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...continua Cap. 15
yatanto yoginas cainam yatantah: sforzandosi; yoginah: trascendentalisti; ca: anche; enam: ciò; pasyanti: possono vedere; atmani: nel sé; avasthitam: situati; yatantah: sforzandosi; api: benché; akrita-atmanah: chi è privo di realizzazione spirituale; na: non; enam: questo; pasyanti: vedono; acetasah: non avendo mente sviluppata.
TRADUZIONE Gli spiritualisti fermamente stabiliti nella realizzazione spirituale possono vedere tutto ciò con chiarezza, ma coloro che non hanno una mente evoluta e non sono situati nella realizzazione spirituale, sebbene si sforzino, non riescono a cogliere ciò che accade.
SPIEGAZIONE Molti sono gli spiritualisti impegnati nella via della realizzazione spirituale, ma chi non è situato nella realizzazione spirituale non può vedere come il corpo dell'essere vivente cambia. È molto interessante, a questo proposito, l'uso del termine yoginah. Si trovano, oggi, molte pseudo-società di yoga e molti pseudo-yogi, tutti ciechi in fatto di realizzazione spirituale. In genere si limitano a insegnare una specie di ginnastica, e si accontentano se il corpo è sano e ben sviluppato. La loro conoscenza dello yoga si ferma qui. Sono chiamati yatanto 'py akritatmanah: sebbene abbiano scelto una via dello yoga e si sforzino di raggiungere il successo, non sono affatto situati nella realizzazione spirituale. Queste persone non potranno capire il meccanismo della reincarnazione. Soltanto i veri yogi, coloro che hanno realizzato la propria natura, la natura del mondo materiale e quella del Signore Supremo, cioè solo i bhakti-yogi, impegnati nel puro servizio di devozione nella coscienza di Krishna, possono capire come avviene ogni cosa.
yad aditya-gatam tejo yat: ciò che; aditya-gatam: nella luce del sole; tejah: splendore; jagat: il mondo intero; bhasayate: illumina; akhilam: interamente; yat: ciò che; candramasi: nella luna; yat: ciò che; ca: anche; agnau: nel fuoco; tat: che; tejah: splendore; viddhi: capire; mamakam: da Me.
TRADUZIONE Lo splendore del sole che dissipa le tenebre del mondo intero emana da Me. E anche lo splendore della luna e del fuoco emanano da Me.
SPIEGAZIONE Gli
uomini privi d'intelligenza non possono vedere come ogni cosa ha luogo.
Ma un'inizio di conoscenza può essere realizzato da colui che coglie le
parole pronunciate dal Signore in questo verso. Chi non vede il sole,
la luna, il fuoco o la luce elettrica? Si tratta dunque di capire che
lo splendore del sole, lo splendore della luna, quello dell'elettricità
o del fuoco vengono da Dio, la Persona Suprema. Questa visione segna l'inizio
della coscienza di Krishna ed è un notevole progresso per l'anima condizionata
in questo mondo. Gli esseri individuali sono parti integranti del Signore
ed Egli dà qui un'indicazione sul modo in cui potranno tornare a Lui.
gam avisya a bhutani gam: i pianeti; avisya: entrando; ca: anche; bhutani: gli esseri viventi; dharayami: sostegno; aham: Io; ojasa: con la Mia energia; pusnami: nutro; ca: e; ausadhih: vegetali; sarvah: tutti; somah: la luna; bhutva: diventando; rasa-atmakah: fornendo la linfa.
TRADUZIONE Entro in tutti i pianeti e con la Mia energia li mantengo nella loro orbita. Divento la luna e fornisco così la linfa vitale a tutti i vegetali.
SPIEGAZIONE Solo l'energia del Signore permette ai
pianeti di mantenersi nello spazio. Il Signore entra in ogni atomo,
in ogni pianeta e in ogni essere vivente. La Brahma-samhita
c'insegna che il Paramatma, emanazione plenaria di Dio, entra
nell'universo, nei pianeti, nell'essere vivente e anche nell'atomo,
permettendo che ogni cosa sia manifestata nel modo giusto. Finché
l'anima è presente nel corpo, questo galleggia sull'acqua, ma non
appena la scintilla vivente lo lascia, il corpo affonda. Naturalmente,
una volta decomposto galleggerà di nuovo, come galleggia un filo
di paglia, ma all'istante della morte il corpo affonda immediatamente.
Similmente, tutti i pianeti fluttuano nello spazio solo perché in
ciascuno di essi è presente l'energia sovrana di Dio, la Persona
Suprema. La Sua energia sostiene tutti i pianeti come se fossero
un pugno di polvere. Se si tiene della polvere in un pugno chiuso
non può scivolare via, ma se la si getta in aria, cade.
aham vaisvanaro bhutva aham: Io; vaisvanarah: la Mia porzione plenaria come fuoco della digestione; bhutva: diventando; praninam: di tutti gli esseri viventi; deham: nei corpi; asritah: situato; prana: l'aria che esce; apana: l'aria che scende; samayuktah: mantenendo in equilibrio; pacami: Io digerisco; annam: alimenti; catuh-vidham: i quattro generi.
TRADUZIONE Sono il fuoco della digestione nel corpo di ogni essere vivente e Mi unisco all'aria vitale, inspirata ed espirata, per assimilare le quattro varietà di alimenti.
SPIEGAZIONE Lo sastra Ayur Veda c'informa della presenza di un fuoco all'interno dello stomaco che digerisce ogni cibo. Quando questo fuoco è calmo non si ha appetito, ma se prende vigore la fame si fa sentire. Talvolta, quando il fuoco non brucia più come dovrebbe, sono necessarie delle cure. In qualunque caso, questo fuoco rappresenta Dio, la Persona Suprema. Anche i mantra vedici (Brihad-aranyaka Upanisad 5.9.1) confermano che il Signore Supremo, il Brahman, Si trova nello stomaco sotto forma di fuoco e assimila i vari tipi di cibo (ayam agnir vaisvanaro yo 'yam antah puruse yenedam annam pacyate). Poiché il Signore permette la digestione di tutti gli alimenti, l'essere non è indipendente nell'atto di mangiare. Infatti, se il Signore Supremo non permettesse la digestione, non sarebbe possibile nutrirsi. È dunque il Signore che produce e digerisce ogni alimento ed è per la Sua grazia che gli esseri godono della vita. Il Vedanta-sutra (1.2.27) aggiunge, sabdadibhyo 'ntah pratistanac ca: il Signore Si trova nel suono e nel corpo, nell'aria e anche nello stomaco, dove si costituisce la forza digerente. Ci sono quattro tipi di alimenti: quelli che s'ingoiano, quelli che si masticano, quelli che si leccano e quelli che si succhiano; e la forza che li digerisce tutti e Krishna.
sarvasya caham hridi sannivisto sarvasya: di tutti gli esseri viventi; ca: e; aham: Io; hridi: nel cuore; sannivistah: situato; mattah: da Me; smritih: ricordo; jnanam: conoscenza; apohanam: dimenticanza; ca: e; vedaih: dei Veda; ca: anche; sarvaih: tutti; aham: Io sono; eva: certamente; vedyah: ciò che può essere conosciuto; vedanta-krit: il compilatore del Vedanta; veda-vit: il conoscitore dei Veda; eva: certamente; ca: e; aham: Io.
TRADUZIONE Sono nel cuore di ogni essere e da Me viene il ricordo, la conoscenza e l'oblio. Il fine di tutti i Veda è quello di conoscerMi. In verità Io sono Colui che ha composto il Vedanta e sono Colui che conosce i Veda.
SPIEGAZIONE Il Signore Supremo Si trova, nella Sua
forma di Paramatma, nel cuore di tutti gli esseri, i quali trovano
in Lui l'origine di tutte le loro attività. L'essere condizionato
dimentica tutto della sua vita precedente, ma continuerà ad agire
secondo le direttive del Signore Supremo, testimone di tutte le
sue opere. Grazie al Signore, che gli dà la conoscenza necessaria,
insieme col ricordo e l'oblio, l'essere potrà cominciare ad agire
in accordo agli atti compiuti durante la sua vita precedente. Il
Signore non è dunque solo onnipresente, ma anche "localizzato",
cioè presente nel cuore di tutti gli esseri, ai quali concede i
frutti dei loro atti interessati. Egli non è adorato solo come Brahman
impersonale o come Dio, la Persona Suprema, o come Paramatma "localizzato",
ma anche nella sua forma dei Veda. I Veda danno il giusto
orientamento che permetterà all'uomo di modellare la vita in modo
da tornare a Dio, nella dimora originale. Antah-pravistah sasta jananam: l'essere
vivente dimentica tutto appena lascia il corpo, ma nella vita seguente,
sotto l'azione del Signore Supremo, riprende le sue attività. Sebbene
dimentichi la vita passata, il Signore gli dà l'intelligenza per
riprendere le sue attività là dove le aveva lasciate nella vita
precedente. Così, non solo l'essere condizionato gode o soffre in
questo mondo secondo le direttive che riceve dal Signore presente
nel suo cuore, ma riceve da Lui anche la possibilità di comprendere
i Veda. Infatti, a colui che si mostra serio nel voler
comprendere il sapere vedico, Krishna dà l'intelligenza necessaria,
perché ogni essere, individualmente, ha bisogno di comprendere Krishna.
dvav imau purusau loke dvau: due; imau: questi; purusau: esseri viventi; loke: nel mondo; ksarah: fallibile; ca: e; aksarah: infallibile; eva: certamente; ca: e; ksarah: fallibile; sarvani: tutti; bhutani: esseri viventi; kuta-sthah: nel loro insieme; aksarah: infallibile; ucyate: è detto.
TRADUZIONE Esistono due categorie di esseri, i fallibili e gli infallibili. Nel mondo materiale ogni essere è fallibile, ma nel mondo spirituale tutti sono infallibili.
SPIEGAZIONE Come
abbiamo già visto, l'autore del Vedanta-sutra
è il Signore stesso nella forma dell'avatara
Vyasadeva. Qui Egli espone in breve il contenuto del Vedanta-sutra:
gli esseri, innumerevoli, possono dividersi in due categorie, i fallibili
e gli infallibili. Gli esseri sono eternamente frammenti di Dio, la Persona
Suprema, distinti da Lui. Quando vengono a contatto con l'universo materiale,
sono detti jiva-bhuta, e nel
verso le parole sanscrite ksarah
sarvani bhutani li pongono nella categoria dei fallibili. Invece,
coloro che fanno Uno col Signore sono detti infallibili. Per "Uno col
Signore" non s'intende che essi non hanno più la loro individualità, ma
che sono distinti dal Signore; sono tutti in accordo col Signore sullo
scopo della sua creazione. Naturalmente non c'è creazione nel mondo spirituale,
ma il Signore spiega questo concetto, nel Vedanta-sutra,
affermando che tutto emana da Lui.
uttamah purusas tv anyah uttamah: la migliore; purusah: personalità; tu: ma; anyah: un altro; parama: il supremo; atma: sé; iti: così; udahritah: è detto; yah: chi; loka: dell'universo; trayam: le tre divisioni; avisya: entrando; bibharti: sostiene; avyayah: inesauribile; isvarah: il Signore.
TRADUZIONE Oltre a queste due categorie di persone, vi è la più grande personalità vivente, L'Anima Suprema, l'eterno Signore in Persona, che entra nei tre mondi e li sostiene.
SPIEGAZIONE Il significato di questo verso è espresso molto bene nella Katha Upanisad (2.2.13) e nella Svetasvatara Upanisad (6.13), dove è chiaramente detto, nityo nityanam cetanas cetananam: al di là degli innumerevoli esseri viventi, di cui alcuni sono condizionati e altri liberati, Si trova la Persona Suprema, che è anche il Paramatma. Queste parole indicano più precisamente che al di là di tutti gli esseri, condizionati o liberati, Si trova un Essere Sovrano: è Dio, la Persona Suprema, che sostiene tutti gli altri esseri e concede a tutti, secondo i loro atti, le facilitazioni per godere dell'esistenza. Questa Persona Suprema, nella forma di Paramatma, è situata nel cuore di ognuno; e soltanto l'uomo saggio che riesce a conoscerLa si qualifica per raggiungere la pace perfetta.
yasmat ksaram atito 'ham yasmat: poiché; ksaram: al fallibile; atitah: trascendentale; aham: Io sono; aksarat: al di là dell'infallibile; api: anche; ca: e; uttamah: il migliore; atah: perciò; asmi: Io sono; loke: nel mondo; vede: nella letteratura vedica; ca: e; prathitah: celebrato; purusa-uttamah: come la Persona Suprema.
TRADUZIONE Poiché sono trascendentale, al di là del fallibile e dell'infallibile, e poiché sono il più grande, sono celebrato nel mondo e nei Veda come la Persona Suprema.
SPIEGAZIONE Nessun'anima
condizionata o liberata supera Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna. Krishna
è dunque la persona più grande. È chiaro qui che gli esseri viventi e
Dio, la Persona Suprema, sono distinti, individuali. La differenza sta
nel fatto che gli esseri viventi, condizionati o
liberati che siano, non possono mai superare in quantità le inconcepibili
potenze del Signore Supremo. Sarebbe un errore credere che gli esseri
individuali eguaglino sotto ogni aspetto il Signore Supremo. Bisogna tener
presente, per quanto li riguarda, i concetti di superiorità e inferiorità.
La parola uttama, una delle
più importanti di questo verso, indica che nessuno può superare Dio, la
Persona Suprema. Il termine loke
significa "nel paurusa agama
(le scritture smriti)".
Come conferma il dizionario Nirukti,
lokyate vedartho 'nena: "La finalità dei Veda
è spiegata nelle scritture smriti."
yo mam evam asammudho yah: chiunque; mam: Me; evam: così; asammudhah: senza dubbio; janati: sa; purusa-uttamam: Dio, la Persona Suprema; sah: egli; sarva-vit: colui che conosce ogni cosa; bhajati: offre un servizio devozionale; mam: a Me; sarva-bhavena: sotto ogni riguardo; bharata: o figlio di Bharata.
TRADUZIONE Colui che mi conosce come Dio, la Persona Suprema, e non ha dubbi, conosce ogni cosa, perciò s'impegna con tutto se stesso nel servirMi con devozione, o discendente di Bharata.
SPIEGAZIONE Ci
sono molte speculazioni fisiologiche sulla natura degli esseri viventi
e della Verità Suprema e Assoluta, ma in questo verso Sri Krishna spiega
chiaramente che l'essere che Lo conosce come Dio, la Persona Suprema,
in verità sa tutto. Con una conoscenza imperfetta si possono solo fare
speculazioni mentali sulla Verità Assoluta; ma l'uomo che possiede la
conoscenza perfetta, senza perdere un istante del suo tempo prezioso,
s'impegna direttamente nella coscienza di Krishna, nel servizio di devozione
al Signore Supremo. Questo è messo in rilievo in tutta la Bhagavad-gita.
Ci sono però molti commentatori testardi della Bhagavad-gita
che continuano a sostenere che la Verità Suprema e Assoluta e gli
esseri individuali sono uguali sotto ogni aspetto.
iti guhyatamam sastram iti: così; guhya-tamam: più confidenziale; sastram: scrittura rivelata; idam: questa; uktam: rivelata; maya: da Me; anagha: o tu che sei senza peccato; etat: questa; buddhva: comprensione; buddhi-man: intelligente; syat: diventa; krita-krityah: il più perfetto nei suoi sforzi; ca: e; bharata: o discendente di Bharata.
TRADUZIONE Ciò che ti rivelo ora, o Arjuna senza peccato, è la parte più confidenziale delle Scritture vediche. Chi la comprende diventerà saggio e grazie ai suoi sforzi raggiungerà la perfezione.
SPIEGAZIONE Il Signore spiega qui nel modo più chiaro
che questo sapere è l'essenza di tutte le Scritture rivelate. Occorre
dunque comprenderlo così come lo presenta il Signore Supremo, se
vogliamo sviluppare la nostra intelligenza e stabilirci perfettamente
nella conoscenza trascendentale. In altre parole, con la comprensione
di questa filosofia che tratta di Dio, la Persona Suprema, e con
l'impegno nel sublime servizio di devozione al Signore, chiunque
può essere purificato da ogni contaminazione dovuta alle tre influenze
della natura materiale. Il servizio di devozione è un metodo di
comprensione spirituale. Ovunque il servizio di devozione sia presente
non può esistere la contaminazione materiale. La persona del Signore
e il servizio di devozione offerto a Lui, essendo entrambi spirituali,
sono un'unica e identica cosa. Il servizio devozionale, infatti,
appartiene all'energia interna del Signore. Si dice che il Signore
è i sole, e l'ignoranza sono le tenebre. Dove c'è il sole non ci
possono essere le tenebre, perciò ovunque il servizio di devozione
sia presente, guidato in modo appropriato da un maestro spirituale
autentico, non ci può essere questione d'ignoranza.
Terminano così gli insegnamenti di Bhaktivedanta sul quindicesimo capitolo della Srimad Bhagavad-gita intitolato: "Il purusottama-yoga", ossia "Lo yoga della Persona Suprema."
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