un rappresentante di Dio. Nell'era in cui viviamo, tuttavia, per la corruzione dei princìpi religiosi la monarchia si è degradata fino a essere abolita; un tempo i re erano giusti e virtuosi e i sudditi vivevano felici sotto la loro protezione, molto meglio che nelle società moderne.
ayudhanam aham vajram ayudhanam: di tutte le armi; aham: sono; vajram: la folgore; dhenunam: di mucche; asmi: sono; kama-dhuk: la mucca surabhi; prajanah: la causa per generare figli; ca: e; asmi: sono; kandarpah: Cupìdo; sarpanam: dei serpenti; asmi: sono; vasukih: Vasuki.
TRADUZIONE Tra le armi sono la folgore e tra le mucche sono la surabhi. Tra le cause della procreazione sono Kandarpa, il dio dell'amore, e tra i serpenti sono Vasuki.
SPIEGAZIONE Il fulmine, che è certamente un'arma possente, rappresenta la forza di Krishna. Su Krishnaloka, nel mondo spirituale, vivono le mucche surabhi, che hanno la particolarità di dare il loro latte in qualsiasi momento e nella quantità desiderata. Naturalmente queste mucche non esistono nell'universo materiale, ma le Scritture ce le indicano su Krishnaloka, dove il Signore le conduce con gioia al pascolo. Al contrario del desiderio sessuale a cui si cede per semplice godimento, Kandarpa personifica il desiderio sessuale destinato a generare figli degni e rappresenta dunque Krishna.
anantas casmi naganam anantah: Ananta; ca; anche; asmi; Io sono; naganam: tra i serpenti dotati di cappuccio; varunah: l'essere celeste che controlla le acque; yadasam: tra tutti gli esseri acquatici; aham: Io sono; pitrinam: tra gli antenati; aryama: Aryama; ca: anche; asmi: Io sono; yamah: il controllore della morte; samyamatam: tra tutti i regolatori di conti; aham: Io sono.
TRADUZIONE Tra i Naga, i serpenti dalle molteplici teste, sono Ananta, e tra gli esseri acquatici sono il dio delle acque, Varuna. Tra gli antenati sono Aryama e tra gli amministratori della legge sono Yama, il signore della morte.
SPIEGAZIONE Ananta, il più importante dei serpenti celesti (i Naga), e Varuna, il più importante degli esseri acquatici, rappresentano entrambi Krishna. Anche Aryama, che presiede il pianeta degli antenati (i Pita), rappresenta Krishna. Quanto a Yama, egli domina i numerosi esseri incaricati di punire i miscredenti e vive su un pianeta vicino alla Terra, dove sono trasferiti, dopo la morte, i grandi peccatori. Là, Yama si occupa delle loro punizioni.
prahladas casmi daityanam prahladah: Prahlada; ca: anche; asmi: Io sono; daityanam: dei demoni; kalah: tempo; kalayatam: dei soggiogatori; aham: sono; mriganam: degli animali; ca: e; mriga-indrah: il leone; aham: sono; vainateyah: Garuda; ca; anche; paksinam: degli uccelli.
TRADUZIONE Tra i demoniaci Daitya, sono il devoto Prahlada, tra i dominatori sono il tempo, tra le bestie sono il leone e tra gli uccelli sono Garuda.
SPIEGAZIONE Diti e Aditi sono due sorelle. I figli di Aditi sono gli Aditya, tutti devoti del Signore; quelli di Diti, i Daitya, sono atei. Prahlada, sebbene nato nella famiglia dei Daitya, fin dall'infanzia fu un grandissimo devoto. Per il suo servizio devozionale e per la sua santità, egli merita di rappresentare Krishna. Numerose sono le potenze conquistatrici, ma il tempo le supera tutte perché disgrega irrimediabilmente tutto ciò che esiste nell'universo materiale; esso rappresenta dunque Krishna. Il leone è il più potente e il più feroce degli animali, e Garuda, su cui viaggia Visnu, è il più importante tra i milioni di uccelli.
pavanah pavatam asmi pavanah: il vento; pavatam: di tutto ciò che purifica; asmi: Io sono; ramah: Rama; sastra-bhritam: di coloro che portano le armi; aham: Io sono; jhasanam: di tutti i pesci; makarah: lo squalo; ca: anche; asmi: Io sono; srotasam: dei fiumi che scorrono; asmi: sono; jahnavi: il Gange.
TRADUZIONE Tra i purificatori sono il vento, e tra coloro che portano le armi sono Rama; tra i pesci sono lo squalo, e tra i corsi d'acqua sono il Gange.
SPIEGAZIONE Lo squalo è uno dei più grandi animali acquatici, e senza dubbio il più pericoloso per l'uomo. Perciò rappresenta Krishna.
sarganam adir antas ca sarganam: di tutte le creazioni; adih: l'inizio; antah: fine; ca: e; madhyam: metà; ca: anche; eva: certamente; aham: Io sono; arjuna: o Arjuna; adyatma-vidya: conoscenza spirituale; vidyanam: di ogni educazione; vadah: la conclusione naturale; pravadatam: degli argomenti logici; aham: Io sono.
TRADUZIONE Di ogni creazione sono l'inizio, la fine e anche la metà, o Arjuna. Tra tutte le scienze sono la scienza spirituale de sé, e tra i logici sono la verità conclusiva.
SPIEGAZIONE Tra le manifestazioni create, la prima è quella degli elementi materiali nella loro globalità. Com'è stato spiegato prima, la manifestazione cosmica è creata e diretta da Maha-Visnu, da Garbhodakasayi Visnu e da Ksirodakasayi Visnu; in seguito è annientata da Siva. Brahma è solo un secondo creatore. Questi agenti della creazione, del mantenimento e della distruzione sono manifestazioni delle tre influenze della natura materiale. cioè le energie materiali che emanano dal Signore Supremo; il Signore è dunque l'inizio, la metà e la fine di ogni creazione. Ci sono molti libri che trattano il sapere in modo approfondito, come i quattro Veda, i sei supplementi dei Veda, il Vedanta-sutra, i libri di logica, i libri di religione e i Purana. Complessivamente ci sono quattordici settori di conoscenza. Fra tutti i testi, quelli che presentano l'adhyatma-vidya, cioè la conoscenza spirituale - in particolare il Vedanta-sutra - rappresentano Krishna. La logica comporta diversi stadi di discussione: la presentazione degli argomenti (jalpa), il tentativo di confutarli (vitanda) e la conclusione finale (vada). Questa verità conclusiva, che risolve ogni ragionamento, è Krishna.
aksaranam a-karo 'smi aksaranam: di lettere; a-karah: la prima lettera; asmi: Io sono; dvandvah: la duale; samasikasya: dei composti; ca: e; aham: Io sono; eva: certamente; aksayah: eterno; kalah: tempo; dhata: il creatore; aham: Io sono; visvatah-mukhah: Brahma.
TRADUZIONE Tra le lettere sono la A, e tra le parole composte sono la parola doppia. Sono anche il tempo inesauribile, e tra i creatori sono Brahma.
SPIEGAZIONE A-kara, la prima lettera dell'alfabeto sanscrito, è l'inizio di tutta la letteratura vedica. Nessuna parola può essere pronunciata senza questa lettera, che rappresenta l'origine di ogni suono. In Sanscrito esistono molte parole composte, tra cui la parola doppia, il dvandva. La parola rama-krishna, per esempio, è un dvandva, perché rama e krishna possiedono lo stesso ritmo. Perciò la parola composta è definita duale. Il tempo è il peggiore degli uccisori perché distrugge tutto. Rappresenta Krishna perché, venuto il momento, l'universo intero sarà annientato da un fuoco devastatore. Tra i creatori, Brahma, che ha quattro teste, è il capo, perciò rappresenta il Signore Supremo, Krishna.
mrityuh sarva-haras caham mrityuh: morte; sarva-harah: che tutto divora; ca: anche; aham: Io sono; udbhavah: generazione; ca: anche; bhavisyatam: di manifestazioni future; kirtih: fama; srih: opulenza e bellezza; vak: elegante dialettica; ca: anche; narinam: di donne; smritih: memoria; medha: intelligenza; dhritih: fermezza; ksama: pazienza.
TRADUZIONE Sono la morte che tutto divora e il principio generatore di tutto ciò che sarà. Tra le donne sono la fama, la fortuna, l'eloquenza, la memoria, l'intelligenza, la fermezza e la pazienza.
SPIEGAZIONE Appena nasce, l'uomo comincia a morire. La morte divora l'essere ad ogni istante, e quella che propriamente è detta morte non è che l'ultimo colpo. Questa morte è Krishna. Gli esseri, a qualunque specie appartengano, passano attraverso sei fondamentali trasformazioni: nascita, crescita, stabilizzazione, riproduzione, declino e morte. La prima di queste, l'uscita dall'utero, momento iniziale di tutte le attività successive, è anch'essa Krishna. Le sette qualità elencate nel verso sono dette femminili. Una persona diventa gloriosa se le possiede tutte o anche solo qualcuna. Per esempio, se un uomo è famoso per la sua lealtà, questa sua fama lo renderà glorioso. Il Sanscrito, lingua perfetta, è anch'esso glorioso. Colui che, dopo lo studio, sa ricordare ciò che ha studiato, è dotato di buona memoria (smriti). L'abilità non solo di leggere molti libri su argomenti diversi, ma di comprenderli e applicarli quando ciò si rivela necessario, è intelligenza (medha), che è un'altra qualità. La capacità di superare l'incostanza è definita fermezza o stabilità (dhriti). Quando una persona è pienamente qualificata, ma allo stesso tempo è umile e gentile, e quando è in grado di mantenere l'equilibrio sia nella tristezza che nell'estasi della gioia, significa che possiede la qualità della pazienza (ksama).
brihat-sama tatha samnam brihat-sama: il Brihat-sama; tatha: anche; samnam: i canti del Sama Veda; gayatri: gli inni della Gayatri; chandasam: di ogni poesia; aham: Io sono; masanam: dei mesi; marga-sirsah: il mese di novembre-dicembre; aham: Io sono; ritunam: di tutte le stagioni; kusuma-akarah: la primavera.
TRADUZIONE Tra gli inni del Sama Veda sono il Brihat-sama, e tra le poesie sono la Gayatri. Tra i mesi sono Margasirsa [novembre-dicembre], e tra le stagioni la primavera fiorita.
SPIEGAZIONE Il Signore ha spiegato che tra i Veda, Egli è il Sama Veda. Il Sama Veda è arricchito di splendidi inni che cantano gli esseri celesti. Il Brihat-sama è uno di questi; si canta a mezzanotte su una melodia soave. La poesia sanscrita segue regole precise, la rima e il metro non sono capricciosi come nella maggior parte delle opere moderne. Il gayatri-mantra, che cantano i brahmana debitamente qualificati e che lo Srimad Bhagavatam menziona, è il più importante dei poemi composti secondo queste regole. Particolarmente destinato alla realizzazione spirituale, questo mantra rappresenta il Signore Supremo. È riservato alle persone spiritualmente elevate, e quando è cantato con successo si giunge a penetrare la natura trascendentale del Signore. Per cantarlo occorre prima acquisire le qualità che rendono perfetto l'uomo, cioè a livello materiale le qualità della virtù. Il gayatri-mantra, che ha una parte fondamentale nella civiltà vedica, è considerato la manifestazione sonora del Brahman. Brahma, che ne è l'iniziatore, lo trasmise poi attraverso una successione di maestri spirituali. Novembre e dicembre sono considerati in India i mesi migliori perché corrispondono alla stagione dei raccolti, stagione che allieta i cuori. Quanto alla primavera, è una stagione universalmente amata perché non è troppo calda o troppo fredda, ed è in questo periodo che gli alberi germogliano e i fiori sbocciano. La Primavera, che offre anche l'occasione per numerose cerimonie che ricordano i divertimenti di Krishna, è la più lieta tra le stagioni e rappresenta dunque Krishna, il Signore Supremo.
dyutam chalayatam asmi dyutam: gioco d'azzardo; chalayatam: di tutti gli inganni; asmi: sono; tejah: lo splendore; tejasvinam: di tutto ciò che è splendido; aham: sono; jayah: la vittoria; asmi: sono; vyavasayah: lo spirito d'iniziativa o l'avventura; asmi: sono; sattvam: la forza; sattva-vatam: del forte; aham: sono.
TRADUZIONE Tra le truffe sono il gioco d'azzardo e sono lo splendore di tutto ciò che risplende. Sono la vittoria, l'avventura e la forza del forte.
SPIEGAZIONE Sono tanti i truffatori nell'universo! Il più grande imbroglio immaginabile nel gioco d'azzardo, che perciò rappresenta Krishna. Poiché Krishna è l'Essere Supremo, può essere anche il più furbo. Se Krishna vuole ingannare qualcuno, lo farà meglio di tutti. La Sua grandezza non è limitata a un aspetto soltanto; Krishna è supremo in tutto. Vittoria dei vittoriosi, splendore dello splendido, Krishna è anche il più dinamico tra gli industriali intraprendenti, il più intrepido tra gli avventurieri e il più forte tra i forti. Quand'era presente sulla Terra nessuno poteva superarLo in forza. Giovanissimo, Egli sollevò la collina Govardhana. Nessuno può superarLo dunque, né in furbizia né in splendore, vittoria, iniziativa o forza.
vrisninam vasudevo 'smi vrisninam: dei discendenti di Vrisni; vasudevah: Krishna a Dvaraka; asmi: sono; pandavanam: dei Pandava; dhananjayah: Arjuna; muninam: dei saggi; api: anche; aham: Io sono; vyasah: Vyasa, il compilatore della letteratura vedica; kavinam: di tutti i grandi pensatori; usana: Usana; kavih: il pensatore.
TRADUZIONE Tra i discendenti dei Vrisni sono Vasudeva, tra i Pandava sono Arjuna, tra i saggi sono Vyasa e tra i grandi pensatori sono Usana.
SPIEGAZIONE Krishna è Dio, la Persona Suprema e originale, di cui Baladeva è l'emanazione immediata. Krishna apparve sulla Terra accompagnato da Baladeva, entrambi come figli di Vasudeva, perciò tutti e due possono essere chiamati Vasudeva. Da un alto punto di vista, poiché Krishna, non lascia mai Vrindavana, tutte le forme di Krishna che appaiono altrove sono Sue espansioni. Vasudeva è l'espansione immediata di Krishna, perciò non è differente da Krishna. Si deve capire che il Vasudeva a cui ci si riferisce in questo verso della Bhagavad-gita è Baladeva, ossia Balarama, perché Egli è la fonte originale di tutti gli avatara ed è quindi anche la sola fonte di Vasudeva. Le espansioni immediate del Signore sono chiamate svamsa (espansioni personali), mentre le espansioni chiamate vibhinnamsa sono espansioni separate. Tra i figli di Pandu, Arjuna è particolarmente valoroso e famoso come Dhananjaya; in realtà, è il migliore tra gli uomini, perciò rappresenta Krishna. Vyasa è il più importante dei muni (eruditi esperti nella conoscenza vedica), perché espose la conoscenza vedica in molte forme diverse per la comprensione degli uomini di questa età di Kali. Vyasa è riconosciuto anche come un avatara, e rappresenta perciò Krishna. Tra i kavi (uomini capaci di riflettere con perfetta concentrazione su qualsiasi soggetto), Usana, Sukracarya, che fu il maestro spirituale dei demoni, rappresenta la perfezione di Krishna perché fu un uomo politico e uno spiritualista realizzato, di estrema intelligenza e di vastissime vedute.
dando damayatam asmi dandah: punizione; damayatam: di tutti i mezzi di repressione; asmi: Io sono; nitih: moralità; asmi: Io sono; jigisatam: di coloro che cercano la vittoria; maunam: il silenzio; ca: e; eva: anche; asmi: Io sono; guhyanam: dei segreti; jnanam: la conoscenza; jnana-vatam: del saggio; aham: Io sono.
TRADUZIONE Tra i vari metodi di lotta contro l'illegalità sono la punizione, e tra coloro che cercano la vittoria sono la moralità. Delle cose segrete sono il silenzio e del saggio la saggezza.
SPIEGAZIONE Numerosi sono gli agenti punitivi, ma i più importanti sono coloro che umiliano i miscredenti, e la verga del castigo, che serve a correggerli, rappresenta Krishna. Il fattore più sicuro della vittoria in coloro che lottano per ottenerla, in qualsiasi campo, è la moralità. Il silenzio è l'elemento più importante negli atti profondi e segreti che sono l'ascolto, il pensiero e la meditazione, perché conduce a un rapido progresso. Il saggio è l'uomo capace di distinguere la materia dallo spirito, la natura inferiore dalla natura superiore di Dio; il suo sapere è Krishna stesso.
yac capi sarva-bhutanam yat: qualsiasi cosa; ca: anche; api: può essere; sarva-bhutanam: di tutte le creazioni; bijam: seme; tat: quello; aham: Io sono; arjuna: o Arjuna; na: non; tat: quello; asti: c'è; vina: senza; yat: che; syat: esiste; maya: Me; bhutam: essere creato; cara-acaram: mobile e immobile.
TRADUZIONE Inoltre; Arjuna, sono il seme generatore di tutte le esistenze. Non c'è essere, mobile o immobile, che possa esistere senza di Me.
SPIEGAZIONE Tutto ha una causa, e questa causa, questo seme di ogni manifestazione è Krishna. Niente può esistere senza l'energia di Krishna, perciò Egli è chiamato l'onnipotente. Senza la Sua potenza, niente di mobile o immobile può esistere. Ogni esistenza non fondata sull'energia di Krishna è detta maya, "ciò che non è".
nanto 'sti mama divyanam na: non; antah: un limite; asti: c'è; mama: Mio; divyanam: delle divine; vibhutinam: opulenze; parantapa: o conquistatore dei nemici; esah: tutto ciò; tu: ma; uddesatah: come esempi; proktah: detto; vibhuteh: delle opulenze; vistarah: espansione; maya: da Me.
TRADUZIONE O potente conquistatore dei nemici, non c'è fine alle Mie manifestazioni divine. Ciò che ti ho rivelato non è che un'indicazione delle Mie opulenze infinite.
SPIEGAZIONE Come affermano le Scritture vediche, le perfezioni e le energie del Signore Supremo non hanno limiti, benché si possano percepire in diversi modi; non è possibile dunque descriverle tutte. Krishna ha dato ad Arjuna solo qualche esempio per soddisfare la sua curiosità.
yad yad vibhutimat sattvam yat yat: qualunque cosa; vibhuti: opulenze; mat: avendo; sattvam: esistenza; sri-mat: bella; urjitam: gloriose; eva: certamente; va: oppure; tat tat: tutte quelle; eva: certamente; avagaccha: devi conoscere; tvam: tu; mama: Mio; tejah: dello splendore; amsa: una parte; sambhavam: nata da.
TRADUZIONE Sappi che tutto ciò che è bello, potente e glorioso scaturisce da una semplice scintilla del Mio splendore.
SPIEGAZIONE Si deve capire che tutto ciò che esiste di glorioso o di bello nel mondo materiale e nel mondo spirituale non è altro che un frammento della magnificenza di Krishna. Tutto ciò che mostra una grandezza straordinaria rappresenta la Sua grandezza.
atha va bahunaitena atha va: o; bahuna: molti; etena: di questo genere; kim: che cosa; jnatena: conoscendo; tava: tuo; arjuna: o Arjuna; vistabhya: pervadendo; aham: Io; idam: questo; kritsnam: intero; eka: con una; amsena: parte; sthitah: sono situato; jagat: universo.
TRADUZIONE Ma a che servono, o Arjuna, tutti questi particolari? Con un solo frammento della Mia persona pervado e sostengo l'universo intero.
SPIEGAZIONE Il Signore, entrato in ogni cosa nella
forma di Anima Suprema, è manifestato in tutto l'universo materiale.
È inutile, Krishna dice ad Arjuna, considerare singolarmente le
cose nella loro grandezza: si deve sapere che tutte esistono solo
grazie all'Anima Suprema, che penetra in ciascuna di esse. Da Brahma
- l'essere più gigantesco - fino alla formica più minuscola, tutto
esiste solo grazie alla Sua presenza attiva e al Suo sostegno. C'è
una Missione che regolarmente sostiene l'idea che l'adorazione di
un qualsiasi essere celeste condurrà a Dio, alla meta suprema. Ma
questo verso intende allontanarci dal culto degli esseri celesti,
perché anche i più grandi tra loro, Brahma e Siva, rappresentano
appena un frammento della grandezza del Signore Supremo. Krishna
è l'origine di tutto ciò che nasce e, come indica il termine asamaurdhva,
nessuno Lo eguaglia e nessuno Gli è superiore. yac-chakti-lesat suryadya Dalla potenza dell'energia di Krishna anche il sole trae il suo potere e da un'espansione parziale di Krishna il mondo intero trae il suo mantenimento. Sri Krishna è dunque degno della nostra adorazione.
Terminano così gli insegnamenti di Bhaktivedanta sul decimo capitolo della Srimad Bhagavad-gita intitolato: "L'opulenza dell'Assoluto."
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