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CAPITOLO 17
Le divisioni della fede
arjuna
uvaca arjunah uvaca: Arjuna disse, ye: coloro che; sastra-viddhim: le regole delle Scritture; utsrijya: abbandonando; yajante: adorano; sraddhaya: piena fede; anvitah: possessori di; tesam: di loro; nistha: la fede; tu: ma; ka: che cosa; krisna: o Krishna; sattvan: in virtù; aho: o anche; rajah: in passione; tamah: in ignoranza.
TRADUZIONE Arjuna disse:
SPIEGAZIONE Il verso trentanove del quarto capitolo insegnava che l'uomo di fede, che si dedica a una particolare forma di adorazione, viene gradualmente elevato al livello della conoscenza e raggiunge la più alta forma di pace e prosperità. Il sedicesimo capitolo concludeva affermando che colui che trascura di seguire i princìpi stabiliti dalle Scritture è un asura, o demone, al contrario di colui che li osserva con fede, il deva, o persona virtuosa. Qual è dunque la condizione di colui che segue con fede princìpi o regole che non sono menzionate nelle Scritture? Krishna vuole dissipare questo dubbio di Arjuna. L'adorazione di chi fa di un uomo qualunque un Dio considerandolo l'oggetto della sua fede, appartiene alla virtù, alla passione, o all'ignoranza? È possibile, così facendo, raggiungere la perfezione dell'esistenza? Possono conoscere il successo coloro che non seguono i princìpi e le regole delle Scritture, ma hanno fede in qualcuno, uomo o essere celeste, e ne fanno l'oggetto della loro adorazione? Ecco le domande che Arjuna rivolge a Krishna.
sri-bhagavan
uvaca sri-bhagavan uvaca: Dio, la Persona Suprema disse; tri-viddha: di tre tipi; bhavati: diventa; sraddha: la fede; dehinam: dell'essere incarnato; sa: quello; sva-bhava-ja: secondo l'influenza della natura che lo controlla; sattviki: nell'influenza della virtù; rajasi: nell'influenza della passione; ca: anche; eva: certamente; tamasi: nell'influenza dell'ignoranza; ca: e; iti: cosi; tam: ciò; srinu: ascolta da Me.
TRADUZIONE Dio,
la Persona Suprema, disse:
SPIEGAZIONE Quegli uomini che pur conoscendo i princìpi regolatori enunciati nelle Scritture non li osservano, per pigrizia o per indolenza, cadono sotto il dominio delle tre influenze della natura materiale. Secondo le loro attività precedenti, compiute nella virtù, nella passione o nell'ignoranza, essi acquisiscono un carattere, una natura particolare. Fin dai primi istanti in cui entra in contatto con la natura materiale, l'essere vivente non smette mai di essere alle prese con le influenze materiali. Egli riveste così, secondo il loro influsso specifico, una mentalità particolare. Ma gli è possibile modificare questa mentalità se avvicina un maestro spirituale autentico e vive secondo i suoi insegnamenti e secondo quelli delle Scritture. Gradualmente, egli potrà così passare dall'ignoranza o dalla passione alla virtù. In conclusione, una fede cieca, chiusa nella sfera di una particolare influenza materiale, non è di alcun aiuto a chi vuole elevarsi fino alla perfezione. Bisogna sempre considerare le cose con attenzione, con intelligenza, in compagnia di un maestro spirituale autentico. Soltanto così si può progredire verso un'influenza materiale più elevata.
sattvanurupa
sarvasya sattva-anurupa: secondo l'esistenza; sarvasya: di ognuno; sraddha: fede; bhavati: diventa; bharata: o figlio di Bharata; sraddha: fede; mayah: piena di; ayam: questo; purusah: essere vivente; yah: chiunque; yat: avendo la quale; sraddhah: fede; sah: così; eva: certamente; sah: egli.
TRADUZIONE O discendente di Bharata, secondo l'influenza materiale che domina la sua esistenza, l'essere sviluppa una forma particolare di fede. Si dice che l'essere vivente sia di questa o di quella fede secondo l'influenza materiale che subisce.
SPIEGAZIONE Non
c'è nessuno, qualunque sia la sua condizione, che non possieda una forma
di fede. Questa fede diventa virtuosa, passionale o ignorante secondo
la natura acquisita dall'uomo a contatto con le influenze materiali. Sempre
secondo la natura della propria fede, si ricercherà la compagnia di questo
o quel tipo di uomini. Ma la verità è ben diversa: ogni
essere vivente, come insegna il quindicesimo capitolo, è in origine
un frammento, o una parte integrante del Signore Supremo, al di là di
tutte le influenze della natura materiale. Ma se egli dimentica la sua
reazione con Dio, la Persona Suprema, ed entra in contatto con la natura
materiale, nell'esistenza condizionata, allora vi determina la propria
condizione, che dipende dal modo in cui egli avvicina gli svariati aspetti
della natura materiale. La fede e il modo di vivere che derivano da questo
condizionamento non possono essere che materiali, artificiali. Sebbene
l'essere condizionato percepisca la vita in un certo modo e ne possieda
una concezione materiale che lo spinge ad agire in una determinata maniera,
egli rimane, per natura, nirguna, al di là della materia. Per ritrovare quindi la sua relazione
col Signore Supremo deve purificarsi dalla contaminazione materiale che
lo ha ricoperto. E l'unica via sicura
che glielo permetterà è la coscienza di Krishna. Colui che è situato
nella coscienza di Krishna si
eleva senza alcun dubbio alla perfezione, mentre chi non s'incammina su
questa via di realizzazione spirituale dovrà inevitabilmente vivere sotto
il dominio delle tre influenze materiali.
yajante
sattvika devan yajante: adorano; sattvikah: coloro che sono soggetti all'influenza della virtù; devan: esseri celesti; yaksa-raksamsi: demoni; rajasah: coloro che sono soggetti all'influenza della passione; pretan: gli spiriti dei morti; bhuta-ganan: fantasmi; ca: e; anye: altri; yajante: adorano; tamasah: nell'influenza dell'ignoranza; janah: la gente.
TRADUZIONE Gli uomini situati nella virtù adorano gli esseri celesti, quelli soggetti alla passione adorano i demoni e quelli dominati dall'ignoranza adorano i fantasmi e gli spiriti.
SPIEGAZIONE In
questo verso, Dio, la Persona Suprema, descrive diversi tipi di adoratori,
classificati secondo il loro comportamento. Le scritture insegnano che
soltanto il Signore Supremo è degno di adorazione, ma gli uomini privi
di una profonda conoscenza delle regole contenute nelle Scritture o privi
di fede in esse, hanno diversi oggetti di adorazione secondo la particolare
influenza materiale che essi subiscono. Coloro che sono situati nella
virtù adorano generalmente gli esseri celesti, cioè Brahma, Siva e numerosi
altri, come Indra, Candra e Vivasvan, il dio del sole. Essi ne adorano
uno in particolare, secondo il fine che desiderano raggiungere. Coloro
che sono dominati dalla passione adorano i demoni. Ci ricordiamo, a questo
proposito, un uomo di Calcutta che durante la seconda guerra mondiale
rendeva culto a Hitler, che provocando la guerra gli aveva permesso di
accumulare una grossa fortuna col mercato nero. Come lui, coloro che sono
avvolti dalla passione e dall'ignoranza, scelgono generalmente come Dio
un uomo pieno di potere. Essi credono che si possa adorare chiunque come
Dio senza che il risultato dell'adorazione cambi.
asastra-vihitam
ghoram asastra: non nelle Scritture; vihitam: dirette; ghoram: dannose per altri; tapyante: si sottopongono; ye: coloro che; tapah: austerità; janah: persone; dambha: con orgoglio; ahankara: ed egoismo; samyuktah: impegnate; kama: di lussuria; raga: e attaccamento; bala: con la forza: anvitah: spinti; karsayantah: tormentando; sarira-stham: situato nel corpo; bhuta-gramam: la combinazione degli elementi materiali; acetasah: avendo una mentalità sviante; mam: Me; ca; anche; eva: certamente; antah: all'interno; sarira-stham: situato nel corpo; tan: loro; viddhi: comprendono; asura-niscayan: i demoni.
TRADUZIONE Coloro che per orgoglio ed egotismo si sottopongono a severe austerità e penitenze non raccomandate nelle Scritture e, spinti dalla lussuria e dall'attaccamento, sono così insensati che torturano gli elementi materiali del corpo, e insieme l'Anima Suprema che dimora in loro, sappi che sono definiti demoni.
SPIEGAZIONE Ci sono uomini che s'inventano le loro proprie
austerità e penitenze senza preoccuparsi se sono menzionate o no
nelle Scritture, per esempio, digiunare per servire un fine puramente
materiale, politico o altro. Le Scritture, in realtà, raccomandano
il digiuno che serve all'avanzamento sul sentiero spirituale, e
non quello che si propone scopi politici o sociali. Secondo la Bhagavad-gita,
gli uomini che si sottopongono a tali austerità, non confermate
dai Testi vedici, sono certamente demoniaci. I loro atti vanno contro
i princìpi delle Scritture e non sono benefici per l'umanità. In
fondo, essi agiscono solo per orgoglio, falso ego, cupidigia e attaccamento
ai piaceri materiali. Questi atti turbano non soltanto l'ordine
degli elementi materiali che costituiscono il corpo, ma anche il
Signore Supremo, che vive in persona all'interno del corpo. Questi
digiuni e austerità non autorizzati, compiuti per qualche fine politico,
sono senza dubbio fonte di grande disagio anche per gli altri. Inoltre,
non si trovano menzionati in nessuna parte dei testi vedci.
aharas
tv api sarvasya aharah: mangiando; tu: certamente; api: anche; sarvasya: di tutti; tri viddhah: di tre generi; bhavati: c'è; priyah: caro; yajnah: sacrificio; tapah: austerità; tatha: anche; danam: carità; tesam: di loro; bhedam: differenze; imam: questo; srinu: ascolta.
TRADUZIONE Anche il cibo preferito da ogni persona appartiene a tre categorie che corrispondono alle tre influenze della natura materiale. Questo vale anche per i sacrifici, per le austerità e la carità. Ascolta ora ciò che li distingue.
SPIEGAZIONE In conformità delle diverse influenze della natura materiale, diversi, e non tutti allo stesso livello, saranno i modi di mangiare, di compiere i sacrifici, di praticare le austerità e di fare la carità. Chi può comprendere in modo analitico quali appartengono a una certa influenza materiale e quali a un'altra, è il vero saggio, al contrario degli sciocchi che non sanno distinguere le diverse forme di cibo, sacrificio e carità. Ci sono "missionari" che insegnano che chiunque, agendo secondo il proprio capriccio, può raggiungere la perfezione, ma queste guide senza intelligenza vanno contro gli insegnamenti delle Scritture, si costruiscono il loro proprio modo di agire e così ingannano le masse.
ayuh-sattva-balarogya- ayuh: durata della vita; sattva: esistenza; bala: forza; arogya: salute; sukha: felicità; priti: e soddisfazione; vivardhanah: accrescimento; rasyah: succosi; snigdhah: grassi; sthirah: sostanziosi; hridyah: graditi al cuore; aharah: cibo; sattvika: per chi è in virtù; priyah: gustosi.
TRADUZIONE I cibi graditi a coloro che sono situati nella virtù accrescono la durata della vita, purificano l'esistenza e danno forza e salute, felicità e soddisfazione. Questi alimenti sono succosi, grassi, sani e graditi al cuore.
katv-amla-lavanaty-usna-
katu: amari; amla: acidi; lavana: salati; ati-usna: molto caldi; tiksna: piccanti; ruksa: secchi; vidahinah: brucianti; aharah: alimenti; rajasasya: per chi è situato nella passione; istah: gustosi; duhkha: sofferenza; soka: miseria; amaya: malattia; pradah: causando.
TRADUZIONE I cibi troppo amari, troppo aspri, salati, piccanti, pungenti, secchi e bruciati sono e da chi è dominato dalla passione. Essi generano sofferenza, infelicità e malattia.
yata-yamam
gata-rasam yata-yamam: cibi cotti tre ore prima di essere consumati; gata-rasam: privi di gusto; puti: maleodoranti; paryusitam: decomposti; ca: anche; yat: ciò che; ucchistam: resti del cibo mangiati da altri; api: anche; ca: e; amedhyam: intoccabile; bhojanam: mangiare; tamasa: a chi è situato nell'ignoranza; priyam: cari.
TRADUZIONE Il cibo cotto più di tre ore prima di essere consumato, privo di gusto, decomposto e putrido, e il cibo costituito di avanzi e di cose intoccabili, piace a coloro che sono dominati dalla più oscura ignoranza.
SPIEGAZIONE Le uniche funzioni del cibo sono quelle
di accrescere la longevità, di purificare la mente e di dare al
corpo salute e vigore. Grandi autorità in materia hanno scelto,
nel passato, gli alimenti che soddisfano nel modo migliore queste
esigenze, e che sono tra gli altri, i prodotti del latte, lo zucchero,
il riso, il grano, la frutta e la verdura. Questi sono gli alimenti
preferiti dagli uomini guidati dalla virtù. Altri, come il mais
o la melassa, sebbene non molto saporiti, acquistano sapore se mischiati
col latte o con altri alimenti della virtù, e raggiungono così la
sfera della virtù. Tutti questi alimenti sono per natura puri, non
hanno niente in comune con le sostanze "intoccabili", impure, come
la carne e i liquori. Gli alimenti grassi menzionati nel verso otto
non hanno nessun rapporto con il grasso ricavato dall'abbattimento
degli animali. I grassi animali sono reperibili nel latte, che è
l'alimento migliore che ci sia. Il latte, il burro, il formaggio
e altri simili prodotti forniscono grassi animali sotto una forma
che esclude ogni necessità di uccidere creature innocenti. Soltanto
una mentalità barbara permette che si continuino a massacrare gli
animali. L'unico modo civile di ottenere le sostanze grasse necessarie
all'uomo è quello di trarle dal latte. L'abbattimento degli animali
è metodo proprio del sub-umano. Quanto alla proteine, si trovano
abbondantemente nei ceci, nel dal (leguminosa simile alla
soia), nel grano integrale e in molte leguminose.
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