La festa, i centri Il Maha-mantra Hare Krishna Il fondatore Inviaci una e-mail
Il Vegetarianesimo
Karma-Reincarnazione
Sri Krishna
I Libri
Le Preghiere
I Maestri Spirituali
Ristorante Govinda
Ritorno a Krishna
Libri online
Food For Life Italia
Bambini
Le ricette
Calendario Vaisnava
Link ad altri siti web
HOME PAGE
Menù
Capitolo 1
Capitolo 4
Capitolo 7
Capitolo 10
Capitolo 13
Capitolo 16
Prefazione
Capitolo 2
Capitolo 5
Capitolo 8
Capitolo 11
Capitolo 17
Introduzione
Capitolo 3
Capitolo 6
Capitolo 9
Capitolo 12
Capitolo 15
Capitolo 18

CAPITOLO 14

La Bhagavad-gita: Krishna e Arjuna

 

Le tre influenze della natura materiale

 

VERSO 1

sri-bhagavan uvaca
param bhuyah pravaksyami
jnananam jnanam uttamam
yaj jnatva munayah sarve
param siddhim ito gatah

sri bhagavan uvaca: Dio, la Persona Suprema, disse; param: trascendentale; bhuyah: di nuovo; pravaksyami: parlerò; jnananam: di tutta la conoscenza; jnanam: conoscenza; uttamam: suprema; yat: che; jnatva: conoscendo; munayah: saggi; sarve: tutti; param: trascendentale; siddhim: perfezione; itah: da questo mondo; gatah: raggiunta.

 

TRADUZIONE

Dio, la persona suprema, disse:
Ti esporrò di nuovo questa saggezza suprema - la conoscenza più elevata - grazie alla quale tutti i saggi hanno raggiunto la perfezione suprema.

 

SPIEGAZIONE

Dal settimo capitolo alla fine del dodicesimo, Sri Krishna ha rivelato nei particolari ciò che riguarda la Verità Assoluta, Dio, la Persona Suprema. In questo capitolo il Signore illuminerà ancora di più Arjuna. Colui che comprende con l'analisi filosofica il contenuto di questo capitolo capirà il servizio di devozione. È stato chiaramente spiegato nel tredicesimo capitolo che coltivando con umiltà la conoscenza, l'uomo diventa capace di liberarsi dalle reti della materia, e che l'incatenamento dell'essere al mondo materiale è dovuto al suo contatto con le tre influenze dalla natura materiale e il modo in cui agiscono, incatenando o liberando l'essere. Il Signore afferma che la conoscenza rivelata qui è superiore a quella esposta nei capitolo precedenti. Assimilando questa conoscenza, molti grandi saggi raggiungono la perfezione e sono elevati al mondo spirituale. Il Signore la presenta ora in modo più dettagliato. Poiché questa conoscenza supera tutte le conoscenze finora enunciate e poiché con essa molti uomini raggiungono la perfezione, ci si aspetta che chiunque comprenda questo quattordicesimo capitolo raggiunga anche lui la perfezione.

 

VERSO 2

idam jnanam upasritya
mama sadharmyam agatah
sarge 'pi nopajayante
pralaye na vyathannti ca

idam: questa; jnanam: conoscenza; upasritya: prendendo rifugio in mama Mia; sadharmyam: stessa natura; agatah: avendo ottenuto; sarge api: anche nella creazione; na: mai; upajayante: sono nati; pralaye: nell'annientamento; na: né; vyathanti: sono disturbati; ca: anche.

 

TRADUZIONE

Restando fissi in questa conoscenza si può raggiungere la natura trascendentale, che è simile alla Mia. Allora non si nascerà più al momento della creazione né si resterà turbati al momento della dissoluzione.

 

SPIEGAZIONE

Colui che acquisisce la conoscenza spirituale perfetta si libera dal ciclo di nascite e morti e diventa qualitativamente uguale a Dio, la Persona Suprema. Questo non significa naturalmente, perdere l'individualità, la propria identità di anima distinta. Le Scritture vediche c'informano che le anime liberate che hanno raggiunto i pianeti assoluti del mondo spirituale, servono il Signore Supremo con amore e devozione e tengono sempre il loro sguardo sui Suoi piedi di loto. Perciò anche dopo la liberazione il devoto non perde la propria identità individuale.

Generalmente ogni conoscenza acquisita in questo mondo è contaminata dalle tre influenze della natura materiale. Esiste però una conoscenza che non lo è, ed è detta trascendentale. Appena è situato in questa conoscenza, l'uomo si trova allo stesso livello spirituale della Persona Suprema. Coloro che non hanno conoscenza del mondo spirituale sostengono che dopo essersi liberata dalle attività materiali, dalle attività del corpo, l'anima spirituale perde ogni forma e differenziazione. Invece, la varietà esiste anche nel mondo spirituale, proprio come esiste in questo mondo, ma coloro che lo ignorano credono che l'esistenza spirituale sia incompatibile con la varietà. Nel mondo spirituale tutti hanno una forma spirituale e svolgono attività spirituale che costituiscono l'esistenza spirituale, devozionale. Niente, là è contaminato; ognuno è qualitativamente uguale al Signore Supremo. Per ottenere questa conoscenza l'uomo deve sviluppare in sé tutte le qualità spirituali. Sviluppate queste qualità, non sarà più colpito dalla creazione e dalla distruzione del mondo materiale.

 

VERSO 3

mama yonir mahad brahma
tasmin garbham dadhamy aham
sambhavah sarva-bhutanam
tato bhavati bharata

mama: Mia; yonih: fonte della nascita; mahat: l'esistenza materiale globale; brahma: suprema; tasmin: in quella; garbham: fecondazione; dadhami: creo; aham: Io; sambhavah: la possibilità; sarva-bhutanam: di tutti gli esseri viventi; tatah: in seguito; bhavati: diventa; bharata: o figlio di Bharata.

 

TRADUZIONE

La sostanza materiale nella sua totalità, detta Brahman, è la fonte della nascita ed è questo Brahman che Io fecondo rendendo così possibile la nascita di tutti gli esseri viventi, o figlio di Bharata.

 

SPIEGAZIONE

Questo verso ci spiega il mondo: tutto ciò che vi si trova proviene dall'unione dello ksetra-jna, del corpo e dell'anima spirituale. Questa combinazione della natura materiale con l'essere vivente è resa possibile dal Signore Supremo. Il mahat-tattva costituisce la causa totale dell'intera manifestazione materiale, e poiché la sostanza globale di questa causa comprende le tre influenze della natura, è detta talvolta Brahman, in accordo con le Scritture vediche (Mundaka Upanisad 1.1.9): tasmad etad brahma nama-rupam annam ca jayate. Il Signore Supremo impregna questa sostanza globale, permettendo così la manifestazione d'innumerevoli universi. Egli vi depone gli esseri viventi, che costituiscono il seme. I ventiquattro elementi, a partire dalla terra, l'acqua, il fuoco e l'aria, appartengono tutti all'energia materiale, detta mahad brahma, il grande Brahman, o natura materiale. Al di là di questa natura, come spiega il settimo capitolo, ne esiste un'altra, superiore, che è costituita dagli esseri viventi. Per la volontà di Dio, la Persona Suprema, la natura materiale è impregnata dalla natura superiore, perciò tutti gli esseri viventi nascono da questa natura materiale. La femmina dello scorpione depone le uova in un mucchio di riso, perciò si dice talvolta che lo scorpione nasca dal riso. Ma evidentemente non è il riso a generare lo scorpione, che esce dalle uova deposte dalla madre. Similmente, non è la natura materiale la causa della nascita degli esseri viventi. Sebbene tutti questi esseri sembrino venire dalla natura materiale, in realtà è Dio che ne dà il seme. Così ogni essere ottiene, secondo le sue azioni passate, un determinato corpo, prodotto dalla natura materiale; e da quel momento sempre secondo le sue azioni passate, conosce la gioia e il dolore. Il Signore è dunque la causa della manifestazione degli esseri nel mondo materiale.

 

VERSO 4

sarva-yonisu kaunteya
murtayah sambhavanti yah
tasam brahma mahad yonir
aham bija-pradah pita

sarva-yonisu: in tutte le specie di vita; kaunteya: o figlio di Kunti; murtayah: forme; sambhavanti: appaiono; yah: che; tasam: di tutte loro; brahma: la suprema; mahat yonih: fonte di nascita nella sostanza materiale; aham: Io; bija-pradah: che dò il seme; pita: padre.

 

TRADUZIONE

Sappi, o figlio di Kunti, che la vita di tutte le specie è resa possibile dalla nascita in questa natura materiale, e Io sono il padre che dà il seme.

 

SPIEGAZIONE

È chiaramente spiegato in questo verso che Sri Krishna, Dio la Persona Suprema, è il padre originale di tutti gli esseri viventi, che sono il risultato dell'unione della natura spirituale con quella materiale. Questi esseri non popolano soltanto il nostro pianeta, ma tutti i pianeti dell'universo materiale, fino al più elevato, dove vive Brahma. Gli esseri viventi si trovano dappertutto, nella terra, nell'acqua e persino nel fuoco. Appaiono grazie alla natura materiale, la madre, che dà il seme. Introdotti nell'universo materiale al momento della creazione, gli esseri si manifestano e si rivestono ognuno di un corpo particolare determinato dalle loro azioni passate.

 

VERSO 5

sattvam rajas tama iti
gunah prakriti-sambhavah
nibadhnanti maha-baho
dehe dehinam avyayam

sattvam: l'influenza della virtù; rajah: l'influenza della passione; tamah: l'influenza dell'ignoranza; iti: così; gunah: le influenze; prakriti: natura materiale; sambhavah: prodotti di; nibadhnanti: condizionano; maha-baho: o Arjuna dalle braccia potenti; dehe: in questo corpo; dehinam: l'essere vivente; avyayam: eterno.

 

TRADUZIONE

La natura materiale è formata da tre influenze: virtù, passione e ignoranza. O Arjuna dalle potenti braccia, quando l'essere vivente entra in contatto con la natura materiale subisce il condizionamento di queste tre influenze.

 

SPIEGAZIONE

Poiché la sua essenza è spirituale, l'essere vivente non ha niente in comune con la natura materiale. Tuttavia, quando è condizionato dalla natura materiale deve agire sotto il dominio delle tre influenze materiali. Gli esseri condizionati, infatti, sono dotati di corpi differenti, che corrispondono ai diversi aspetti della natura, e sono portati perciò ad agire secondo questa natura. Di qui nasce la varietà di gioie e di sofferenze che essi provano.

 

VERSO 6

tatra sattvam nirmalatvat
prakasakam anamayam
sukha-sangena badhnati
jnana-sangena canagha

tatra: là; sattvam: l'influenza della virtù; nirmalatat: essendo il più puro del mondo materiale; prakasakam: illuminando; anamayam: senza alcuna reazione colpevole; sukha: con felicità; sangena: per il contatto; badhnati: condiziona; jnana: con conoscenza; sangena: per il contatto; ca: anche; anagha: o Arjuna senza peccato.

 

TRADUZIONE

O Arjuna senza peccato, l'influenza della virtù, che è più pura delle altre, illumina l'essere e lo libera dalle conseguenze di tutte le sue colpe. Chi subisce il suo influsso è condizionato da un senso di felicità e di conoscenza.

 

SPIEGAZIONE

Gli esseri condizionati dalla sua natura materiale hanno caratteristiche e situazioni ben diverse. Alcuni sono attivi, altri felici, altri ancora disperati; e questi differenti stati psicologici determinano il loro condizionamento. La Bhagavad-gita spiega qui i diversi modi in cui gli esseri sono condizionati, cominciando dalla condizione prodotta dalla virtù. L'uomo condizionato dalla virtù sviluppa una saggezza superiore a quella degli uomini condizionati in altro modo. Non è molto colpito dalle sofferenze in questo mondo ed è consapevole dei suoi progressi nella conoscenza materiale. Il brahmana ne è l'esempio perfetto. E se l'uomo situato nella virtù prova un senso di felicità, ciò deriva dalla sua consapevolezza di essere più o meno libero dalle conseguenze dei suoi peccati. Le Scritture vediche confermano inoltre che l'influsso della virtù porta una conoscenza più approfondita e una sensazione più intensa di felicità.

La difficoltà che presenta la virtù, purtroppo, è quella di credersi avanzati nella conoscenza e quindi superiori agli altri, il che costituisce di nuovo una forma di condizionamento. Filosofi e scienziati ne sono l'esempio più evidente; ognuno di loro si sente molto orgoglioso della conoscenza che ha acquisito, e poiché di solito le loro condizioni esistenziali migliorano, provano una specie di felicità materiale. Questo senso di piacere elevato di cui essi godono nella vita condizionata li lega, attraverso la virtù, all'esistenza materiale. Si sentono quindi attratti dalle attività che derivano da questa virtù, finché sussisterà quest'attrazione dovranno rivestirsi, alla morte, di un altro corpo materiale. Per queste persone non c'è neppure la minima speranza di liberazione o di trasferimento nel mondo spirituale. Vita dopo vita potranno diventare filosofi, scienziati o poeti, e altrettante volte rimanere coinvolti nelle stesse disgrazie, quelle della nascita e della morte. Ma in preda all'illusione materiale continueranno a credere che tale vita sia piacevole.

 

VERSO 7

rajo ragatmakam viddhi
trisna-sanga-samudbhavam
tan nibadhnati kaunteya
karma-sangena dehinam

rajah: l'influenza della passione; raga-atmakam: nata dal desiderio o dalla lussuria; viddhi: sappi; trisna: con bramosia; sanga: compagnia; samud-bhavam: prodotta da; tat: ciò; nibadhnati: lega; kaunteya: o figlio di Kunti; karma-sangena: per il contatto con l'attività interessata; dehinam: l'anima incarnata.

 

TRADUZIONE

L'influenza della passione nasce da desideri illimitati e ardenti, o figlio di Kunti. Essa lega l'anima incarnata all'azione materiale e ai suoi frutti.

 

SPIEGAZIONE

L'influenza della passione è caratterizzata dall'attrazione che l'uomo e la donna esercitano l'uno sull'altra. La donna è attratta dall'uomo e l'uomo dalla donna. Questo è l'effetto della passione. E quando l'influenza della passione aumenta, con essa aumenta il desiderio di godere della materia, di godere dei sensi materiali. L'uomo dominato dalla passione, per essere soddisfatto, vuole ricevere gli onori della società o della patria, aspira a una vita familiare felice, con dei bei figli, una brava moglie e una casa comoda. Questi sono i frutti della passione; ma finché cerca questi frutti, l'uomo per ottenerli, deve lavorare duramente. Perciò è detto chiaramente nel verso che gustando questi frutti, l'uomo rimane imprigionato dalle sue azioni. Per soddisfare la moglie, i figli e la società, e per mantenere nel verso che gustando questi frutti, l'uomo rimane imprigionato dalle sue azioni. Per soddisfare la moglie, i figli e la società, e per mantenere la sua reputazione, l'uomo deve lavorare. Si può vedere dunque come l'intero mondo materiale sia più o meno dominato dalla passione. E se la civiltà moderna è considerata avanzata, è perché oggi il criterio del progresso è basato sulla passione. Un tempo, invece, una civiltà era considerata avanzata quando era situata nella virtù. Se non c'è la liberazione per le persone guidate dalla virtù, che dire di quelle prigioniere della passione?

 

VERSO 8

tamas tv ajnana-jam viddhi
mohanam sarva-dehinam
pramadalasya-nidrabhis
tan nibadhnati bharata

tamah: l'influenza dell'ignoranza; tu: ma; ajnana-jam: prodotti dell'ignoranza; viddhi: sappi; mohanam: l'illusione; sarva-dehinam: di tutti gli esseri incarnati; pramada: con pazzia; alasya: indolenza; nidrabhih: e sonno; tat: ciò; nibadhnati: lega; bharata: o figlio di Bharata.

 

TRADUZIONE

O discendente di Bharata, sappi che l'influenza delle tenebre, nata dall'ignoranza, è causa d'illusione per tutti gli esseri incarnati. La pazzia, l'indolenza e il sonno, che legano l'anima condizionata, sono il risultato di questa influenza.

 

SPIEGAZIONE

In questo verso l'uso del termine tu, "ma", è molto significativo. Indica che fra tutti i condizionamenti che gravano sugli esseri incarnati quello dell'ignoranza è il più pesante. Questa influenza è esattamente il contrario della virtù. Coltivando la conoscenza, gli esseri guidati dalla virtù possono vedere le cose nella loro realtà, ma quelli avvolti dall'ignoranza sono trascinati alla pazzia, e un pazzo non può vedere le cose nella loro giusta luce. Invece di progredire, chi è dominato dall'ignoranza si degrada. Le Scritture vediche ci danno la definizione dell'ignoranza dicendo che il suo influsso impedisce di capire le cose così come sono. Vastu-yathatmya-jnanavarakam viparyaya-jnana-janakam tamah. Per esempio, tutti gli uomini visto i propri nonni morire, dovrebbero dedurre quindi che anche loro, come i loro figli, un giorno moriranno; l'uomo, dunque, è mortale.

La morte è sicura, eppure continuano freneticamente ad accumulare denaro lavorando duramente giorno e notte senza mai preoccuparsi dell'anima eterna. Questa è la loro follia. E in questa folle corsa sono riluttanti all'idea di ampliare la loro comprensione spirituale. Questi uomini sono molto pigri. Quando sono invitati a lasciarsi istruire sulle questioni spirituali, manifestano scarso interesse.
Non sono neppure attivi come gli uomini dominati dalla passione. Infatti, un'altra loro caratteristica è che dormono più del necessario, dieci o dodici ore al giorno, quando sei ore sono sufficienti. Hanno sempre l'aria depressa e si abbandonano agli intossicanti e al sonno. Questi sono i sintomi degli uomini condizionati dall'ignoranza.

 

VERSO 9

sattvam sukhe sanjayati
rajah karmani bharata
jnanam avritya tu tamah
pramade sanjayaty uta

sattvam: l'influenza della virtù; sukhe: nella felicità; sanjayati: lega; rajah: l'influenza della passione; karmani: nell'attività interessata; bharata: o discendente di Bharata; jnanam: conoscenza; avritya: coprendo; tu: ma; tamah: l'ignoranza; pramade: nella pazzia; sanjayati: si sviluppa; uta: è detto.

 

TRADUZIONE

O discendente di Bharata, la virtù condiziona l'uomo alla felicità, la passione lo condiziona ai frutti dell'azione, e l'ignoranza, coprendo la conoscenza, lo vincola alla pazzia.

 

SPIEGAZIONE

Gli uomini guidati dalla virtù sono soddisfatti delle loro attività, delle . loro ricerche intellettuali; filosofi, scienziati, educatori sono tutti soddisfatti delle loro occupazioni nei diversi rami del sapere. Coloro che sono dominati dalla passione si dedicano talvolta all'azione interessata; accumulano più ricchezze possibili e le spendono per delle buone cause. A volte cercano di fondare ospedali, di delvolvere le loro ricchezze a istituti di beneficenza, e così via: questi sono i segni della passione. Quanto all'ignoranza, essa copre la conoscenza dell'essere. Le azioni dell'uomo dominato da questa influenza non possono portare nulla di buono, né a lui né agli altri.

 

VERSO 10

rajas tamas cabhibhuya
sattvam bhavati bharata
rajah sattvam tamas caiva
tamah sattvam rajas tatha

rajah: l'influenza della passione; tamah: l'influenza dell'ignoranza; ca: anche; abhibhuya: superando; sattvam: l'influenza della virtù; bhavati: diventa preminente; bharata: o discendente di Bharata; rajah: l'influenza della passione; sattvam: l'influenza della virtù; tamah: l'influenza dell'ignoranza; ca: anche; eva: così; tamah: l'influenza dell'ignoranza; sattvam: l'influenza della virtù; rajah: l'influenza della passione; tatha: così.

 

TRADUZIONE

Talvolta l'influenza della virtù prevale e sconfigge l'influenza della passione e dell'ignoranza. Talvolta è l'influenza della passione a sconfiggere virtù e ignoranza, e altre volte l'ignoranza sconfigge virtù e passione. Così, o discendente di Bharata, questa lotta per il sopravvento non ha mai fine.

 

SPIEGAZIONE

A volte la passione domina sulla virtù e sull'ignoranza, a volte è la virtù ad avere il sopravvento sulla passione e sull'ignoranza, altre volte ancora è l'ignoranza che vince virtù e passione. Questa "competizione" tra le influenze della natura materiale è costante, perciò chi desidera veramente progredire nella coscienza di Krishna deve superarle tutt'e tre. Il predominio di una particolare influenza su un uomo si manifesta attraverso i suoi rapporti con gli altri, le sue attività, il suo modo di nutrirsi, e così via. I prossimi capitoli svilupperanno questo argomento. Ma è possibile, con la pratica sviluppare la virtù e sconfiggere così la passione e l'ignoranza; oppure si può sviluppare la passione e sconfiggere la virtù e l'ignoranza, o ancora si può sviluppare l'ignoranza e sconfiggere così la virtù e la passione. Nonostante la presenza di queste tre influenze, se si è determinati si possono ricevere le benedizioni della virtù, poi superarla per situarsi nella virtù pura e raggiungere ciò che si chiama il "livello vasudeva", dal quale si può comprendere la scienza di Dio. In conclusione, studiando le attività di una persona si potrà capire da quale influenza è dominata.

 

 

 

continua...

 

© 2006 The Bhaktivedanta Book Trust International. All rights reserved.